LAssociazione Sportiva Pro Piacenza 1919 S.r.l, meglio nota come Pro Piacenza, è stata una società calcistica italiana con sede nella città di Piacenza.
Fondata nel 1919, nel corso della sua storia è stata soggetta a diverse fusioni con altri sodalizi: l'ultimo assetto societario fu assunto nel 2013, allorché lAssociazione Calcio Pro Piacenza (allora militante in Terza Categoria e titolare della tradizione sportiva dell'originario "Pro") si unì allAtletico BettolaPonte Pro Piacenza (militante in Serie D) adottandone il titolo sportivo e assumendo la denominazione Associazione Sportiva Dilettantistica Pro Piacenza 1919 (poi semplificata in Associazione Sportiva Pro Piacenza 1919 l'anno seguente).
Dal punto di vista storico, il Pro era la seconda squadra della città di appartenenza dopo il : a lungo militante nelle divisioni dilettantistiche, debuttò nel professionismo nella stagione 2014-2015.
Nell'annata 2018-2019, a seguito di un periodo di grave crisi societaria e sportiva, la squadra è stata estromessa dalla Serie C, terzo livello del campionato italiano di calcio, e quindi radiata dalla FIGC. Il fallimento è stato poi decretato a giugno 2019.
Storia
Le origini e i primi campionati Il Pro Piacenza fu fondato sul finire del 1919 mediante l'unione di due preesistenti società calcistiche piacentine, lAusonia e il Bandiera, dedite a saltuarie attività dilettantistiche. Queste due erano solo alcune delle molte squadre che componevano il campionato ULIC del territorio di Piacenza. L'iniziativa partì dal presidente Ernesto Bertocchi e dal capitano Pino Perfetti, tesserati per il Bandiera, che per primi proposero all'Ausonia di mettere le forze in comune, in modo tale da combinare in un solo sodalizio la solidità amministrativo-organizzativa dell'Ausonia e l'elevato tasso tecnico dei calciatori del Bandiera.
La società nacque e crebbe coltivando un rapporto di stretta collaborazione col concittadino Piacenza Calcio, nato pochi mesi prima: molti calciatori del Pro, una volta divenuti maggiorenni, vennero infatti ingaggiati dalla principale squadra cittadina, che diede loro uno sbocco agonistico d'alto livello. Alcuni dirigenti del Pro Piacenza (quale lo stesso BertocchiNato a Piacenza nel 1904 e deceduto nel 1961, fu anche il fondatore della Sezione Arbitri Piacentina dell'U.L.A.I. (Unione Libera Arbitri Italiani) nel 1926 (fonte: "La Libertà" dei primi di marzo del 1926) poi trasformata in Sezione Arbitri Piacentini con il passaggio dell'ULIC in ambito FIGC nell'estate del 1927.) ebbero poi modo di ricoprire incarichi dirigenziali presso il Comitato ULIC di Piacenza, il Piacenza Calcio e la Lega Regionale Lombarda FIGC.
Sin dalla fondazione il Pro Piacenza ha adottato maglie a strisce verticali rosso-nere, anche se nei primissimi anni ha spesso utilizzato casacche verdi, di più facile reperibilità.
A partire dal 1920 partecipò ai campionati ULIC disputandone la serie più importante, la Prima Categoria, divenendone dopo le prime due stagioni la protagonista indiscussa: 4 vittorie consecutive dalla stagione 1921-1922 al 1924-1925 e un secondo posto nel 1925-1926. Nel 1926, a seguito dell'unione fra Pro Piacenza e Juventus Piacenza, la società mutò denominazione in A.C. Juventus Pro PiacenzaDalle fonti a disposizione non è chiaro se la fusione ebbe carattere provvisorio o permanente; due anni dopo, nel 1928, il club fu inglobato nel Gruppo Rionale Centro, che venne rinominato Gruppo Centrale - Pro Piacenza.
Nel 1929 il quotidiano "Il Littoriale" menziona una partita ULIC disputata dal Gruppo Rionale Roma Pro Piacenza contro l'US Modenese, vinta a tavolino per 2-0 da quest'ultima a causa del comportamento di alcuni tifosiComunicato ufficiale n. 47 del Direttorio regionale emiliano in occasione delle finali intercomitati (emiliani, visto che per motivi logistici le squadre ULIC piacentine non potevano essere aggregate alla Lombardia così come già fatto nel 1927 con le squadre federali) per il titolo ULIC di Prima Categoria.
