Il monte Santo (in sardo monte Santu), noto anche come Monte Sant'Elies, è un monte situato nel Logudoro Meilogu, nella Sardegna nord-occidentale. La cima si innalza fino alla quota di 733 metri s.l.m.Carta automobilistica 1:200.000 Touring Club Italiano F. 28. È una mesa ed è una propaggine della catena del monte Pelau. La porzione più consistente del monte è collocata in territorio di Siligo tuttavia alcune parti appartengono ai comuni di Ardara, Bonnanaro e Mores, tutti nella città metropolitana di Sassari. Il geologo Giuseppe Pecorini notava che le emergenze topografiche maggiori del Meilogu (Monte Santo, Monte Pélau) sono derivate dall’attività vulcanica quaternaria che ha prodotto una morfologia vulcanica frammentaria e dispersa. Giuseppe Pecorini, Sulla morfologia di alcune manifestazioni vulcaniche oligoceniche nel Logudoro (Sardegna), ed. Società Geografica Italiana, 1967
Sulla piana del monte si trova la chiesa dei Santi Elia ed Enoch, che, secondo alcune interpretazioni, compariva nell'elenco dei beni nell'atto di donazione, fatto a favore dell'abbazia di Montecassino, nell'XI secolo, dal judike Barisone IA. Saba, Montecassino e la Sardegna medioevale. Note storiche e codice diplomatico sardo cassinese, Montecassino, 1927, pp. 21-23. Alle pendici del rilievo, nel versante di Mores, c'è un antico luogo di culto cristiano, noto con il nome di Crastu de Santu Liseu, che era stato ricavato, probabilmente in età protobizantina, riutilizzando un ipogeo preistoricoPier Giorgio Spanu, La Sardegna bizantina tra VI e VII secolo, Oristano, 1998, p.204.
Note
Bibliografia Vittorio Angius, "Sassari", in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, XVIII, Torino, G. Maspero, 1849, p. 321; V. Angius, "Siligo", in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, XX, Torino, G. Maspero, 1850, pp. 144-145; Giovanni Spano, Cenobio di Sant'Elia di Monte Santo, in Bullettino Archeologico Sardo, III, 1857, pp. 161-167; A. Saba, Montecassino e la Sardegna medioevale. Note storiche e codice diplomatico sardo cassinese, Montecassino, 1927, pp. 21-23; R. Serra, La Sardegna, collana "Italia romanica", Milano, Jaca Book, 1989, pp. 402-403; R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, Nuoro, Ilisso, 1993, scheda 32; R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, p. 39. S. Ginesu, I vulcani del Logudoro-Mejlogu, Sassari, 1992. Z. Rubattu - F. Virdis, Il Logudoro Meilogu, Rimini, Maggioli, 1990. Pier Giorgio Spanu, La Sardegna bizantina tra VI e VII secolo, Oristano, 1998
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