Prima donna a capo del governo nella storia d'Italia, ha ricoperto precedentemente gli incarichi di vicepresidente della Camera dei deputati dal 2006 al 2008 e di ministro per la gioventù nel quarto governo Berlusconi dal 2008 al 2011.
Meloni è stata presidente della Giovane Italia, dopo aver ricoperto la medesima carica in Azione Giovani e Azione Studentesca. Dopo aver sostenuto il governo Monti, lascia il Popolo della Libertà a fine 2012 non condividendo la decisione di Silvio Berlusconi di non indire le primarie e fonda, insieme a Ignazio La Russa e Guido Crosetto, il partito Fratelli d'Italia, di cui è presidente dall'8 marzo 2014. Dal 29 settembre 2020 al 13 gennaio 2025 è stata anche presidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei.
Biografia Studi e militanza studentesca
È figlia di Francesco, un commercialista, e nipote di Zoe Incrocci (sorella di Agenore) e del regista Nino Meloni (fratello di Raffaele). Il padre si separa dalla famiglia quando Giorgia ha due anni, e si trasferisce alle Canarie dove si sposa nuovamente; in seguito verrà condannato a nove anni di carcere per traffico di droga. La madre cresce così le due figlie da sola e per un periodo lavora come scrittrice di romanzi rosa con gli pseudonimi Josie Bell e Amanda King.
All'età di tre anni si trasferisce con la madre e la sorella nel quartiere popolare della Garbatella, sempre a Roma, dove vive fino all'adolescenza. Dal 1990 al 1996 studia presso l'istituto professionale "Amerigo Vespucci" di Roma, conseguendo il diploma di maturità linguistica con votazione 60/60.
Nel 1992, a 15 anni, aderisce al Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano; fonda anche il coordinamento Gli Antenati, che partecipava alla contestazione contro il progetto di riforma della scuola promosso dal ministro Rosa Russo Iervolino. Nel 1996 diviene responsabile nazionale di Azione Studentesca, il movimento studentesco di Alleanza Nazionale, rappresentandolo al Forum delle associazioni studentesche istituito dal Ministero della pubblica istruzione.
Consigliere provinciale e presidente di Azione Giovani Nel 1998, dopo aver vinto le primarie di Alleanza Nazionale per l'XI Municipio di Roma, viene eletta consigliere della Provincia di Roma per Alleanza Nazionale, rimanendo in carica fino al 2002. Nello stesso anno crea la manifestazione Atreju, che le varie sezioni giovanili dei partiti di destra e centro-destra italiani hanno continuato a tenere ogni anno presso i giardini di Castel Sant'Angelo a Roma.
Nel 2000 diviene dirigente nazionale di Azione Giovani, l'organizzazione giovanile di AN. Nel febbraio 2001 Gianfranco Fini, presidente di Alleanza Nazionale, la nomina coordinatrice del comitato nazionale di reggenza di Azione Giovani.
Nel 2004 viene eletta presidente di Azione Giovani durante il congresso nazionale di Viterbo, a capo della lista "Figli d'Italia", diventando la prima presidente donna di un'organizzazione giovanile di destra. Dal 2004 al 2006 ha lavorato al quotidiano del partito, Secolo d'Italia.
Alle elezioni regionali nel Lazio del 2005 è candidata nel listino Per il Lazio a sostegno del candidato presidente di centrodestra Francesco Storace, che tuttavia è sconfitto, non permettendole di ottenere il seggio.
Dal 2006 è giornalista professionista.
L'ascesa a livello nazionale
Alle elezioni politiche del 2006 viene candidata alla Camera dei deputati, tra le liste di Alleanza Nazionale nella circoscrizione Lazio 1 in ottava posizione, risultando eletta deputata a 29 anni. Nella XV legislatura è stata uno dei vicepresidenti della Camera dei deputati.