Un'ulteriore fusione avvenne nel 1930, stavolta con la S.C. Robur et Virtus, formando la Robur Pro Piacenza. Tuttavia nel 1933 la sezione calcistica della Robur venne assorbita dal , e dunque per via della scissione della Robur il club del Pro Piacenza assunse sino al 1934 la denominazione di Diavoletti NeriIl libro "Dal Farnese a Barriera Genova" non cita alcuna squadra a nome "Diavoletti" (perché non prese parte ad alcun campionato, neanche quello dei ragazzi) ma solo "Pro Piacenza"., per poi tornare al nome originale dopo la fine della Guerra d'Etiopia (1937), visto il divieto fatto dal Federale di Piacenza alle squadre della Sezione Propaganda di svolgere attività ufficiale (campionati tutti sospesi, salvo quelli dei Fasci Giovanili di Combattimento ed i tornei degli istituti scolastici).
Nel mentre erano arrivate altre 8 vittorie consecutive, dalla stagione 1926-1927 al 1933-1934.; per motivi economici e politici l'ULIC nel 1934 fu trasformata in Sezione Propaganda.
Rimasta inattiva per le due stagioni consecutive, concomitanti con la Guerra d'Etiopia, la società fu poi ricostituita con denominazione A.C. Pro Piacenza e iscritta nuovamente ai campionati di Prima Categoria organizzati dalla Sezione Propaganda locale.
Dall'esordio in FIGC all'approdo al Campionato Nazionale Dilettanti Chiusa la Sezione Propaganda, dal 1948 prese parte ai campionati ufficiali, iscrivendosi in Prima Divisione della Lombardia, in cui vi rimase fino alla promozione nel campionato di Promozione Lombardia. Nuovamente in Prima Categoria causa retrocessione, nell'arco della stessa stagione (Prima Categoria 1955-56) ottenne la promozione nel Campionato Nazionale Dilettanti dopo lo spareggio col Pontevico vinto per 2-0. In tale categoria restò per due stagioni consecutive, fino al 1959.
Dagli anni sessanta agli anni novanta A partire dagli anni sessanta e sino alla metà degli anni ottanta oscillazioni specialmente tra Promozione e Prima Categoria Lombardia segnarono la storia del club: in seguito e fino a buona parte degli anni novanta militò quasi sempre in Seconda Categoria, esclusa la stagione 1987-88 in cui toccò la Terza Categoria, l'ultimo gradino del calcio in Italia.
Nel 1974 l'Associazione Calcio Pro Piacenza si fuse con il concittadino Football Club Sisalsantos, diventando Associazione Calcio Pro Piacenza 1919.
Dalla provvisoria fusione con l'Arsenal di Piacenza alla ripartenza in Terza Categoria Nell'estate del 1997 sopraggiunse un'ulteriore fusione con il C.R.D.D. Arsenal e la società si rinominò A.C. Pro Piacenza C.R.D.D. Arsenal (abbreviato Pro-Ars). L'unione accompagnò le due compagini fino agli inizi del 2000, quando le due anime si scissero: il Pro Piacenza e l'A.C.D. Arsenal 1976 ripresero dunque esistenze separate.
Il club così assortito partecipò per molti anni al campionato di Promozione; nel 2010 però, a stagione conclusa, esso rinunciò a partecipare a tale campionato, optando per ripartire dalla Terza Categoria.
Promossa in Seconda Categoria nel 2011-12, retrocesse nuovamente nell'ultimo gradino dilettantistico nella stagione successiva.
L'ingresso tra i professionisti Negli anni 2010 il Pro Piacenza intavolò una trattativa per un'ulteriore fusione con il G.S.D. BettolaPonte di Bettola, che nel 2011 aveva spostato la propria sede da Bettola a Piacenza e mutato denominazione in A.S.D. Atletico BettolaPonte Pro Piacenza, adottando i colori rosso-nero in luogo del previgente giallo-blu.
Nel 2013 le due realtà si fusero utilizzando il titolo sportivo del BettolaPonte, valido per partecipare alla Serie D 2013-2014. A capo della società si pose l'imprenditore cremasco Domenico Scorsetti, che garantì una solida base finanziaria. Come denominazione venne scelta Associazione Sportiva Pro Piacenza 1919.
Il Pro Piacenza "riorganizzato" riuscì così a vincere il girone B della Serie D, guadagnando la prima, storica promozione in Lega Pro.
