Grazie al successo ottenuto con il Gruppo 47, la Bachmann divenne nota anche fuori dai confini austriaci; a partire dal 1953 visse prevalentemente come scrittrice indipendente tra Vienna, Monaco, Zurigo, Berlino e, soprattutto, a Roma, città d'elezione in cui scelse di stabilirsi. Tra il 1949 e il 1958 ebbe una relazione amorosa, caratterizzata da lunghe interruzioni, con Paul Celan, seguita da un legame durato quasi cinque anni con Max Frisch. La fine di quest'ultimo rapporto provocò nella Bachmann un crollo che rese necessari diversi ricoveri ospedalieri. Nel 1964, la scrittrice riuscì a superare la crisi creativa grazie a una relazione con il giovane scrittore Adolf Opel. Gravi ustioni e le conseguenze della sospensione di alcuni farmaci portarono alla morte prematura della Bachmann nel 1973.

La Carinzia, regione d'origine della scrittrice, con la sua vicinanza all'Italia e alla Slovenia, impresse in Bachmann un'esperienza di terra di confine che influenzò la sua scrittura. In gioventù, confrontandosi con il nazionalsocialismo, l'autrice aveva maturato un'istanza morale che attribuiva alla verità un valore supremo. Bachmann si sentiva legata a un linguaggio letterario che si distingueva nettamente da quello quotidiano e nel quale fosse possibile creare una dimensione utopica. Centrale nell'opera di Bachmann è la tematica dei ruoli di genere: ripetutamente, la dimensione femminile appare minacciata da figure maschili, ridotta al silenzio e spinta verso la rovina.

Biografia Figlia di Olga Haas e Mathias Bachmann, Ingeborg nacque nel 1926 in Carinzia, nel cui capoluogo, Klagenfurt, trascorse l'infanzia e l'adolescenza. Dopo i primi studi, negli anni del Dopoguerra frequentò le università di Innsbruck, Graz e Vienna dedicandosi agli studi di giurisprudenza e successivamente in germanistica, che concluse discutendo una tesi su (o meglio, contro) Martin Heidegger, dal titolo La ricezione critica della filosofia esistenziale di Martin Heidegger.

Suo maestro fu il filosofo e teoretico della scienza Victor Kraft (1890-1975), ultimo superstite del Circolo di Vienna, da cui i membri, in conseguenza dell'assassinio di uno di loro (Moritz Schlick) da parte di un fanatico nazista e dell'ostilità in seguito dimostrata dal regime politico post Anschluss, erano dovuti fuggire. Nell'epoca dello studio ebbe modo di intrattenere contatti diretti con Paul Celan, Ilse Aichinger e Klaus Demus.Il rapporto collaborativo e sentimentale tra Paul Celan ed Ingeborg Bachmann è documentato da uno scambio epistolare pubblicato nel 2008.

Presto Bachmann divenne redattrice radiofonicaKaren Achberger (1995). Understanding Ingeborg Bachmann: Understanding Modern European and Latin American Literature, vol. 1. Univ of South Carolina Press. p. 61. ISBN 978-0-872499942. presso l'emittente viennese Rot-Weiss-Rot (Rosso-Bianco-Rosso), per la quale compose nel 1952 la sua prima opera radiofonica, Un negozio di sogni. Il suo debutto letterario avvenne in occasione di una lettura presso il Gruppo 47. Da allora divenne una stella luminosa della letteratura in lingua tedesca"Ingeborg Bachmann". jetzt.de (in German). 23 June 2006. Retrieved 25 June 2017.. Nel 1953, all'età di 27 anni, ricevette il premio letterario del Gruppo 47 per la raccolta di poesie Il tempo dilazionato.

In collaborazione con il compositore Hans Werner Henze produsse il radiodramma Le cicale e il libretto per la pantomima danzata L'idiota nel 1955 e il libretto per l'opera Il Principe di Homburg nel 1960. Nel 1956 pubblicò la raccolta di poesie Invocazione all'Orsa maggiore, conseguendo il Premio Letterario della Città di Brema (Bremer Literaturpreis) e iniziando un percorso di drammaturgia per la televisione bavarese.

Dal 1958 al 1963 Ingeborg Bachmann intrattenne una relazione con l'autore Max Frisch. Nel 1958 apparve il radiodramma Il buon Dio di Manhattan, insignito l'anno successivo del Premio Audio dei Ciechi di Guerra. Del 1961 è la raccolta di racconti Il trentesimo anno, a sua volta insignito del Premio per la Critica della Città di Berlino. Nel 1964 le viene consegnato il Premio Georg Büchner e nel 1968 il Premio nazionale austriaco per la Letteratura.