Ministra nel Governo Berlusconi IV Alle elezioni politiche del 2008 è rieletta deputata nelle liste del Popolo della Libertà nella circoscrizione Lazio 2. L’8 maggio 2008, a 31 anni, è nominata ministro per la gioventù nel governo Berlusconi IV (il più giovane della storia dell'Italia repubblicana e il secondo più giovane della storia dell'Italia unita, dopo Antonio Starabba di RudinìNominato ministro dell'interno a 30 anni nel 1869.) mantenendo la presidenza di Azione Giovani.
Nell'agosto 2008, la ministra Meloni invitò gli atleti italiani a boicottare la cerimonia d'apertura dei Giochi olimpici di Pechino, in dissenso verso la politica attuata dal governo cinese nei confronti del Tibet. L'invito non fu condiviso dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi né dal ministro degli esteri Franco Frattini, designato a rappresentare l'Italia a Pechino. Anche la delegazione degli atleti azzurri a Pechino si dissociò. Meloni precisò quindi di non aver chiesto di non gareggiare, ma solo di compiere un gesto di solidarietà.
Nel settembre dello stesso anno, a seguito di una polemica sull'antifascismo, sorta all'interno di Alleanza Nazionale, dichiara: Nell'occasione, l'Unione dei Giovani Ebrei espresse soddisfazione per le sue parole.
Il 1º agosto 2008, Meloni propone la nomina del suo vicepresidente in Azione Giovani, Paolo Di Caro, a direttore generale dell'Agenzia nazionale per i giovani; tale nomina fu criticata da parte di esponenti del PD.
Nel febbraio 2009, Meloni sostenne il decreto-legge e il disegno di legge votati in Consiglio dei ministri per fermare all'ultimo momento l'attuazione del protocollo terapeutico concordato con la famiglia di Eluana Englaro, che innescò un conflitto tra il governo e il Presidente della Repubblica, dichiarando «Siamo in condizioni eccezionali».
Il Popolo della Libertà Nel marzo 2009, Alleanza Nazionale si unisce a Forza Italia per dare vita al partito unico de Il Popolo della Libertà. Nell'agosto, Meloni diviene presidente del movimento politico giovanile del PdL, denominato Giovane Italia.
Nel novembre 2010 presenta, per conto del ministero di cui è capo, un pacchetto da 300 milioni di euro chiamato Diritto al Futuro, finalizzato a investire sui giovani e contenente nel complesso cinque iniziative, tra cui agevolazioni per i neo-imprenditori, bonus a favore dei precari e prestiti per gli studenti meritevoli. Il suo mandato come ministra per la gioventù termina con la fine del governo Berlusconi IV nel novembre 2011.
Il 15 giugno 2012 rassegna le dimissioni dalla presidenza della Giovane Italia, nominando al suo posto Marco Perissa.
Nonostante avesse votato a favore della riforma delle pensioni Fornero in qualità di deputata PdL, in seguito prese le distanze da tale riforma.
La fondazione di Fratelli d'Italia La nascita del partito
Nel novembre 2012 annuncia la propria candidatura alle primarie del Popolo della Libertà. A seguito della decisione di Berlusconi di non disputare le primarie, il 20 dicembre 2012 lascia il PdL e fonda, assieme a Guido Crosetto, Ignazio La Russa e altri provenienti da AN, PdL e MSI, il nuovo movimento politico Fratelli d'Italia, il quale comunque conferma l'alleanza con il partito di Berlusconi.
Alle elezioni politiche del 2013 è rieletta alla Camera dei deputati nella circoscrizione Lombardia 3 per Fratelli d'Italia, diventandone capogruppo nella XVII legislatura.
L'ascesa alla presidenza di Fratelli d'Italia
L'8 marzo 2014 diviene presidente di Fratelli d'Italia e in aprile viene candidata alle elezioni europee del 2014 come capolista in tutte le circoscrizioni; tuttavia FdI ottiene il 3,67% dei voti, al di sotto della soglia di sbarramento del 4%, quindi non elegge europarlamentari. Nella consultazione Meloni ha raccolto complessivamente 348.700 preferenze (con un picco di 105.473 nella circoscrizione Italia meridionale).
