LAssociazione Calcio Sandonà 1922 A.S.D., nota semplicemente come Sandonà 1922 o Sandonà, è una società calcistica italiana di San Donà di Piave. Milita in Serie D, quarta divisione del campionato italiano di calcio.
Dalla stagione 2010-2011 alla stagione 2012-2013 si chiamava SandonàJesolo Calcio, dopo che l'Unione Sportiva Città di Jesolo si era trasferita a San Donà di Piave.
Nel 2013, la società rinuncia ad iscriversi al campionato di Serie D e nel settembre dello stesso anno viene iscritta in Terza Categoria con il nome di A.S.D. Città di San Donà di Piave.
Nella stagione 2014-2015 vince il suo girone di Terza Categoria e viene quindi promossa in Seconda Categoria.
Dalla stagione 2019-2020, dopo un accordo con l'A.C. Sandonà 1922 A.S.D., quest'ultima società limita la propria attività al settore giovanile ed un'unica prima squadra rappresentante la Città viene iscritta al campionato di Eccellenza.
Storia Dalle origini al 1945
La storia biancoceleste inizia nel 1922. Sono anni pionieristici dove il gioco prevale sullo sport e solo in un secondo tempo si pensa all'organizzazione dei campionati. Così che solo nel 1929 alla costituzione del Comitato U.L.I.C. del Basso Piave inizia il vero corso sportivo del calcio sandonatese. In quello stesso anno viene costruito anche lo Stadio del Littorio, dedicato nel secondo dopoguerra a Verino Zanutto, e che sarà sempre il giusto palcoscenico delle gare del San Donà. Dopo due campionati U.L.I.C. i biancocelesti entrano nei campionati federali della FIGC. Anni comunque difficili, dopo quattro stagioni la società biancoceleste si scioglie per problemi economici. La società però si ricostituisce nel 1936 partecipando al campionato Propaganda.
La stagione seguente è in Seconda Divisione iniziando un'ascesa che la porta a conquistare la serie C nel campionato 1938-1939 grazie anche all'esperienza di un giocatore come Gastone Prendato che guida il San Donà nella doppia veste di allenatore e giocatore. Brillante la prima stagione in Serie C dove si mette in mostra il portiere Guerrino Striuli, poi passato in Serie A alla assieme al difensore Pavan.Almanacco illustrato del calcio 1941, pag.58. In quella stagione i biancocelesti ebbero anche la soddisfazione di battere il , vero dominatore del campionato e vincitore delle finali nazionali.Almanacco illustrato del calcio 1941, pag.206. Più difficile è stata la stagione seguente. Dopo un girone di andata vissuto ai vertici, gli eventi bellici portarono molti dei suoi giocatori sui fronti di guerra tanto che la società fu costretta al ritiro.. Al termine di questa stagione Arturo Silvestri si trasferì prima alla e successivamente al per poi essere brillante protagonista nel dopoguerra in Serie A con la maglia del e soprattutto del . Con i rossoneri conquistò due Scudetti, 1 Coppa Latina e debuttò nella Nazionale Italiana.
Dopoguerra e anni 1950
Nel dopoguerra la ripartenza è ancora in Serie C. Le prime annate non sono propriamente del livello di quelle vissute in precedenza, i gironi sono formati a base regionale. Tra le file biancocelesti si mette in luce Giovanni Perissinotto che successivamente giocherà in Serie A con e . Dopo una retrocessione al termine del campionato 1947-48 in Promozione causa riordino dei campionati, i biancocelesti riconquistano immediatamente la Serie C per giocarvi per un ulteriore triennio. Per il calcio sandonatese fu un periodo importante nel quale si confrontò con realtà calcistiche rilevanti e dove si misero in luce molti giovani che saranno poi ceduti nelle categorie maggiori come Bruno Alfier al , Rino Carlini e Ivan Firotto al , Sergio Mion al .
