Nightmare - Dal profondo della notte (A Nightmare on Elm Street) è un film horror del 1984 scritto e diretto da Wes Craven.
Il film ha generato un imponente franchise multimediale costituito attualmente da nove film (tra cui spin-off, midquel/crossover e reboot), serie TV, fumetti, romanzi, videogiochi, action figure e documentari.
Nel 2021 è stato selezionato per la conservazione nel National Film Registry degli Stati Uniti dalla Biblioteca del Congresso come "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo".
Trama 1981, Springwood (Ohio). Nel quartiere di Elm Street, l'adolescente Christina "Tina" Grey è vittima di un incubo terrificante: dispersa nei locali caldaia di una fabbrica abbandonata, tenta disperatamente di fuggire da un misterioso uomo terribilmente ustionato che, armato d'un guanto lercio munito di quattro coltelli affilati, vuole ucciderla; nell'istante in cui viene raggiunta, Tina si risveglia di soprassalto nel proprio letto, rinvenendo con orrore quattro squarci nella sua camicia da notte.
Il giorno successivo, Tina racconta l'accaduto all'amica Nancy Thompson, sua coetanea che vive con la madre Marge, una donna divorziata, depressa e alcolizzata, che, sebbene ammetta di aver fatto anche lei dei brutti sogni, finisce per minimizzare l'accaduto. Quando la madre e il suo compagno partono per una vacanza a Las Vegas, Tina, ancora scossa, convince Nancy e il suo ragazzo Glen Lantz a trascorrere la notte da a lei, scoprendo così di aver fatto tutti e tre lo stesso incubo. Nel corso della serata, ai tre si aggiunge anche Rod Lane, il ragazzo di Tina, che dopo aver fatto l'amore con lei le rivela inaspettatamente di aver avuto un incubo terribile per poi addormentarsi senza aggiungere altro.
Nel cuore della notte, strani eventi inquietano il sonno dei quattro adolescenti (es.: nella stanza dove dorme Nancy, il crocifisso si stacca più volte dalla parete e le mura) in particolare quelli di Tina che, svegliata da mostruosi sussurri provenienti dall'esterno della casa, si reca da sola in giardino, imbattendosi nuovamente nell'uomo dell'incubo che la afferra poco prima che possa rifugiarsi in casa. Le grida di Tina risvegliano Rod che assiste all'omicidio della sua fidanzata senza poter fare nulla: Tina, infatti, è ancora a letto ma si dimena tra grida strazianti mentre un aggressore immateriale la trascina in aria e delle ferite prodotte da lame invisibili le squarciano il corpo uccidendola. Rod, incapace di spiegarsi l'accaduto e consapevole che verrà ingiustamente accusato dell'omicidio, fugge dalla finestra, proprio quando Glen e Nancy irrompono nella camera e rinvengono il cadavere dell'amica in una pozza di sangue.
Terrorizzata Nancy chiama il padre, il tenente Donald Thompson, che impone ai suoi agenti di pedinare Nancy, certo che Rod, che ritiene l'assassino, la inseguirà e, infatti, il mattino seguente, Nancy viene avvicinata da Rod, il quale fa appena in tempo a professarsi innocente prima di venir arrestato.
Poco dopo, Nancy, recatasi a scuola, ha la una vivida allucinazione di Tina che, involta in un sacco per cadaveri insanguinato, le chiede di seguirla sino ai locali caldaia dell'edificio dove Nancy si imbatte nell'uomo dal volto ustionato. Capito di trovarsi in un incubo, Nancy, per svegliarsi, si scotta intenzionalmente il braccio contro una delle tubature roventi, risvegliandosi bruscamente in classe e appurando di non aver mai lasciato il suo banco ma di avere una bruciatura sul braccio. Questo, e l'aver sentito Rod dire che credeva di star avendo un altro dei suoi incubi quando Tina veniva uccisa, convincono Nancy dell'innocenza di Rod. Quando poi, quella stessa sera, mentre si addormenta accidentalmente nella vasca da bagno, l'oscura presenza la trascina sottacqua fin quasi ad annegarla, Nancy decide di rimanere sveglia usando caffeina e dei farmaci stimolanti, non prima, però, di aver tentato, un'ultima volta, di scoprire chi è il mostro dei suoi incubi. È così che, incaricato Glen, che abita di fronte a lei, di svegliarla qualora sia necessario, si addormenta per andare alla ricerca del suo anonimo aggressore e così, vagando in un'onirica Elm Street, giunge al dipartimento di polizia dove, nella cella di Rod, incontra l'assassino. Mentre l'essere la rincorre sino all'ingresso della sua abitazione decomponendo le scale sotto i suoi piedi per prenderla, Nancy, dopo aver invocato inutilmente l'aiuto di Glen che si è addormentato, riesce a rintanarsi nella sua stanza dove, però, viene aggredita dal mostro, affiorato attraverso lo specchio; a interrompere il sogno, e quindi la violenta lotta, ci pensa il suono della sveglia, che risveglia la ragazza riportandola nel mondo reale.
