Figlio di Muhammad II al-Faqih e di una concubina cristiana, Shams al-Duha, oltre che fratello di Muḥammad III, salì al trono proprio quando quest'ultimo fu detronizzato a seguito di una congiura di palazzo. Al momento della sua ascesa, Nasr dovette affrontare una guerra su tre fronti contro la Castiglia, l'Aragona e il Sultanato merinide, innescata dalla politica estera espansionistica compiuta dal suo predecessore. Il nuovo sultano strinse la pace con i Merinidi nel settembre 1309, cedendo loro il porto africano di Ceuta, che era stato invece di recente conquistato dai granadini, così come Algeciras e Ronda in Europa. Granada perse Gibilterra in seguito all'assedio del settembre del 1309, ma riuscì con successo a resistere ad Algeciras finché essa non fu ceduta ai Merinidi, i quali continuarono la sua difesa fino a quando l'assedio non venne abbandonato nel gennaio 1310. Giacomo II d'Aragona chiese la pace dopo che i difensori granadini respinsero l'attacco aragonese ad Almería nel dicembre 1309, ritirando le sue forze e lasciando i territori del sultanato entro gennaio. Ai sensi del trattato che ne seguì, Nasr accettò di pagare dei tributi e corrispondere un'indennità a Ferdinando IV di Castiglia, oltre a cedere alcune città di confine in cambio di sette anni di pace.
Nonostante avesse raggiunto tale traguardo con perdite relativamente minime, Nasr si dimostrò impopolare a corte, forse perché le sue scelte vennero considerate eccessivamente filo-cristiane e perché si riteneva che trascorresse troppo tempo dedicandosi all'astronomia, trascurando così i suoi doveri di sovrano. Malgrado una prima ribellione fomentata da suo cognato Abu Said Faraj nel 1311 fosse stata sedata, una seconda insurrezione capeggiata dal figlio di Abu Said, Ismaʿil, si concluse invece con il suo insediamento nell'Alhambra, luogo di residenza del sultano di Granada. A tale evento conseguì la forzata abdicazione di Nasr l'8 febbraio 1314 in favore di Ismaʿil, divenuto da allora noto come Ismaʿil I. A Nasr fu permesso di governare la provincia orientale di Guadix, dove si auto-proclamò re, ma presto provò a riconquistare il trono con l'aiuto della Castiglia. Ismaʿil sconfisse le forze castigliane nella battaglia della Vega de Granada, evento che portò alla firma di una tregua e alla cessazione dell'appoggio politico fornito a Nasr, il quale morì senza eredi nel 1322.
Biografia Nascita e primi anni di vita
Abu al-Juyush Nasr ibn Muhammad nacque il 1º novembre 1287 (24 Ramadan 686 AH), probabilmente nell'Alhambra, la fortezza e il complesso reale della dinastia dei Nasridi situato a Granada.. Suo padre era Muhammad II (r. 1273-1302), il secondo sovrano nasride nella storia del Sultanato di Granada. Sua madre era invece Shams al-Duha, la seconda moglie di Muhammad, una cristiana che aveva un passato da schiava.. Muhammad ebbe altri figli dalla sua prima moglie: il primogenito Muhammad (il futuro Muhammad III, nato nel 1257 e al potere dal 1302 al 1309) e Fatima (1260 circa-1349). Il loro padre, conosciuto con l'epiteto di al-Faqih ("il giurisperito") per via della sua erudizione e cultura, patrocinò l'istruzione dei suoi figli; Muhammad dimostrò con il tempo un particolare interesse verso la poesia, mentre Fatima si appassionò ai barnamaj, le biobibliografie degli studiosi islamici, e infine Nasr si interessò all'astronomia.. Muhammad, che aveva molti anni in più rispetto a Nasr, fu nominato erede (wali l-'ahd) durante il regno del padre..