Con l'adozione del Lodo Barassi venne riformata la Serie C e istituita la IV Serie, già all'inizio della stagione 1951-52 il San Donà sapeva di non essere in grado di mantenere la Serie C. Si diede dunque spazio ai giovani mentre in panchina debuttò Guerrino Striuli che, dopo essere diventato un giocatore simbolo della smessi i guanti da portiere iniziò la carriera da allenatore.Storia dello sport sandonatese, Gianni Colosetti, pag.81 Le stringenti difficoltà economiche del sodalizio biancoceleste si ripercossero anche nella stagione seguente, con la retrocessione dalla IV Serie e il ritorno ai campionati regionali. Il periodo fu talmente difficile che nel 1954 la dirigenza sandonatese sottoscrisse una convenzione con il . La squadra neroverde avrebbe sostenuto economicamente il San Donà ed in cambio ogni anno gli elementi migliori sarebbero approdati alla squadra veneziana.. In questo periodo passarono in laguna tra gli altri giocatori del calibro di Francesco Canella, Adriano Maschietto e Bruno Visentin. Nel 1957 venne meno l'accordo con il ma questo coincise con la rinascita sportiva del San Donà grazie ai presidenti Egidio Teso e Luigi Ferrari. In quegli anni vi è anche il ritorno in maglia biancoceleste di Giovanni Perissinotto nella doppia veste di allenatore e giocatore. Nonostante la vittoria nel Campionato Dilettanti 1958-59 i biancocelesti non vennero ammessi nella nuova serie D a causa dell'entrata in vigore della riforma Zauli.Almanacco illustrato del calcio 1960, pag.214. Così che solamente l'anno seguente il San Donà riuscì a conquistare la serie D dopo aver vinto nuovamente il campionato.
Anni 1960 e 1970
Gli anni sessanta sono un momento magico per il calcio biancoceleste che in questo periodo vide crescere tra le sue file giocatori del calibro di Elvio Salvori, Angelo Cereser ed Enzo Ferrari. A questi possiamo aggiungere anche il concittadino Gianfranco Bedin che però mai giocò in maglia biancoceleste trasferendosi presto all' con la quale vinse 3 Scudetti, 1 Coppa dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali.
Lungo diviene il percorso sandonatese in serie D tanto che la militanza in questa categoria continuò ininterrotta fino al 1972-73 per poi proseguire anche successivamente. Dopo i primi anni di serie D sotto la presidenza di Luigi Ferrari, seguì un periodo di incertezza che terminò con l'arrivo di Flaviano Mucelli. Se a livello societario le cose decisamente migliorarono i risultati non videro mai i biancocelesti lottare per la promozione. Pur tuttavia anche in questo periodo si misero in luce dei giocatori come Giacomo Vianello, Giancarlo Galdiolo e Maurizio Memo che successivamente arrivarono anche alla serie A.
Nel 1972-1973 non va a buon fine un campionato dove trovano molto spazio i giovani. La retrocessione in Promozione è di quelle pesanti da accettare. Ci vorranno due campionati per riconquistare la categoria perduta. A guidare dalla panchina i biancocelesti fu Francesco Canella che dopo aver iniziato la sua carriera da calciatore con il San Donà, iniziò con i biancocelesti anche quella da allenatore. Seguirono quattro campionati di serie D dove il San Donà non riuscì ad inserirsi nella lotta promozione per una serie C che nel frattempo si era divisa in Serie C1 e Serie C2. Le difficoltà arrivarono poi con l'abbandono della presidenza di Mucelli e nonostante qualche timido tentativo di riassetto societario, non da ultimo la creazione di una Società per azioni., la retrocessione arrivò inesorabile nel 1978-79.
