La Bibbia poliglotta di Anversa (Biblia Regia o Bibbia di Plantin o anche Bibbia di Anversa), stampata col titolo di Biblia Polyglotta, è un'edizione della Sacra Scrittura in cinque lingue e quattro alfabeti distinti. Realizzata sotto l'alto patronato del re Filippo II d'Asburgo (da cui Biblia Regia), è stata chiamata Poliglotta di Anversa poiché fu stampata in quella città, allora appartenente alla Spagna degli Asburgo. Fu un'opera monumentale curata da vari studiosi coordinati dall'orientalista spagnolo Benito Arias Montano e stampata ad Anversa dal famoso tipografo Christophe Plantin.

Degli otto volumi che la compongono: i primi quattro volumi contengono lAntico Testamento in ebraico con la traduzione in latino a lato nella pagina di sinistra, il greco con la sua traduzione latina anch'esso a lato nella pagina a destra, e sotto l'aramaico ebraico del Targoum Onkelos a sinistra con la sua traduzione latina sulla destra; il quinto volume contiene il Nuovo Testamento; comprende il greco, il siriaco, le loro rispettive traduzioni in latino e una traslitterazione dal siriaco in caratteri ebraici; il sesto volume contiene la Bibbia completa nell'originale ebraico e greco, nonché una versione interlineare (traduzione latina stampata tra le righe); infine, tre volumi sono dedicati a un Apparatus sacer per fornire tutti gli strumenti utili agli studiosi: grammatiche, dizionari, «tesauri» delle varie lingue utilizzate, elenco dei nomi, diciotto trattati di linguistica e di archeologia, compendi di varianti, note critiche ed altro.

Un esemplare completo della Bibbia poliglotta di Anversa è esposto al Museo Plantin-Moretus (luogo della stamperia originale), compresi i caratteri tipografici che furono realizzati per questo grandioso progetto editoriale.

Una monumentale opera culturale Premesse

La Bibbia di Anversa nacque come seconda edizione della Poliglotta Complutense, la prima Bibbia multilingue a stampa. Frutto di 15 anni di lavori, era stata pubblicata nel 1520 presso l’Università di Alcalá (Spagna). Il suo ideatore e direttore fu il cardinale Francisco Jiménez de Cisneros (1436-1517), primate di Spagna.

Uno dei molti meriti della Bibbia Complutense fu che, dopo la sua pubblicazione, si ebbe una fioritura di studi filologici e esegetici sulla Sacra Scrittura. Nel 1527 il domenicano Sante Pagnini pubblicò una nuova versione latina della Bibbia, più accuratamente tradotta dall'ebraico e dal greco antico. Nel 1534 il tedesco Sebastian Münster aveva fatto uscire un Antico Testamento in ebraico con una traduzione latina; nel 1542, il benedettino Isidoro Chiari aveva realizzato una Vulgata revisionata con circa ottomila correzioni. Infine nel 1555 a Vienna, il cancelliere d'Austria Johann Albrecht Widmannstetter, assistito dal sacerdote della Chiesa ortodossa siriaca Mosè di Mardin e dal francese Guillaume Postel, realizzò la prima edizione del Nuovo Testamento in siriaco. Guy Le Fèvre de La Boderie rielaborò anche il manoscritto siriaco portato dall'Oriente da Postel nel 1550, facendo nel 1567 una traslitterazione in caratteri ebraici e una traduzione latina.

Stampata in 600 copie, la Bibbia Complutense era andata rapidamente esaurita: era necessaria una sua riedizione. Molti stampatori mostrarono interesse a realizzare la ristampa dell'opera; tra essi vi fu il fiammingo Christophe Plantin, rinomato stampatore di Anversa. Egli sviluppò l'ambizioso progetto di una nuova versione poliglotta della Bibbia, aggiungendo una quinta lingua alle quattro della Bibbia Complutense. Oltre a latino, greco, ebraico e giudeo-aramaico venne aggiunto il siriaco per il Nuovo Testamento.

Plantin si attivò per implementarne la realizzazione: richiese i tipi di carattere ebraici a Guillaume Le Bé, quelli greci a Robert Granjon, due grandi incisori francesi,Bécares Botas 1999: p. 84. e commentò col Vescovo Wilhelmus Lindanus, in una lettera del 26 febbraio 1565, la possibilità di includere la versione siriaca del Nuovo Testamento. Inoltre chiese ad Andreas Masius il Targum, o traduzione aramaica ebraica dei libri biblici che possedeva da un manoscritto che aveva trovato.Sáenz-Badillos 2000: p. 327.

Nella Quaresima del 1566, alla Fiera di Francoforte, presentò alcune stampe di prova a stampatori e librai francesi, tedeschi e italiani,Bécares Botas 1999: pp. 82-83. per interessarli alla futura pubblicazione. I modelli di stampe suscitarono l'interesse del principe elettore di Sassonia Augusto I di Sassonia, campione del luteranesimo. Plantin sollecitò allora il cardinale di Granvelle, arcivescovo di Malines. Successivamente Plantin contattò Jean Isaac, professore dell'Università di Colonia, e Frans van Ravelinghen (1519 - 1597), ellenista, ebraista e arabista formatosi nelle università di Norimberga e di Parigi, e li incaricò di effettuare la revisione dellEpitome Thesauri Linguae Sanctae di Sante Pagnini. Il matrimonio di Raphelengius con la figlia maggiore di Plantin garantì inoltre la loro partecipazione, la preparazione dei tipi di carattere ebraici, e stampe di prova, che furono inviati al principe elettore Augusto di Sassonia-Wittenberg, che aveva già offerto loro di trasferirsi a Francoforte o Heidelberg facendosi carico delle spese.

Per un’opera così monumentale c’era bisogno di un ricco finanziatore, per cui Plantin chiese il patrocinio di Filippo II d'Asburgo, re di Spagna e sovrano dei Paesi Bassi asburgici (cioè delle Fiandre, dove viveva Plantin). In una lettera inviata il 19 dicembre 1566 a Gabriel de Zayas, segretario del re Filippo II, Plantin illustrò il suo progetto ed espose il lavoro preparatorio che stava effettuando per consentire la stampa della Bibbia. Il re consultò vari studiosi spagnoli, tra cui il famoso orientalista Benito Arias Montano, cappellano del re, il quale gli disse:

In cambio dell’alto patrocinio di Filippo II, il tipografo fiammingo si impegnava a completare la stampa dell’opera in 3 anni.Sáenz-Badillos 2000: pp. 327-328.

Le trattative continuarono: nell’aprile 1567, su richiesta del segretario Zayas, Plantin inviò delle stampe di prova in Spagna, che furono esaminate, assieme alle caratteristiche del progetto, dal Consiglio generale dell'Inquisizione e dai teologi dell'Università di Alcalá. L'approvazione fu concessa e il re decise di partecipare al progetto editoriale, imponendo la direzione tecnica di Arias Montano.González Carvajal: p. 47. Nel settembre dello stesso anno Zayas annunciò a Planchet il sostegno del re, che avrebbe coperto in parte le spese di pubblicazione.Sáenz-Badillos 2000: p. 328. Arias Montano e Plantin avviarono contatti epistolari alla fine del 1567, inizialmente per definire le questioni economiche.

Nei primi mesi del 1568 il cardinale francese Antoine Perrenot de Granvelle, appassionato sostenitore del progetto, fece collazionare una Bibbia greca molto antica del Vaticano; e l'orientalista Guillaume Postel stava concretizzando l'avvio del Nuovo Testamento in siriaco, preparato da Guy Lefèvre de La Boderie.

Il 25 marzo 1568, approvato in via definitiva il progetto, venne confermata ufficialmente la direzione di Arias Montano, il quale si trasferì appositamente dalla Spagna ad Anversa. Filippo II comunicò di suo pugno le proprie istruzioni per assicurare la pubblicazione della Bibbia, soprattutto in una missiva datata 25 marzo 1568. Il re chiedeva di mantenere la Vulgata e di non sostituirla con la versione di Sante Pagnini nel corpo principale dell'opera, di includere il testo caldeo in tutto l'Antico Testamento e quello siriaco nel Nuovo Testamento, mettere l'''Apparatus dei glossari in ebraico, greco, caldeo e siriaco, e includervi i canoni di Eusebio di Cesarea. Disponeva che, a mano mano che procedeva la stampa dell’opera, essa doveva essere inviata alla Corte, per leggerla ed apporvi le eventuali correzioni. A conclusione della nota Filippo II espresse il desiderio che Arias Montano gestisse la formazione dei collaboratori e che controllasse personalmente le fonti in tutte e cinque le lingueGonzález Carvajal: pp. 140-144.. Il monarca dispose anche di investire 6.000 scudi nell'acquisto di manoscritti per la biblioteca dell'Escorial. Allo stesso tempo commissionò al famoso erudito Ambrosio de Morales l'effettuazione del suo santo viaggio alle chiese della Corona di Castiglia per gettare le basi del Patrocinio realeHistoria eclesiástica de España, Vicente de la Fuente, 1855.

