Un insetticida è una sostanza inorganica o organica, ricavata dalla natura o sintetizzata, formulata in modo da esplicare la massima azione tossica, caustica, o comunque incompatibile con la vita degli insetti. Molti insetticidi possono uccidere indirettamente gli insetti e svolgere la loro azione tossica anche nei confronti di altri esseri viventi, sia dannosi come acari (acaricidi), nematodi (nematocidi), molluschi gasteropodi (molluschicidi), roditori (rodenticidi), sia bersagli indiretti o involontari come gli animali superiori e l'uomo.

Formulati commerciali I formulati in commercio contengono anzitutto il principio attivo o puro (p.a.) che viene definito prodotto tecnico se il suo grado di purezza è inferiore al 98%; vengono aggiunte sostanze inerti o vettrici per assicurare l'uniformità del prodotto e sostanze coadiuvanti (nei trattamenti liquidi). Le sostanze vettrici sono di massima utilità per prodotti da usare in piccole dosi a causa del loro alto potere tossico (> 1 kg o Litro per ettaro).

La dose d'impiego viene ottenuta dopo ulteriore aggiunta di acqua o sabbia o concimi.

I coadiuvanti sono indispensabili per la distribuzione, per la stabilità, la permanenza sulla pianta e spesso potenziano l'azione del prodotto tecnico. La percentuale di p.a. di solito non supera il 10% del formulato.

Formulati per trattamenti a secco Polveri secche Sono miscele fini di tossici a bassa percentuale con polveri di silicio, argilla, talco, ecc. che non devono reagire con prodotto tossico. Le dimensioni ed il peso delle polveri devono essere abbastanza vicini a quelle del tossico per evitare che si separino. L'adesione delle polveri è dovuta sia alla gravità sia alla attrazione elettrostatica tra la carica del substrato (negativa) e quella della particella (positiva). Per aumentare quest'ultima, la polvere viene fatta passare attraverso campi ionizzanti o griglie. Le polveri secche sono utilizzate soprattutto nella concia delle sementi in modo che essa rimanga aderente al seme per proteggerlo.

Granuli I granuli, o microgranuli offrono il vantaggio di poter essere mescolati a concimi e sementi. Come vettori del tossico vengono utilizzati granelli di attapulgite, un silicato di magnesio e di alluminio fortemente assorbente, delle dimensioni di 0,3 -0,7 mm o anche fino a 2–3 mm. I granelli sono estremamente porosi e quindi sviluppano una superficie enorme. Un kg di granelli ne contiene fino a 6 milioni con una superficie assorbente di 13 ettari. Il p.a. viene riparato da una rapida degradazione e rilasciato lentamente. Altri vantaggi sono la persistenza e la distribuzione localizzata.

Pellets Si ottengono addizionando ai formulati insetticidi sostanze appetenti e comprimendo la miscela in forma di cilindretti o glomeruli che funzionano da esche.

Esche Sono il metodo tradizionale contro insetti terricoli masticatori. Viene utilizzata una sostanza appetita dalle specie da contrastare (crusca, risina, cariossidi di mais frantumate, ecc.) a cui viene aggiunto l'insetticida insieme a latte in polvere, zucchero, melasso, ecc.). La medesima tecnica viene utilizzata per la distribuzione dei chemiosterilizzanti contro formiche, le quali, trasportandole nel nido e alimentandone la regina, ne provocano la sterilizzazione. Contro le blatte si utilizzano esche all'acido borico che hanno azione lenta ma duratura.

Microcapsule Formulazioni intermedie tra secco e liquido, sono a base di gelatina o polimeri speciali. Con la coacervazione si incorporano in capsule di 3-50 µm il tossico: questa tecnica comporta aumento di persistenza, abbassamento del rischio di tossicità, selettività, adesione elettrostatica maggiore, possibilità di distribuzione anche in acqua. Hanno l'inconveniente di essere ingerite dalle api perché somigliano ai granelli di polline; quindi, siccome aderiscono al corpo delle api, vengono ingerite con le operazioni di pulizia.

