La Bessarabia (; ; ) è una regione storica compresa tra i fiumi Prut (affluente di sinistra del Danubio nel suo corso inferiore) e Dnestr.

Per secoli la regione costituì una zona cuscinetto tra le grandi potenze dell'Austria, dell'Impero russo e dell'Impero ottomano. Nel 1812, il Principato di Moldavia ne cedette il dominio all'Impero russo. In seguito, fino al 1917, il territorio, abitato da una maggioranza di moldavi, fece parte dell'Impero russo come Governatorato della Bessarabia. Nel 1918, la Bessarabia riuscì a ottenere per breve tempo l'indipendenza, ma venne presto assorbita democraticamente nel periodo interbellico dalla Romania, diventando una provincia orientale e, dopo la seconda guerra mondiale, andò annessa all'Unione Sovietica. Attualmente è suddivisa tra la Moldavia (parte settentrionale) e l'Ucraina (parte meridionale o "Bessarabia storica").

Geografia fisica Profili generali La Bessarabia è una regione storica dell'Europa orientale che corrisponde in gran parte all'odierna Repubblica di Moldavia, delimitata a ovest dal fiume Prut, a est dal Nistro e a sud dal Mar Nero. La sua superficie di 45.000 km² include anche territori non appartenenti alla Moldavia, quali il Budžak a sud e l'area di Chotyn a nord-ovest (odierno oblast' di Černivci orientale).

La Bessarabia può essere divisa in tre zone in termini di paesaggio. La Bessarabia settentrionale, in quanto regione pedemontana dei Carpazi, è un altopiano leggermente boscoso localizzato a circa 400 m sul livello del mare. Questa parte del paese è coperta da foreste di quercia e faggio e vede la presenza di ripide scarpate. Anche la Bessarabia centrale appare coperta da foreste (da cui deriva anche il termine Codrii, che significa per l'appunto foreste) e da Tighina in poi si fonde gradualmente con la zona simile alla steppa del Budžak nella Bessarabia meridionale, una zona piatta o lievemente ondulata con un paesaggio privo di alberi a circa 100 m sul livello del mare. Il suolo fertile di terra nera giace sotto l'erba della steppa ad altezza d'uomo. Tutti i fiumi scorrono su percorsi a bassa pendenza in direzione sud-est e sfociano nel mar Nero: in estate i piccoli fiumi della steppa vanno quasi in secca.

Clima Il clima della zona è continentale con estati calde e secche e inverni freddi. Il sud ha un clima tipico di steppa secca con scarse precipitazioni medie (300 mm), che comporta l'impossibilità di portare avanti delle colture negli anni con poche precipitazioni senza irrigazione artificiale. Allo stesso tempo, i nubifragi possono causare gravi inondazioni quando i piccoli fiumi straripano. Nel nord più boscoso, 600 mm di precipitazioni annuali sono comuni.

Storia Preistoria

Nel 2010, sono stati scoperti alcuni manufatti legati alla cultura acheuleana sul basso Dnestr vicino a Dubăsari, in Transnistria, risalenti fino a 800.000 anni fa. I due chopper di arenaria e i quattro pezzi di selce sono stati considerati, in virtù della loro datazione, le più antiche tracce umane rinvenute in Moldavia e Ucraina.

In Bessarabia esistono pochi siti legati al Paleolitico medio, ma tra i più antichi merita una menzione particolare la grotta di Duruitoarea Veche: i manufatti rinvenuti in loco sono stati datati a circa 70.000 anni fa, ma è l'area archeologica di Ofatinti ad essere considerata ancor più antica, in quanto risalente a 125.000 anni fa.

Antichità e Medioevo Il più antico popolo storicamente attestato sul territorio bessarabico fu quello degli Sciti, che migrarono come guerrieri nomadi a cavallo dalle regioni orientali della steppa nel VI secolo a.C.. Ancora in epoca precristiana, gli antichi greci fondarono delle colonie sulla costa del Mar Nero e riferivano essi stessi più tardi la presenza della tribù germanica dei Bastarni nella Bessarabia centrale, mentre i romani facevano riferimento ai Daci (Getae). Nel I secolo d.C., la Bessarabia divenne parte dell'impero nella provincia della Dacia: in seguito, in tale regione si scelse di mettere in sicurezza il territorio realizzando il vallo di Traiano (fra il III e l'XI secolo).