La produzione di Ingeborg Bachmann prosegue con la pubblicazione nel 1971 del romanzo Malina, diventato un film di Werner Schroeter del 1991, interpretato da Isabelle Huppert, Mathieu Carrière e Can Togay. Il romanzo è stato concepito come la prima parte di una trilogia chiamata "Cause di morte" (Todesarten) rimasta incompiuta e di cui rimangono dei frammenti: Il libro Franza e Il libro Goldmann. Dal primo dei due frammenti, Xaver Schwarzenberger ha ricavato il film Franza (1986). Nel 1972 fu invece data alle stampe l'ultima opera prima della morte di Bachmann: la raccolta di racconti Tre sentieri per il lago, a cui venne attribuito il Premio Anton Wildgans.

Morte La sera del 26 settembre 1973, nella sua casa romana di via Giulia, Ingeborg Bachmann incendiò accidentalmente la sua vestaglia di nylon con la brace della propria sigaretta durante un attacco di torpore, verosimilmente indotto dai barbiturici che stava assumendo come tranquillanti per superare un periodo di stress da superlavoro. Benché vigile al momento del trasporto all'ospedale Sant'Eugenio, struttura specializzata nel trattamento delle ustioni, subì danni renali cui fece seguito un'intossicazione ematica che la portarono alla morte il 17 ottobre. Ingeborg Bachmann fu sepolta il 25 ottobre 1973 nel cimitero di Klagenfurt-Annabichl. A lei è dedicato il concorso letterario che annualmente si tiene nella città natale, in coincidenza della sua nascita, e l'istituto d'istruzione superiore di Tarvisio, in Friuli-Venezia Giulia.

Opere Raccolte poetiche

Alle Tage, 1952 Die gestundete Zeit, 1953. Invocazione all'Orsa Maggiore (Anrufung des Großen Bären, 1956), trad. e cura di Luigi Reitani, Milano, SE, 1994; Nota di Hans Höller, Collana Biblioteca n.752, Milano, Adelphi, 2023, ISBN 978-88-459-3828-3. Poesie (Gedichte), traduzione di Maria Teresa Mandalari, Parma, Guanda, 1978. Non conosco mondo migliore (Ich weiss keine bessere Welt), traduzione di Silvia Bortoli, Milano, Guanda, 2004. Letzte, unveröffentlichte Gedichte, Entwürfe und Fassungen. Edition und Kommentar von Hans Höller. Suhrkamp, Frankfurt am Main 1998, ISBN 3-518-40951-4. Ich weiß keine bessere Welt. Unveröffentlichte Gedichte. Herausgegeben von Isolde Moser, Heinz Bachmann und Christian Moser. Piper, 2000, ISBN 3-492-04255-4.