Capito che Rod sarà la prossima vittima del mostro, Nancy e Glen si recano di corsa al dipartimento di polizia ma è troppo tardi, giacché il giovane è appena morto nella sua cella a causa di una presunta impiccagione con un lenzuolo. Il decesso sarà archiviato come suicidio.
Quando poi Nancy fornisce ai genitori una descrizione accurata del vero killer - un uomo dal viso ustionato con un sudicio cappello marrone, un maglione a strisce rosse e verdi e un guanto munito di quattro artigli affilati - i due rimangono stranamente colpiti, al punto che Marge decide di condurla in una clinica psichiatrica dove Nancy viene sedata dai medici: Nancy, a causa dell'ennesimo incubo, subisce un'alterazione dei valori mentali così viene soccorsa dai medici e da sua madre e, risvegliatasi, ha quattro profonde ferite al braccio sinistro, ciocche di capelli scolorite dal terrore e un cappello impolverato stretto tra le mani - l'ha strappato dalla testa del suo aggressore.
Sebbene vede essa stessa l'oggetto, Marge, fieramente fronteggiata dalla figlia in cerca della verità, rivela che il proprietario di quel cappello non può essere in alcun modo il responsabile degli omicidi, essendo egli già morto da 15 anni: Freddy Krueger era un infanticida che viveva nel quartiere ma che, sebbene condannato, venne liberato a causa di vizio di forma - un giudice non aveva firmato la condanna - e così i genitori della città (tra cui i genitori di Nancy, Rod, Glen e Tina) lo trovarono e bruciarono vivo nelle caldaie abbandonate dove era solito portare i bambini. Nancy coglie a questo punto l'intento di Freddy, ossia vendicarsi di chi lo uccise assassinandone, attraverso i loro incubi, i figli sopravvissuti.
Mentre Marge, terrorizzata, decide di fare ingabbiare le finestre della casa, Nancy, dopo aver telefonato a Glen per avvertirlo del pericolo e ammonirlo di non addormentarsi, cerca di attirare Krueger fuori dal suo sogno e ucciderlo ma, dato che Glen, non credendo alle parole di Nancy, si addormenta, Freddy ignora Nancy e si dirige a uccidere brutalmente il suo ragazzo allo scoccare della mezzanotte.
È così che Nancy, decisa a catturare da sola il killer, innescate delle trappole anti-uomo in tutta la casa e nelle caldaie del sottoscala, si addormenta e s'imbatte in Freddy Krueger, avvinghiandosi a lui proprio poco prima di svegliarsi e riuscendo, così, a trarlo fuori con sé dal suo incubo. Inseguendo la ragazza nella realtà, Freddy incappa nelle trappole innestate da Nancy, che riesce a dargli fuoco in cantina, allertando con le proprie grida il padre, ancora appostato intorno all'abitazione di Glen. Donald sfonda la porta e, sebbene la cantina sia in fiamme, le tracce infuocate dell'assassino conducono al piano superiore, dove giace il corpo carbonizzato di Marge che viene assorbito, insieme al suo carnefice, dal letto. Nancy, resasi allora conto di non essersi davvero svegliata e che è proprio la paura delle sue stesse vittime a fornire a Freddy l'energia necessaria per uccidere, volta le spalle a Freddy sottraendogli con la propria apatia ogni briciolo di vitalità; è così che Freddy, riemergendo dal letto ardente di Marge, si smaterializza nel tentativo di ucciderla.
