È ricordato anche per essere stato il padre spirituale del santo Paisios l'athonita.

Biografia Nacque attorno al 1840 con il nome Theodorus Annitsalichos (Θεόδωρος Αννητσαλήχος) a Farassa o Varasio, il principale tra sei villaggi cristiani della regione di Farassa (in Cappadocia, oggi Feke nell'odierna Turchia). I suoi genitori erano dei pii cristiani praticanti di modeste condizioni. Il padre, istitutore, si chiamava Elefterio (soprannominato Hadjilefteris, ossia "pellegrino dei luoghi santi" per essere stato a Gerusalemme in pellegrinaggio), sua madre si chiamava Barbara Frangos (o Frangopoulos) e il nome della famiglia era Annitsalichos o Artzidis (come soprannome). La coppia ebbe due figli: Biagio e Teodoro (che divenne padre Arsenio). Teodoro, già da bambino, iniziò a nutrire il desiderio di diventare monaco dopo aver assistito ad un miracolo in cui veniva salvato da "un monaco in groppa ad un cavallo" (san Giorgio). I due fratelli rimasero orfani già in tenere età per cui fu una zia materna ad occuparsi di loro due. Il bambino fece i suoi studi elementari a Niğde da una zia paterna che, a sua volta, lo mandò a continuare gli studi superiori a Smirne da degli altri parenti. Lì imparò il greco letterario, la teologia, l'armeno il turco ed il francese. A ventiquattro anni, entrò come monaco al monastero di Flaviana, borgo situato a 15 km da Cesarea dove ricevette il nome Arsenio. Non rimase in monastero che poco tempo poiché fu inviato dal metropolita Paisios II a Farassa per istruire bambini abbandonati, cosa che dovette fare di nascosto dai turchi, essendo l'insegnamento del greco un'attività proibita. Verso i trent'anni fu ordinato sacerdote e fece un pellegrinaggio in Terra santa per poi tornare a Farassa. Da allora si distinse sempre più per la preghiera e la sua attività benefica in favore di tutti, turchi compresi. "Ovunque passava il padre, gli venivano portati dei malati affinché recitasse su di loro delle preghiere. Egli non osservava se fossero cristiani o musulmani, ma solo di quale malattia soffrissero per trovar loro la preghiera adeguata. Guarendo le loro malattie, faceva capire ai turchi il gran valore dell'Ortodossia affinché essi fossero portati a rispettarla"Padre Paissios, ''Sant'Arsenio di Cappadocia'' [in francese], Monastero san Giovanni il Teologo, Surotì (Salonicco) 1995, p. 63.. Nella sua attività, non furono poche le guarigioni a lui attribuite, al punto che ovunque accorrevano a lui. Ai turchi padre Arsenio era solito dire: "Tieni i tuoi soldi, la nostra fede non si vende!"Ibid., p. 69.. La personalità di padre Arsenio marcò fortemente i suoi parrocchiani al punto che qualcuno tra essi scrisse: "Avevamo nel nostro villaggio un giovane uomo che divenne istitutore e in seguito prete [...] era solito fare continue veglie notturne di preghiera (agripnìe) [...] un uomo santo la cui preghiera poteva attraversare le pietre. Se qualcuno si ammalava, egli rimaneva presso di lui facendo delle prostrazioni (metànie) e supplicando Dio [...] il suo nome era Hadjiefendis"Loukopoulos D., Il culto popolare di Farassa [in greco], p. 54. Citato in Padre Paisios, Sant'Arsenio di Cappadocia., p. 71.. Anche se viveva nel mondo, riusciva due giorni alla settimana ad isolarsi come fosse un eremita per dedicarsi totalmente alla preghiera. Durante le grandi feste, faceva delle agripnìe nella chiesa parrocchiale dal tramonto del sole fino all'alba. Se celebrava le agripnìe in una cappella isolata, e lontana dal villaggio, non vi si recava mai a dorso di un animale ma sempre a piedi, poiché nutriva un tal rispetto per gli animali da non volerli gravare con il suo peso corporeo. Di padre Arsenio ci sono pervenuti i racconti di molti miracoli e fatti straordinari. Lui stesso battezzò un bambino che divenne, a sua volta, una delle figure carismatiche più influenti del cristianesimo ortodosso e della Grecia contemporanea: Padre Paisios del Monte Athos.

Padre Arsenio morì il 10 novembre 1924 in Grecia, dopo essere venuto da Farassa con tutta la popolazione del suo villaggio, a causa degli scambi di popolazioni tra la Turchia e la Grecia, avvenuti in quegli anni.

Fu canonizzato dal patriarcato ecumenico di Costantinopoli l'11 febbraio 1986.

Note

Bibliografia Padre Paisios, Sant'Arsenio di Cappadocia [in francese], Monastero di Souroutì, Salonicco 1979.

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