Per sistema proporzionale (o semplicemente proporzionaleSostantivo maschile.) si intende genericamente qualsiasi sistema elettorale che miri a riprodurre in un organo di rappresentanza le proporzioni delle diverse parti dell'elettorato - generalmente in un'assemblea elettiva, per cui tali sistemi furono escogitati. La finalità è risolvere le disuguaglianze di rappresentazione dei partiti che sorgono nei sistemi elettorali maggioritari, soprattutto quando vi sono più di due forze fondamentali o quando le circoscrizioni hanno dimensioni diverse. La proporzionalità può essere alterata in vari modi: riducendola si combatte la frammentazione, tendenza ben nota nei sistemi proporzionali; ciò può avvenire variando il metodo di assegnazione dei seggi, introducendo una soglia, o limitando il numero di seggi in palio in ciascuna circoscrizione. Esistono vari sistemi di tipo proporzionale, descritti di seguito.

Confronto con i sistemi maggioritari Gli obiettivi della rappresentanza proporzionale sono spesso contrastati con i collegi uninominali a sistema maggioritario.

Nei paesi che usano sistemi maggioritari (fra cui Regno Unito, Stati Uniti, Canada e India) molti sistemi alternativi vengono descritti come forme di rappresentanza proporzionale, a volte in modo inesatto e generando equivoci tra il pubblico e gli esperti che si fanno promotori di tali sistemi. In particolare, alcuni referendum promossi a favore del proporzionale (2007 nell'Ontario e 2009 nella Columbia Britannica) fallirono anche perché la campagna del 'No' sfruttò l'attenzione per i sistemi a lista elettorale, enfatizzando il possibile trasferimento di potere dal pubblico ai partiti. Nell'Ontario ciò fu particolarmente efficace in quanto non era stato escluso il sistema delle liste bloccate.

Sistemi elettorali e rappresentanza proporzionale dei partiti Quasi sempre i sistemi proporzionali usano i partiti politici come misura della rappresentanza. Ad esempio, un partito che riceve il 15% dei voti in un tale sistema vedrà il 15% dei seggi assegnati ai propri candidati.

La maggioranza del dibattito dei sistemi elettorali è sulla proporzionalità. I partiti più radicati, negli Stati Uniti e nel Regno Unito (con sistema maggioritario) possono conquistare il controllo formale del parlamento con il sostegno di appena il 20-25% degli aventi diritto al voto, a spese dei partiti minori. In Canada la situazione potrebbe essere considerata peggiore: regolarmente partiti sostenuti da meno del 40% degli elettori formano maggioranze di governo che restano al potere per legislature complete di quattro anni. Se si considera che la partecipazione al voto è minore del 60%, un partito può ottenere un governo di maggioranza convincendo appena un quarto dell'elettorato. In aggiunta, i contrappesi del sistema giudiziario sono minori rispetto agli Stati Uniti, e quelli del sistema legislativo inferiori rispetto al Regno Unito.

Metodi diversi di rappresentanza proporzionale possono portare a maggiore proporzionalità oppure ad un risultato più determinato.

Il sistema proporzionale a liste di partito è un approccio, in cui ogni partito politico presenta una lista di candidati: gli elettori scelgono una lista. La forma a liste aperte permette all'elettore di influenzare l'elezione dei candidati individuali all'interno della lista. L'approccio a liste bloccate no: è il partito a scegliere l'ordine, e i candidati più in cima alla lista avranno maggiori probabilità di essere eletti.

Un'altra possibilità è il voto singolo trasferibile (STV), che non dipende dai partiti o dalle liste. Gli elettori numerano i candidati in ordine di preferenza: se il loro candidato preferito riceve un numero insufficiente di voti, il voto si trasferisce alla seconda scelta e così via. Le elezioni al Senato australiano usano il cosiddetto "voto sopra la linea" dove i candidati di ogni partito sono raggruppati sulla scheda, permettendo all'elettore di votare il gruppo o il candidato. Nelle elezioni al Dáil Éireann irlandese, i candidati sono elencati in ordine alfabetico, senza distinzioni di partito.

