Assieme ad altri soci, fu fondatore del Mantova 1911 e del Brescia Calcio.
Biografia L'infanzia Nasce a Brescia il 14 dicembre 1879 e muore a Mantova il 4 aprile 1974.Per documenti, testamento olografo, dedica dei Veterani dello sport, testi vari, fotografie si rimanda al blog Blog ardicciomodena.wordpress.com
Alla morte della madre, Santa Venturi, il padre Achille si risposò; ai due figli, tra cui Ardiccio, nacquero altri fratelli, ma il piccolo "sportivo" fu sempre affezionato alla vera e dotta sorella Massimilla, che lo accudì amorevolmente nonostante la sua vivacità. Intelligente, mal sopportava la rigidità della didattica dell'Ottocento che lo portò a dover ripetere la prima elementare perché ….mi stancavo a disegnare solo aste!.
A fine ‘800 lo troviamo a Mantova, ove si era trasferito il padre per motivi di lavoro, inserito nell'attività sportiva locale, in particolare nel ciclismo.
In Inghilterra a vent'anni Per dissapori con la matrigna nel 1899, a soli venti anni, Ardiccio lascia l'Italia e parte per l'Inghilterra intenzionato a fare il cameriere; il padre cuoco lo aveva infatti istruito nell'arte della cucina.Renzo Dall'Ara, Da domenica 11 novembre 1906 una bella favola lunga cent'anni, in Gazzetta di Mantova, 10 novembre 2006.
Da Parigi va a Londra ed infine si stabilisce a Liverpool.
Raggiunta la sicurezza economica si dedicò al gioco del calcio che voleva apprendere e praticare; a Londra e a Liverpool frequentò sodalizi sportivi e già dal 1904 iniziò i giovani al gioco del calcio, come si legge nella dedica che i Veterani dello sport gli dedicarono al suo settantacinquesimo compleanno.
Ardiccio Modena viene per lo più ricordato come fondatore di squadre di calcio, ma in realtà non era appassionato solo al calcio, amava e praticava con entusiasmo ed abilità ciclismo, motociclismo, automobilismo, nuoto, podismo, pesca; fu inoltre promotore di varie attività cittadine attinenti allo Sport (palio polisportivo gonzaghesco, gruppo veterani dello sport, targhe ricordo per gli atleti defunti..). Il calcio fu tuttavia lo sport privilegiato come emerge dalla pergamena già citata.
Il 1º luglio 1905 gareggiò a Liverpool in una gara ciclistica sul campo sportivo dell'Everton. Così scrive nel suo testamento sportivo olografo:
... Ho iniziato la mia carriera sportiva col 1º luglio 1905 a Liverpool partecipando ad una corsa ciclistica in pista di un miglio inglese (1609 metri). Partii col n° 33 partendo con l'abbuono di 180 yarde. La pista era semplicemente un campo di football e precisamente quello dell'Everton. Durante un festeggiamento del corpo della Polizia di Liverpool. Data la partenza mi sono ritirato dopo due giri perché avendo le ruote libere non potevo regolarmi nelle curve ...
Rientro in Italia e fondazione del Mantua Foot-Ball Club Resta in Inghilterra fino a fine 1905, inizio 1906.
... Verso la fine dell'anno o ai primi del 1906 rientrai in Italia ma ho sempre continuato mediante i giornali a seguire le fasi dello sport inglese ma semplicemente quelle del calcio .... Rientrato in Italia frequenta a Mantova l'ambiente sportivo a cui infonde l'entusiasmo per lo sport calcistico e, nel novembre 1906 fonda il Mantua Foot-Ball Club di cui fu consigliere, allenatore e giocatore.
... Fatte le prime relazioni cominciai la propaganda e così riuscii a formare il Mantua F.B.C. ....
In una città in cui lo sport privilegiato era il ciclismo (erano però ancora in voga scherma, equitazione, canottaggio e corsa) la Gazzetta di Mantova di martedì-mercoledì 13-14 novembre 1906 divulga la notizia della nascita del Mantua Foot-Ball Club a cui viene rivolto ... augurio di vita gloriosa e duratura ... in quanto questo tipo di sport ha tanti buoni elementi per l'educazione fisica della gioventù nostra ....