Muhammad III divenne sultano dopo la morte del padre nel 1302. Negli ultimi anni del suo regno, il sultanato piombò sull'orlo della guerra contro una triplice alleanza costituita dei suoi vicini più grandi, i regni cristiani di Castiglia e Aragona nella penisola iberica e il Sultanato merinide nel Nord Africa. Il conflitto sembrava profilare esiti potenzialmente disastrosi, motivo per cui le scelte politiche compiute fino ad allora dal visir (primo ministro) Ibn al-Hakim, che ormai suppliva a tantissime attività che avrebbe dovuto compiere Muhammad III per via della sua quasi cecità, scatenarono la rabbia della popolazione di Granada. Il 14 marzo 1309, una congiura di palazzo istigata da un gruppo di nobili cittadini a cui aderì un importante rivale del visir, Atiq ibn al-Mawl, costrinse Muhammad III ad abdicare in favore di Nasr. Il sultano deposto si ritirò in una tenuta ad Almuñécar, mentre Ibn al-Hakim fu ucciso da Ibn al-Mawl durante i tumulti e il suo cadavere fu vilipeso dalla popolazione... Non appena divenuto il nuovo sultano, Nasr nominò Ibn al-Mawl, il principale istigatore della precedente congiura e membro di un'influente famiglia di Granada, come suo visir.
Guerra contro la triplice coalizione
Granada si trovava in una situazione poco sicura quando Nasr assunse il potere, poiché era priva di alleati e tre nemici molto più potenti di lei si preparavano a muoverle guerra congiuntamente. Uno dei principali motivi di contesa fu l'occupazione granadino di Ceuta, porto localizzato sulla costa nordafricana dello stretto di Gibilterra che si era ribellato ai Merinidi nel 1304 e fu conquistato da Granada nel 1306 sotto Muhammad. III.. La presa di Ceuta, unita al controllo di Algeciras e di Gibilterra, due altri porti situati nello stretto, così come di Malaga e Almería più a est, le avevano conferito un saldo predominio tra Europa e Nord Africa, evento che indispettì non solo i Merinidi, ma anche Castiglia e Aragona...
I Merinidi presero d'assalto Ceuta il 12 maggio 1309 e si assicurarono un'alleanza formale con l'Aragona all'inizio di luglio. L'Aragona doveva inviare galee e cavalieri per aiutare i Merinidi a espugnare Ceuta in cambio di consegne di grano e orzo all'Aragona, vantaggi economici per i commercianti catalani in Marocco e un accordo reciproco di non stipulare una pace separata. L'intesa prevedeva inoltre che, una volta conquistato, il territorio sarebbe stato restituito ai Merinidi, ma che prima ne sarebbe stato saccheggiato il porto e tutti i beni mobili di valore sarebbero stati ceduti agli aragonesi.. Tuttavia, il 20 luglio 1309, gli abitanti di Ceuta rovesciarono i loro governanti nasridi e permisero ai Merinidi di entrare in città senza che fosse stato necessario il supporto degli aragonesi. La riconquista di Ceuta addolcì la posizione merinide nei confronti di Granada e i due Stati musulmani avviarono dunque i negoziati per rinsaldare nuovamente i rapporti.. Nasr aveva subito inviato i suoi emissari alla corte merinide a Fès da aprile e, alla fine del mese di settembre del 1309, fu raggiunto un accordo di pace. Oltre a riconoscere il dominio merinide su Ceuta, Nasr dovette cedere Algeciras e Ronda, entrambe situate in Europa, e le aree circostanti. Alla luce di siffatto patto, i Merinidi potevano ancora una volta vantare degli avamposti nella parte meridionale della penisola iberica, dopo la loro ultima ritirata nel 1294. Non necessitando più dell'assistenza dell'Aragona, i Merinidi rinnegarono l'alleanza precedentemente stipulata e non inviarono il bottino da Ceuta come promesso; presto re Giacomo II d'Aragona scrisse al suo omologo castigliano Ferdinando IV riguardo al sultano merinide Abu al-Rabi' Sulayman, affermando: «Ci sembra, o re, che da questo momento in poi possiamo considerare quel sovrano come un nemico»..