Nel periodo delle invasioni barbariche tra il III e l'XI secolo, la Bessarabia divenne zona di transito per alcuni popoli tra cui Slavi, Goti, Unni, Avari e Magiari. Nel VII secolo, i Proto-bulgari si stabilirono nella Bessarabia meridionale, nella regione del delta del Danubio, e fondarono un proprio impero. All'inizio del X secolo il territorio della Bessarabia divenne parte della Rus' di Kiev, la quale si stava espandendo verso il Mar Nero. Per più di tre secoli, fino alle invasioni mongole, l'area rimase una terra di confine del regno, abitata principalmente da alcune fra le prime tribù slave orientali come Ulici e Tiverzi e oggetto delle costanti invasioni dei Peceneghi. Nel XIII secolo, i Tartari dell'Orda d'Oro si stabilirono sul nord del Mar Nero, ma in Bessarabia le loro tracce si persero poco dopo. Verso la fine del XIII secolo, la regione meridionale apparteneva alla Valacchia. Dal 1400 la zona tra i fiumi Prut e Dnestr appartiene al Principato di Moldavia e, tra il 1500 e il 1800, la Moldavia entrò nella sfera d'influenza dell'Impero ottomano, con la Bessarabia meridionale (il Budžak) che rimase sotto il diretto dominio dell'Impero ottomano sin dalla fine del XV secolo.

Nel Medioevo, vari principi valacchi e moldavi, tra cui Neagoe Basarab (1512-1521), Negru Vodă Basarab e Ladislas Basarab, esercitarono la propria influenza nella regione stringendo contatti tra il XIII e il XIV secolo con la Rus' di Kiev, con l'Ungheria e con la Polonia.

Periodo ottomano

La distruzione da parte dell'Impero ottomano del forte costruito dal principe Stefano il Grande a Akkerman il 14 luglio 1484 diede vita all'egemonia turca. Verso il 1511, tutta la Bessarabia meridionale cadde sotto il sultano Bayezid II e ciò spinse più tartari, specie pastori, a insediarsi nella regione. Nel 1538, quando Tighina divenne ottomana e vi fu costruita la fortezza, prese vita lo stato vassallo del Principato di Moldavia, che più tardi comprese la Bessarabia e rimase in piedi fino al 1859. Le innumerevoli consegne di grano a Istanbul assicurarono l'autonomia interna, convincendo il sultano a non imporre la costruzione di moschee nel principato danubiano assicurando comunque al contempo protezione dalle minacce esterne, come la monarchia russa e quella asburgica nel corso delle campagne espansionistiche del XVIII-XIX secolo.

Periodo russo

Come conseguenza della spinta espansionistica russa verso sud esplose la guerra russo-turca (1806-1812): nel corso del conflitto, le truppe russe reinsediarono parte dei popoli turchi nomadi del Budžak in Crimea, mentre una gran parte dei sudditi degli ottomani era stata evacuata in Dobrugia: la Bessarabia patì pesantemente in termini economici le lotte a partire dal 1808.. Nel 1812, lo zar russo Alessandro I spinse per la pace per concentrarsi sulla guerra imminente contro Napoleone. Nel trattato di Bucarest del 1812, alla Russia fu concessa la metà orientale del Principato di Moldavia, mentre la metà occidentale rimase nella sfera di influenza ottomana. Dal 1812, il confine di Istanbul e Mosca non correva più lungo il Dnestr, ma 100–125 km più a ovest, presso il Prut. Nel territorio assegnato, la Russia stabilì il Governatorato di Bessarabia, il più piccolo dell'impero. La capitale divenne la media bessarabica Kišinev (Chișinău) e il primo governatore generale della Nuova Russia e della Bessarabia divenne Michail Semënovič Voroncov nel 1823.

Quando nel 1812 la Russia si impadronì delle terre tra i fiumi Prut e Dnestr, con una superficie di circa 45.000 km², estese il termine Bessarabia, originariamente applicato solo alla parte meridionale, all'intero territorio. L'impero zarista voleva creare una nuova identità bessarabica per assicurare storicamente le proprie pretese di potere sui moldavi che vi abitavano. La Russia si assicurò cinque fortezze, 17 città e 685 piccoli centri urbani popolati da un totale di 491.697 abitanti, dato emerso dal primo censimento russo risalente al 1817.