Il 17 giugno 2014 lascia l'incarico di capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati in favore di Fabio Rampelli.
Da presidente di FdI, ne decide l'alleanza con l'altro principale partito di destra del momento, la Lega Nord di Matteo Salvini, con il quale intraprende diverse campagne politiche contro il governo Renzi, attestando il partito su posizioni euroscettiche.
In seguito alle dimissioni di Giorgio Napolitano, insieme alla Lega Nord propone come candidato nell'elezione del Presidente della Repubblica il giornalista Vittorio Feltri, da sempre schierato su posizioni politiche di centro-destra. L'elezione sarà poi vinta da Sergio Mattarella.
Il 4 novembre 2015 fonda il movimento "Terra Nostra - Italiani con Giorgia Meloni", mentre il successivo 8 novembre, insieme al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e al segretario della Lega Nord Matteo Salvini partecipa a una manifestazione a Bologna promossa dall'intera coalizione.
Il 30 gennaio 2016 partecipa al Family Day, dichiarandosi contro il ddl Cirinnà e i diritti delle coppie omosessuali. Nella stessa occasione Meloni ha rivelato di aspettare un figlio, insieme al suo compagno Andrea Giambruno.
Il 15 marzo 2016, viene candidata dal centro-destra a sindaco di Roma, con il sostegno di una coalizione composta da Fratelli d'Italia, Noi con Salvini (emanazione leghista nel centro e sud Italia), Partito Liberale Italiano e due liste civiche: Con Giorgia Meloni Sindaco e Federazione Popolare per la Libertà (costituita da Mario Mauro e Giuseppe Cossiga). Al primo turno ottiene il 20,62% dei consensi (di cui il 12,27% proveniente da FdI), piazzandosi terza dietro a Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle e Roberto Giachetti del centro-sinistra e quindi non accedendo al ballottaggio. Meloni entra comunque in consiglio comunale, dove si iscrive al gruppo consiliare "Con Giorgia".
In occasione del referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi, Meloni ha fondato i comitati "NO, GRAZIE", partecipando anche a numerosi dibattiti televisivi tra cui uno contro lo stesso Presidente del Consiglio Renzi. Alla vittoria del no (col 60% dei voti), Meloni ha chiesto le elezioni anticipate e ha negato la fiducia al successivo governo Gentiloni.
Il 2 e 3 dicembre 2017 a Trieste si tiene il congresso di Fratelli d'Italia, che vede la riconferma di Meloni a presidente del partito, oltre a un rinnovo del simbolo e all'adesione di Daniela Santanchè a FdI.
Le elezioni del 2018 e la XVIII legislatura In occasione delle elezioni politiche del 2018 è rieletta deputata nel collegio uninominale Lazio 2 - 07 (Latina) per la coalizione di centro-destra (in quota Fratelli d'Italia) con il 41,00%, davanti a Leone Martellucci del Movimento 5 Stelle (36,50%) e a Federico Fauttilli del centro-sinistra (15,34%), e porta il partito a raddoppiare i propri voti rispetto alle precedenti elezioni politiche, passando così dal 1,9% a un complessivo 4,35%, divenendo il terzo partito della coalizione di centro-destra.
Alle successive consultazioni con il Presidente della Repubblica, propose che l'incarico di formare un nuovo governo fosse conferito a Matteo Salvini in quanto leader del partito più votato all'interno della coalizione politica di centro-destra (risultata prima forza politica del Paese, benché non disponesse comunque della maggioranza assoluta in Parlamento).
Durante la XVIII legislatura è prima firmataria del disegno di legge sulla Introduzione dell'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi (meglio noti come "dispositivi antiabbandono o "salva-bebè"), approvato in via definitiva dal Senato il 25 settembre. L'obbligo dei dispositivi salva-bebè per il trasporto dei bambini fino a quattro anni d'età è entrato in vigore il 1º luglio 2019.