Il Museo africano di Verona è un museo antropologico dedicato ai popoli e alle culture dell'Africa. Fu creato, ed è gestito tuttora, dai Missionari Comboniani, ed espone materiale proveniente dalle missioni.

La Collezione permanente è strutturata in 6 sezioni: il ciclo della vita, i mestieri e gli attrezzi da lavoro, le maschere, il Tukul, luogo dell’incontro comunitario, la musica, le Religioni tradizionali africane, il Cristianesimo e l’Islam, San Daniele Comboni e i Comboniani e la Fondazione Nigrizia.

Oltre alle esposizioni fisse, il Museo offre un servizio di biblioteca e cineteca, laboratori per studenti e corsi di formazione per insegnanti, e ospita eventi e incontri sui temi legati ai popoli africani, mostre di arti figurative e di fotografia, esposizioni di collezioni di arte africana tradizionale e contemporanea, di presepi, di reportage di viaggi, di servizi artistico-etnografici.

Storia

Il Museo fu fondato per volere di Francesco Sogaro, successore di Daniele Comboni. Nel 1882, Sogaro chiese a Giuseppe Sembianti, rettore degli Istituti Africani, di "istituire in Verona un Museo africano, per raccogliere gli oggetti interessanti, la scienza o la curiosità che dall'Africa saranno spediti dai missionari".

I primi oggetti iniziarono ad arrivare nel 1892; inizialmente sistemati presso la Casa Madre dei Comboniani, furono in seguito trasferiti presso la Fiera di Verona per una mostra (nel 1937) e poi negli edifici che ancora oggi costituiscono il Museo.

L'importanza culturale del Museo crebbe notevolmente nella seconda metà del XX secolo. In particolare, esso divenne un punto di riferimento per molti studenti di etno-antropologia veronesi. Al Museo fu associata anche una biblioteca antropologica (la Biblioteca di Nigrizia, circa 25.000 volumi) e, più tardi, una foto-cineteca.

Il Museo ebbe un primo periodo di ristrutturazione fra il 1978 e il 1981, e un secondo nel 1996, in occasione della beatificazione di Daniele Comboni.

Da allora, il Museo ha acquistato vitalità nuova, per radicarsi sul territorio e diventare vero strumento di dialogo interculturale. Internamente ristrutturato, offre ai visitatori percorsi multimediali, integrandoli con attività collaterali, l’allestimento di mostre e l’organizzazione di laboratori didattici in cui gli studenti posssono esprimere la propria creatività nell’incontro con culture altre. Nel 2006 e poi ancora nel 2014, il Museo si è ulteriormente rinnovato per illustrare la visione antropologica nell’Africa tradizionale, raccontando la vita attraverso la ricostruzione delle tappe fondamentali dell’esistenza umana.

Note

Voci correlate Daniele Comboni Missionari Comboniani del Cuore di Gesù

Collegamenti esterni

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