Linondazione causata dal mare del Nord nel 1953 (nota in olandese come Watersnoodramp, tradotto con "grande alluvione"; in tedesco Hollandsturmflut; in inglese (Great) North Sea flood o East Coast floods) fu un'imponente inondazione che colpì le coste olandesi, belghe, inglesi e scozzesi del mare del Nord nella notte tra il 31 gennaio e il 1º febbraio 1953.

L'inondazione fu causata dalla combinazione di una eccezionale alta marea con un forte ciclone extra-tropicale abbattutosi sul mare del Nord. L'onda di tempesta ha causato, in alcune zone, l'alzamento del livello del mare di oltre al di sopra del valore medio, travolgendo le difese marine e causando ingenti allagamenti. I Paesi Bassi, paese con il 20% della superficie al di sotto del livello medio del mare e con il 50% inferiore a 1 metro, subì i danni maggiori contando morti, soprattutto nella provincia della Zelanda. In Inghilterra ci furono 307 morti nelle contee Lincolnshire, Norfolk, Suffolk e Essex. 19 morti si registrarono in Scozia e 28 in Belgio, nella provincia delle Fiandre Occidentali.

Oltre 230 vittime si ebbero in mare aperto. Il traghetto MV Princess Victoria naufragòIl naufragio è la sommersione completa di una imbarcazione o di una nave per cause accidentali. Sono escluse le azioni di guerra per le quali si usa il termine generico "affondamento". Cfr. il lemma "naufragio" sul vocabolario Treccani. nel canale del Nord con 133 persone a bordo; stessa sorte toccò diversi pescherecci invece nei pressi delle coste colpite dalla tempesta.

In conseguenza dei catastrofici effetti dell'inondazione molti Stati adottarono dei sistemi di protezione delle coste. I Paesi Bassi in particolare, caratterizzati da una maggiore esposizione ai fenomeni marini, svilupparono il cosiddetto piano Delta, attuato nella zona del delta del Reno, della Mosa e della Schelda, consistente in un rafforzamento delle difese esistenti e nella costruzione di un esteso sistema di dighe e paratoie mobili a protezione delle aree più depresse. In Inghilterra invece furono realizzate le chiuse sul Tamigi e quella sull'estuario Humber. In Belgio il disastro ispirò una valutazione globale delle difese marine del Paese, il cosiddetto piano Sigma, ma il progetto venne avviato solo nel 1976 dopo aver subito un'altra devastante inondazione.

Evoluzione della tempesta

Il 29 gennaio 1953 si osservarono le prime indicazioni che un'area di bassa pressione si stesse formando sull'oceano Atlantico settentrionale. Il 30 gennaio la depressione cominciò a piegare verso sud-est, sviluppando una tempesta sul lato ovest del campo di bassa pressione, che si spostò poi verso sud.

Nelle prime ore del 31 gennaio la depressione raggiunse il mare del Nord a nord-est della Scozia. A mezzogiorno la tempesta raggiunse le coste scozzesi dove prese ulteriormente forza; vennero misurate velocità dei venti fino a (grado 12 della scala di Beaufort).

La sera del 31 gennaio la depressione, indebolita al grado 11 Bft, raggiunse le coste della Danimarca e la baia di Helgoland. Quando raggiunse le coste olandesi il ciclone aveva forza 10 Bft, e si mantenne oltre forza 9 Bft per circa 20 ore.

La tempesta, che premeva da nord-ovest verso la terraferma, fu responsabile del mancato drenaggio della marea aggiungendo un'ulteriore componente all'innalzamento del livello del mare nei pressi della costa olandese. Nella Zelanda la tempesta raggiunse il suo culmine poco prima di mezzanotte del 31 gennaio, il livello delle acque si trovava già al di sopra del valore normale; nel corso della notte l'alta marea portò il livello del mare fino a che le dighe non furono in grado di trattenere.

Nelle prime ore del 1º febbraio la tempesta raggiunse la Frisia Orientale, proseguendo poi nell'entroterra dell'Europa centrale, notevolmente indebolita.

