Cervaro è un comune italiano di abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica Territorio Il centro storico di Cervaro è collocato in panoramica sulla piana cassinate; da qui si diparte la strada provinciale Cervaro-Viticuso. Il territorio comunale è ricco di vegetazione e include vette superiori ai che talvolta portano neve anche al paese. Il monte Aquilone, , domina Cervaro: Si uniscono a quest'ultimo il Monte Rachis, il Monte Porchio (), il Monte Chiaia () e il Monte Trocchio ().

Numerosi sono i corsi d'acqua che solcano il territorio di Cervaro, come il Rio Ascensione e il S. Stefano, che discendono dal Monte Aquilone; dal Monte Rachis, invece, sorge il torrente Acquacandida, A est della Casilina, infine, si trova il torrente del Faio, che da Santa Maria di Trocchio va poi a sfociare nel Garigliano.

Clima Classificazione climatica: zona D,

Origini del nome Vi sono due tradizioni popolari che spiegano l'origine del toponimo. La prima racconta del giovane patrizio Tertullo che nel VI secolo, cercando di difendere la città, fu ucciso dai Goti; il giovane fu sepolto presso un altare per sacrifici posto in una zona aspra, chiamato lAcerba ara, espressione trasformatasi poi in Cervaro. La seconda racconta di un cervo bianco che usava pascolare sul monte Pesculum, dove nacque l'acropoli e poi il castello; il cervo è effigiato sullo stemma comunale.

Storia Una leggenda vuole che Enea, approdato presso Gaeta, si sia diretto verso l'interno fondando varie città, tra le quali spiccava Cervaro.

Di certo, nell'alto medioevo, l'abate di Montecassino Petronace fece erigere un castello detto Castrum Cerbari, che entrò quindi a far parte, con il suo territorio, della Terra Sancti Benedicti.

Nel 757 vi si ritirò come monaco benedettino il re longobardo Rachis, che vi fondò una piccola comunità monastica ispirata al culto mariano e alla coltivazione dell'ulivo.

I Saraceni, stabilitisi alle foci del Garigliano (880 circa), assaltarono e diedero alle fiamme il monastero di Montecassino il 4 settembre dell'883. Per anni, fino alla battaglia del Garigliano (915) in cui gli islamici furono rigettati in mare, tutto rimase incolto e devastato.

I monaci tornarono nel 949, trovando le terre deserte e disabitate dato che le incursioni saracene non risparmiarono nulla. La popolazione contadina era fuggita o era stata massacrata dalle scorribande dei musulmani. Solo piccoli gruppi erano sopravvissuti: uno di quelli si era dato una difesa inespugnabile sulla rocca Torroculum, l'odierno monte Trocchio sulla cui vetta si vedono i resti della fortezza.

Per lo spirito battagliero ed indomito i tenutari della fortezza, che dopo il 915 si insediarono sulla collina del Castrum Cerbari, poi Cerbarium e quindi Cervaro, furono sempre una spina nel fianco della Badia di Montecassino. La comunità monastica, ristabilitasi a Montecassino, ritenne poco opportuno lasciare le terre di sua proprietà infruttuose ed incolte e così pensò di ripopolare le zone del cassinate chiamando agricoltori dalle regioni vicine che non avevano terre da coltivare.

Per maggiormente invogliarli, data la miseria dilagante, concessero a quelli disposti a venire grandi appezzamenti di terreno a condizioni assai vantaggiose. Si inserisce così nella storia di Cervaro l'abbazia benedettina di Càlena – con annessa una chiesa, chiamata appunto Santa Maria di Càlena –, situata a Peschici (FG), che durante il Concilio di Melfi del 1059, il principe normanno Riccardo d'Aversa donò al potente abate Desiderio di Montecassino: ciò portò a una colonizzazione della zona da parte di contadini provenienti dalla Puglia.

Successivamente, Cervaro fu importante centro artigianale, rinomato in particolare per l'oreficeria.

Alla fine dell'Ottocento nel territorio si sviluppò il fenomeno del brigantaggio, e numerose furono le ribellioni e i saccheggi.

Nel 1927 Cervaro, dopo secoli di appartenenza alla Terra di Lavoro, entrò a far parte della neonata provincia di Frosinone,

Cervaro, nel corso della seconda guerra mondiale, si ritrovò sulla Linea Gustav e venne liberata il 12 gennaio 1944 dalla 34ª divisione americana. Costituì l'avamposto dei generali delle forze alleate durante la battaglia di Montecassino, ospitando i generali anglo-americani Clark, Devers, Alexander, Eaker e Freyberg. In seguito ai bombardamenti venne distrutta al 98% e fu insignita della medaglia d'argento al merito civile.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 6 novembre 1996.

