I fenotipiJanjic D. Android-type obesity and gynecoid-type obesity. Praxis (Bern 1994). 1996 Dec 3;85(49):1578-83.Lemieux et al. Hypertriglyceridemic waist: A useful screening phenotype in preventive cardiology?. Can J Cardiol. 2007 October; 23(Suppl B): 23B–31B. di Jean Vague rappresentano un sistema di classificazione di modelli costituzionali tesa prevalentemente ad identificare le zone caratteristiche di distribuzione e accumulo del grasso corporeo nell'uomo, a cui sono correlate particolari morfologie e predisposizioni patologiche. I fenotipi costituzionali di Vague si distinguono nelle categorie androide (tipica maschile) e ginoide (tipica femminile), a cui si aggiunge il modello a corporatura intermedia o mista. Questi parametri vengono prevalentemente utilizzati nei casi di obesità o sovrappeso. Per questo motivo si parla più frequentemente di obesità androide o obesità ginoide. Questi modelli costituzionali possono essere talvolta nominati anche come morfotipi o biotipi. La distribuzione del grasso corporeo Nell'uomo, l'accumulo di grasso in buona parte dei casi non viene distribuito in maniera uniforme, e i siti di deposito possono variare molto tra gli individui. Come è possibile notare, le persone in sovrappeso non accumulano grasso nelle stesse zone corporee. Le donne in genere immagazzinano il grasso in modo molto diverso dalla controparte maschile, ma anche tra individui dello stesso sesso possono presentarsi delle differenze significative. Così come esistono diversi tipi di corporatura, esistono quindi anche diversi modi in cui gli esseri umani depositano il grasso corporeo. Una delle scoperte più significative portate alla luce dalla moderna ricerca sull'obesità è che certe forme di obesità sono associate ad una maggiore incidenza di malattie metaboliche e tassi di mortalità più elevati, mentre altre sono meno associabili al rischio per la salutePajunen et al. Metabolically healthy and unhealthy obesity phenotypes in the general population: the FIN-D2D Survey. BMC Public Health. 2011; 11: 754..
Per distinguere tra le diverse categorie o tipi di obesità, sono stati delineati tre modelli: tipo androide: l'accumulo di grasso è localizzato nella parte superiore del corpo, soprattutto nella zona addominale, ed è tipico del sesso maschile; tipo ginoide: l'accumulo di grasso è localizzato nella parte inferiore del corpo, soprattutto nella zona glutea e femorale, ed è tipico del sesso femminile; tipo misto o intermedio: l'accumulo di grasso corporeo è uniformemente distribuito in tutto il corpo; Storia Le classificazioni dei diversi tipi di distribuzione del grasso e obesità vennero identificate per la prima volta dal medico e professore francese Jean Vague attorno alla metà degli anni quarantaMohammed Y. Kalimi, William Regelson. vague android&f=false Dehydroepiandrosterone (Dhea): Biochemical, Physiological and Clinical Aspects. Walter de Gruyter, 2000. ISBN 3110161117. Professore all'Università di Marsiglia, Vague fu il primo, dopo la seconda guerra mondiale, a suggerire che le complicazioni dell'obesità erano strettamente correlate alla distribuzione locale del grasso corporeo piuttosto che all'obesità in sé. Dalle sue osservazioni, egli definì i modelli di obesità androide e ginoide, ognuno dei quali era prevalente in uno dei due sessi, rispettivamente nei maschi e nelle femmine. I pazienti con una tipologia di obesità androide (tipo maschile), erano caratterizzati da un accumulo di grasso nelle regioni del tronco, mentre i pazienti con una tipologia di obesità ginoide (tipo femminile), presentavano una maggiore proporzione di grasso corporeo nella regione gluteo-femorale. In un breve documento edito nel 1947, Vague sosteneva che l'obesità distribuita nella sezione alta del corpo, condizione a cui si riferisce l'obesità di tipo androide, era la più pericolosa forma di obesità riscontrata nei pazienti affetti da ipertensione, diabete e malattie cardiovascolari; mentre la tipica distribuzione di grasso femminile, obesità di tipo ginoide, era caratterizzata da un accumulo nella zona inferiore, in particolare nella regione gluteo-femorale, ed era raramente associata a tali patologieVague J. Sexual differentiation, a factor affecting the forms of obesity. Presse Méd. 1947;30:339–340J. Vague. The degree of masculine differentiation of obesities: a factor determining predisposition to diabetes, atherosclerosis, gout, and uric calculous disease. Am J Clin Nutr. 1956 Jan-Feb;4(1):20-34.. In altre parole i soggetti con obesità androide erano molto più esposti a malattie metaboliche e cardiache, e presentavano un rischio di mortalità molto maggiore Christopher G. Fairburn, Kelly D. Brownell. Eating disorders and obesity: a comprehensive handbook. Guilford Press, 2002. p. 477. ISBN 1572306882.Peter G. Kopelman, Ian D. Caterson, William H. Dietz. Clinical Obesity in Adults and Children. John Wiley and Sons, 2009. p. 169. ISBN 1405182261. Ci vollero più di 35 anni prima che le ricerche di Vague venissero riconosciute e considerate dal mondo scientifico. In questi studi, la proporzione del grasso addominale valutati dal rapporto tra circonferenza vita e circonferenza fianchi, si basava sul fatto che una proporzione più elevata rifletteva una maggior accumulo di grasso addominale. Questa proporzione si è dimostrata largamente predittiva sulla predisposizione al diabete e a malattie cardiovascolari in diversi studiLapidus et al. Distribution of adipose tissue and risk of cardiovascular disease and death: a 12 year follow up of participants in the population study of women in Gothenburg, Sweden. Br Med J (Clin Res Ed). 