Il termine inglese problem finding, in italiano identificazione o individuazione del problema, indica una parte del processo mentale che porta alla risoluzione di un problema. Si tratta di quella fase che comprende l'individuazione e la definizione di una situazione problematica a partire proprio dalla decisione di fermarsi a pensare. Nell'ambito delle ricerche cognitive (vedi Scienze cognitive) sulla risoluzione dei problemi, si teorizza che la capacità di scoprire un problema richieda apertura intellettuale e intuizione, requisiti che implicano l'utilizzo della creatività (aspetto che si delinea come fondamentale in questa prima parte del processo di risoluzione di un problema). Trovare il problema può, a seconda dell'entità di quest'ultimo, risultare un passaggio più semplice o più complesso della risoluzione del problema stesso.
Storia, ricerche e studi effettuati Il merito di aver stabilito le radici intellettuali del problem finding è di tre studiosi statunitensiMcPherson, B., Crowson, R., & Pitner, N. (1986). Managing uncertainty: Administrative theory and practice in education. Ohio: Bell & Howell Co. Charles Peirce, Herbert George Mead e John Dewey, considerati anche i fondatori, tra il XIX e il XX secolo, del pragmatismo, attraverso il quale si predilige un atteggiamento mentale di ricerca delle soluzioni applicabili ai problemi che vengono affrontati in maniera concreta anziché in forma teorica. Successivamente quello che si conosce del problem finding deriva dagli studi sul processo creativo e sul processo di soluzione ai problemi.
Nei primi anni del 1970, Jacob Getzels e Mihály Csíkszentmihályi hanno condotto uno studioCsikszentmihalyi, Mihaly; Getzels, Jacob W. (1973) The personality of young artists: An empirical and theoretical exploration. British Journal of Psychology. Vol. 64(1), Feb 1973 sulle modalità pratiche utilizzate dagli artisti nello scoprire, creare, e nel formulare un problema. Dalla ricerca condotta su un campione di 31 studenti di belle arti, hanno osservato come i comportamenti di problem finding erano fortemente legati al grado di originalità e al valore estetico dei prodotti risultanti, così come al livello di successo artistico ottenuto a lungo termine. L'esperimento portò alle seguenti conclusioni: il problem finding può essere studiato oggettivamente, ci sono differenze individuali nel problem finding così come ci sono nel problem solving, vi è una relazione positiva tra la qualità della soluzione che viene raggiunta e la capacità di problem finding, caratteristica che sembra essere duraturaGetzels, J. W. (1979). Problem-Finding and Research in Educational Administration. In G. Immegart & W.L. Boyd (eds.), Problem-finding in educational administration: Trends in research and theory. Canada: DC Heath & Co..
Getzels riprende Einstein sostenendo che la formulazione di un problema è spesso più importante della soluzione stessaJ.W. Getzsel(1982) The problem of the problem. In R.Hogart (Ed), New directions for methodology of social and behavioral science: Question framing and response consistency, San Francisco: Jossey-Bass, pp.37.. Successivamente studiando il comportamento dei dirigenti scolastici, dal punto di vista del problem finding, ha potuto ribadire che l'attenzione deve essere rivolta non solo alla parte finale del prodotto o della soluzione, ma anche, dato che la qualità della soluzione è in funzione della qualità dei problemi, a come i problemi si trovano.
Un altro gruppo di studiosi, Okuda, Runco & BergerOkuda, S. M., Runco, M. A., & Berger, D. E. (1991). Creativity and the finding and solving of real-world problems. Journal of Psychoeducational Assessment. ha cercato di determinare una misura delle abilità di problem finding o problem construction attraverso un campione di 91 studenti delle scuole elementari. "Le correlazioni risultanti indicarono che il problem finding è stato il singolo miglior predittore delle attività creative realmente attuate"Mumford, M., Reiter-Palmon, R., & Redmond, M. (1994). Problem Construction. In M. Runco (Ed.) Problem finding, problem solving and creativity. NJ: Ablex Publishing Corporation..
Mihaly Csikszentmihalyi (1999) ha condotto uno studio longitudinale in 30 anni sul processo creativo in relazione al problem finding scoprendo che "il processo creativo incomincia quando una persona si interessa, si incuriosisce o si preoccupa per qualcosa: è a quel punto che può iniziare la formulazione del problema".Csikczentmihalyi, M. (1999, November). Problem finding and the creative process. Student Colloquium.
Nonostante l'evidente importanza che i problemi hanno nello stimolare il pensiero e nel guidarlo verso nuove soluzioni, si conosce ancora molto poco al riguardo di come i problemi stessi vengano trovati e formulati.
Problem finding nel processo di risoluzione di un problema Le fasi che compongono il processo che porta dal problemala parola "problema" deriva dal Greco, "pro-ballo": mettere davanti, pro-porre. Da questa etimologia si comprende come il problema si manifesti con le caratteristiche di qualcosa che "intralcia" il tranquillo scorrere delle situazioni. Ignorando le fasi del processo il soggetto rischia di non rendersi conto di essere all'interno di una situazione di complessità o di non riuscire ad uscirne in modo definitivo. alla soluzione sono: problem finding, problem posing, problem setting, problem analysis, problem solving, decision making e decision taking.
