Il Caproni Ca.313 fu un aereo militare bimotore e monoplano ad ala bassa sviluppato dall'azienda aeronautica italiana Caproni nei tardi anni trenta del XX secolo. Variante derivata dall'originale Caproni Ca.310 Libeccio, venne impiegato principalmente nel ruolo di ricognitore ma anche come bombardiere leggero dalla Regia Aeronautica durante la seconda guerra mondiale. Venne inoltre adottato dai reparti della Luftwaffe, della Svenska Flygvapnet, l'aeronautica svedese, e in numero minore da Francia e Stato Indipendente di Croazia.
L'utilizzo di nuovi propulsori più potenti, senza introdurre significative modifiche alla cellula del velivolo, era un tentativo di migliorare le scarse prestazioni che avevano afflitto dall'inizio il Ca.310 ed il suo derivato da ricognizione Ca.311, motorizzati con i radiali Piaggio P.VII. Dopo la variante "di transizione" Ca.312 con i più potenti motori Piaggio P.XVI da 650 CVEroganti circa 200 CV in più rispetto a quelli montati sui Ca.310 e Ca.311., essendo la produzione dei motori Fiat A.74 RC.38 da 840 CV scarsamente disponibile per i ricognitori, in quanto già destinata ai principali caccia italiani del momento, si optò per i propulsori Isotta Fraschini. I vantaggi aerodinamici di questo motore a cilindri in linea e raffreddato ad aria, non compensarono i difetti congeniti del progetto originale, e sebbene la velocità massima orizzontale aumentasse in maniera considerevole (436 km/h contro i 307 km/h del Ca.311), questa restava ancora insufficiente, come insufficienti erano le prestazioni generali dell'apparecchio.
Storia del progetto
Il Caproni Ca.313 fu progettato dall'ingegnere Cesare Pallavicino, della Caproni Aeronautica Bergamasca, derivandolo direttamente dal precedente modello Ca.311 di cui costituiva una variante dotata dei più potenti motori Isotta Fraschini Delta R.C.35 I-DS a cilindri in linea, che sostituivano i radiali Piaggio P.VII C.35.
Il primo prototipo (MM.403), ricavato da una cellula di Ca.310 Libeccio ed equipaggiato con i propulsori Isotta Fraschini Asso 120 IR.CC 40, volò per la prima volta il 22 dicembre 1939. Già il 12 dello stesso mese il governo inglese aveva emesso una lettera d'intenti relativa ad un ordineSi trattava di un ordine per 200 Caproni Ca.310 Libeccio, 300 Caproni Ca.313, 300 caccia Reggiane Re.2000, motori marini Isotta-Fraschini, armi ed equipaggiamenti, per un valore complessivo di 5 miliardi di lire dell'epoca. per 200 esemplari che, data la situazione internazionale, fu mantenuto segreto.. L'8 marzo 1940 il governo tedesco diede il suo benestare all'esportazione dei velivoli, classificati come aerei da addestramento, ma il 6 aprile dello stesso anno tutte le forniture di materiale bellico destinate alla Gran Bretagna furono ufficialmente sospese. Le trattative, tuttavia, continuarono segretamente tra il Conte Gianni Caproni e il presidente della missione commerciale inglese Lord Harwick, tramite un emissario giunto in Italia, lo Squadron Leader N.R. Buckle,Buckle giunse in Italia in abiti borghesi e con la qualifica di ingegnere scritta sul passaporto. e il 15 maggio fu firmato un accordo che prevedeva che gli aerei arrivassero in Gran Bretagna tramite la Societad Aeroportughesa,Che agiva come intermediario direttamente per conto della Caproni.. ma l'entrata in guerra dell'Italia, avvenuta il 10 giugno, pose fine ad ogni ulteriore sviluppo della trattativa. Anche la Francia. aveva ordinatoL'ordine prevedeva una fornitura di 200 Caproni Ca.313 R.P.B.1, 500 motori Isotta Fraschini Delta e 300 aerei da addestramento Nardi. nell'estate del 1939, tramite l'incaricato d'affari M. De Peycareve, una fornitura di 200 esemplari di Ca.313F equipaggiati con propulsori Isotta Fraschini Delta da 730 cavalli, classificati come aerei scuola. Solo 5 velivoli vennero consegnati all'Armée de l'air entro il 16 maggio, poco prima dello scoppio delle ostilità tra Francia e Italia, e numerosi aerei della commessa rimasero in fabbrica, a Taliedo, in vari stadi di costruzione, ed essi furono oggetto di un attacco portato da alcuni bombardieri Vickers Wellington decollati dall'aeroporto di Salon-de-Provence la notte del 17 giugno.