Fino al 1909 guidò le sorti della squadra potenziando anche dirigenti e giocatori. Ardiccio era, oltre che portiere, Presidente della Commissione sportiva. I racconti calcistici e la sua ampia cultura attiravano molti suoi coetanei giovani studenti frequentanti la trattoria del padre La Torretta, in vicolo Leon d'Oro nº 8, che era anche la sede della società mantovana.
Nel testamento sportivo olografo di Modena sono descritti gli esordi del calcio mantovano con l'acquisto a Verona di un pallone da £ 12 che risultò irregolare:
... Acquistammo quindi un pallone... invece del regolamentare n° 5 me ne mandarono uno che in pochissimo tempo aumentò di volume ....
che si affiancava a quello di pelle gialla portato da Liverpool, e che veniva anch'esso coperto con uno straccio per evitarne il consumo,
... ma essendo quel terreno molto ghiaioso si avvolgeva il pallone in tela di sacco per non sciupare troppo la copertura di cuoio ....
Alla luce dei fanali in piazza Virgiliana con
... la conoscenza che avevo del gioco e anche con opuscoli si cominciò a dare i primi calci al pallone; questo avveniva in fondo alla piazza Virgiliana di fianco all'Arena Virgiliana (...) lì si andava anche di sera alla luce dei fanali ....
Gli esordi della squadretta e la cavalleresca partita Si cominciò a dare i primi calci. Modena aiutato da opuscoli che aveva portato con sé dalla madrepatria del calcio, indicava le regole. Non c'era alcun sostegno; solo una fontanella per dissetarsi e per rinfrescarsi. Ognuno si lavava a casa la propria divisa.
... Intanto si continuavano a dar calci più per fare confidenza e per fare del fiato. La prima partita tra vari elementi avvenne sul Te, non eravamo proprio undici per parte ... intanto si cominciavano a conoscere il compito degli attaccanti, della difesa, e del portiere, in più cos'era il corner, l'out, ed i termini del gioco. Essendo stato chiamato a fare da interprete ad una costruzione in via Magazzeni; ove due scozzesi montavano quell'impianto che si chiama Conveyor così facendo amicizia con uno di questi operai (che si chiamava Ned Henderson) al termine della giornata ci recavamo sul Te a dare dei calci; così pian pianino racimolai (tra le critiche del pubblico che ci derideva) alcuni elementi e formammo una squadretta. Tra quei ... vi era anche Francesco Verri; il maestro Ottorino Kurbner, Reggiani, Cesare Manelli; e tanti altri ....
Il Mantua F.B.C comprendeva anche uno straniero: lo scozzese Ned Henderson; altri nomi noti erano Reggiani e l'olimpionico Francesco Verri. Il pubblico li derideva.
Il 26 maggio 1907 il Mantua F.B.C. gioca la sua prima partita ufficiale a Verona invitati dall'Hellas Verona Football Club che voleva festeggiare due olimpionici, tra cui il veronese Alberto Masprone, che si erano distinti ad Atene; in loro onore nell'Arena si organizzarono vari festeggiamenti che culminarono nella partita con il Mantua F.B.C.
... Così si giunse al 1906. Verri andò ad Atene a partecipare ai giochi olimpici vincendo da gran signore le corse ciclistiche di velocità mentre quelle su strada fu sempre imbottigliato non poté mai uscire perché temuto da tutti e quindi non poté vincere che una corsa invece delle due in programma. A tali giochi partecipò anche il Sign. Alberto Masprone di Verona il quale vinse una gara di atletica leggera: sia il Verri che Masprone al loro rientro in Patria furono festeggiati dalle loro città, ed a Verona organizzarono in Arena una serie di esercizi ginnastici ed altro. Culminavano le manifestazioni con una gara di calcio. Noi fummo invitati a sostenere l'incontro con la squadra veronese Hellas o Bentegodi. Entrammo in Arena, ma il terreno non permetteva una squadra di undici, così giocammo in nove. La squadra mantovana era così composta: portiere Borella Aldo, terzini: Cipriani Amedeo, Modena Ardiccio, seconde file: Isola Edoardo: Ned Herderson, Troiani Luigi: attacco: Pancera Carlo, Faveri Raoul, Menini Angelo. Si giocarono due tempi di ½ ora e perdemmo 2 a 0. In ognuno di noi c'era un grande orgasmo trattandosi di presentarsi davanti ad una folla di diverse migliaia di persone venute per acclamare il Masporone. Chiusa la cavalleresca partita hanno invitato ad un grande banchetto all'Accademia ciascuno di noi una grande medaglia d'argento ed una anche per la Società ....
