La Parigi-Madrid fu una gara automobilistica corsa nel maggio 1903 ed organizzata dall'Automobile Club de France e dall'Automóvil Club Español. A seguito dei numerosi incidenti che funestarono il primo giorno di gara, che portarono alla morte di 3 spettatori e 5 piloti, compreso Marcel Renault, uno dei due fondatori dell'omonimo marchio automobilistico francese, la gara fu fermata a Bordeaux. La vittoria fu assegnata al francese Fernand Gabriel su Mors, in quel momento primo in classifica.

Organizzazione Agli inizi del XX secolo in Francia vi era un grande interesse per le gare automobilistiche internazionali. Nel 1894 si era corsa la prima gara automobilistica della storia, la Parigi-Rouen, a cui seguirono numerose altre corse con partenza la capitale francese e con destinazione Bordeaux, Marsiglia, Dieppe, Amsterdam, Berlino e Vienna. Visto il crescente successo di pubblico, per il 1903 l'Automobile Club de France (ACF) decise di organizzare una nuova corsa, stavolta tra la capitale francese e quella spagnola.

Problemi nell'ottenere le autorizzazioni Il governo francese era contrario all'idea di gare su strade pubbliche. Dopo la Parigi-Berlino del 1901, l'allora Ministro dell'interno Pierre Waldeck-Rousseau affermò che nessun'altra gara sarebbe stata autorizzata. La Parigi-Madrid era però fortemente supportata dal re di Spagna Alfonso XIII, e i media francesi suggerivano che la Francia non poteva ritirarsi dalla competizione, essendo in quel momento il paese con la più avanzata tecnologia in campo automobilistico. Etienne de Zuylen, presidente dell'ACF, riuscì a superare l'opposizione dell'allora primo ministro francese Émile Combes affermando che sì, le strade erano effettivamente pubbliche, ma il pubblico voleva le gare, e molti sindaci desideravano che una gara attraversasse la loro città. Molte case automobilistiche francesi supportavano la richiesta di organizzare la gara. Tali case avevano oltre dipendenti e fatturavano all'anno 16 milioni di franchi nella sola esportazione. Dal momento che le gare erano vitali nella promozione dei marchi, le case fecero pressione sul governo che finalmente diede il nulla osta alla gara. Il Consiglio dei Ministri e il primo ministro diedero la loro approvazione alle gare il 17 febbraio 1903, mentre l'ACF aveva iniziato ad accettare le domande di iscrizione già dal 15 gennaio.

Percorso e regolamento

In soli 40 giorni gli organizzatori raccolsero oltre 300 iscrizioni, molte più del previsto. Il valore netto delle auto che avrebbero preso parte alla gara superava i 7 milioni di franchi. Il percorso si estendeva per oltre ed era diviso in tre tappe: Versailles - Bordeaux (), Bordeaux - Vitoria () e Vitoria - Madrid (). Il regolamento fu pubblicato sulle tre principali riviste di automobilismo della Francia: France Automobile, La Locomotion e La Vie Automobile. I veicoli furono divisi in categorie di peso: Automobili da 651 a Automobili da 400 a Automobili da 250 a Motociclette Il peso era inteso come peso a secco, escluso quindi quello di conducente, carburante, batterie, olio, pezzi di ricambio, utensili vari, cibo e acqua, bagagli del conducente, fari e loro supporti, clacson e l'eventuale avviamento esterno. Si potevano trasportare non più di di equipaggiamento e di combustibile. Il costo di iscrizione variava da 50 franchi per i veicoli sotto i (le motociclette) fino a 200-400 franchi per le automobili più pesanti. Nelle due classi più pesanti, oltre all'autista era obbligatoria la presenza di un meccanico. Quest'ultimo, di peso non inferiore a , doveva rimanere lo stesso per tutta la gara. Le vetture delle due classi più leggere necessitavano invece del solo autista. L'ordine di partenza fu estratto a sorte tra le vetture iscritte nei primi 30 giorni, e in progressione per i piloti iscrittisi dopo il 15 febbraio. L'inizio della gara fu stabilito per le 03:30 di domenica 24 maggio, con partenza dai giardini di Versailles. Come in molte gare corse in precedenza, le vetture sarebbero partite una alla volta ad intervalli di due minuti. Fu introdotta una nuova regola, per la quale alla fine di ogni tappa le vetture erano affiancate da un commissario e portate al parco chiuso, dove non potevano essere sottoposte né a riparazione né a semplice manutenzione. I rifornimenti e le sostituzioni o riparazioni di pezzi doveva essere fatte durante la gara. Durante il trasporto al parco chiuso, le vetture dovevano attraversare la città in corteo, accompagnate da un ufficiale di gara in bicicletta che avrebbe dovuto registrare l'ora esatta della traversata, che veniva poi detratta dal tempo totale della corsa. I tempi erano scritti e conservati in scatole metalliche sigillate presenti su ogni vettura. Mentre il tragitto Versailles-Bordeaux era già un pilastro delle corse su strada (vi si era tenuta la Coppa Gordon Bennett del 1901), la tratta Bordeaux-Vitoria presentava più incertezze. Il percorso era ricco di curve strette, salite, ponti stretti, attraversamenti ferroviari, strade in pietra e lunghi tratti lastricati percorribili ad alta velocità.

