La battaglia di Balaklava o Balaclava (), combattuta il 25 ottobre 1854, fu un episodio della guerra di Crimea che vide le forze alleate del Regno Unito, della Francia, del Regno di Sardegna e dell'Impero ottomano contro l'Impero russo. Fu il primo dei due tentativi della Russia di rompere l'assedio di Sebastopoli, attaccando il campo britannico di Balaklava, importante base di rifornimento e prendendo alle spalle le forze assedianti.

Nella battaglia si verificarono due famosi episodi della storia militare britannica: "la sottile linea rossa" (il 93º Reggimento di fanteria Highlanders rimase saldo di fronte a una carica della cavalleria russa) e "la carica della brigata leggera" o "Carica dei 600", quando la brigata leggera di cavalleria britannica, stretta sui fianchi dalla fanteria e artiglieria nemiche, caricò frontalmente una batteria russa.

Forze in campo Lord Raglan comandava l'esercito britannico, mentre il generale François Certain de Canrobert comandava quello francese. Il principe Aleksandr Sergeevič Menšikov comandava l'esercito russo, mentre l'attacco russo a Balaclava venne comandato dal suo secondo in comando, il generale Pavel Liprandi.

Il terreno di battaglia consisteva di due valli di prateria aperta, divise da basse colline e creste. La forza britannica era divisa tra le due valli, in quella meridionale si trovava la brigata pesante di cavalleria britannica (con i reggimenti 2° Dragoons Scots Greys, 6° Inniskilling Dragoons, 1° Royal Dragoons, 4° e 5° Dragoon Guards) al comando del generale James Yorke Scarlett (1799-1871), mentre in quella settentrionale si trovava la brigata leggera (con i reggimenti 4° e 13° Light Dragoons, 17° Lancers, e l'8° e 11° Hussars), al comando del generale James di Cardigan. A capo di tutta la cavalleria inglese era George Bingham, III conte di Lucan (1800-1888). Era presente anche una forza francese. Sulle alture della strada rialzata, correva la strada Woronzoff, importante perché collegava Balaklava alle fortificazioni di assedio intorno a Sebastopoli. Su di esse si trovavano sei ridotte sorvegliate da truppe turche e protette da cannoni navali da 12 libbre. Da notare che mentre il comandante in capo britannico lord Raglan trovandosi sulla cresta Sapounè aveva piena visuale del campo di combattimento, i comandanti della cavalleria trovandosi nelle valli avevano una conoscenza della situazione più limitata.

L'esercito russo era significativamente più numeroso di quello degli alleati, ma era ostacolato da una cattiva disciplina, cattivi comandanti e armi inferiori. Liprandi comandava direttamente una forza di 25 battaglioni di fanteria, 23 squadroni di cavalleria, 13 squadroni di cavalleria leggera cosacca e 60 cannoni. Ulteriori forze russe di appoggio si trovavano sulle colline di Fedyukhin al comando del generale Jabrokritski (7 battaglioni e 14 cannoni).

Svolgimento

Liprandi varcò il fiume Cernaia, attraversando il ponte di Tractir e avanzando lungo la strada di Woronzoff verso le ridotte tenute dai turchi. La guarnigione della prima ridotta su Canroberts Hill cedette sottoposta a un pesante bombardamento e si diede alla fuga, emulata anche dalle guarnigioni delle altre ridotte. Le truppe russe irruppero quindi nella valle, trovandosi la via aperta verso l'accampamento britannico e con solo due brigate di cavalleria, il 93º Reggimento di fanteria Highlander e un piccolo gruppo di Royal marines (la fanteria della Royal Navy) a sbarrargli la strada. Lord Raglan richiamò delle divisioni di fanteria di guarnigione alle linee di assedio di Sebastopoli per supportare la cavalleria, queste però arrivarono ad azione finita.

