Nel territorio di Ortona si trova la cosiddetta Pietra di Morrecine, dal nome dell’omonima contrada.
Si tratta di un poderoso conglomerato cementizio, probabilmente risalente ad epoca romana.
Descrizione La pietra è situata su proprietà privata, lungo la strada provinciale che collega contrada Villa Grande all’incrocio per Tollo e per le contrade Colombo e Casino Vezzani.
Si presenta come un grande blocco in conglomerato cementizio di forma pressoché cubica, parzialmente interrato, con dimensioni di circa quattro metri per lato. Sul lato anteriore si apre un vano largo 50 centimetri, alto un metro e profondo circa due metri. Su alcune superfici sono visibili tracce di graffe metalliche che dovevano sostenere lastre di rivestimento, oggi scomparse, ad eccezione di un frammento spezzato rinvenuto nelle vicinanze.
La soprintendenza archeologica di Chieti e il Centro Ortonese di Storia Patria hanno ipotizzato che il rudere possa appartenere a un antico sepolcro, successivamente spogliato dei rivestimenti.
Interpretazioni storiche L’origine e la funzione del manufatto non sono accertate. Nel tempo sono state avanzate diverse ipotesi, tra cui mausoleo romano, tomba, altare o struttura con scopo di culto.
L’area di Morrecine ha subito nei secoli profonde trasformazioni ambientali; un tempo il vicino corso d’acqua era più ampio e scorreva in prossimità del monumento. Il ritrovamento di frammenti di anfore ha suggerito anche un possibile legame con culti legati alle acque.
Quanto all’etimologia del toponimo “Morrecine”, non vi è certezza: potrebbe derivare dai Morgeti, popolazione preellenica attestata lungo l’Adriatico, oppure dal termine dialettale “morecone”, indicante un grande masso.
L’ipotesi più accettata identifica il rudere con un mausoleo romano, databile tra il I e il III secolo d.C., situato nei pressi dell’antica via consolare e forse eretto in un’area già frequentata in età preromana dai Frentani.
Note
Categoria:Architettura antica Categoria:Ortona Categoria:Reperti archeologici d'Italia