Biografia Arruolato nel Regio esercito, combatté nella prima guerra mondiale, in servizio nell'81º Reggimento fanteria con il grado di sottotenente.Archivio storico dell'Associazione storica Cimeetrincee
La morte sul Sasso di Stria Nell'ottobre del 1915, l'esercito italiano fronteggiava gli austriaci tra le cime del Lagazuoi e del Col di Lana: il Sasso di Stria domina la sottostante strada delle Dolomiti che percorre il Passo Valparola e il Passo Falzarego, e costituiva quindi un importante punto strategico. Dopo alcuni tentativi falliti di attacco alla postazione, rimasta in mano agli austriaci, fu ordinato al reggimento sotto il comando dell'allora colonnello Achille Papa di tentare una nuova incursione.Edoardo Campestrini: Lo chiamavano papà. Biografia militare e familiare del generale Achille Papa pp. 41-42 Il sottotenente Fusetti si offrì volontariamente di guidare un gruppo di soldati nella conquista della vetta, situata a 2477 metri di quota, per poi sorprendere gli austriaci posizionati nelle trincee più in basso. Raggiunta la cima la notte del 18 ottobre, dispose i suoi uomini in attesa dei rinforzi, che però tardarono ad arrivare. Furono invece avvistati da alcuni soldati austriaci saliti sulla cresta: scattato l'allarme, iniziarono i combattimenti. Nonostante la resistenza organizzata dal Fusetti, gli italiani furono ben presto accerchiati: molti restarono feriti, e il sottotenente fu colpito alla fronte, mentre si sporgeva fuori del riparo per sparare. Al termine di una sanguinosa battaglia, i pochi superstiti si arresero, dopo aver deposto tra i crepacci le salme dei compagni caduti.
La storia di quanto era accaduto fu ricostruita grazie alla loro testimonianza, e a quella del tenente al comando degli austriaci.Testimonianze nemiche sull'Eroe del Sasso di Stria Prima di affrontare la rischiosa spedizione, il sottotenente aveva lasciato una lettera alla famiglia, in cui esprimeva i suoi sentimenti e le ultime volontà, e nella quale chiedeva espressamente che il suo corpo rimanesse nel luogo in cui era stato ucciso.
Per il valoroso comportamento, il 25 febbraio 1923 gli fu conferita la medaglia d'oro al valor militare alla memoria. Le sue spoglie non furono mai ritrovate, ma un cenotafio lo ricorda nel Sacrario militare di Pocol.
A ricordo dell'impresa, nel 2018 gli Alpini, impegnati senza successo nella ricerca dei suoi resti, hanno realizzato una via ferrata in suo onore che ripercorre il tragitto seguito dalla spedizione.
La lettera testamentaria
Onorificenze
Note
Bibliografia
Edoardo Campestrini: Lo chiamavano papà. Biografia militare e familiare del generale Achille Papa. Liberedizioni, Brescia, 2014 ISBN 978-88-95787-98-5 Luciano Viazzi: Col di Lana Monte di fuoco, 1915-1917. Mursia, Milano 1998.
Collegamenti esterni
Categoria:Ufficiali del Regio Esercito Categoria:Medaglie d'oro al valor militare