La carica della brigata pesante

Mentre la fanteria e l'artiglieria russe occupavano le ridotte abbandonate dai turchi, una forza di cavalleggeri russi avanzò dalla valle settentrionale verso le alture della strada rialzata muovendo verso la valle meridionale e dirigendosi verso Balaclava. Il generale James Scarlett stava avanzando nella valle meridionale con la sua cavalleria in due colonne formate dai Royal Scots Greys, dal 6º Reggimento Inniskilling Dragoons e dal 5° Dragoon Guards, seguiti a breve distanza dal 1° Royal Dragoons e dal 4° Dragoon Guards.

Le prime due colonne britanniche caricarono le forze russe formando due file, le forze russe si allargarono attendendo stazionarie l'arrivo della carica britannica e quindi cercando inizialmente di circondare gli attaccanti prendendole alle spalle. Mentre stava infuriando il combattimento arrivarono anche i Royal Dragon e il 4° Royal Dragon che colpirono le ali russe alle spalle. La cavalleria russa cedette e si ritirò risalendo il crinale della strada rialzata e sparendo nella valle settentrionale. Cardigan, rispettando l'ordine ricevuto di rimanere in posizione, non colse l'opportunità di caricare le truppe nemiche in fuga.

La sottile linea rossa

Mentre le due cavallerie si scontravano un gruppo di quattro squadroni russi si era staccato dal gruppo principale, puntando direttamente su Balaklava.

Sir Colin Campbell I barone Clyde (1792-1863) comandante del 93º Reggimento di fanteria Highlander dispose i suoi uomini in una linea profonda due uomini (la "sottile linea rossa"). La linea normalmente avrebbe dovuto essere profonda quattro uomini, ma per coprire l'accampamento questa aveva dovuto essere allungata. Pare che Campbell abbia detto ai suoi uomini «Da qui non c'è ritirata uomini. Dovete morire là dove vi trovate», al che il suo aiutante di campo John Scott replicò «Sì, sir Colin. Se è quello che serve lo faremo». Colin ordinò il fuoco una prima volta alla distanza massima, ma i Russi continuarono la carica, quindi attese fino a che non furono distanti meno di 50 metri prima di ordinare di fare fuoco per la seconda volta. Questa volta i russi ruppero la carica e si ritirarono.

Fu il corrispondente del Times William H. Russell che osservando l'azione dalla cresta di Sapouné coniò l'espressione "sottile linea rossa", quando scrisse che non poteva vedere nient'altro, tra i russi in carica e la base britannica di Balaklava, che una «thin red streak tipped with a line of steel» («un sottile nastro rosso da cui spuntavano punte d'acciaio»). Riassunta popolarmente in "la sottile linea rossa" la frase divenne un simbolo per indicare il sangue freddo dei soldati britannici.

La carica della brigata leggera

Il comando britannico di lord Raglan, dal suo posto di osservazione si accorse che i russi sulle alture della strada rialzata stavano rimuovendo i cannoni navali posti nelle ridotte e catturati ai turchi. Poiché le due divisioni di fanteria non erano ancora arrivate, e le uniche truppe disponibili erano le due brigate di cavalleria, lord Raglan fece stilare dal brigadiere generale Airey il famoso ordine: «lord Raglan wishes the cavalry to advance rapidly to the front, follow the enemy, and try to prevent the enemy carrying away the guns. Horse artillery may accompany. French cavalry is on your left. Immediate.» («lord Raglan desidera che la cavalleria avanzi rapidamente, segua il nemico e tenti di impedirgli di portare via i cannoni. L'artiglieria a cavallo può accompagnarla. La cavalleria francese è alla vostra sinistra. Eseguite subito»).

L'ordine venne affidato al capitano Louis Edward Nolan del 15º Reggimento Hussars, che corse a cavallo lungo i sentieri scoscesi che conducevano alla valle per consegnarlo al marchese di Lucan, comandante della divisione di cavalleria. Questi non comprendendo che l'ordine si riferiva alle ridotte occupate dai russi sul fianco destro, non visibili dalla sua posizione, chiese a Nolan a quali nemici e a quali cannoni si riferisse l'ordine. Eccitato dalla situazione che non lasciava tempo, Nolan rispose con insolita veemenza alzando il braccio in direzione dell'altra estremità della valle e dicendo «There is your enemy. There are your guns, my Lord.» («Là c'è il vostro nemico. Là ci sono i vostri cannoni, signore»). In fondo alla valle si trovava una batteria di quattordici cannoni russi dietro cui si era raggruppata la cavalleria russa respinta dalla carica della brigata pesante e dal 93° Highlander.