Concorrenti

Dei 315 corridori iscritti, solo 224 si presentarono sulla linea di partenza. In particolare:

88 vetture classe 650- 49 vetture classe 400- 33 vetture classe sotto i 54 motociclette

Molti piloti e marche famose presero parte alla gara. René de Knyff, Henri e Maurice Farman, Pierre de Crawhez, Charles Rolls correvano su Panhard & Levassor, dotate di 4 cilindri da 70 CV e capaci di raggiungere i . Henri Fournier, William Kissam Vanderbilt, Fernand Gabriel e Maurice de Forest correvano su Mors, che aveva presentato una vettura di nuovo disegno, con radiatore diviso per migliorare l'aerodinamica e basata su un classico telaio Bateau. La macchina era molto potente, dotata di 90 CV raggiungeva una velocità massima di circa . La Mercedes schierò 11 vetture, che variavano da 60 a 90 CV. La De Dietrich e molti altri marchi francesi come Gobron Billie, Napier & Son e Charron Girardot evitarono le classi più leggere corsero solo con i loro modelli più potenti e pesanti. Le vetture più piccole di queste marche erano comunque presenti, portate in gara da amatori e piloti privati. Altre marche francesi che presero parte alla gara furono Darracq, De Dion-Bouton, Clément-Bayard, Richard e Decauville. La Renault schierò due vetture guidate da Marcel e Louis Renault, i due fondatori del marchio nonché esperti piloti. L'italiana Fiat schierò anch'essa solo due vetture, ma poteva contare su due dei migliori piloti del tempo, Vincenzo Lancia e Luigi Storero.

Spettatori I giornali francesi erano eccitati e scrissero della gara con grande entusiasmo. La Parigi-Madrid fu presentata come la più grande gara dall'invenzione dell'automobile, e più di persone raggiunsero Versailles alle 02:00 per la partenza della gara. Il primo centinaio di chilometri del percorso erano affollati di spettatori, e le stazioni ferroviarie brulicavano di persone che cercavano di raggiungere Versailles. La folla e l'oscurità convinsero gli organizzatori a ritardare la partenza della gara di mezz'ora e a ridurre il tempo tra le singole partenze a un solo minuto. La giornata prospettava molto calda ed i funzionari voleva evitare il caldo della tarda mattinata.