Nel frattempo, alla fine di luglio del 1309 le forze cristiane, le quali comprendevano non solo uomini della Castiglia e dell'Aragona ma anche del Portogallo, unitosi alla coalizione il 3 luglio 1309, attaccarono sotto il comando di Ferdinando IV Algeciras, porto sicuro all'estremità occidentale del sultanato. Ben presto, anche un distaccamento di questa forza eseguì il primo storico assedio di Gibilterra. In quel frangente, due macchine d'assedio attaccarono le mura di Gibilterra, mentre le navi aragonesi ne bloccavano il porto. La città si arrese il 12 settembre 1309, poco prima che fosse stretta la pace tra Nasr e i Merinidi. La moschea della città fu riconvertita in una chiesa e dei suoi abitanti partirono alla volta del Nord Africa, avendo preferito non vivere sotto il dominio cristiano. Sebbene questo porto fosse meno importante di Algeciras, la sua conquista ebbe comunque un valore significativo, poiché diede alla Castiglia un punto d'appoggio strategico sullo stretto di Gibilterra.. Sarebbe ritornata in mano ai musulmani nel 1333, e di nuovo alla Castiglia nel 1464, nell'ambito della lunga contesa per il possesso dei porti situati sullo stretto.. L'assedio di Algeciras continuava frattanto a trascinarsi, ma ai sensi dell'accordo di pace tra Granada e i Merinidi, la città era passata in mano ai marocchini e i soldati stavano tecnicamente combattendo per loro. I Merinidi inviarono truppe e rifornimenti per fornire appoggio alla città, mentre Nasr concentrò la sua attenzione sul fronte orientale.. Alla fine del mese di ottobre o di novembre,. un contingente di 500 cavalieri castigliani comandati dallo zio del re Infante Giovanni e dal cugino del re Giovanni Emanuele rinunciò all'assedio di Algeciras, evento che demoralizzò il resto degli assedianti e li rese vulnerabili a un contrattacco. Ferdinando IV era ancora determinato a continuare l'assalto, tanto da giurare di preferire la morte in battaglia piuttosto che il disonore di ritirarsi da Algeciras senza aver ottenuto quanto sperava.
Sul fronte orientale, le truppe aragonesi colpirono Almería, godendo di un discreto sostegno da parte della Castiglia. La città riuscì ad accumulare rifornimenti e a migliorare le sue difese, sfruttando così la scarsa tempestività con cui giunsero via mare le forze aragonesi di Giacomo II alla metà di agosto del 1309.. La serie di assalti compiuti contro la città si concluse sempre con esiti infausti, circostanza la quale permise a Nasr di garantire maggiore grazie all'invio di ulteriori truppe sotto il principe merinide Uthman ibn Abi al-Ula. Una volta presa posizione nella vicina Marchena dopo aver sconfitto lì un contingente aragonese, il seguito di al-Ula infastidì continuamente coloro che portavano approvvigionamenti agli assedianti con delle incursioni... All'avvicinarsi dell'inverno, la città sembrava resistere ancora e la minore attenzione prestata dai cristiani per l'assedio di Algeciras a novembre fece sì che Granada potesse inviare ancora rinforzi. Alla fine di dicembre, Giacomo II e Nasr concordarono una tregua; il re aragonese promise che avrebbe fatto ritirare le sue truppe dai territori granadini. L'evacuazione fu completata nel gennaio 1310, malgrado non senza che si fossero verificati alcuni incidenti. Come testimoniato infatti da documenti scritti da Nasr e destinati a Giacomo, le sentinelle della città si trovarono costrette a mettere fuori combattimento o a disarmare le rimanenti truppe aragonesi nella zona perché saccheggiavano le campagne granadine. Nasr fece inoltre notare che i musulmani avevano loro concesso vitto e alloggio a proprie spese «perché alcuni di loro stavano morendo di fame», in attesa che le navi aragonesi li conducessero via..