Intorno a questa oscura risposta di Nolan, che di fatto decretò il destino della Brigata Leggera, sono fiorite le ipotesi di molte generazioni di storici, taluni dei quali vi hanno ravvisato persino un intento canzonatorio all'indirizzo di Lucan, verso il quale Nolan, uomo sanguigno ed eccellente cavaliere, nutriva un notorio disprezzo.

Il marchese di Lucan, irritato dalla risposta di Nolan, ordinò al marchese di Cardigan di condurre alla carica la sua Brigata Leggera contro il fondo della valle, mentre lui l'avrebbe seguito alla testa della Brigata Pesante. Dopo un breve alterco Cardigan ordinò alla sua brigata di montare in sella e la avviò al passo nella valle. Dal suo posto di osservazione il comando britannico assistette inorridito all'avanzata del marchese di Cardigan che condusse i suoi 673 (secondo alcune fonti 661) cavalieri nella valle, in mezzo alla fanteria, artiglieria e cavalleria russe che li circondavano sui fianchi dei monti. La prima fila era formata dal 13º Reggimento Light Dragoon (a destra) e dal 17° Lancers (a sinistra); in seconda linea cavalcava l'11° Hussars, in terza fila l'8° Hussars e il 4° Light Dragon. Il marchese di Lucan si mise al seguito con la brigata pesante ma si arrestò quando si rese conto dell'intensità distruttiva del fuoco russo che aveva incominciato a falcidiare i cavalleggeri, e lasciò che questi caricassero soli. A un tratto il capitano Nolan, che si era unito ai ranghi del 17° Lancers poiché era amico dell'ufficiale che li comandava, cavalcò a briglia sciolta di fronte al marchese di Cardigan, piegando a destra e ondeggiando la spada come a invitare l'intera brigata a seguirlo. Egli urlò anche qualcosa all'indirizzo di Cardigan, forse per avvertirlo dell'errore, ma fu una delle prime vittime del fuoco russo: quindi non conosceremo mai le sue intenzioni. La Brigata Leggera s'inoltrò nella valle, lunga circa 2 km al trotto, per non stancare i cavalli in fase d'avvicinamento, la brigata leggera rimase sotto il fuoco dei russi sui fianchi della valle per diversi minuti, giungendo infine di fronte alla batteria che occupava la bocca della valle, che prese d'infilata la brigata.

La brigata leggera riuscì comunque a caricare e ingaggiare le forze russe in fondo alla valle e a costringerle a ritirarsi dalla batteria. Il 13º Reggimento Light Dragoons e lo squadrone destro del 17° Lancers caricarono direttamente la batteria attaccando gli artiglieri, mentre lo squadrone sinistro del 17° Lancers caricò la cavalleria russa dietro di esso; infine l'11° Hussars caricò anch'esso la cavalleria, respingendola fino all'acquedotto. La brigata leggera venne ben presto costretta a ritirarsi, venendo attaccata durante il ritorno da elementi della cavalleria russa provenienti dai fianchi delle colline.

Nel frattempo la cavalleria coloniale francese, il 4° Chasseurs d'Afrique ruppe la linea russa sulle colline Fedyukhin e successivamente coprì i rimanenti elementi della brigata leggera mentre questi si ritiravano.

La valle venne soprannominata "Valle della Morte" dal poeta Tennyson, che compose il famoso poema The Charge of the Light Brigade. Il marchese di Cardigan sopravvisse alla battaglia, e anni dopo descrisse lo scontro in un discorso alla Mansion House a Londra, citato alla Camera dei Comuni:

La brigata leggera subì pesanti perdite ma non venne completamente distrutta: contò circa 118 morti, 127 feriti e 362 cavalli persi. Dopo essersi raggruppati, solo 195 uomini erano ancora a cavallo. L'incoscienza dell'azione e la sua audacia sconsiderata spinsero il maresciallo di Francia Pierre Bosquet ad affermare: