Esafluoroplatinato di xeno è il nome che fu attribuito al composto formato nella reazione tra esafluoruro di platino e xeno, in un esperimento che dimostrò che anche i gas nobili potevano reagire chimicamente. L'esperimento fu condotto all'Università della Columbia Britannica da Neil Bartlett, che assegnò al composto la formula "Xe+[PtF6]−". Ricerche successive dimostrarono che il composto in questione non ha questa formula, ma è una miscela di prodotti di composizione variable, Xe(PtF6)x con 1 ≤ x ≤ 2, con presenza di specie tipo [XeF]+[PtF6]− e [XeF]+[Pt2F11]−..

Storia Nel 1962 Neil Bartlett scoprì che una miscela di esafluoruro di platino gassoso e ossigeno reagiva formando un solido rosso, che risultò essere esafluoroplatinato di diossigenile, O2+[PtF6]−. Bartlett notò che il potenziale di ionizzazione di O2 (1175 kJ mol−1) era molto simile al potenziale di ossidazione dello xeno (1170 kJ mol−1). Chiese allora a suoi colleghi di dargli un po' di xeno "per provare qualche reazione", e trovò che tra xeno e PtF6 in effetti avveniva una reazione. Bartlett fu così il primo a provare che i gas nobili potevano formare composti, anche se il prodotto ottenuto non era quello da lui formulato originariamente. In seguito alla scoperta di Bartlett furono preparati vari altri composti di xeno.

Note

Bibliografia

Categoria:Fluoruri Categoria:Composti del platino Categoria:Composti dello xenon