Descrizione tecnica
Il Caproni Ca.313 era monoplano bimotore, triposto, ad ala bassa a sbalzo. L'ala, con profilo semispesso, aveva struttura bilongherone. lignea e rivestimento in compensato telato e trattato con emaillite.Una lacca a base di cellulosa. Gli alettoni e gli ipersostentatori ventrali erano in legno con armatura metallica e ricoperti in tela. L'ala era unita alla fusoliera per mezzo di attacchi a spinotto fissati ai longheroni, che portavano anche gli attacchi dei semicarrelli. La fusoliera era divisa in due, una parte centroanteriore e una centroposteriore unite tra loro da attacchi a spinotto. La parte anteriore era costruita in profilati di lamiera d'acciaio nella zona vetrata,I pannelli trasparenti erano in rodovetro e vetro. e in lega leggera per il rimanente. Il resto era realizzato in tubi d'acciaio al cromo-molibdeno saldati all'autogeno, e al traliccio costituente la fusoliera era fissata una sovrastruttura di listelli e sostegni rivestiti in tela impermeabilizzata con l'emaillite.
L'impennaggio di coda era di costruzione lignea. con armatura metallica, con i piani a sbalzo, rivestito in compensato telato tranne per i piani mobili rivestiti interamente in tela.
Il carrello d'atterraggio era triciclo posteriore, con le gambe principali parzialmente retrattili nelle gondole motore per rotazione verso il retro. Il ruotino di coda era sterzabile. La cabina di pilotaggio vedeva il pilota posizionato a sinistra, mentre sul sedile destro poteva trovare posto l'eventuale secondo pilota, oppure l'osservatore/mitragliere durante il riposo, quando non si trovava nel vano anterioreLo schienale del sedile a lui destinato poggiava sul cruscotto della cabina principale. a lui destinato. L'armiere/radiotelegrafista aveva una propria postazione all'interno della cabina di pilotaggio, e durante il combattimento azionava o la mitragliatrice posta nella torretta Caproni Lanciani "Delta" E o quella in posizione ventrale.
La propulsione era affidata a due motori in linea Isotta Fraschini Delta RC 35 IDS II Serie, a 12 cilindri a V rovesciata, raffreddati ad aria, eroganti la potenza di 730 hp a giri/minuto. Le eliche erano tripala metalliche a passo variabile in volo. Due serbatoi di carburante, ognuno contenente 520 litri, erano sistemati all'interno delle semiali,Tra la fusoliera e le gondole motori. mentre nella stiva bombe potevano essere installati uno o due serbatoi supplementari per un totale di 270 litri.
L'armamento si basava su una mitragliatrice Scotti-Isotta Fraschini calibro 12,7 mm posizionata alla radice della semiala sinistra, dotata di 320 colpi, una Scotti-Isotta Fraschini calibro 12,7 mm posizionata in una torretta dorsale Caproni-Lanciani "Delta" E, dotata di 350 colpi, e di una Scotti-Isotta Fraschini calibro 7,7 mm posta in postazione ventrale, dotata di 500 colpi. La capacità della stiva interna era pari a un carico di bombe o spezzoni incendiari fino a 400 kg, suddivisi in 4 bombe da 100 kg, oppure 8 da 50 o 32 da 12 kg. Nella parte anteriore della fusoliera poteva essere installata una macchina aerofotografica O.M.I. dei tipi A.G.R.90, A.G.R.61 o A.P.R.3.
Impiego operativo
Il prototipo MM.403 eseguì i collaudi militari presso il Centro Sperimentale di Guidonia nelle mani del collaudatore Aldo Quarantotti, facendo registrare una velocità massima di 436 km/h a 4 500 m.. In seguito ai positivi test, il Ministero dell'Aeronautica emise un primo ordine di produzione relativo a 235 velivoli (8 maggio 1940),Due ulteriori ordini per un totale di 100 esemplari destinati al bombardamento furono annullati. cui ne seguì un secondo per 50 esemplari (30 agosto), e un terzo per ulteriori 60 (4 novembre), che portò il totale a 345.. La Caproni realizzò due ulteriori versioni, designate Ca.313 RPB2 con abitacolo di pilotaggio a gradino e Ca.313 RA (Ricognizione Armata) con alcuni organi irrobustiti, e il Ministero dell'Aeronautica modificò gli ordini di produzione in: 13 Ca.313 R.P.B.1,Di cui uno per impieghi sperimentali. 120 Ca.313 R.P.B.2 e 210 Ca.313 RA..
