La basilica di San Salvatore (in francese: basilique Saint-Sauveur de Rennes) è una chiesa cattolica di Rennes, nel dipartimento dell'Ille-et-Vilaine. Dal 1916 ha la dignità di basilica minore e nel 1942 è stata inscritta nel registro dei Monumenti storici di Francia.
Storia Origini L'attuale chiesa fu costruita all'inizio del XVIII secolo al posto di una cappella le cui origini si confondono con quelle della cittàBonnelière - Grosset, 1980, pp. 81–82. Le prime tracce scritte citano una cappella di San Salvatore a Rennes datata al XII secolo. Essa era allora compresa nella parrocchia della chiesa di Tutti i Santi di Rennes. Il capitolo di Rennes ne fece dono alla badessa di San Giorgio di Rennes, Mathée de Corcop, nel gennaio del 1230Bigne-Villeneuve, 1876, pp. 31 e 45.
La chiesa si sviluppò al ritmo della città durante i secoli successivi, arricchendosi di mobilia e di ulteriori parti: una torre nolare, un nuovo altare, trabeazioni che sostenevano un crocifisso e immagini di santi, pilastri che sostenevano un'ostensioneBonnelière - Grosset, 1980, pp. 39–55. A partire dal miracolo avvenuto secondo la tradizione nel 1357Rino Cammilleri, Tutti i giorni con Maria, calendario delle apparizioni, Edizioni Ares, 2020, p.58 (formato Kindle)., il culto della Madonna ebbe uno sviluppo particolareBonnelière - Grosset, 1980, pp. 13–21. Con l'incremento della popolazione, si fece sentire la necessità di scindere la parrocchia di Tutti i Santi, di cui San Salvatore era ancora una dipendenza. In conformità alle richieste dei parrocchiani formulate nel 1632, il vescovo di Rennes, Charles-François de La Vieuville eresse San Salvatore a chiesa parrocchiale nel 1667Blot. 2006, id=blot2006. Questa decisione fu confermata dal Parlamento di Bretagna con un decreto del 7 ottobre 1667Guillotin de Corson, 1886, p. 561 nonostante l'opposizione del rettore di Tutti i Santi. Nel 1670 fu fondata una confraternita per iniziativa di san Giovanni Eudes in onore di Nostra Signora dei Miracoli e Virtù e del Sacro Cuore di MariaBonnelière - Grosset, 1980, p. 49.
Ricostruzione
Il 7 marzo 1682, il pignone ovest dell'edificio crollò, rendendo la chiesa inagibile al culto. Dopo alcuni mesi durante i quali l'eucaristia viene portata alla cappella di San Giacomo, il culto riprese nella chiesa parzialmente demolita.
I parrocchiani sollecitavano a gran voce la ricostruzione della chiesa. Ci vollero nove anni per raccogliere i fondi e acquistare i terreni adiacenti. La prima pietra fu posata il 24 luglio 1703 dall'Intendente di Bretagna Louis Béchameil de NointelBonnelière - Grosset, 1980, p. 24.
Nel 1710 venne organizzata una lotteria reale per tentar di raccogliere 36 000 lire tornesi a beneficio del cantiereSociété archéologique du département d’Ille-et-Vilaine, 1934, p. IX. I progetti furono realizzati dall'architetto François Huguet, responsabile anche del completamento delle torri della vicina Cattedrale di San Pietro di Rennes e della cappella di Saint-Ives.Barbedor, 2004, p. 106 Secondo il desiderio generale della parrocchia, il culto non fu interrotto durante i lavori. L'architetto decise di orientare la nuova chiesa da est a ovest, al contrario della precedente. Questo nuovo orientamento permetteva di aprire la facciata sull'estremità del piazza della cohue (piazza sulla quale si teneva un gran mercato, cohue in linguaggio bretone, occupava fino al 1720 il posto delle attuali rue de Clisson e place Saint-Sauveur). I lavori ebbero inizio dal coro: una volta realizzato questo, il Santo Sacramento vi fu traslato e l'antica chiesa fu finalmente demolita. Di essa è rimasto solo un capitello scolpito raffigurante una persona in piedi, datato XII secolo e conservato ora nel Museo di Bretagna.