Anni 1980
L'inizio degli anni ottanta regalarono al San Donà delle annate piuttosto buie che videro i biancocelesti sprofondare sino alla Prima Categoria, settima categoria nazionale. Solo nella stagione 1983-1984 ricominciò la risalita che nel giro di tre campionati vide i biancocelesti tornare in Interregionale. Una rinascita fondata sui giovani tra i cui protagonisti troviamo Giorgio Zamuner e Massimo Pavanel, ceduti entrambi al e che si misero poi lungamente in luce in serie C. Il ritorno in Interregionale è legato all'arrivo a San Donà della famiglia Agnoletto. I numerosi fratelli occuparono non solo i ruoli dirigenziali ma trovarono spazio anche in campo come in panchina. Ad allenare i biancocelesti per un triennio fu Andrea Agnoletto. Dopo due ottime stagioni di Interregionale giocate nelle posizioni di testa, al termine del campionato 1987-88 vi è un cambio al vertice societario con l'ascesa alla presidenza di Orfeo Granzotto. Grandi le ambizioni del presidente non sempre ripagate dai risultati sul campo. Legato nelle prime annate al tecnico Giorgio Belligrandi solo nella stagione 1989-90 la squadra sandonatese si confronterà per la vittoria del campionato, vinto poi dalla .
Gli anni 1990 e l'avventura tra i professionisti
Dopo aver rischiato la retrocessione nella stagione 1990-1991, dove le retrocessioni furono ben sei, il San Donà fu parte di quell'Interregionale che lentamente si avviava a divenire prima il Campionato Nazionale Dilettanti e poi la Serie D. Nel 1992-1993 sotto la guida di Elvio Salvori nonostante un'ottima rosa i biancocelesti vennero inseriti in un girone complicato che li vide giocare anche in Toscana ma soprattutto li contrappose a quel che, dopo aver perso gli spareggi finali della stagione precedente, dominò anche questa stagione.Almanacco illustrato del calcio 1994, Edizioni Panini, pag.384. La svolta vera per il San Donà arrivò nel campionato 1993-1994. Sotto la guida di Ezio Glerean e grazie alle reti di Adriano Meacci i biancocelesti vennero promossi in Serie C2 dopo un lungo duello con il e il . Grazie ad un modulo di gioco molto offensivista e degli opportuni innesti nella stagione seguente il San Donà sfiorò addirittura la promozione diretta in Serie C1.. La sconfitta a due giornate dalla fine con il condannò il San Donà ai play-off con il , che vide poi i biancocelesti subito eliminati. Tanti i giocatori che si misero in evidenza in questo periodo come Ivone De Franceschi, Stefano Polesel, Mauro Mayer che poi seppero arrivare nelle serie maggiori, ma non da meno altri come Andrea Caverzan, Giulio Giacomin, Davide Zanon che alla pari del tecnico Ezio Glerean riproposero il modello vincente iniziato in biancoceleste al arrivando sino alla Serie B.
Dopo due annate di serie C2 Ezio Glerean lascia il Sandonà mentre iniziò il disimpegno progressivo di Orfeo Granzotto dalla presidenza. Per i biancocelesti tornò l'incertezza che li vide comunque salvarsi nella stagione 1996-1997 inizialmente sotto la guida di Mauro Tossani. È questa la stagione dove fece il suo debutto tra i professionisti anche Fabio Bazzani poi brillante giocatore in serie A tanto da riuscire anche a debuttare in Nazionale.
Nel 1997 sale alla presidenza Piergiuseppe Simonetto e affidò la panchina a Bruno Tedino. Poi come sempre accade i migliori risultati si ottengono quando meno si spera. E così è solo nella stagione 1998-1999 che i biancocelesti riuscirono a mettere a segno un'impresa incredibile ottenendo la promozione in Serie C1. A guidare i biancocelesti fu Renzo Rocchi, alle sue dipendenze tantissimi giocatori giovani che riuscirono a stupire tutti arrivando a disputare i play-off. Dopo aver eliminato il in semifinale, nella finale di Mantova il San Donà sconfisse nei supplementari grazie ad un rigore trasformato da Sandrin la a cui sarebbe stato sufficiente anche il pareggio per ottenere la promozione..
Gli anni duemila