Roccasecca è un comune italiano di abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.
Geografia fisica Territorio Territorio da sempre conteso tra Borbone e Papato, dal 1751 definitivamente parte dell'antica Provincia di Terra di Lavoro del Regno di Napoli (poi diventato Regno delle Due Sicilie). Roccasecca appartenne alla provincia di Terra di Lavoro anche dopo l'Unità d'Italia, entrò poi nel Lazio con la nascita della provincia di Frosinone nel 1927.
Sismicità Secondo la vigente classificazione sismica dell'Italia, il territorio di Roccasecca ricade in zona 2A, ovvero zona a rischio sismico medio alto, in prossimità di una zona 1 a rischio elevato, rappresentata dalla vicina valle di Comino e dalle zone della Marsica, interessate da una tettonica principalmente distensiva, tipica dell'Appennino centrale.
Storicamente il comune ha subito dei danneggiamenti del patrimonio edilizio in seguito a violenti eventi tellurici dei territori vicini, tra i quali ricordiamo il grande terremoto della Marsica del 1915, il terremoto di Sora del 1654 con epicentro stimato presso la confinante Casalvieri e il più recente terremoto dell'Italia centro-meridionale del 1984.
Clima Classificazione climatica: zona D, 1589 GR/G
Il clima di Roccasecca rappresenta quello tipico della bassa collina laziale interna.
Le giornate estive si presentano calde e talvolta afose anche se è facile assistere a fenomeni temporaleschi, spesso di breve durata, dovuti allo sviluppo verticale termocomvettivo delle nubi che si originano dai monti e si estendono verso la costa contribuendo ad abbassare la temperatura dell’aria.
L’autunno è invece mite e piovoso specialmente nei mesi di ottobre e novembre. In questo periodo non sono rare le piogge anche di forte intensità che possono arrecare disagi nella zona.
Le temperature invernali invece variano a seconda delle masse d’aria che influenzano il territorio. Durante periodi anticiclonici non è rara nella valle la formazione di uno strato di inversione termica accompagnato da nebbia, che molto raramente però persiste per tutta la giornata, andando ad interessare quasi esclusivamente le ore del mattino, con temperature minime sotto lo zero; in questo caso la frazione di Roccasecca Scalo è decisamente più fredda delle frazioni collinari dove il clima risulta mite perché fuori dallo strato di inversione.
In caso di irruzioni di aria di matrice artica le temperature si mantengono invece rigide su tutto il territorio con minime sotto lo zero e massime talvolta abbondantemente inferiori ai +5’C/+10’C. La neve non è un fenomeno frequente, ma è probabile che in inverno si verifichi una nevicata di modesta entità (circa 5/10 cm). In genere le nevicate sono un po’ più abbondanti e frequenti sulle zone collinari (Roccasecca centro, Castello, Caprile..), ma vista l’esposizione assolata di tali frazioni, il manto nevoso tende a sciogliersi rapidamente rimanendo talvolta un po’ più a lungo nella valle (specialmente nei mesi di dicembre e gennaio quando è più facile che si sviluppi l'inversione termica).
Da menzionare durante la grande ondata di freddo del febbraio 2012 una nevicata storica che portò una quarantina di centimetri di neve in paese. Altri eventi nevosi rilevanti dopo il 2000 sono senza dubbio il 16 gennaio 2002 (15 cm circa di neve caduti), il 17 dicembre 2010 (10 cm di neve), il 30/31 dicembre 2014 ( 5/8 cm di neve caduti) e il 26 febbraio 2018 (dai 7/8 cm delle zone pianeggianti ai 10 cm circa sulle frazioni collinari). Altri eventi nevosi meno importanti si sono verificati nel 2003, nel 2005, a febbraio 2010, febbraio 2013, febbraio 2015, nella notte tra il 28 febbraio e il 1º marzo 2018 e il 17 gennaio 2021.
Origini del nome Il toponimo è un composto di “rocca”, nel senso di ‘luogo fortificato posto in alto’, e dell'aggettivo “secca”, riferendosi alla forte carenza d’acqua del monte Asprano sul quale fu costruito il castello che dà il nome al borgo.