La nuova chiesa fu consacrata il 5 agosto 1719, quando il solo coro e una crociera erano terminati. L'incendio di Rennes del 1720 distrusse i mobili e la vecchia copertura, che crollò, ma i lavori di ricostruzione nel cantiere non furono interrotti. La gran parte dei lavori terminò nel 1728. François Huguet morì nel 1730 e più architetti gli succedettero nel completamento dell'edificio. L'architetto François Forestier de Villeneuve apportò un'importante modifica al luogo: la distruzione della piazza del grand bout de la Cohue, che fu sostituita dalla rue de Clisson e dalla place Saint-Sauveur, e l'apertura della rue du Guesclin nell'asse della chiesa, che portarono a ridisegnare la facciata per integrarla nella nuova prospettiva. Il portale previsto non fu modificato. Per motivi economici, il risultato finale fu tuttavia meno ambizioso del progetto di Huguetde Carné, 1981. Antoine Forestier detto il Giovane predispose il progetto della cupola della torre, mentre Daniel Chocat de Grandmaison realizzò quello del campanile nel 1741Bourde de la Rogerie, 1998. La conduzione dei lavori da parte del Forestier è attestata nel 1758. L'altar maggiore, simbolizzante la fine dei lavori, fu consacrato nel 1768. Durante la rivoluzione
La rivoluzione francese interruppe i lavori di ricostruzione della Cattedrale di San Pietro, distrutta nel 1768. Il vescovo costituzionale Claude Le Coz stabilì allora la sede episcopale nella chiesa di San SalvatoreRaison, 1934, pp. 163–173. Con l'instaurazione del Terrore e l'arrivo di Jean-Baptiste Carrier a Rennes il 1 settembre 1793, il culto costituzionale ebbe fine e Claude Le Coz fu incarcerato. La chiesa di San Sauveur divenne allora il tempio della Ragione, poi il tempio dell'Ente Supremo nel 1794Janvier, 1910. La statua miracolosa di Notre Dame fu distrutta in quel periodo.. L'edificio divenne luogo di pubbliche assemblee, vi si annunciò, fra l'altro, la conferma di Jean Leperdit nel ruolo di sindaco della città dopo la fine del Terrore. Nel 1795, dopo l'autorizzazione all'esercizio pubblico del culto cattolico da parte della Convenzione nazionale, una petizione di cittadini chiese, senza successo, la restituzione della chiesaDucrest de Villeneuve, Maillet, 1845, pp. 477–502. Saint-Sauveur non fu ufficialmente resa al culto che il 30 settembre 1802 dal prefetto dell'Ille-et-Vilaine, Jean-Joseph MounierJausions, 1866, p. 118.
Storia recente Nel corso del XIX secolo l'arredamento si arricchì con l'arrivo del nuovo altar maggiore (1827–1829), di un candelabro pasquale (1846), di una via crucis (1860) e dell'organo del coro (1894).
L'architetto Leroux realizzò un primo restauro nel 1842, allo scopo di rinfrescare l'interno e apportarvi alcune finiture. Le statue dei santi Pietro e Paolo, di Jean-Baptiste Barré, comparvero da una parte e dall'altra del coro. Gli altari del Sacro Cuore, di san Luigi e di sant'Anna furono rifatti e ricevettero nuovi retabli. L'abate Marie-Joseph Brune eseguì un secondo restauro a partire dal 1870. Nel 1875 egli creò l'altare dedicato a Nostra Signora dei Miracoli e delle Virtù, nella navata laterale nord.
Nel 1876 poi furono installate tre campane nella torre. Infine, nel 1886, una tassellatura in ceramica sostituì quella originale in terracotta.. La chiesa sostenne anche, tra il 1832 e il 1855, un telegrafo Chappe: la stazione 4 di Rennes e il numero 10 della linea Avranches-NantesHertel, 2005Jamaux, 2002, pp. 221-246.