Altre variazioni comprendono il voto singolo non trasferibile (SNTV), il voto cumulativo e il voto limitato; questi sistemi possono essere definiti semi-proporzionali.

L'enfasi sui partiti politici potrebbe ridurre l'efficacia della rappresentanza proporzionale. L'influenza dei partiti è in declino in Paesi come gli Stati Uniti, in cui nel 2004 il 24% degli elettori si dichiarava indipendente. Un'alternativa come la delega del perdente può raggiungere la completa rappresentanza con modalità diverse.

Sistema a lista di partito in una circoscrizione plurinominale

Questo sistema prevede che ogni partito elenchi i propri candidati sotto forma di lista: il numero di eletti della lista dipenderà dal numero di voti da essa ricevuti. Nei sistemi a liste bloccate gli elettori esprimono solo la preferenza per una lista: in tali sistemi, nell'ambito di ciascuna lista sono eletti i candidati che occupano i primi posti, cosicché di fatto i partiti stabiliscono le priorità di elezione per i propri candidati. Nei sistemi a liste aperte, nell'ambito di ciascuna lista sono eletti i candidati che abbiano ottenuto maggior consenso da parte degli elettori: a seconda dei casi, costoro possono esprimere una o più preferenze per i singoli candidati oppure possono indicare l'ordine di preferenza.

Il sistema a lista di partito è usato in molti Paesi: la variante a liste aperte è impiegata, ad esempio in Finlandia, Lettonia, Svezia, Brasile, Paesi Bassi, Repubblica Democratica del Congo. La variante a liste bloccate si impiega in Israele (con un'unica circoscrizione per l'intero Paese), Russia (liste bloccate) e Sudafrica (liste bloccate). Per le elezioni al Parlamento europeo, la maggior parte degli stati usa liste aperte; la maggior parte del Regno Unito usa liste bloccate, ma l'Irlanda del Nord usa il voto singolo trasferibile, così come l'Irlanda.

Sistemi misti

I sistemi elettorali misti combinano un sistema proporzionale nazionale o regionale con collegi uninominali eletti da un sistema maggioritario, nel tentativo di combinare l'espressione delle appartenenze partitiche minoritarie, garantita dal proporzionale, e quella di tutte le aree di cui si compone lo stato, garantita dal maggioritario. Sono metodi che generalmente costituiscono nel distribuire alcuni seggi secondo un sistema maggioritario e altri secondo un sistema proporzionale. Sono spesso adoperati nei paesi federali, poiché riequilibrano le necessità nazionali e locali. Sono anche usati nei paesi con diversità geografiche, sociali, culturali ed economiche. Per ovviare al medesimo problema è stata anche sviluppata l'attribuzione biproporzionale, in uso in alcuni cantoni svizzeri, che è invece una forma di rappresentazione pienamente proporzionale che assicura la rappresentanza equa di tutte le regioni.

I sistemi misti, o varianti di essi, vengono usati nella Scozia e nel Galles, in Germania, in Giappone, nel Lesotho, in Messico, in Bolivia, in Nuova Zelanda ed anche in Italia.

Voto singolo trasferibile in una circoscrizione plurinominale

Questo sistema usa il voto preferenziale.

