I Monti Volsci sono una catena pre-appenninica collinare e montuosa, costiera e sub-costiera del Lazio meridionale, che comprende i gruppi dei Monti Lepini, dei Monti Ausoni e dei Monti Aurunci. Secondo un'accezione più ampia si estendono tra Velletri e Capua, sconfinando dunque anche in Campania.

Etimologia Sebbene l'origine etimologica dell'aggettivo "volsci" sia ben definita e legata al popolo volsco, al quale rimandiamo per delinearne il significato profondo, l'attuale nome geografico non ha goduto negli ultimi decenni di definizione ed uso altrettanto chiaro. Nella carta di Abrahamus Hortelius del 1595 il nome Volsci indica un'area vasta compresa tra i paesi di Priverno e Amaseno. Il nome di Monti Volsci o di Dorsale dei VolsciCENTAMORE-E., DI MANNA-P., ROSSI-D. Kinematic evolution of the Volsci Range: a new overview. Bollettino della Società Geologica Italiana, 2007, Volume 126, Fascicolo 2, pp. 159 - 172. o di Catena dei VolsciCOSENTINO-D., CIPOLLARI-P., DI DONATO-V., SGROSSO-I.The Volsci Range in the kinematic evolution of the northen and southern Apennine orogenetic system. Bollettino della Società Geologica Italiana, 2002, Volume speciale n. 1, Fascicolo 1, pp. 209 - 218. è presente in letteratura ed è utilizzato da viaggiatori e storici del XIX secolo quali per esempio Giuseppe Micali e Ferdinand Gregorovius. Col tempo, il nome che caratterizza questa dorsale nel suo insieme è diventato desueto perché al nome unitario fu preferita la denominazione dei settori geografici che lo compongono (Monti Lepini, Monti Ausoni, Monti Aurunci). Più di recente l'uso progressivamente più comune di Monti Volsci tende a rivalorizzarlo da un punto di vista turistico (carte degli anni 50 del Touring Club), geografico e culturale. Anche la letteratura geologica è concorde nel riconoscere caratteristiche comuni nello sviluppo tettonico e stratigrafico dei Monti Volsci. In particolare essi son definiti come quella porzione d'Appennino interno messasi in posto tra il Tortoniano e il Pliocene e principalmente composta di calcari di piattaforma mesozoici.

Storia Dal X secolo a.C. fino alla progressiva occupazione romana tra il VI e il IV secolo a.C e alle guerre sannitiche del IV e III secolo a.C., gran parte delle terre comprese tra l'attuale Anzio e Sora era dominata dai Volsci, che erano confinanti lungo il fiume Liri con il popolo degli Aurunci. Questi ultimi vivevano a Sud del Liri mentre gli Ausoni erano, per grandi linee, un popolo pre-italico stanziatosi tra Monti Ausoni ed Aurunci prima della discesa e il dominio dei Volsci sulle loro stesse terre. Nel periodo di massima espansione verso l'inizio del V secolo a.C., i Volsci si distinguevano in "Volsci anziati", lungo la costa e "Volsci ecetrani" più all'interno, in base alle due città volsche di Anzio ed Ecetra. La collocazione di Ecetra è ignota, e sebbene sia stata in passato erroneamente immaginata nei pressi dell'attuale Frosinone, secondo la maggioranza degli studi e delle fonti deve essersi situata nella zona compresa tra i monti Volsci e i Colli Albani, tra le attuali Cisterna di Latina ed Artena.

Le due compagini erano unite da legami religiosi e politici. Nonostante l'alleanza con gli Equi, gli eserciti volsci ed equi furono sconfitti dai Romani più volte nel corso del V secolo fino a giungere alla conquista ed alla "romanizzazione" di alcune città volsche fra cui Anzio, Atina, Circeii, Pometia, Terracina, Velletri. Con il consolidamento dell'influenza romana associato alla deduzione di diverse colonie romane già dal V secolo e a fasi alterne durante il periodo repubblicano, fu durante il principato di Augusto che i Monti Volsci vennero inseriti assieme a gran parte dell'attuale Campania costiera nella Regio I Latium et Campania. Grazie alla strategicità commerciale della posizione delle città di Priverno e Terracina, esse divennero tra i centri principali del Lazio imperiale al margine meridionale dei Monti Volsci.