Con il ripristino del culto di Nostra Signora dei Miracoli, la chiesa fu consacrata il 12 ottobre 1912 da papa Pio XRaison, 1934, p. 252. Essa fu elevata al rango di basilica minore il 27 aprile 1916 da papa Benedetto XVRaison, 1934, pp. 255–262 Basiliche Minori in Francia. A disposizione degli occupanti di religione cattolica durante l'occupazione di Rennes Étienne Maignen, Rennes pendant la guerre, chroniques de 1939 à 1945, éditions Ouest-France, novembre 2013, ISBN 978-2-7373-6173-9, p. 92, l'edificio è stato iscritto tra i monumenti storici di Francia il 2 marzo 1942. I miracoli La tradizione vuole che quattro miracoli, attribuiti alla Madonna, abbiano segnato la vita di questa chiesa e sono oggetto di una devozione particolare. Scoperta di una galleria inglese durante l'assedio del 1357. Durante la guerra di successione bretone, la città fu posta sotto assedio dalle truppe inglesi e la città si aspettava un attacco nemico per via sotterranea. Secondo una tradizione popolare, nella notte dell'8 febbraio 1357, le campane si misero improvvisamente a suonare e i ceri si accesero spontaneamente. I difensori della città avrebbero allora scoperto la statua di Nostra Signora, che indicava una lastra sul suolo. Scavando in quel punto, scoprirono una galleria scavata dalle truppe inglesi per entrare nella città e conquistarla e così respinsero l'invasione.Bonnelière - Grosset, 1980, pp. 11–13.
L'incendio del 1720 In occasione dell'incendio cittadino del 1720, nonostante il crollo del tetto e la distruzione di una parte dell'arredamento, la stessa statua fu ritrovata intattaBonnelière - Grosset, 1980, pp. 25–26. Il popolo attribuisce alla Vergine l'arresto dell'incendio. Guarigione di Marie Richelot del 18 febbraio 1742 Un processo verbale anonimo riferisce la guarigione istantanea di Marie Richelot nel corso di una messa il 18 febbraio 1742. La giovane donna soffriva al ginocchio destro dal 20 settembre 1738. Il suo ev-voto, un quadro che la raffigura, è stato conservatoBonnelière - Grosset, 1980, p. 51Raison, 1934, pp. 149–154. Guarigione di Magdeleine Morice nel 1761 I registri delle delibere generali della parrocchia citano la guarigione istantanea di Magdeleine Morice, colpita da gangrena al piede destro, nel corso di una messa il mercoledì di Pasqua del 1761. Un processo verbale istituito su richiesta dell'interessata è conservato negli archivi di Porcaro, ma nessuna inchiesta canonica ebbe seguito.Raison, 1934, pp. 155–162.
Architettura L'esterno
Le stile esterno dell'edificio ricorda, in scala minore, quello della chiesa del Gesù, a Roma, o della basilica di Nostra Signora delle Vittorie, a Parigi. Di superficie modesta, la chiesa ha la pianta a forma di croce latina con frastagliature multiple e due navate laterali, un'abside ad angoli smussati e un transetto poco sporgente.Banéat, 1911, pp. 570–571.. Se il progetto originale prevedeva un portale molto sporgente a doppie colonne, l'incendio del 1720 ha comportato una modifica dei progetti della facciata: il portale definitivo, a paraste accoppiate poco sporgenti e più modeste. La porta, ad architrave in piattabanda, è sormontata da un arco a manico di paniere il cui timpano porta il nome della chiesa in latino: CHRISTO SALVATORI (Cristo salvatore). Una tavoletta nell'architrave porta l'arme e la divisa della chiesa (lat.: Ad Jesum per Mariam, cioè «A Gesù attraverso Maria»).
Da una parte e dall'altra due nicchie semicircolari inquadrate da pilastri sono destinate a ricevere statue, ma sono state lasciate vuote. Su un fregio nudo, sormontato da una cornice, il secondo livello non comprende altro che una grande finestra a tutto sesto tra due paia di pilastri e due alette. Infine un architrave apparecchiata sostiene un frontone triangolare rialzato, dotato di un coronamento che porta una croce. L'insieme appartiene all'ordine tuscanico. Questa facciata "all'italiana" a ordini sovrapposti tipica del XVIII secolo si ritrova in altri edifici contemporanei: la chiesa del Val-de-Grâce, la basilica di Nostra Signora delle Vittorie, il chiostro e la chiesa (oggi luterana) dei Billetes e la chiesa di San Tommaso d'Aquino a Parigi. A Rennes due altri edifici erano già stati costruiti con una facciata dello stesso tipo: la chiesa del convento della Visitazione, nel 1662, e la chiesa del convento degli agostiniani (divenuta chiesa di Santo Stefano) nel 1700. Una torre si trova attaccata a nord della facciata. Il piano-terra e il primo piano sono a pianta quadrata, il secondo piano ad angoli smussati. La torre è ricoperta da una cupola a falde, sormontata da una lanterna, che sostiene a sua volta una croce.