Prose Das Honditschkreuz, 1944. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 489–598. Briefe an Felician, 1945. Mit acht Kupferaquatinta-Radierungen von Peter Bischof. Piper, München 1991, ISBN 3-492-03585-X. Die Fähre, 1946. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 10–14. Der Kommandant, 1947. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 28–38. Im Himmel und auf Erden, 1949. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 15–18. Das Lächeln der Sphinx, 1949. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 19–22. Die Karawane und die Auferstehung, 1949. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 23–27. Auch ich habe in Arkadien gelebt, 1952. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 38–40. Ein Geschäft mit Träumen, 1952. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 41–47. Portrait von Anna Maria, 1956. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 48–58. Der Schweißer, 1959. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 59–75. Der Hinkende, 1959. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 76–81. Il trentesimo anno (Das dreißigste Jahr. Erzählungen, 1961), traduzione di Clara Schlick, Milano, Feltrinelli, 1963; traduzione di Magda Olivetti, Milano, Adelphi, 1985. Der Tod wird kommen, 1965. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 266–276. Libro del deserto (Der Tod wird kommen, 1965), traduzione di Anna Pensa, Napoli, Cronopio, 1999. [confluito ne Il libro Franza] Besichtigung einer alten Stadt, 1965. In: Werke. Band 2. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 277–282. Il libro Franza (Der Fall Franza, 1966, 1979), traduzione di Magda Olivetti e Luigi Reitani, Milano, Adelphi, 2009. [comprende e amplia Il caso Franza, traduzione di Magda Olivetti, Milano, Adelphi, 1988] Malina (Malina. Roman, 1971; scritto nel 1967), traduzione di Maria Grazia Manucci, Milano, Adelphi, 1973. Requiem für Fanny Goldmann (Entstanden 1966/67), 1972. In: Werke. Band 3. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 483–554. Einzelausgabe als Der Fall Franza / Requiem für Fanny Goldmann. Piper, München 1979, S. 151–192, ISBN 3-492-02436-X; in Il caso Franza. Requiem per Fanny Goldmann, traduzione di Magda Olivetti, Milano, Adelphi, 1988. Tre sentieri per il lago e altri racconti (Simultan. Neue Erzählungen, 1968-1972), traduzione di Amina Pandolfi, Milano, Adelphi, 1980. Il sorriso della sfinge (Die Fähre, Im Himmel und auf Erden, Das Lächeln der Sphinx), traduzione di Antonella Gargano, Roma, Lucarini, 1991; Napoli, Cronopio, 2011. „Todesarten“-Projekt. Kritische Ausgabe. Unter Leitung von Robert Pichl herausgegeben von Monika Albrecht und Dirk Göttsche. Piper, München 1995, ISBN 3-492-04991-5. Quel che ho viso e udito a Roma (Römische Reportagen. Eine Wiederentdeckung, 1998), Prefazione di Giorgio Agamben, Nota di Jörg-Dieter Kogel, trad. di Kristina Pietra (Cronache da Roma) e Anita Raja (Was ich in Rom sah und hörte, 1955), Macerata, Quodlibet, 2002; Collana Storie, Quodlibet, 2022, ISBN 978-88-229-0845-2. [corrispondenze radiofoniche per la Radio di Brema, trasmesse fra il 1954 e 1955, e articoli scritti per giornali tedeschi: B. usò lo pseudonimo Ruth Keller]

Trasmissioni radiofoniche Die Radiofamilie, 1952/1953. Ein Geschäft mit Träumen, 1952. Römische Reportagen, 1954/1955. Die Zikaden, 1955. Der gute Gott von Manhattan, 1958. Das dreißigste Jahr, 1961. Il buon Dio di Manhattan (Der gute Gott von Manhattan: ein Geschäft mit Träumen), traduzione di Sergio Molinari, Milano, Il Saggiatore, 1961; traduzione di Cinzia Romani, Milano, Adelphi, 1991. [contiene i radiodrammi Il buon Dio di Manhattan, Un negozio di sogni e Le cicale] Quel che ho visto e udito a Roma (Was ich in Rom sah und hörte, 1955), traduzione di Anita Raja, Macerata, Quodlibet, 2002-2022.

Libretti Ein Monolog des Fürsten Myschkin, 1952. Der Prinz von Homburg, 1960. In: Werke. Band 1. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 331–374. Der junge Lord, 1965. In: Werke. Band 1. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 375–436. Zwischentexte zur konzertanten Aufführung des Freischütz, 1967. In: Werke. Band 1. Piper, München 1978, ISBN 3-492-02774-1, S. 437–442.

Saggi La ricezione critica della filosofia esistenziale di Martin Heidegger (Die kritische Aufnahme der Existenzialphilosophie Martin Heideggers), Introduzione di Eugenio Mazzarella, traduzione di Silvia Cresti, Napoli, Guida, 1992. [Dissertazione, 1949; a cura di Robert Pichl, 1985] Versuch über Heidegger, 1952. In: Kritische Schriften. Herausgegeben von Monika Albrecht und Dirk Göttsche. Piper, München 2005, S. 3, ISBN 3-492-04707-6. Il dicibile e l'indicibile. Saggi radiofonici (Der Mann ohne Eigenschaften, 1952 - Sagbares und Unsagbares - Das Unglück und die Gottesliebe - Die Welt Marcel Prousts), traduzione di Barbara Agnese, Milano, Adelphi, 1998. Ludwig Wittgenstein. Zu einem Kapitel der jüngsten Philosophiegeschichte, 1953. In: Kritische Schriften. Herausgegeben von Monika Albrecht und Dirk Göttsche. Piper, München 2005, S. 55–74, ISBN 3-492-04707-6. Die Welt Marcel Prousts. Einblicke in ein Pandämonium, 1958. In: Kritische Schriften. Herausgegeben von Monika Albrecht und Dirk Göttsche. Piper, München 2005, S. 218–241, ISBN 3-492-04707-6.