La prima fase è il problem finding che si attivaQuesto primo passaggio è come una scintilla che innesca i successivi passaggi e che pian piano condiziona tutto il processo, come verrà spiegato in seguito è quel momento in cui si dà una prima "scossa" alla situazione e si iniziano a fare quei ragionamenti mentali che ci portano verso la risoluzione del problema. nel momento in cui ci troviamo davanti ad una situazione di squilibrio tra obiettivi e bisogni-desideri e che richiede un primo atto cognitivo, quello di fermarsi a pensare per definire e delineare le caratteristiche del problema.
Questo si conclude nel problem posing ovvero quella fase, che alcuni includono nel problem finding, in cui si delinea la forma/posizione del problema (lett. porre, mettere in posa), si cerca di definirne i limiti spazio-temporali e delinearne una configurazione cognitiva.
Successivamente, si passa al problem setting (lett. stabilire, regolare) in cui si pongono anche tutti quei riferimenti come il grado di difficoltà, le situazioni, persone, oggetti coinvolti, individuando tutto ciò su cui possiamo intervenire e preparando una sorta di trampolino di lancio per la ricerca della soluzione.
Il problem analysis (lett. analizzare) consiste in una scomposizione del problema in cui i vari elementi dello stesso vengono presi in considerazione uno ad uno, per favorire una piena comprensione della situazione. Questo passaggio è importante per comprendere quanto i vari fattori individuati agiscano nella situazione e come la influenzino in un verso o in un altro, sia dal punto di vista delle cause, sia dal punto di vista degli effetti o conseguenze.
A questo punto, per un'efficace risoluzione, si può utilizzare il metodo S.M.A.R.T. descritto da Peter Drucker nel suo libro The Practice of Management (1954)nel suo libro "The practice of management" (la cui prima edizione è del 1955) si esprime in questo modo "There are hundreds, if not thousand, of books on the management of the varios functions of a business: production and marketing, finance and engineering, purchasing, personnel, public relations and so forth. But what is to manage a business, what it requires, what management is supposed to do and how it should be doing it, have so far been neglected", con queste parole definisce lo scopo del suo libro in cui, anche attraverso il metodo S.M.A.R.T. cerca di definire degli steps che un manager (in questo caso) possa seguire per progettare un'azione aziendale finalizzata al cambiamento e quindi al superamento di una condizione limitante/problematica.. Esso definisce nel dettaglio tutti i passaggi da svolgere per una precisa focalizzazione dell'obiettivo e per una valida pianificazione dei passaggi da affrontare (S: Specific-Specifico, M: Measurable-Misurabile, A: Achievable-Raggiungibile, R: Realistic-Realistico, T: Time Related-Temporizzato).
Il problem solving (lett. risolvere, sciogliere il problema) è il passaggio in cui si individuano le leve che portano al cambiamento e si elaborano le strategie per metterle in movimento, in questo passaggio è importante l'utilizzo dell'immaginazione creativa che permette di generare un ventaglio di soluzioni.
Al decision making (lett. costruire, formare la decisione) si giunge se il processo si è dimostrato, come spesso accade, molto fruttifero e generativo e con l'identificazione di molteplici soluzioni; prendendo in esame le diverse possibilità e alternative, la persona compie una cernita, mantenendo la strada più valida ed efficace per la risoluzione della problematica.
Ultima parte è quella di decision taking (lett. prendere, adottare una decisione) che risulta essere la più concreta del processo e produce effettivamente il cambiamento al problema, che permette di risolvere la situazione.
Una capacità utile a sostegno del percorso di risoluzione di un problema è il problem talking che viene definita come abilità di comunicare, esprimere, esplicitare e spiegare il problema in tutte le varie fasi.
Problem finding e creatività La capacità di problem finding inizia quando davanti ad una situazione ci si sofferma a pensare e si cerca di dare risposta ad alcune domande che sorgono, per esempio: “Dov'è o qual è il vero problema da risolvere?” “Quali sono i fattori implicati e gli aspetti collegati ad esso?”.
È a questo punto che il nostro processo di pensiero necessita di poter trovare il modo per definire il problema in modo migliore, preciso, nuovo, originale, prendendo in considerazione il maggior numero di punti di vista e successivamente cercando di valutare e di intravedere le soluzioni per fare passi in avanti in direzione di un efficace problem solving. Per riuscire a fare questo diventa fondamentale il modo in cui si utilizza il pensiero creativo.
L'utilizzo del pensiero può essere solleticato da passaggi significativi di alcune modalità che indichiamo come creatività.
La didattica della creatività si muove su delle linee basate su alcuni passaggi significativi: dai prodotti ai processi; dalla soluzione di alcuni problemi (utilizzando metodi standard) alla scoperta dei problemi; dalle definizioni (già preordinate) alla ricerca di orizzonti di senso (trovando nuove costruzioni di senso); dai contenuti confezionati in sequenze logiche (secondo modalità già in uso), ad una nuova costruzione di ipotesi secondo una psicologia di sviluppo e di apprendimento; dalla conoscenza di teorie alla costruzione di ipotesi fondate sulla logica delle buone ragioni.
La parola "pensare" ha un ventaglio semantico molto ampio, Dewey si sofferma in particolare su: Qualunque cosa ci venga in mente e in cui siamo competenti; Pensare a qualcosa che è assente dai sensi in contrapposizione all'immediatezza dell'esperienza; Pensare è uguale a giudicare come vero sulla valutazione di una qualche ragione.