Di Ierocle sono arrivate a noi, riportate nell'antologia filosofica di Stobeo, alcune parti delle Φιλοσοϕούμενα ("Riflessioni filosofiche"), dove si elencano i doveri morali ai quali gli uomini sono tenuti. Ierocle è anche noto per i suoi Ηϑικὴ στοιχείωσις (Elementi di etica) dove, in forma piana ed essenziale, si analizzano filosoficamente valori etici che si allontanano dallo stoicismo e cominciano invece ad essere influenzati da quelli cristiani dell'amore del prossimo.Guido Calogero, Enciclopedia Italiana, 1933 alla voce "Ierocle lo stoico"

In particolare negli Elementi di etica Ierocle sostiene che alla base del comportamento morale vi sia la sensazione e questo vale sia per gli uomini sia per gli animali che attraverso la sensazione prendono coscienza non solo del loro corpo, ma anche di sé stessi; solo gli sciocchi «pensano che la facoltà della sensazione sia stata data dalla natura per la percezione delle cose esterne e non anche per la percezione di sé».Roberto Radice, Giovanni Reale, "Oikeiosis": ricerche sul fondamento del pensiero stoico e sulla sua genesi, Vita e Pensiero, 2000 p.189

Infatti «la percezione di una cosa esterna non si compie senza la sensazione di sé»: per esempio con la sensazione del caldo abbiamo quella di noi stessi scaldati e così l'animale appena nato ha la percezione di qualcosa congiunta con la percezione di sé.R. Radice, G. Reale, Op. cit., p.190 Anzi, aggiunge Ierocle, la sensazione di sé «è facoltà iniziale e dominante» e quindi primaria rispetto a quella delle cose esterne.

Questa sensazione di sé significa che il senziente sente che il proprio corpo gli appartiene e che egli vuole conservarlo con un comportamento di autoconservazione che è "amore di sé" come provano anche gli esseri minori della natura «che sentono un intenso amore per se stessi», senza il quale «la sopravvivenza sarebbe impossibile».R. Radice, G. Reale, Op. cit., p.191 La sensazione dunque è il fondamento dell'etica e se si considera che essa, quando è rivolta all'esterno, assume il ruolo di amore verso i beni esterni, può anche esprimere amore verso quegli oggetti esterni che sono gli altri esseri viventi (οἰκείωσις).R. Radice, G. Reale, Op. cit., p.192

Note

Bibliografia Karl Praechter, Hierokles der Stoiker, Lipsia, 1901. Nicola Festa, Un filosofo redivivo, "Atene e Roma", n. 96, pp. 356–67.

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