Ogni circoscrizione elegge due o più rappresentanti per l'elettorato. Di conseguenza la circoscrizione equivale per dimensione alla somma dei collegi uninominali che darebbero lo stesso numero di rappresentanti. I partiti tendono ad offrire più o meno candidati a seconda della dimensione, e a quanti ottimisticamente potrebbero vincere. Gli elettori ordinano una parte o tutti i candidati secondo la loro preferenza. Un candidato vincitore deve raggiungere una quota, "calcolata dividendo il numero totale di voti validi per uno più il numero di seggi da riempire, ignorando il resto della divisione e aggiungendo un voto." Irish citizens information Solo in pochi casi ciò si ottiene alla prima conta. Alla seconda conta, se un candidato vince il suo voto in sovrappiù (in eccesso della quota) si trasferisce alle seconde scelte degli elettori; altrimenti si elimina il candidato meno popolare e tali voti sono ridistribuiti rispetto alla seconda preferenza mostrata su di essi. Se più di un candidato non riceve voti sufficienti dopo il trasferimento di voti dal più impopolare, anche quel candidato viene eliminato (in quanto sarebbe comunque eliminato al giro successivo.)

Il processo si ripete fino a riempire tutti i seggi, vuoi perché il numero richiesto ha raggiunto la quota, o perché il numero di candidati sopravvissuti all'eliminazione corrisponde al numero di seggi rimanenti. Anche se la procedura di conta è alquanto complessa, il voto è semplice e la maggior parte degli elettori vede eletta almeno una delle proprie preferenze.

Tutti gli eletti rispondono direttamente ai propri elettori locali. Secondo alcuni politologi sarebbe più corretto definire "semi-proporzionale" il voto singolo trasferibile, poiché non è garantita la effettiva proporzionalità. In effetti, secondo molti sostenitori, il voto singolo trasferibile eviterebbe l'eccessiva frammentazione tipica dei sistemi proporzionali puri.

Delega del perdente in un sistema uninominale Il voto con "delega del perdente" può produrre rappresentanza ancora maggiore nelle legislature. Tale sistema consente ai candidati perdenti di delegare i voti ricevuti al candidato vincente nel proprio distretto o in un altro, senza distinzione di partito. I voti "delegati" si ripercuotono in realtà sui successivi voti parlamentari. I voti di ogni parlamentare sono pesati secondo la somma dei voti ricevuti tra diretti e delegati. Il sistema si può combinare con il maggioritario semplice, il voto singolo trasferibile o altre regole di conta che determinino il candidato vincitore.

Ad esempio, si consideri un distretto in cui Tizio riceve il 45% dei voti, Caio il 40%, e Sempronio il rimanente 15%. Con il maggioritario tradizionale, Tizio vince e il 55% dei voti sono senza rappresentanza. Nel voto singolo trasferibile, se l'80% degli elettori di Sempronio hanno scelto Caio come seconda scelta, egli vincerà la seconda conta con il 52% contro il 48% di Tizio. In questo caso il 12% degli elettori sono rappresentati per seconda scelta, mentre gli elettori di Tizio non hanno voce.

Con la delega del perdente nel caso voto singolo trasferibile, Caio entra in parlamento, mentre Tizio assegnerà i propri voti a Mevio, che ha sconfitto Filano in un collegio vicino. Ora, grazie a Mevio, gli elettori di Tizio hanno una forza paragonabile a quelli di Caio. Il voto di Caio ha un peso di 52, quello di Mevio varrà 56 + 48 = 104, e quello di Calpurnio, che ha vinto in un terzo collegio, 58. Naturalmente, i perdenti nei collegi di Mevio e Calpurnio delegheranno a loro volta i propri voti, quindi Caio potrebbe arrivare a un peso di 52 + 44 + 42 = 138.

Tuttavia, una scelta migliore può essere la combinazione con il maggioritario semplice. Ora Sempronio può dare i suoi voti a Calpurnio anziché vederli trasferiti a Caio nel "ballottaggio virtuale" tipico del voto singolo trasferibile. Ora Tizio vota 45 per il suo distretto, Caio delega i suoi 40 a Filano che ha vinto con 44, Mevio resta a 56 e Calpurnio totalizza 58 + 15 = 73.

Meccanismi di attribuzione dei seggi I meccanismi proporzionali di attribuzione dei seggi sono essenzialmente due: quello del quoziente e i più alti resti, e quello dei divisori e le più alte medie.

Metodo del quoziente