La lex municipii Tarentini è una legge romana (tecnicamente una lex data, ovvero una legge emanata dal magistrato senza la conferma dei comizi),Tra le leges datae rientravano gli ordinamenti imposti dai magistrati alle colonie, ai municipi, alle province. predisposta da uno o da più magistrati romani incaricati di costruire il nuovo municipium di Tarentum, sul modello e in attuazione di una lex rogata.
Dello statuto municipale di Taranto si conserva la tavola VIIII, di cui la colonna a sinistra è leggibile integralmente, mentre dell'altra, invece, restano poche parole su diverse linee. La colonna superstite consta di 44 linee, divise in sei capitoli, il primo e l'ultimo dei quali mutili.Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03627.
La legge può essere datata in un intervallo tra la fine della guerra sociale (89 a.C.), quando venne concessa la cittadinanza agli italici, e il 62 a.C., terminus post quem per l'avvenuto conferimento della cittadinanza secondo la testimonianza di Cicerone.Cic., Pro Archia, III, 5 L'attestazione del passaggio da un assetto quattuorvirale a uno duumvirale, come si evince dalla lettura della legge, dovrebbe suggerire forse una datazione più recente, fino agli anni quaranta del I secolo a.C.L'istituto duumriale è attestato ad esempio nel municipium di Ercolano e in quello di Perugia in età cesariana, augustea o anche più tarda. Vd. Laffi, op. cit., p. 227 Una notizia di Plinio,Plin., Naturalis Historia, III, 99 circa l'unione della colonia Neptunia, potrebbe suggerire inoltre l'occasione in cui Roma sentì la necessità di conferire lo statuto al municipio.Laffi, op. cit., p. 228
La tavola in lamina bronzea, spaccata in sei frammenti, venne scoperta il 18 ottobre 1894 da Luigi Viola durante degli scavi nella moderna Taranto. Attualmente è custodita nel Museo archeologico nazionale di Napoli, mentre una copia è quella presente presso il Museo archeologico nazionale di Taranto (MArTA) e presso la Biblioteca Civica Pietro Acclavio.
Contenuti La legge sembra attestare, al capitolo quattro, l'esistenza di pratiche di speculazione edilizia fondate sull'abbattimento intenzionale di edifici preesistenti ai fini della loro riedificazione, in forme anche "qualitativamente inferiori", puntando sul rialzo dei prezzi e sfruttando il reimpiego del materiale demolito. Tali pratiche erano del resto diffuse a Roma, come attestano Strabone e Plutarco, si pensi alla vicenda di Crasso e delle sue fortune fondate proprio, secondo Plutarco, sulla rapida ricostruzione degli edifici pericolanti e la loro rivendita a prezzi rivalutati.Strabone, Geografia, V, 3, 7; Plutarco, Crassus, I, 4-5
La legge
Note
Bibliografia Monumenti antichi pubblicati per cura della Reale Accademia dei Lincei, vol. VI, Ulrico Hoepli, editore-libraio della Real Casa e della R. Accademia dei Lincei, Milano, 1895, pagg. 495-442. Bullettino dell'Istituto di diritto romano, anno IX (1896), Roma, L. Pasqualucci, editore, 1896, pagg. 7-22. Nouvelle revue historique de droit français et étranger, vol. XXI, 1897, Schmidt periodicals GmbH, 1985, pagg. 113-16. CIL, I, 590 = Corpus Inscritionum Latinarum, vol. I², pars II, Inscriptiones Latinae antiquissimae ad C. Caesaris mortem, Berolini apud Georgium Heimerum, 1918, pagg. 475-476-477. Ephemeris epigraphica. Corporis inscriptionum latinarum supplementum, vol. IX, Berolini apud Georgium Reimerum, 1913, pagg. 1-11. Frank Frost Abbott, Allan Chester Johnston, Municipal administration in the Roman Empire, Princeton University Press, Princeton, 1926, pagg. 282-84. Johnson, Coleman-Norton & Bourne, Ancient Roman Statutes, Austin, 1961, pp. 64-65, n. 63. Umberto Laffi, Colonie e municipi nello Stato romano, Edizioni di storia e letteratura, Roma 2007, pp. 191-231.
Altri progetti
Tarentini, municipii Categoria:Opere nel Museo archeologico nazionale di Taranto Categoria:Storia di Taranto