Allarme La popolazione delle zone costiere che furono poi colpite dal disastro non era particolarmente preoccupata. Si pensava infatti che la tempesta avrebbe perso potenza nel corso della notte tra il 31 gennaio e il 1º febbraio e che non avrebbe dato luogo a un disastro delle proporzioni che successivamente si verificarono. Inoltre si pensava che la tempesta si sarebbe diretta verso la parte settentrionale dei Paesi Bassi anziché verso le province più meridionali.

Inoltre all'epoca del disastro le radio locali non trasmettevano di notte e le stazioni meteorologiche erano operative soltanto di giorno. Di conseguenza quando la situazione precipitò, l'allarme lanciato dall'Istituto meteorologico reale dei Paesi Bassi non raggiunse le aree interessate e la popolazione venne colta nel sonno e impreparata quando l'inondazione si verificò nella notte tra sabato 31 gennaio e domenica 1º febbraio.

Condizioni delle difese marine

Essendo circa un quarto della superficie dei Paesi Bassi al di sotto del livello del mare, le difese marine rivestono un ruolo fondamentale per la salvaguardia dell'integrità idrogeologica del paese.

Per molto tempo molte delle dighe nella cosiddetta zona del delta (le foci dei fiumi Reno, Mosa e Schelda), nelle province dell'Olanda Meridionale e della Zelanda, erano state deboli e oggetto di scarsa o insufficiente manutenzione.

La situazione di pericolo era stata resa nota dagli esperti olandesi già negli anni venti e nel 1929 il Rijkswaterstaat (il dipartimento dei lavori pubblici e della gestione delle acque all'interno del ministero delle infrastrutture e dell'ambiente dei Paesi Bassi) aveva promosso una "commissione d'inchiesta su fiumi, estuari e coste", che nel 1934 produsse uno studio sull'impatto della bonifica dell'area di Biesbosch-Gebietes.

Lo studio evidenziò che la maggior parte delle dighe erano troppo basse e, in particolare, quelle nella parte occidentale del Brabante Settentrionale non rispettavano i requisiti minimi di sicurezza. Il Rijkswaterstaat si espresse ordinando studi per la chiusura degli stretti di deflusso delle maree, dopo aver prima completato la grande diga Afsluitdijk, a chiusura del Zuiderzee nell'Olanda Settentrionale, portata a termine nel 1932..

Per questioni economiche si decise per un semplice rafforzamento degli argini classificati vulnerabili per mezzo di un muretto in cemento eretto sulla sommità della diga; questo fu chiamato muraltmuur dal nome dell'ideatore Robert Rudolph Lodewijk de Muralt. I muraltmuur furono costruiti nel 1935 a rinforzo delle dighe dell'isola di Schouwen e della penisola Zuid-Beveland per un totale di .

Nell'aprile del 1943 si verificò una marea insolitamente alta che, in alcuni punti, superava i nuovi sbarramenti da poco eretti. Anche in questa circostanza la commissione, dopo aver esaminato lo stato degli sbarramenti, evidenziò numerose carenze: secondo il nuovo rapporto della commissione molti argini non avrebbero potuto contrastare inondazioni in caso di forti tempeste. Tuttavia non furono apportati miglioramenti agli sbarramenti esistenti, ma furono ordinati soltanto ulteriori studi. Il governo dette invece la priorità alla bonifica dello Zuiderzee.

La situazione fu ulteriormente peggiorata durante la seconda guerra mondiale, quando molte dighe furono danneggiate dai bombardamenti o deliberatamente manomesse per ostacolare l'occupazione tedesca. Solo nel dopoguerra incominciò una ricostruzione degli argini; nel febbraio del 1946 furono riparate tutte le dighe in condizioni critiche della Zelanda: nel 1950 il Botlek e la Brielse Maas, entrambi affluenti della Nieuwe Maas, e nel 1952 il Braakman, un braccio di mare della Schelda Occidentale, l'estuario della Schelda. Successivamente sarebbe dovuto incominciare l'esecuzione del cosiddetto "Piano delle tre isole" (Drie Eilandenplan), ma la costruzione fu rimandata diverse volte.

Inoltre all'epoca dei fatti erano trascorsi diversi anni dalle ultime inondazioni: di quella del 1825 si era persa memoria diretta, mentre quella del 1916 aveva interessato solo lo Zuiderzee. La popolazione e il governo, rassicurati da un periodo relativamente lungo senza incidenti di rilievo, si sentivano in sicurezza, dedicando le proprie attenzioni ad altri problemi quali le penetrazioni d'acqua salata nei corsi d'acqua interni.