Accusato però di aver schierato undici volte un calciatore squalificato che mai aveva scontato il turno di fermo, il Pro Piacenza dovette debuttare in terza serie con una penalizzazione di 8 punti: solo il 20 maggio 2015, a fine campionato, l'arbitrato del CONI accolse l'istanza dei rossoneri e dispose la riduzione dei punti di penalità da 8 a 5: il Pro Piacenza (guidato in panchina da Arnaldo Franzini) risultò quindi terz'ultimo classificato, dovendo pertanto affrontare il nei play-out. Il doppio confronto (vittoria interna 2-1 all'andata per i rossoneri e pareggio esterno per 0-0) consentirono al Pro di mantenere la categoria.
Più o meno analoga fu la stagione 2015-2016, ove i rossoneri di William Viali Liberta.it chiusero il proprio girone al 14º posto e poi vinsero i play-out contro l' (con un doppio successo, per 0-1 all'andata Sportpiacenza.it e 2-1 al ritorno) Sportpiacenza.it. Al termine della stagione Scorsetti lasciò la società al socio Alberto Burzoni, storico mecenate dello sport piacentino, che ne divenne presidente.
L'obiettivo della salvezza diretta venne centrato nelle due annate successive (2016-2017 e 2017-2018), sotto la guida dei tecnici Fulvio Pea e Stefano Maccoppi piacenza24.eu.
La crisi, l'estromissione dal campionato e il fallimento Nel 2018 il club passa ancora di mano: tra la primavera e l'estate infatti il patron Burzoni, dichiaratosi scettico sulla possibilità di mantenere due club professionistici in città - tuttoc.com, 28 gen 2019, annuncia il proprio disimpegno dal settore calcistico.
Dopo alcuni mesi di incertezza e trattative infruttuose (con finanche una fallita fusione col - sportpiacenza.it, 28 giu 2018), il Pro Piacenza viene ceduto alla Sèleco S.p.A. - propiacenza.it, 29 giu 2018; la presidenza viene assunta dal titolare di detta azienda, Maurizio Pannella.
La squadra allestita per la stagione 2018-2019 annovera nomi di rilievo quali Cristian Daniel Ledesma e Angelo Raffaele Nolé, oltre al tecnico Giuliano Giannichedda: il debutto in campionato vede i rossoneri raccogliere quattro risultati utili consecutivi e issarsi al vertice del girone d'appartenenza.
Nel mese di ottobre 2018 emerge tuttavia da parte della società un ritardo nei pagamenti di stipendi e contributi dal mese di luglio in poi - calciomercato.com, 20 ott 2018: su indicazione dell'Associazione Italiana Calciatori buona parte dei tesserati provvede quindi alla messa in mora del club - sportpiacenza.it, 23 ott 2018. In aggiunta il concittadino lamenta a sua volta morosità nella corresponsione del canone d'affitto dello stadio Leonardo Garilli - sportpiacenza.it, 5 dic 2018 ed emerge anche l'irregolarità della fideiussione presentata a garanzia dell'iscrizione alla Serie C, giacché il Pro Piacenza (come anche altri club di pari grado) l'aveva ottenuta da un istituto finanziario successivamente dichiarato privo delle necessarie autorizzazioni, formalizzandola inoltre in ritardo rispetto ai termini prescritti - sportpiacenza.it, 20 dic 2018.
La proprietà nel mese di novembre salda parzialmente le mensilità di luglio e agosto (facendo rientrare momentaneamente le proteste dei dipendenti) - gianlucadimarzio.com, 23 dic 2018 e promette altresì il rapido rientro di tutte le criticità e un piano di sviluppo per il club; tuttavia la situazione continua a peggiorare: il direttore generale Massimo Londrosi dapprima presenta un esposto alla locale procura della Repubblica in merito alla gestione del Pro, quindi pubblica una lettera aperta nella quale accusa il vertice societario di inadempienza dei propri obblighi, denunciando altresì il degrado delle infrastrutture di gioco (segnatamente il centro sportivo Siboni) e il disfacimento del settore giovanile, a suo dire costretto all'autogestione (per via della carenza di risorse) e con molti giocatori in via di svincolamento - sportpiacenza.it, 20 dic 2018. Contestualmente infatti rassegna le dimissioni il responsabile del vivaio rossonero Settimio Lucci, affermando di non poter più lavorare adeguatamente in mezzo a tante problematiche.