La pieve di San Giorgio è un edificio religioso di Argenta, in provincia di Ferrara e Arcidiocesi di Ravenna-Cervia. Si trova sulla riva destra del fiume Reno. È la chiesa più antica della provincia di Ferrara e una delle più antiche dell'Emilia-Romagna. Contribuisce alla sua unicità il fatto che si conosca la data della sua costruzione, l'anno 569.. La chiesa è situata in posizione isolata, in un parco ai limiti della riserva naturale delle Valli di Campotto.

Storia La pieve fu costruita per volere dell'arcivescovo di Ravenna Sant'Agnello (556-569). Attorno a questo luogo di culto sorsero le prime abitazioni di Argenta. Il territorio argentano fa parte del territorio della Chiesa di Ravenna sin dall'antichità.

La chiesa nacque ad aula unica e venne portata a tre navate nel XII secolo, epoca a cui risale il portale romanico, per decisione dell'arcivescovo Gualtiero (1118-1144) che volle aumentarne il fasto dandole una pianta basilicale.

Nei secoli successivi l'edificio conobbe una fase di declino., tanto che fu necessario ridurne le dimensioni a quelle di una chiesetta mononave.

Negli scavi effettuati negli anni 1980 sono stati rinvenuti, nella zona absidale, parti del mosaico che decorava l'originario pavimento e frammenti di decorazione muraria ad affresco risalenti al IX secolo. Descrizione

Esterni La porta di accesso alla chiesa è tuttora inserita entro il portale del 1122 di Giovanni da ModiglianaSecondo Paola Novara, che cita Fabio Coden, l'anno di realizzazione dovrebbe essere invece il 1121. Cfr. ., uno dei primi esempi di scultura in stile romanico. Il portale è di marmo, mentre la lunetta è composta da due pezzi di calcare. Sugli stipiti interni le sei immagini disposte in verticale (due per ogni lato) raffigurano i dodici mesi. Sull'architrave sono visibili due grifoni contrapposti, mentre al centro le due figure quasi abrase potrebbero essere Adamo ed Eva. Sopra l'architrave è raffigurato il martirio di San Giorgio: il supplizio della ruota..

Interni Buona parte del piano originario si trova circa tre metri sotto l'attuale livello del suolo. All'interno vi sono un altare bizantino e tracce di pittura risalenti al XII secolo. L'abside è pentagonale, con tre finestrelle (ad arco a tutto sesto) nei tre lati centrali. La pieve conserva ancora il fonte battesimale, anche se non è chiaro se l'abbia posseduto sin dall'origine..

Note

Bibliografia

Mons. Mario Mazzotti, La pieve di S. Giorgio d'Argenta, in «Studi Romagnoli», XIX, Ravenna 1968, pp. 57-79.

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