Formulati per trattamenti liquidi Polveri bagnabili Vengono mescolate con acqua ottenendo delle sospensioni. Contengono il principio attivo disperso nei vettori già visti per le polveri secche.

Sospensioni concentrate Alcuni insetticidi sono prodotti in liquidi concentrati, con addizione di acqua e sospensivi e di alginati, polisaccaridi, anticongelanti. Queste formulazioni si diluiscono in acqua, come per le polveri bagnabili e le emulsioni.

Emulsioni concentrate Contengono il principio attivo disciolto in un solvente che funziona da vettore e che può essere cicloesanone, xylolo, kerosene reso inodore. Il solvente non è solubile in acqua ma è possibile ottenere delle emulsioni con acqua e vettore solvente mediante l'aggiunta di un opportuno emulsionante; si forma un'emulsione lattescente omogenea e stabile.

Formulati particolari Lacche insetticide Su superfici esposta a dilavamento, che asporterebbe l'insetticida, si può ottenere una persistenza molto lunga (fino a 6 mesi) includendo l'insetticida in un formulato gel realizzato con metilcellulosa.

Inclusioni in polimeri Gli insetticidi che vengono dati al terreno e che entrano in circolazione nella pianta (geosistemici) possono essere resi persistenti includendoli in polimeri: questi sono biodegradabili e rilasciano il tossico in modo lento e costante. L'insetticida in emulsione, che di solito contiene il 20%, viene mescolato ad un'altra emulsione che contiene un polimero sintetico al 50% in acqua. La miscela così composta viene ulteriormente diluita in un corrispondente volume di acqua e viene iniettata intorto alle radici degli alberi da proteggere.

Formulati per iniezioni nei tronchi Mediante iniettori, insetticidi ed anticrittogamici possono essere immessi nei tronchi degli alberi, in modo che il tossico possa scorrere con la linfa ascendente. Il prodotto può anche essere messo nel legno in forma plastica di capsule pressurizzate, in modo che ceda lentamente il tossico.

Coadiuvanti Sospensivanti Nella miscelazione di polveri bagnabili con acqua, le fasi solida e liquida tendono a separarsi per sedimentazione delle particelle. Per impedirlo si utilizzano i sospensivanti, sostanze anticoesive o disperdenti che stabilizzano il sistema facendo diminuire la coesione tra le particelle. Tra le sostanze usate a questo scopo vi sono fecola, gelatine, gomma arabica, ecc.

Emulsionanti Gli emulsionanti sono sostanze le cui molecole sono dotate di un'estremità idrofila, attratta dall'acqua, e l'altra lipofila, attratta dall'olio; queste molecole stabilizzano il contatto acqua-olio e, quindi, il sistema liquido-liquido (acqua e olio sono portati a ridurre al minimo la loro superficie di contatto ed a separarsi). Si utilizzano come emulsionanti alcoli superiori, caseine, sali di ammonio, saponi, gelatine, gomma arabica.

Bagnanti I bagnanti sono stabilizzanti (ipotensivi) in grado di abbassare considerevolmente la tensione superficiale e quindi inducono il liquido a spandersi molto sulle superfici trattate, cioè aumentano il potere coprente della miscela perché aumentano il rapporto superficie/volume per ogni goccia di liquido. Si utilizzano saponi di sodio e di potassio degli acidi grassi superiori (in particolare il sapone molle), solforati di alcoli superiori, eteri polietilenico-glicolici di alchilfenoli, ecc.

Adesivanti Gli adesivanti aumentano l'adesione della miscela al substrato. Caseine, farine, resine naturali, polimeri butenici conferiscono potere collante agli antiparassitari.

Attivatori e deattivatori Sostanze solitamente non insetticide che attivano o potenziano l'azione tossica dell'insetticida.