A seguito delle vicende di caduta dell'Impero Romano, il passaggio del regno ostrogoto V secolo d.C è ancor oggi segnato dal toponimo di Capo Teodorico, all'estremo occidentale di Terracina. Al finire del VI secolo d.C., buona parte del settore Aurunco dei Monti Volsci venne annesso al dominio longobardo costituitosi nel Ducato di Benevento, separandolo per lungo tempo dai territori rimasti sotto il dominio del Pontefice di Roma nel settore Lepino e Ausono. In questo quadro, Gaeta mantenne il legame con Bisanzio espandendo i propri domini a danno dello Stato Pontificio e poi costituendosi in Repubblica Marinara tra il IX e il XII secolo guadagnandosi la sua autonomia infine capitolata al dominio longobardo nel 1032 e poi passata in mano normanna nel 1064. Il confine tra Stato Pontificio e Regno di Sicilia si stabilizzò dunque nel mezzo dei Monti Volsci dividendo il settore ausono nei pressi di Monticelli (attuale Monte San Biagio). Nel 1140 l'intero settore aurunco e la parte orientale di quello ausono furono poi annessi al Regno di Sicilia nella provincia di Terra di Lavoro.

Con lo spostamento della sede papale ad Avignone, nel 1346 Terracina ebbe a difendersi dall'espansionismo della famiglia Caetani della Contea di Fondi, le cui truppe congiunte a quelle a quelle pontificie furono ricacciate da quelle mercenarie della Repubblica di Genova alla quale Terracina fu annessa fino al 1367. Dopo diverse occupazioni ad opera del Regno di Napoli e restituzioni al dominio del Papa, il territorio di Terracina fu definitivamente riannesso allo Stato Pontificio nel solo 1499. Lungo questi confini ebbe luogo un fenomeno di brigantaggio persistente e attivo, a più riprese respinto da entrambi gli stati.

Nel XVII secolo, le truppe corsare ottomane presero possesso temporaneo di parte dei versanti meridionali e costieri dei Monti Volsci. In particolare la duplice distruzione del centro di Sperlonga nel 1534 e nel 1622 fu rimarcabile e funge a monito dell'instabilità politica dei confini degli stati italiani e della minaccia diretta al soglio pontificio.

Con l'invasione ad opera delle truppe di Napoleone nel 1799, gli antichi stati mutarono in Repubblica Romana e Repubblica Partenopea mantenendo inalterati i loro confini lungo i Monti Volsci. La restituzione al Papa dei suoi domini fu associata alla restaurazione del Regno di Napoli, poi dal 1816 Regno delle Due Sicilie. Durante la restaurazione borbonica, il confine fu nuovamente sede di brigantaggio e continui sconfinamenti reciproci delle truppe borboniche e pontificie ebbero luogo nella dura lotta di repressione che si spinse nel 1819 fino allo sfollamento e parziale distruzione di Sonnino nel settore ausono ad opera del Cardinal Consalvi.

Con l'istituzione del Regno d'Italia e la capitolazione della difesa pro-borbonica di Gaeta nel 1861, i Monti Volsci vennero politicamente riunificati. La suddivisione amministrativa del 1926 e del 1934 istituì le nuove provincie del Regno, spostando il baricentro politico a favore dell'influenza laziale. L'istituzione delle regioni della Repubblica Italiana confermò, la suddivisione amministrativa della Regione Lazio per come fu delineata dalla riforma delle provincie dal governo fascista, spostando dunque il confine con la Regione Campania sul Garigliano. Ciononostante, l'impronta culturale partenopea nel settore ausono-aurunco persiste nell'identità popolare dei territori dell'odierno basso Lazio, in precedenza sotto l'influenza di Napoli.

Durante la II guerra Mondiale nel 1943 la linea Gustav attraversò i Monti Volsci ripercorrendo parte dell'antico confine e fu sede di razzie ad opera delle truppe franco-marocchine. Tale episodio è raccontato nel film La ciociara.

