Castagna (in croato Kostanjica) è una località dell'Istria croata, frazione del comune di Grisignana.

Origini del nome Castagna prende il nome dai vicini boschi di castagni, che si trovano su buona parte del territorio del comune di Grisignana. In atti e documenti d'archivio la si cita già nell'XI secolo come Villa de Castan. Dagli anni '50 è stato coniato il nome equivalente croato Kostanjica.

Storia

Il colle sul quale oggi sorge Castagna nell'antichità fu abitato dai Romani. Nel XIV secolo si stanziarono nella zona i Morlacchi. Nel 1510 Castagna fu conquistata dai Veneti che nel 1521 ratificarono il possesso con l'editto di Vormazia. Successivamente, nel 1530, Castagna, Bercenigla e Piemonte d'Istria furono vendute all'asta a Giustiniano Contarini, la cui famiglia la mantenne fino al XVIII secolo, quando divenne dominio dell'Impero austro-ungarico. Nel 1919 Castagna entra a far parte dell'Italia (in quel periodo la popolazione italiana era tra il 95 ed il 100%). Tra gli anni quaranta e gli anni settanta la popolazione di Castagna è costretta a scappare dalle proprie case a causa delle persecuzioni da parte dei comunisti jugoslavi nei confronti degli italiani. Oggi, anche se Castagna fa parte della Croazia, l'etnia più numerosa è quella italiana e la lingua più diffusa è l'italiano.

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa della Beata Vergine, di San Pietro e Paolo La chiesa parrocchiale è dedicata alla Beata Vergine ed a san Pietro e san Paolo. Questa porta l'iscrizione "Electamus Genoa 1769" poiché appunto ingrandita nel 1769. Precedentemente era stata ristrutturata nel 1500. La chiesa possiede tre altari ed il maggiore è in marmo ed è ornato dalle statue dei santi ai quali è dedicata la chiesa. Il campanile veneto è a base quadrata con la torre e la cuspide ottagonale.

Società Evoluzione demografica Nel 2001 si contavano 51 abitanti, divisi tra 21 nuclei familiari.

Etnie e minoranze straniere

Tradizioni e folclore In occasione della festa di San Pietro e Paolo le statue dei santi venivano portate a mano, sorrette da quattro persone per statua, e seguivano il prete che guidava la processione. Gli abitanti in corteo seguivano la processione con candele e lumini. Tutti i balconi e le finestre delle vie in cui si passava con la venerata immagine venivano addobbati con fiori o con lumi, in segno di festa. Dopo l'esodo questa ricorrenza è andata persa.

Economia Tra le attività svolte nel piccolo borgo spicca l'agricoltura, in particolare la viticoltura per la di produzione di vinoEnciclopedia istriana - Istituto lessicografico zagabrese.

Note

Collegamenti esterni

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