Giocarono in 9 per la ristrettezza del campo; la formazione mantovana perse 2 a 0 (c'è chi dice che i veronesi erano abili nel far battere il pallone su un muretto e farlo ritornare in campo senza che l'arbitro, referee in inglese, potesse opporsi); Modena la definisce tuttavia “cavalleresca”; e fu onorato per le medaglie ricevute e per l'invito al primo di una lunga serie di banchetti in nome dello sport. Anche alla partita di ritorno giocata a Mantova sul Te il 30 giugno la squadra virgiliana fu la sconfitta 3 a 0.
Nascita dell'Associazione Mantovana del Calcio e fondazione del Brescia Foot-Ball Club Nel 1911, per dissidi interni, il Mantua F.B.C. venne sciolto; dalle ceneri nacquero la Vis et Virtus guidata da Modena e con maglie a righe e il Gruppo del Calcio guidato da Reggiani.
Il 24 marzo 1911 le due squadre si riunificarono e diedero vita all'Associazione Mantovana del Calcio (acronimo A.M.C). Il 1911 è pertanto ritenuto l'anno di fondazione ufficiale della società. Primo presidente fu l'avv. Ciro Finzi; Reggiani era allenatore e giocatore. Le tensioni devono essere state forti se Reggiani uscì dall'A.M.C. per fondare la Juventus Foot Ball Club che ebbe però vita breve. Modena trasferitosi, nel 1911, a Brescia per motivi di lavoro fu immediatamente richiesto dalla Società Ginnastica Victoria nella disciplina della sezione calcio; con il ruolo di portiere partecipò ai tornei locali. Nel 1911 a seguito della scissione della Ginnastica Victoria fondò una seconda squadra di calcio: il Brescia Foot-Ball Club di cui fu portiere.
Da Roma a ... Via Roma Nel 1912 si recò a Roma per motivi di lavoro invitato a giocare dal giornalista Ugo Nalato. L'interesse di Modena fu però sempre rivolto al calcio tanto che nella capitale prese contatto con la Società Sportiva Roman Foot-Ball Club partecipando a tutti i tornei in qualità di riserva fino al 1913. Nel 1914 ritornato a Mantova entrò prima nel sodalizio Vis et Virtus poi nella Juventus Foot-ball Club di Mantova come portiere sino alla fine del 1914. Lavorando al Senoner, l'albergo più "in" di Mantova situato in pieno centro tra via Roma e via Battisti, conosce una bella guardarobiera che diventerà sua moglie. La domenica 23 marzo 1914 venne inaugurato a Mantova il primo “stadio”: un campo “smontabile e coperto” di 110 per 70 metri ispirato a quello di Buffalo Bill che era passato dalla città virgiliana con il suo circo. La vera motivazione: far pagare il biglietto ai numerosi spettatori molti dei quali erano eleganti signore.
La grande guerra La guerra ferma lo sport, infatti, dal 1915 al 1918 Ardiccio è alla linea del fuoco come usava definire il suo ruolo di cuciniere; era infatti prezioso agli ufficiali perché, parlando inglese, francese e tedesco, lingua che volle dimenticare dopo la seconda guerra mondiale, era utilizzato come traduttore e pertanto, anche per i suoi 36 anni, non venne mai inviato al fronte ma arruolato nel 4° automobilisti in una caserma di Piacenza era anche automobilista.
Terminata la guerra rientra a Mantova e fonda la Società Unione Sportiva Mantovana di cui fu dirigente ed allenatore. Intanto si era sposato con Rosa Berta, di Castel d'Ario e amica di Tazio Nuvolari e aveva preso in gestione la cucina del Circolo Cittadino di Mantova.
Sport praticati ed attività sportive promosse Proprio perché amante dello sport puro non si limitò ad organizzare/seguire solo manifestazioni calcistiche, ma esercitò anche gare podistiche, ciclistiche, ciclopedisti erano allora definiti, natatorie fino al 1922. Nel maggio del 1921 erano già nate due figlie, una terza nacque molti anni dopo, per cui nel 1922 si ritirò dallo sport attivo per motivi di famiglia.
Tra i vari sport cui si dedicò Modena va annoverato anche l'arbitraggio, ruolo affidato alle personalità locali conoscitori delle regole e dalla salda integrità morale.