La produzione per la Regia Aeronautica iniziò nel marzo 1941, e i primi reparti, 59º e 60º Gruppo del 41º Stormo Bombardamento Terrestre e 46º e 47º Gruppo del 15º Stormo Assalto, iniziarono l'addestramento sul Ca.313 R.P.B.2. nel luglio dello stesso anno sull'Aeroporto di Ferrara-San Luca. Si trattava dei due stormi assegnati alla neocostituita Brigata "Leone", cui fu chiesto dal Ministero di definire l'impiego operativo del modello. Le prove terminarono nel dicembre 1941, e fecero registrare numerosi incidenti di volo a causa delle doppie. piantateDovute a un difetto di alimentazione che impediva al carburante di pervenire ai motori. dei propulsoriVittima di tale piantata fu anche il comandante del 41º Stormo, colonnello Ugo Rampelli, che durante un volo con il capitano Aramis Ammannato rimase vittima del malfunzionamento, e riuscì a riportare a terra l'aereo solo in quanto si trovava in volo sul cielo dell'aeroporto. e dei malfunzionamenti delle eliche a passo variabile in volo dovuti a difetti all'impianto elettrico. I difetti all'alimentazione furono eliminati grazie all'intervento diretto del generale di brigata aerea Attilio Biseo, ed il velivolo fu utilizzato anche per il volo notturno, ma i piloti dei due stormi decretarono che il modello era adatto all'impiego per compiti ausiliari,. e non per quello bellico. Emersero inoltre difetti agli attacchi dei motori Isotta Fraschini, montati a sbalzo sull'ala, che si rivelarono di non robusta costruzione. Con il ripetersi degli incidenti, il 1 luglio 1941 vi fu a Vicenza un incontro tra i generali Porro, Biseo, Aldo Boggio-Gilot, Enrico Bonessa e l'ingegnere Gianni Caproni assistito da numerosi tecnici delle ditte che avevano partecipato all'allestimento dei velivoli.. Gli incidenti continuarono, spesso con esiti catastrofici, ma l'assegnazione a nuovi reparti non si fermò, con un Ca.313 trasferito il 22 settembre presso il 2º Nucleo Addestramento Aerosiluranti sull'aeroporto di Napoli-Capodichino e uno assegnato il 1 novembre al Nucleo Addestramento Intercettori di Treviso..
Nel maggio 1942 iniziò il riequipaggiamento dei due gruppi, 11° (XI Gruppo) e 43°, del 13º Stormo Combattimento appena rientrato dall'Africa settentrionale,Il 13º Stormo era rientrato in Italia nell'aprile 1942, stabilendosi sull'aeroporto di Reggio Emilia per essere riequipaggiato. che ne ricevette 14 esemplari. utilizzati per un breve periodo per la scorta ai convogli,L'11º Gruppo li utilizzò dall'aeroporto di Manduria a partire dal mese di agosto 1942 per la scorta ai convogli, trasferendoli quindi al 43° quando fu ricostituito come gruppo caccia intercettori. e poi passò al successivo Ca.314. Nel mese di agosto anche il 32º Gruppo, del 10º Stormo Bombardamento Terrestre ricevette alcuni esemplari impiegati in Sicilia per la scorta ai convogli navali.
I reparti da Osservazione Aerea
A partire dal giugno 1942 la 123ª Squadriglia del 73º Gruppo Osservazione Aerea ricevette i primi Ca.313 sull'Aeroporto di Venaria Reale, cui seguì nel mese successivo la 127ª Squadriglia, il 76º Gruppo Osservazione Aerea (30ª Squadriglia e 115ª Squadriglia). A partire dall'inizio del 1943 il modello entrò in servizio nella 118ª Squadriglia del 69º Gruppo O.A., nel 65º Gruppo O.A. (124ª e 131ª Squadriglia), nel 66º Gruppo O.A. (40ª Squadriglia e 87ª Squadriglia), nella 119ª Squadriglia del LXI Gruppo o 61º Gruppo O.A. oltre a numerosi altri reparti per un totale di 10 Gruppi.Si trattava: 61º, 63º, 64º, 65º, 66º, 68º, 69º, 72º, 73º e 76º Gruppo Osservazione aerea.