Il gonfalone è un drappo di bianco con la bordatura di azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Santuario della Madonna de Piternis. Sorge all'ingresso di una gola ai piedi del monte Aquilone, nei pressi della provinciale Cervaro-Viticuso. "In piternis" è una trasformazione dialettale dell'espressione "in sempiternis grati". Il santuario fu consacrato nel 1408. Come testimoniato nei documenti dell'abbazia di Montecassino, fu costruito attorno ad una nicchia antecedente all'anno 1000 nata sul luogo di un'apparizione della Madonna ad una pastorella di Cervaro; tale apparizione è forse il primo evento del genere in Italia. Qui sono conservati affreschi del XVI e XVII secolo. Chiesa Maggiore. Situata nel centro storico (via Cervo-Colle), ha una monumentale scalinata e un antico altare ligneo. Chiesa di Santa Lucia di Trocchio. Situata a circa a ovest dal capoluogo comunale, sorge presso la piccola frazione di Santa Lucia, di circa 600 abitanti. Vi si celebra la prima domenica di settembre la festa di Santa Lucia. Santuario Madonna Regina della Pace. Situato in località "La Foresta". Chiesa di Santo Stefano, patrono di Cervaro. È adibita a cappella cimiteriale poiché adiacente al cimitero comunale. Chiesa dell'Annunziata (prima dedicata a Santa Maria delle Grazie). È collocata al centro del paese nei pressi della Piazza principale. Chiesa di San Paolo e Santa Maria Maggiore. Appare per la prima volta nella storia di Cervaro il 27 novembre 1198 nel Mandatum di papa Innocenzo III. Ha subito opere di ristrutturazione nel 1400 e nei primi anni 2000. Chiesa di San Benedetto Abate nella frazione Pastenelle.

Architetture medievali Ruderi del castello medievale di Monte Trocchio. Il castello, denominato "Torrocolo", fu fortificato nel 1057 per il timore di attacchi da parte dei Normanni ai possedimenti dell'Abbazia di Montecassino. Ruderi del castello di Cervaro. Sono situati in via Cervo, nel centro storico.

Aree naturali Sentieri escursionistici sui monti del territorio comunale. Sentiero dei Mulini antichi. Valle Vecchia.

Altro Fontane monumentali. Monumento ai Caduti del II conflitto mondiale, sottostante il monte Trocchio, in località "La Foresta".

Società Evoluzione demografica

Lingue e dialetti Il dialetto di Cervaro si caratterizza per alcune peculiarità.Luigi Fabiani, La terra di S. Benedetto, 1970 - Scipione De Micco, Eulogimenopoli - San Germano - Cassino, 1994 - V. Tivalotti, I miei ricordi, 1960 (coll. priv. P. Tiv.) - Antonio Pacitti, Cervaro mondanara e dintorni (1920-1940), 1989. Dopo che i Saraceni provenienti dalla loro colonia presso il Garigliano assaltarono e diedero alle fiamme il monastero di Montecassino il 4 settembre dell'883, tutto rimase incolto e devastato: pertanto, la comunità monastica ristabilitasi a Montecassino ritenne poco opportuno lasciare le terre di sua proprietà infruttuose ed incolte e così pensò di ripopolare le zone del cassinate chiamando agricoltori dalle regioni vicine che non avevano terre da coltivare.

A causa del collegamento tra le due comunità benedettine di Montecassino e dell'ex monastero benedettino di Càlena, presso Peschici (FG) – il cui possesso da parte della Badia cassinese è attestato da numerose bolle papali datate dal 1097 al 1474 – alcuni nuclei familiari di contadini dell'entroterra pugliese attraversarono la gola tra monte Sammucaro e l'Aquilone ed approdarono nelle terre promesse dal monastero di Montecassino, trovando terre collinari simili alle Murge coltivabili a oliveti, prive dell'umidità e della nebbia che soffocavano il cassinate; Cervaro e la sua signoria ebbero così nuovi contadini, che contribuirono al ripopolamento dell’area.

Ciò ha fatto sì che il dialetto locale, comunque afferente ai dialetti laziali meridionali e quindi al campano, acquisisse alcune caratteristiche riconducibili ai dialetti pugliesi e molisani: esso pertanto differisce in parte dal vicino cassinate per la presenza dei cosiddetti "frangimenti vocalici".

Religione La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica e afferisce alla diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, ma fino all'anno 2014 faceva parte dell'abbazia territoriale di Montecassino.

Cultura Biblioteche La "Biblioteca comunale" comprende tre sezioni specializzate sull'antropologia culturale, sulla seconda guerra mondiale e sulla questione meridionale.

Musei Museo demoantropologico. Museo laboratorio sulla lavorazione dell'oro nella tradizione locale, nel centro storico.

Economia Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema "Unità locali", intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui). +201520142013Numero imprese attive% Provinciale Imprese attive% Regionale Imprese attiveNumero addetti% Provinciale Addetti% Regionale AddettiNumero imprese attiveNumero addettiNumero imprese attiveNumero addettiCervaro3320,99%0,07%7470,70%0,05%331724327742Frosinone7,38%6,92%Lazio Nel 2015 le 332 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,99% del totale provinciale ( imprese attive), hanno occupato 747 addetti, lo 0,70% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco più di due addetti (2,26).

Infrastrutture e trasporti Ferrovie Cervaro è servita dalla stazione di Stazione di Fontanarosa-Cervaro. La stazione non viene utilizzata dal pubblico da almeno il 1991.

Amministrazione

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Cervaro passò dalla provincia di Terra di Lavoro a quella di Frosinone.

Altre informazioni amministrative Il comune fa parte dell'Unione dei comuni delle Mainarde e della Comunità montana Valle del Liri.

Sport Calcio Soccer Boys Cervaro che, nel campionato 2026-2027, milita nel campionato maschile di Promozione.

Tennis È presente un circolo affiliato alla Federazione Italiana Tennis: l'ASD Le Querce Tennis Club.

Impianti sportivi Campo da calcio "Luigi Canale" con pista di atletica e due campi, uno da tennis e uno da calcetto. Palazzetto dello sport in località "Medaglia d'oro", Campo di bocce, situato in prossimità della piazza principale e della villa comunale.

Note

Bibliografia

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