Storia
Origini Originario "pagus" dei Volsci fino al 991. La storia di Roccasecca è profondamente legata alla sua posizione geografica: il paese è infatti posto all'ingresso di due gole che danno accesso alla valle di Comino ed è sovrastato dal monte Asprano che con i suoi 553 metri d'altezza permette di controllare facilmente l'ampia valle del Liri. Durante la preistoria si sa con certezza che vi furono diversi stanziamenti nel territorio di Roccasecca; del più importante ci rimangono resti di mura perimetrali, e seducente è l'ipotesi che si tratti della famosa Duronia ricercata tante volte dagli archeologi. La sua fondazione risale al periodo delle invasioni barbariche, quando gli abitanti dell'insediamento di Melfel, sul fiume Melfa, e della vicina Aquino lasciarono la pianura per sfuggire agli invasori.
Roccasecca è per secoli solo un comodo punto di passaggio per gli eserciti che passavano il fiume Melfa, sul quale furono costruiti, probabilmente già in epoca romana, tre ponti di cui sono visibili ancora oggi alcune tracce, ma nel Medioevo ha il suo vero sviluppo come comunità. Infatti quando si parla di Roccasecca e della sua storia il pensiero va subito a san Tommaso d'Aquino ed ai fasti del suo castello, importante baluardo difensivo posto nel 994 dall'abate Mansone a difesa del monastero di Montecassino, distante solo pochi chilometri (26 km). L'abate mette a capo della rocca fortificata un ramo collaterale della famiglia dei conti D'Aquino, che fra alterne vicende e numerose battaglie (come era nel costume dell'epoca) regneranno per secoli sul paese. Intorno alla fine del X secolo Adenolfo III d'Aquino la fece occupare e radere al suolo. Una volta ricostruita, divenne feudo della famiglia D'Aquino e resistette all'assedio posto dalle truppe imperiali di Enrico VI. Dopo essere stata teatro della sconfitta del re di Napoli Ladislao di Durazzo da parte di Luigi II d'Angiò, pervenne alla famiglia D'Avalos in seguito al matrimonio tra l'ultima discendente dei conti D'Aquino, Antonella, e Innico I d'Avalos.
Il Ducato di Sora
Dopo il 1550 alcuni abitanti della rocca scendono a valle dando origine all'attuale Roccasecca Scalo, al Castello ed a Caprile. Nello stesso anno Roccasecca divenne libero comune per poi perdere però questa autonomia nel 1583 quando venne venduta alla famiglia Boncompagni. Nei secoli che seguono gli abitanti di Roccasecca vedono avvicendarsi al potere del loro castello gli Angioini, lo Stato Pontificio, gli Aragonesi, a seconda del Signore che domina in quel momento la valle del Liri. È solo nel 1583 che Roccasecca acquista un po' di pace e di serenità: viene infatti venduta con il feudo di Aquino al duca di Sora Giacomo Boncompagni (figlio di papa Gregorio XIII) che ne fa un suo feudo, appartenente al Regno di Napoli, ma con larga autonomia.
La vita del paese è alquanto grama nel Seicento e primo Settecento per malattie e siccità che riducono drasticamente il numero degli abitanti. Le cose andranno meglio sotto il governo del Regno di Napoli da re Carlo di Borbone in poi: nel 1742 la cittadina diventa sede dei vescovi della diocesi di Aquino, dimostrando di essere un centro fiorente e si costruirono un palazzo vescovile e il nuovo seminario diocesano.