Realizzazione

La realizzazione dell’opera ebbe inizio nel luglio 1568 e si concluse il 31 maggio 1572.

Montano usò i manoscritti della Bibbia Poliglotta Complutense corretti da Alfonso di Zamora e aggiunse la versione in siriaco del Nuovo Testamento (meglio conosciuta come Peshitta) oltre che la versione in lingua aramaica di numerosi libri del Vecchio Testamento. Il testo in lingua ebraica fu riveduto dal testo ebraico di Jacob ben Hayyim ben Isaac ibn Adonijah. Il Nuovo Testamento in siriaco risalente al V secolo era basato su manoscritti del II secolo. The International Standard Bible Encycloped\ia ha scritto: «[...] il valore della Peshitta per il lavoro di critica testuale è unanimemente riconosciuto. Si tratta di uno dei primi e più importanti testimoni delle tradizioni antiche».

La stampa iniziò nel luglio 1568. Plantin impiegò circa 80 collaboratori che lavorarono per quattro anni. Il primo volume fu completato il 1º marzo 1569, l'intera opera il 31 maggio 1572. Furono tirate 1213 copie, di cui 1200 su carta e 13 su pergamena. La carta utilizzata fu di quattro tipi diversi: 960 copie furono realizzate con la carta di grandi dimensioni reali di Troyes; 200 in carta fine reale di raisinformato francese da cm. 50 x 65 di Lione; 30 in folio in carta d'aquila imperiale; 10 in gran formato in carta imperiale d'Italia sottile. Infine, furono realizzate 13 copie su pergamena di tipo vellum.Bécares Botas 1999: p. 94.

Poco dopo aver ricevuto le necessarie istruzioni, il 30 marzo 1568,Moll 2000: p. 319. Benito Arias Montano partì per le Fiandre, dove arrivò il 15 maggio. Il 18 maggio si recò immediatamente ad Anversa, però non vi trovò il Plantin che in quei giorni si trovava a Parigi. Viaggiò fino a Bruxelles, dove si presentò al Governatore, Fernando Álvarez de Toledo, duca d’Alba, e da lì a Lovanio, per rendere omaggio all'Università Cattolica,González Carvajal: pp. 50-51. che partecipò attivamente al progetto: i suoi teologi collaborarono alla critica testuale ed alle correzioni, oltre ad esserne i censori ufficiali.Sylvaine 1999: pp. 38-39.

Ad Anversa, presso la stamperia di Plantin, si formò un collegio di studiosi presieduto dal cappellano del re. Lo componevanoBécares Botas 1999: p.: Frans van Ravelinghen, correttore al servizio di Christophe Plantin (altri tre correttori della stamperia conoscevano il latino e il greco); Augustinus Hunnaeus e Cornelius Goudanus, teologi; Johannes Harlemius, correttore e censore dell'Università di Lovanio; Andreas Masius, orientalista (a lui si devono le annotazioni e per la grammatica e il dizionario siriaco); Guillaume Postel, orientalista, il quale chiamò a collaborare il suo allievo Guy Le Fèvre de La Boderie, che giunse ad Anversa con il fratello Nicolas; entrambi ebbero una parte importante nei lavori.

L'Università di Alcalá aveva conservato i testi base ed i tipi di carattere degli alfabeti nei quali era stata composta la Bibbia Complutense. Montano li prelevò e li portò con sé ad AnversaQuesto fatto arrecò un danno oggettivo alla stamperia universitaria e, in genere, all’editoria accademica spagnola; da allora declinarono le edizioni spagnole in lingue orientali.. In aggiunta Arias Montano prese con sé tutti i manoscritti che Alfonso di Zamora aveva preparato e rivisto per la redazione della Complutense; altri codici arrivarono successivamente. Infine Montano si procurò sette codici che Francisco Jiménez de Cisneros aveva comprato a Venezia per quattromila scudi d'oro (una somma molto considerevole per quei tempi) e alcuni altri acquistati direttamente da Filippo II.