Geografia I Monti Volsci si estendono per circa 95 km tra i rilievi vulcanici dei Colli Albani a Nord-Ovest e Roccamonfina a Sud-Est. A Nord-Est la catena è delimitata dalla Valle Latina mentre i versanti meridionali sono delimitati dall'Agro Pontino, Piana di Fondi e dal Mar Tirreno. I corsi d'acqua maggiori che segnano il confine della catena sono a Nord il Fiume Sacco e il Liri che a Est confluisce nel Garigliano; nella Pianura pontina: la successione dei fiumi Ninfa, Ufente e Amaseno. Le maggiori valli fluviali interne sono la Valle dell'Amaseno e la valle del Rio Ausente. Le massime elevazioni dei Monti Volsci superano di poco i 1500 metri (Monte Semprevisa, 1536 m s.l.m.; Monte Petrella, 1533 m s.l.m.).

Settore settentrionale: Monti Lepini Il settore settentrionale si identifica nel gruppo montuoso dei Monti Lepini il quale è suddiviso in occidentali e orientali dalla valle compresa tra Montelanico e Maenza. Il settore settentrionale è separato da quello centrale dal Fiume Amaseno. In riva destra, la valle dell'omonimo fiume, la Valle dell'Amaseno, è bordata dai rilievi del Monte Siserno che costituisce un gruppo intermedio avente un asse longitudinale di circa 12 km e largo circa 4 km. Il valico più importante nel settore settentrionale lepino è a circa 260 m tra i comuni di Giuliano di Roma e Patrica

Settore centrale: Monti Ausoni Il settore centrale ospita ampi altopiani bordati da ripidi pendii. Le massime quote sono rappresentate dal Monte Calvilli (1116 m s.l.m.) e dal Monte delle Fate 1090 m s.l.m.). In questo settore occorrono i paesi di Castro dei Volsci e Roccasecca dei Volsci e di Sonnino con la sua via volosca, toponimi con chiaro riferimento alle antiche popolazioni. Il confine con il settore meridionale non è costituito da una valle o una cresta facilmente riconoscibile essendo inoltre i toponimi riferiti agli Ausoni in pieno territorio riconosciuto comunemente come aurunco (vedi Ausonia e Coreno Ausonio). I valichi del settore centrale sono a circa 550 m tra i comuni di Vallecorsa e Lenola e a 640 m tra i comuni di Itri e Pico già di pertinenza aurunca.

Settore meridionale: Monti Aurunci Il settore meridionale è costituito dai gruppi montuosi dei Monti Aurunci occidentali e dal gruppo dei Monti Aurunci orientali anche chiamati Monti Vescini. La valle intermedia tra questi gruppi si amplia da 2 a 7 km di larghezza verso sud ed è attraversata principalmente dal Rio Ausente. I promontori di Monte di Scauri e della marina di Minturno sono riconducibili ai Monti Aurunci orientali. La porzione marittima dei Monti Aurunci occidentali che ricade nei comuni di Sperlonga, Itri e Gaeta è conosciuta anche come Monti Cecubi. Nei settori centrali e meridionali la catena è larga fino a circa 30 km.

Suddivisione amministrativa I Monti Volsci sono suddivisi tra la città metropolitana di Roma e le province di Latina e Frosinone e sono sede di diverse comunità montane (XIII, XVI, XVII, XIX, XXI, XXII) e monumenti naturali di pregio internazionale come il giardino di Ninfa e alcuni parchi naturali regionali di recente istituzione come il parco naturale dei Monti Aurunci, il parco regionale Riviera di Ulisse nel settore meridionale, e il parco naturale regionale monti Ausoni e lago di Fondi nel settore centrale.

Territorio

Geologia La successione rocciosa dei Monti Volsci è a prevalente costituzione carbonatica di età Triassico-Cretacea, con alcuni settori di Paleogene sedimentati in discordanza sulla serie mesozoica di piattaforma tropicaleAccordi, B. (1966). La componente traslativa nella tettonica dell'Appennino laziale-abruzzese.. La successione stratigrafica ha uno spessore minimo di 3500 m e appartiene al dominio di Piattaforma Laziale-Abruzzese, del quale i Monti Volsci rappresentano la porzione più meridionale in affioramento. Le dinamiche e le caratteristiche di messa in posto delle unità tettoniche hanno caratteri simili e storia geologica comune a tutta la dorsale dal settore settentrionale a quello meridionale.

Stratigrafia e Paleontologia