Impatto Paesi Bassi

Durante la notte tra il 31 gennaio e il 1º febbraio 1953 le province della Zelanda, dell'Olanda Meridionale e del Brabante Settentrionale furono investite dalla tempesta. Alle 00:44 di domenica 1º febbraio molte zone furono interessate da una grossa inondazione causata dalla tempesta da nord-ovest; tre ore più tardi si sviluppò anche l'alta marea. Molte dighe cedettero e vaste aree, sia tra le isole sia sulla terraferma, furono rapidamente allagate. In Olanda Settentrionale soltanto un polder fu allagato. Alle 03:24 il livello del mare più alto fu misurato a 4,55 metri sopra il valore medio nei pressi di Vlissingen.

La prima diga cedette verso le 3 del mattino a Oude-Tonge, vicino Oostflakkee, e Kortgene e Kruiningen, vicino Stavenisse furono investite da un'imponente ondata su un fronte largo 1800 metri. Nel Brabante Settentrionale le dighe cedettero a Willemstad, Heijningen e Fijnaart (ora tutte parte di Moerdijk) e le acque inondarono circa 60 polder sull'isola di Hoeksche Waard.

Nel corso della notte cedettero in totale 89 dighe per una lunghezza di ..

I maggiori allagamenti si verificarono sulle isole di Schouwen-Duiveland, Tholen, Sint Philipsland, Goeree-Overflakkee, Hoeksche Waard, Voorne-Putten e Alblasserwaard. Altre aree parzialmente allagate furono parte delle isole di Zuid-Beveland, Noord-Beveland, IJselmonde, Pernis, Rozenburg, Walcheren e Land van Altena e le zone attorno Willemstad, Nieuw-Vossemeer e parti di Zeeuws-Vlaanderen. Il maggior numero di perdite si ebbe sulle isole di Schouwen-Duiveland e Goeree-Overflakkee.

Nelle zone colpite dall'ondata, case ed edifici furono strappati dalla furia delle acque e portati via dalla corrente. Nei borghi di Schuring a Cromstrijen e Capelle a Ouwerkerk non rimase in piedi nessun edificio.

Una delle più importanti dighe dei Paesi Bassi, la Schielands Hoge Zeedijk sul fiume Hollandse IJssel, che protegge un'area abitata da tre milioni di persone, fu vicina al cedimento. Una sezione di questo sbarramento noto come Groenendijk non era dotato di rivestimento in pietra e il livello del mare era prossimo al suo apice. Alcuni volontari si offrirono per rinforzare questo tratto della diga ma il Groenendijk cominciò a cedere sotto la spinta della marea verso le 5:30 del 1º febbraio e l'acqua di mare cominciò a inondare il polder sottostante. Pressato dagli eventi il sindaco della località di Nieuwerkerk ordinò che la barca de Twee Gebroeders ("I due fratelli") venisse incagliata nella falla della diga. Il proprietario dell'imbarcazione, sebbene riluttante, eseguì il piano che effettivamente fermò la perdita salvando molte vite umane.

Nelle province meridionali dei Paesi Bassi furono poche le aree risparmiate. Alle 4:30 furono trasmessi i primi rapporti della catastrofe tramite telex nelle redazioni di Zwijndrecht e Willemstad; queste tuttavia non erano presidiate in quanto i fatti si verificarono di domenica. Soltanto l'agenzia di stampa ANP aveva lavorato fin dalle prime ore del mattino di domenica; poco dopo le 5 del mattino i primi dipendenti cominciarono a leggere i primi messaggi in arrivo.

Soltanto all'alba si ebbe un'idea delle dimensioni del disastro. Nelle zone inondate solo alcuni alberi e alcuni tetti emergevano dalle acque. La Zelanda era accessibile solo dal cielo; i primi voli militari furono organizzati solo per il lunedì 2 febbraio. I primi soccorsi furono prestati per iniziativa personale da marinai e da coloro che possedevano una barca. Il governo rimase all'oscuro della reale portata dell'emergenza fino al tardo pomeriggio del 2 febbraio.