Unità d'Italia
Nell'Ottocento si diffondono, nel paese, oltre agli ideali di libertà portati da Napoleone Bonaparte e dagli echi della rivoluzione francese, la Carboneria ed il brigantaggio. Dopo il 1860, con l'Unità d'Italia la situazione sociale cambia, e, purtroppo, molti roccaseccani emigrano per cercare lavoro al Nord o all'estero. L'economia e la vita del paese rimangono invariate anche durante i primi anni del Novecento, fino all'inizio della seconda guerra mondiale. Durante la Grande Guerra, nel 1917, 500 donne roccaseccane invasero il municipio protestando contro la cattiva gestione del comune. Nel periodo successivo alla guerra, durante le agitazioni del biennio rosso e l'ascesa del fascismo, tra il 7 e l'8 novembre 1920, la sezione della Terra di Lavoro del Partito Socialista Italiano terrà il suo congresso a Roccasecca. La mattina del primo giorno, il dirigente nazionale del PSI Giuseppe Berti tenne un discorso per l'anniversario della Rivoluzione russa, il che portò le squadracce fasciste ad intervenire assaltando il palazzo comunale, dove si stava tenendo il congresso. I fascisti ferirono tre persone, ma le forze dell'ordine, conniventi con i fascisti, arrestarono due aderenti alla Lega contadina di Roccasecca e lasciarono intoccati gli squadristi. Due giorni dopo, il 9 novembre, venne organizzato un corteo di circa 800 persona da Roccasecca scalo fino al centro del paese per cacciare le squadracce fasciste, ma questa azione venne bloccata e dispersa da 200 carabinieri e dai fascisti, che sparano dai tetti delle case ferendo alcuni manifestanti.
Durante la seconda guerra mondiale il comune viene scelto, per la presenza della stazione ferroviaria e per il ponte sul fiume Melfa, come quartier generale del XIV. Panzerkorps e del generale Frido von Senger und Etterlin. Ma l'importanza strategica si rivela fonte di vessazioni per Roccasecca, che dovette subire durissimi e continui bombardamenti da parte degli Alleati, culminati con il tremendo attacco alla stazione ferroviaria del 23 ottobre 1943. Dopo la guerra, i lunghi anni della povertà e della ricostruzione, poi il boom economico, la nascita degli stabilimenti industriali, lo sviluppo del paese intorno alla ricostruita stazione ferroviaria. Il 14 settembre 1974 Roccasecca riceve, in occasione del VII centenario della morte di san Tommaso d'Aquino, la visita di papa Paolo VI.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 29 febbraio 1996.
Il gonfalone è un drappo di bianco con la bordatura d'azzurro.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Statua di San Tommaso La Statua di San Tommaso a Roccasecca è un capolavoro dell'acclamato scultore Giuliano Vangi, inaugurato il 28 maggio 2005. Quest'opera straordinaria domina la Valle del Liri dall'alto e offre una rappresentazione unica del Santo, lontana dall'iconografia tradizionale.
L'imponente scultura in marmo di Coreno si erge maestosa, raggiungendo quasi i 10 metri di altezza ed è posizionata all'imbocco del Tracciolino, la strada che collega Roccasecca a Casalvieri e attraversa le Gole del Melfa.
Chiesa di San Tommaso d'Aquino La Chiesa di San Tommaso d'Aquino sorge ai piedi della rupe dominata dal castello, in una posizione di particolare rilievo storico e paesaggistico. L’edificio, costruito tra il 1323 e il 1325, rappresenta uno dei primi esempi di architettura religiosa dedicati a San Tommaso d’Aquino, risultando la prima chiesa eretta in suo onore. La struttura presenta una pianta a navata unica e un campanile a base quadrata, elementi che ne caratterizzano la semplicità formale. Il presbiterio conserva un significativo ciclo di affreschi del XV secolo, provenienti dalla Chiesa di San Pietro a Campea.
Nel corso della Seconda guerra mondiale, l’edificio subì gravi danneggiamenti, ma fu oggetto di un intervento di restauro negli anni Settanta del Novecento, che ne ha consentito il recupero e la valorizzazione.
Collegiata della Santissima Annunziata La chiesa della Santissima Annunziata venne edificata verso la metà del XV secolo su disegno dell'architetto arpinate Pacifico Mastroianni.
Nel XVII secolo, la chiesa ottenne il prestigioso titolo di "Collegiata" e nel 1843 fu elevata al rango di "Collegiata insigne". Nel 1750, subì una demolizione seguita da una ricostruzione in stile barocco, che ha contribuito a definire l'aspetto attuale della struttura.
Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali le tele ritraenti rispettivamente la Madonna e il Bambino con i Santi Biagio e Antonio Abate, la Madonna della Libera e la Madonna del Purgatorio, il pulpito ligneo, gli affreschi della cupola e la pala con soggetto la Santissima Annunziata, dipinta nel 1754 da Francesco De Mura.