I governanti russi inizialmente concessero l'autonomia e non interferirono con il tessuto sociale interno, ma in seguito promossero strenuamente politiche di russificazione introducendo l'idioma russo come unica lingua ufficiale dopo che lo status speciale riservato alla regione fu revocato nel 1828. La terra finì principalmente nelle mani di grandi proprietari terrieri, i boiardi, i quali vedevano invece la maggior parte dei loro conterranei composta da piccoli contadini che perseguivano un'agricoltura di sussistenza.. Mentre la Moldavia sperimentava una fase di "denazionalizzazione", perdendo dunque una propria identità etnica, molti fuggirono verso ovest attraverso il fiume Prut dopo la conquista della Bessarabia per paura dell'introduzione della servitù della gleba, che a quel tempo era praticata in Bessarabia solo tra i rom e includeva invece tutti i gruppi etnici nel resto della Russia oltre ad essere molto comune.

Tra il 1856 e il 1878, a seguito della guerra di Crimea, la parte sud-occidentale della Bessarabia (Cahul, Bolgrad e Ismail) tornò in mano alla Moldavia (dal 1859).

Russificazione Il processo di russificazione in Bessarabia fu diretto principalmente contro la popolazione autoctona, perlopiù moldava. Durante il dominio russo in Bessarabia, la percentuale di moldavi scese di molto. Questo processo ha avuto luogo in modi diversi. Da un lato, i gruppi etnici stranieri furono reclutati per stabilirsi in Bessarabia, venendo d'altro canto i moldavi costretti a stabilirsi in altre regioni remote dell'impero (specialmente la Siberia e la regione del Kuban'). Siffatta situazione venne aggravata ancor di più da una politica linguistica restrittiva imposta dal governo, che incoraggiò parte dei bessarabiani, specialmente la borghesia emergente, ad accettare la prospettiva di assimilarsi alla cultura russa.

Nel 1812, nei negoziati a Bucarest, la Russia promise un'ampia autonomia per la Bessarabia, affermando che però il governo sarebbe rimasto in capo ai boiardi moldavi. Tuttavia, questa autonomia fu revocata dopo soli sedici anni e la Bessarabia tornò ad essere un ordinario governatorato. Nel 1829 l'uso della lingua moldava fu vietato nell'amministrazione; a partire dal 1833, le funzioni religiose non potevano più essere tenute in moldavo e tutti i registri della chiesa locale furono bruciati. Nel 1842 il moldavo fu rimpiazzato dal russo in tutte le scuole elementari; nel 1860, infine, l'insegnamento della lingua moldava fu del tutto soppresso dalle scuole elementari.

Colonizzazione

Dopo l'espulsione e il reinsediamento dei tatari intorno al 1810 dal Budžak, la colonizzazione russa della regione fino ad allora scarsamente popolata iniziò nel 1812. La corona di San Pietroburgo promosse in particolare l'arrivo di coloni provenienti dalla Russia e dall'attuale Ucraina, promettendo privilegi come la concessione di terre, prestiti senza interessi, esenzione dalle tasse per dieci anni, autogoverno, libertà religiosa ed esenzione dal servizio militare.

A partire dal 1814, un totale di circa 9000 emigranti teutonici s'insediarono nella zona, fondando un totale di circa 150 insediamenti principalmente nella regione stepposa del Budžak. Inoltre, c'erano numerosi bulgari che erano fuggiti in passato temendo le truppe ottomane verso i domini della corona russa. Poiché la Bessarabia non aveva i soliti divieti imposti agli ebrei in fatto di agricoltura, nacquero 17 villaggi ebraici nel nord in cui, nel 1858, più di 10.000 persone vivevano dedicandosi al settore primario: tale politica di tolleranza nei confronti dei semiti costituì un'eccezione in tutta la Russia.

Oltre alla bonifica di alcune paludi, la colonizzazione portò anche ad un cambiamento demografico in zona; la proporzione della popolazione a maggioranza moldava diminuì in maniera brusca.

Cessioni territoriali