La gara Partenza e prima tappa

Il punto di partenza era di fronte Pièce d’Eau des Suisses. Nella mattinata del 24 maggio 1903, i partecipanti iniziarono a partire, ad intervalli di un minuto, in direzione Bordeaux, termine della prima tappa. Il percorso si snodava attraverso Saint-Cyr-l'École, Trappes, Coignières, Le Perray-en-Yvelines, Rambouillet, Chartres, Clayes, Tours, Ruffec, Angoulême, Chevanceaux, Guîtres e Libourne. L'arrivo della prima vettura a Bordeaux era previsto intorno a mezzogiorno. I soldati schierati per gestire la folla si rivelarono insufficienti, e la folla aveva invaso le strade. Il primo corridore a partire, Charles Jarrott assieme al meccanico Bianchi su una De Dietrich da e 45 CV, cercò di rallentare a per dare alla gente il tempo di evacuare la strada davanti alla vettura, ma questo peggiorò solo il problema dal momento che le persone semplicemente aspettavano più tempo per allontanarsi. Il secondo a partire fu de Knyff su Panhard & Levassor, seguito da Louis Renault su Renault (, 30 CV). Théry su Decauville (, 24 CV) fu il quarto, seguito in successione da un'altra De Dietrich, una Mors, una Panhard & Levassor e una Passy Thellier (, 16 CV). La partenza si concluse alle 06:45, dopo quasi tre ore da che il primo pilota aveva preso il via. La gara si rivelò molto difficile per i piloti: ai pericoli della folla si aggiungeva la densa polvere sollevata dalle vetture. Il tempo era rimasto asciutto nelle precedenti due settimane, e la polvere aveva coperto le strade. I funzionari di percorso avevano annacquato solo il primo chilometro di strada, e il breve lasso di tempo tra la partenza delle vetture aveva peggiorato il problema. La visibilità era di pochi metri, e gli spettatori stavano in mezzo alla strada per poter vedere le macchine, diventando un pericolo permanente per i piloti. Dopo il primo punto di controllo a Rambouillet e il secondo a Chartres, la folla diventò meno densa. Subito dopo Rambouillet, lo stile di guida spericolato di Louis Renault permise al pilota francese di superare sia De Knyff che Jarrott, che stavano lottando per il primo posto, ma che mantenevano un atteggiamento più prudente per evitare la folla. Thery e Stead seguivano a distanza, mentre la Mercedes di Jenatzy e la Mors di Gabriel stavano conducendo un incredibile recupero, avevano infatti superato 25 vetture ed ora erano tra i primi dieci. Un'altra incredibile impresa fu realizzata da Marcel Renault, partito 60º a Poitiers era quasi riuscito a raggiungere i leader della corsa. Al di fuori delle posizioni principali, gli incidenti erano proseguiti per tutto il giorno; auto che si disintegravano letteralmente contro gli alberi e disintegrati, vetture che si ribaltavano e prendevano fuoco, assali che si rompevano e conducenti inesperti che si è schiantato su strade troppo sconnesse.

Il traguardo

Louis Renault raggiunse Bordeaux per primo a mezzogiorno, mentre Jarrott, che stava correndo con una frizione difettosa e che fu rallentato da problemi meccanici al motore e allo scarico, arrivò mezz'ora dopo, seguito da Gabriel, Salleron, Baras, de Crawhez, Warden, Rougier, Jenatzy e Voigt. Tutti i piloti erano fisicamente esausti; le vetture erano pesanti, e richiedevano una grande quantità di forza per essere guidate. Avevano gli occhi doloranti per la polvere, e molti di loro avevano ustioni alle mani riportate nel tentativo di riparare il motore della propria vettura. Gabriel, partito 168º e arrivato terzo, fu in seguito riconosciuto come vincitore quando fu effettuata la somma dei tempi. Alcuni di grandi nomi furono costretti al ritiro, e le notizie cominciarono lentamente ad arrivare al traguardo. Vanderbilt aveva rotto un cilindro sulla sua Mors e dovette abbandonare la gara. La Mercedes di de Caters si schiantò contro un albero, ma il pilota era rimasto illeso e, probabilmente, era fermo a riparare la macchina per tentare di riprendere la gara. Camille du Gast, una delle poche donne pilota del periodo, era arrivata fino all'ottava posizione sulla sua De Dietrich da 30 CV, ma si era fermata per aiutare un altro pilota, E. T. Stead, rimasto coinvolto in un incidente. Concluse 45ª. Charles Jarrott, che aveva concluso quarto assoluto su De Dietrich, affermò che Stead sarebbe morto se la du Gast non si fosse fermata.

Incidenti e ritiri

Presto iniziarono a giungere notizie degli incidenti che avevano funestato la gara. Inizialmente giunsero notizie di un incidente ad Ablis, una donna era rimasta ferita dopo essere stata investita da un'auto. La notizia si rivelò in seguito falsa.