Nancy, vittoriosa, esce dalla stanza della madre ritrovandosi sotto il portico della sua casa: è una mattinata serena, le ferite sul suo braccio sono scomparse, Marge è accanto a lei, in perfetta salute, e i suoi amici, Tina, Glen e Rod, sono lì fuori ad aspettarla per andare a scuola in auto tutti insieme. Nancy si convince così che tutto sia tornato alla normalità, ma una volta salita a bordo dell'auto, le portiere, i finestrini e il tettuccio della vettura - stranamente guarnita da strisce rosse e verdi - si serrano e l'auto parte da sola poi, mentre Nancy, che capisce di trovarsi ancora in un incubo, grida disperata e sul marciapiede, tre bambine vestite di bianco saltano la corda, cantando la filastrocca dell'uomo nero, Marge viene afferrata e trascinata in casa dalla mano guantata di artigli di Freddy Krueger.
Produzione
Già nel 1981, Wes Craven iniziò a presentare la sceneggiatura a varie major, ma nessuna volle saperne di acquistarlo e passarono ben quattro anni prima dell'erogazione dei primi finanziamenti che consistevano in una somma molto inferiore a quella della maggior parte delle produzioni americane. Il film venne quasi annullato a lavori appena iniziati per mancanza di fondi: al principio la Smart Egg Productions avrebbe dovuto investirvi 1.000.000$, ma si ritirò a riprese ormai avviate da parecchi giorni così John H. Burrows dovette rimetterci di tasca propria, per poi persuadere di nuovo la Smart Egg Productions ad investire altri 200.000$; alla fine, il produttore della New Line Cinema, Robert Shaye, riuscì ad alzare il budget fino a 1.800.000$. Il film si rivelò un successo con un incasso al box office di 26.000.000$ - i 1.800.000$ spesi furono recuperati interamente nel solo weekend di apertura - e riuscì a salvare la New Line Cinema dalla bancarotta - per questo fu poi ironicamente apostrofata come "la casa che Freddy costruì".
A differenza di molti film splatter del periodo, Nightmare è fondamentalmente un horror di suggestione psicologica, infatti traduce in realtà cinematografica la figura dell'uomo nero; inoltre l'atmosfera onirica aiutò a creare scene crepuscolari che non si basano esclusivamente sulla truculenza degli effetti speciali (comunque abbastanza notevoli per l'epoca), ma anche sui collaudati meccanismi della suspense e della evocazione.
Successivamente Wes Craven rivelò di aver avuto l'idea per la trama leggendo una serie di articoli del Los Angeles Times inerenti ai membri di un gruppo di rifugiati del sud-est asiatico scappati dalla tribù Hmong, i quali, a distanza d'un anno dal loro arrivo negli USA, perirono tutti tra le convulsioni durante incubi orripilanti: il più giovane e sano di loro ebbe incubi tremendi dopo i quali si rifiutò di dormire e, quando crollò per lo sfinimento della prolungata deprivazione, si risvegliò tra urla strazianti per poi decedere misteriosamente pochi istanti dopo; fu l'impossibilità dei medici legali di risalire alle cause del decesso ad intrigare la fantasia di Craven. Anche l'idea del guanto artigliato fu del regista che, studiando le paure primarie radicate nel subconscio collettivo di tutte le culture, scoprì che una di queste fosse l'attacco di animali muniti di artigli. Quando poi vide il suo gatto mostrargli gli artigli, i due aspetti si fusero offrendogli lo spunto - anche se nella scrittura originale le lame erano in realtà coltelli da pesca. Il guanto originale fu utilizzato anche in Nightmare 2 - La rivincita ma venne smarrito durante le riprese di Nightmare 3 - I guerrieri del sogno per poi venir ritrovato nel 2011 da un collezionista. La luminescenza del guanto fu ottenuta attaccandolo ad una batteria per auto e lo stridore delle lame lo si ottenne registrando il raschiare di un coltello da cucina contro il sedile d'una sedia di ferro.