Aerosol e spray Questi tipi di formulati utilizzano un vettore (gas inerte: di solto CO2, freon 12) in forma liquida nel quale liquido viene disciolto l'insetticida concentrato. Il tutto è contenuto in bombole dalle quali il formulato esce con violenza premendo una valvola. Il gas si disperde rapidamente mentre l'insetticida rimane sospeso nell'aria in particelle da 1 a 100 μ (micron). La nebulizzazione degli aerosol lasciano goccioline di liquido insetticida persistenti nell'aria che cadono in tempi inversamente proporzionali alle loro dimensioni: Diametro microgocce (mm) Tempo minimo di caduta 0,005 30 min. 0,010 10 min. 0,050 20 sec. 0,100 5 sec. Gli aerosol vengono utilizzati per la disinfestazione di ambienti chiusi, ma non vanno utilizzati sulla vegetazione in quanto sono fitotossici. Gli aerosol possono anche essere ottenuti in campo mediante generatori meccanici (nebbiogeni): si tratta di dischi rotanti sui quali arriva il getto liquido: i generatori, inoltre, vaporizzano il petrolio inodoro in cui è disciolto l'insetticida mediante riscaldamento ed i vapori, a contatto con l'aria più fredda formano una fitta nebbia.

Principi attivi Inorganici Zolfo puro e Polisolfuri Lo zolfo puro, utilizzato principalmente come antioidico, ha azione collaterale contro le neanidi di Afidi e Tisanotteri e contro Acari. I Polisolfuri (mono, bi, tri, tetra, penta-solfuri, solfati, solfiti, tiosolfati) invece, sono miscele insetticide che operano per contatto o asfissia e come fungicidi. Fra questi si hanno: Polisolfuro di calcio.Detto anche poltiglia solfo-calcica, è composto da zolfo, calce viva e acqua nelle proporzioni rispettivamente di 2:1:13 e preparata a caldo finché non acquista il colore rosso mattone. Va usata in base alla densità (misurata a densimetro Beaumé). Ha ottimo potere adesivo e deve coprire uniformemente le parti da trattare. È alquanto fitotossica per cui la dose da diluire in acqua, al momento dell'applicazione, varia a seconda della temperatura e periodo vegetativo della pianta. Attualmente, in agricoltura, è l'unico polisolfuro autorizzato per l'impiego. Polisolfuro di bario. È meno alcalino di quello di calcio (quindi meno fitotossico). È una polvere solubile grigio-verde con il 40-50% di zolfo attivo). È da utilizzare su piante delicate. Viene adoperato al 4-9% in inverno ed all'1-2% in estate. Attualmente non esistono più preparati autorizzati per l'impiego in campo vegetale. Polisolfuri organici. Sono paste contenenti zolfo libero al 42-50% in composizioni organiche. Sono poco fitotossici ed indicati per piante delicate.

Altri principi attivi inorganici Derivati dello zinco Il fosfuro di zinco (Zn3P2) una polvere fortemente tossica, di colore nerastro e pesante viene utilizzata nella preparazione di esche avvelenate contro i parassiti domestici ed i roditori. È considerato il più potente rodenticida. Calce La polvere di ossido di calcio (calce viva) ha azione insetticida, caustica contro larve di insetti a tegumento vischioso. Boro Polveri di acido borico, biborato e tetraborato di sodio, utilizzate contro insetti domestici. Polveri minerali Si tratta di polveri abrasive quindi di insetticidi per abrasione, specialmente a livello delle membrane cuticolari e per ingestione (ceneri vulcaniche, farine fossili, polveri di silicio, carborundum). Aerogel di silicio (Silikil)Viene ottenuto dalla reazione tra acido solforico e silicato di sodio. Ha effetto abrasivo sulla cuticola degli insetti e provoca morte per disidratazione in 3-4 ore dal contatto. Bassa tossicità ma molto efficace contro insetti striscianti.

Organici di origine vegetale Piretrinici e piretroidi

I Piretrinici furono conosciuti fin dalla antica Mesopotamia e nel mondo antico erano noti come polvere persiana. I principi attivi sono ricavati dalla macinazione del capolino delle Composite soprattutto del Chrysantemun cinerarifolium da cui si estraggono Piretrine, Jasmoline e Cinerine. L'estratto standard contiene il 25% di p.a. nella seguente composizione: piretrina I 10%, piretrina II 9%, cinerine I e II 6%, jasmoline I e II basse dosi.