1984 Nov 10;289(6454):1257-61.Larsson et al. Abdominal adipose tissue distribution, obesity, and risk of cardiovascular disease and death: 13 year follow up of participants in the study of men born in 1913. Br Med J (Clin Res Ed). 1984 May 12; 288(6428): 1401–1404.Ohlson et al. The influence of body fat distribution on the incidence of diabetes mellitus. 13.5 years of follow-up of the participants in the study of men born in 1913. Diabetes. 1985 Oct;34(10):1055-8.Ducimetiere et al. The pattern of subcutaneous fat distribution in middle-aged men and the risk of coronary heart disease: the Paris Prospective Study. Int J Obes. 1986;10(3):229-40.Donahue et al. Central obesity and coronary heart disease in men. Lancet. 1987 Apr 11;1(8537):821-4.. Il tipo di obesità ginoide è stato suggerito possa essere relativamente innocuo, e alcuni ricercatori suggerirono potesse essere un marker o un segnalatore di una protezione dalle malattie metaboliche e cardiovascolariTerry et al. Contributions of regional adipose tissue depots to plasma lipoprotein concentrations in overweight men and women: possible protective effects of thigh fat. Metabolism. 1991 Jul;40(7):733-40.Pouliot et al. Regional variation in adipose tissue lipoprotein lipase activity: association with plasma high density lipoprotein levels. Eur J Clin Invest. 1991 Aug;21(4):398-405.. Fu dai primi anni ottanta che il tema della connessione tra distribuzione del grasso e patologie venne riportato alla luce da Björntorp dell Università di Göteborg, in Svezia. Valutando i documenti di Vague, Björntorp stabilì un metodo di misurazione antropometrico per riconoscere le distribuzione dei depositi di grasso dei due fenotipi chiamato "waist to hip ratio" (WHR), cioè il rapporto vita-fianchiKrotkiewski et al. Impact of obesity on metabolism in men and women. Importance of regional adipose tissue distribution. J Clin Invest. 1983 September; 72(3): 1150–1162.. Accedendo a due studi prospettici su uomini e donne di mezza età, il team di ricercatori svedesi trovò che la proporzione di grasso addominale (stimato con il WHR) rappresentava un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di malattie cardivascolari e diabete oltre ad un periodo di tempo di più di una decade. In contemporanea, negli Stati Uniti, Kissebah e il suo gruppoKissebah et al. Relation of body fat distribution to metabolic complications of obesity. J Clin Endocrinol Metab. 1982 Feb;54(2):254-60. ottennero risultati simili sottolineando l'importanza della distribuzione del tessuto adiposo come un importante indicatore di complicazione metaboliche che in passato erano state erroneamente associate al sovrappeso e all'obesità di per sé. Questi risultati pubblicati nei primi anni ottanta generarono un grande interesse nella comunità medica e scientifica, e negli ultimi decenni da quell'epoca sono stati pubblicati una grandissima mole di documenti e ricerche su questo argomento.
Misure antropometriche per il fenotipo Indice di massa corporea (BMI) L'indice di massa corporea o BMI (da Body Mass Index) viene calcolato come peso in chilogrammi diviso per il quadrato della statura in metri. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stabilito le linee guida per gli adulti normopeso (tra 18,5 e 24,9 kg/m2), sovrappeso (tra 25 e 29,9 kg/m2) e obesi (> 30 kg/m2). Uno dei forti limiti dell'utilizzo del BMI è quello di non considerare l'aspetto della composizione corporea di un individuo. Ad esempio, le persone sportive presentano tendenzialmente una massa muscolare maggiore e una massa grassa inferiore. Quindi a parità di peso, tra soggetti sportivi e sedentari è possibile registrare un'ampia differenza nella composizione corporea, una valutazione che sfugge nella stima del BMI. Alcuni ricercatori indicano inoltre che le popolazioni più anziane tendono a subire una perdita di massa muscolare, ed anche questo può portare ad una sottostima del BMI. Altri aggiungono che l'invecchiamento determina una diminuzione della posizione eretta che può erroneamente aumentare il BMI di 1,5 kg/m2 negli uomini e 2,5 kg/m2 nelle donne, nonostante il cambiamento minimo del peso corporeo. Per concludere, il BMI è uno scarso indicatore di problemi per la salute legati peso tra alcuni gruppi etnici, come le donne afro-americane e ispanico-americaneNational Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, (2008). Weight and waist measurement: Tools for adult, e ulteriori ricerche suggeriscono che sia il grasso addominale, indipendentemente dal BMI, ad essere correlato a patologie legate all'obesità androide come il rischio di ictusToss et al. Abdominal and gynoid adiposity and the risk of stroke. Int J Obes (Lond). 2011 Nov;35(11):1427-32..
Rapporto vita/fianchi (WHR) A partire dagli anni ottanta, per stabilire l'appartenenza al modello androide o ginoide ha iniziato ad essere misurato il rapporto tra la circonferenza del giro vita e la circonferenza dei fianchi (waist-to-hip ratio, WHR)van der Kooy et al. Waist-hip ratio is a poor predictor of changes in visceral fat. Am J Clin Nutr. 1993 Mar;57(3):327-33.Singh D. Adaptive significance of female physical attractiveness: role of waist-to-hip ratio. J Pers Soc Psychol. 1993 Aug;65(2):293-307.. Con il rapporto vita-fianchi, la vita è misurata nel punto più stretto, tra l'ultima costola e la cresta iliaca, e la circonferenza fianchi nel punto più largo zona delle anche alla massima sporgenza dei glutei. Entrambe le misurazioni devono essere stabilite quando la persona è in posizione eretta e senza vestiti. Quindi basta dividere la misura della vita per la misura dell'anca. Un WHR più alto indica un maggiore accumulo di grasso nella regione addominale.