L'abbazia di San Magno, in tedesco Kloster Sankt Mang, è un'antica abbazia benedettina sita nel territorio della città bavarese di Füssen, in Germania.

Storia

L'abbazia di San Magno venne eretta nel IX secolo come convento proprio del vescovo di Augusta. La fondazione originaria tuttavia è ancora anteriore, quando san Magno vi costruì una cella ed un oratorio, ove morì, si presume intorno al 772.

La fondazione dell'abbazia non era motivata esclusivamente da scopi religiosi, ma vi furono anche sullo sfondo consistenti interessi politici.

Opportunamente situata su una importante via di comunicazione medievale, che da Augusta conduceva verso l'Alta Italia, oltre la gola del Lech sulle Alpi vicino a Füssen, l'abbazia assunse una posizione geografica chiave. I vescovi di Augusta e la politica imperiale anelarono a occupare questa posizione strategica.

La storia dell'abbazia nel medioevo fu segnata dagli sforzi dei monaci negli alti e bassi degli sviluppi della comunità nel perseguire una vita retta dai principi di san Benedetto. Così la comunità monastica di san Magno, nel corso dei secoli, aderì sempre ai movimenti riformatori, che si proponevano un ritorno alle radici della vita benedettina.

La maggior parte delle riforme suscitarono un rilancio spirituale, personale ed economico, che si riflesse anche in misure di ampliamenti edilizi e incarichi artistici.

Le energie della Controriforma trovarono la loro espressione nella costruzione di grossi conventi barocchi, che vennero eretti tra il 1696 e il 1726. Così il complesso monastico di San Magnus, insieme al castello, formarono l'attuale immagine della città di Füssen.

All'architetto Johann Jakob Herkomer (1652–1717) riuscì il progetto, dall'irregolare struttura dell'Abbazia medievale, di un complesso monastico simmetrico.

Il nuovo allestimento della basilica medievale, un edificio barocco secondo il modello veneziano, assurse a simbolo architettonico della venerazione di san Magno.

Il fabbricato rappresenta una monumentale reliquia del santo.

Per la prima volta nelle architetture barocche della Germania meridionale prevale qui la descrizione della vita di un santo locale nel programma di rappresentazioni del ciclo degli affreschi.

Nella seconda metà del XVIII secolo i compiti della comunità monastica si rivolsero verso la cura delle anime, la scienza, la musica e il sistema educativo.

Benché l'abbazia non abbia mai aspirato ad ottenere l'immediatezza imperiale, si impose significativamente a Füssen ed all'intera regione come centro economico e di potere, come punto di cristallizzazione della cultura e come punto centrale della vita religiosa.

L'11 dicembre 1802, nel corso delle guerre napoleoniche ed a seguito del trattato di Lunéville i principi di Oettingen-Wallerstein entrarono in possesso dell'abbazia.

Il 15. gennaio 1803 la principessa Guglielmina diede disposizione all'abate Aemilian Hafner di liberare l'abbazia e svuotarla entro il 1. marzo di quello stesso anno.

Nel 1819 venne battezzato nella chiesa abbaziale il padre redentorista (e futuro beato) Francesco Saverio Seelos.

Nel 1839 il ciambellano del regno di Baviera Christoph Friedrich Freiherr von Ponickau acquistò la signoria su San Magno. Due anni prima però la ex chiesa abbaziale era stata trasferita a titolo di donazione alla parrocchia di Füssen: da allora l'antica abbazia benedettina rimase divisa in due parti.

Nel 1909 la città di Füssen acquistò dalla famiglia di Ponickau la proprietà dei beni abbaziali e con questi anche gli edifici abbaziali, nella cui ala settentrionale venne installato il Municipio. Nell'ala meridionale si trova ora il museo della città di Füssen, dove si possono visitare anche le rappresentazioni barocche dell'abbazia.

La cappella di sant'Anna

La cappella originale venne eretta nel IX secolo come chiesa abbaziale di San Magno e successivamente funse da cappella funeraria, principalmente dei cavalieri di Freiberg-Eisenberg.

Nel 1602 Jakob Hiebeler dipinse la famosa, monumentale Danza macabra di Füssen, che è una delle più importanti rappresentazioni di questo tipo nei paesi di lingua tedesca. Sotto il motto

Oltre ai numerosi epitaffi e rappresentazioni della morte risalenti al XVI e XVII secolo, vi si trova la scultura tardo-gotica del Trio di sant'Anna (sant'Anna, la figlia Maria e Gesù bambino).

Gli edifici barocchi La sala imperiale Architetto: Carlo Andrea Maini Affrescatore: Franz Georg Hermann (1692–1768) Completamento: 1721–1723

La sala imperiale fu concepita dal costruttore Baumeister Johann Jakob Herkomer (1652–1717) come punto centrale dell'intero complesso abbaziale. Allo stesso tempo la sala si trova sull'asse centrale della chiesa abbaziale e dell'ingresso. L'architettura e l'artistico arredamento come sala di colonnati avevano la funzione politica di mostrare la grandezza della signoria dell'abbazia.

La polarità della Chiesa e del mondo costituisce pure il tema dei grandiosi affreschi della volta, eseguiti dal pittore di corte Franz Georg Hermann (Kempten, 1692 – ivi, 1768).

Il progetto degl'interni venne affidato dall'abate Dominikus Dierling all'architetto Carlo Andrea Maini, che aveva parimenti realizzato la sala imperiale dell'abbazia di Ottobeuren.

Con la concezione architettonica del Maini l'abbazia di San Magno s'inserì nelle costruzioni di abbazie e castelli, che emulano lo stile imperiale "Carlo VI". Con questa sfarzosa sala rettangolare l'abbazia voleva dimostrare la sua ambizione a divenire un'abbazia dipendente direttamente dall'Impero. Parimenti venne illustrato il crescente ruolo dell'Ordine benedettino nella storia della Chiesa.

Il concetto generale dell'allestimento della Sala è sotteso da una numerologia. La serie numerica 2 – 4 – 8 – 16 – 32 permea questa struttura, ove il numero 4, anticipato come segno del mondo già dalla pianta rettangolare, domina. Così si contrappongono nel dipinto del soffitto Chiesa e Mondo. La Chiesa è simbolizzata da 4 figure a stucco, che rappresentano le quattro virtù cardinali, ciascuna delle quali con il proprio simbolo: La Sapienza reca uno specchio, la Forza una spada, la Giustizia una bilancia e la Temperanza un unicorno.

Il Mondo è parimenti simbolizzato da 4 figure a stucco, che rappresentano altrettanti continenti: Africa, Europa, America e Asia (Australia ed Antartide a quei tempi non erano ancora conosciute). Le otto colonne ed i sedici pilastri rappresentati suddividono lo sviluppo dell'affresco e una rosa dei venti a 32 punte è posta al centro del dipinto del soffitto.

La sala imperiale, che è anche detta "sala dei Principi" è oggi visitabile nel quadro del museo cittadino di Füssen e funge spesso come sala per i concerti, che fin dal 1951 vi vengono allestiti annualmente fra giugno e settembre.

Biblioteca e refettorio Architetto: Johann Jakob Herkomer (1652 – 1717) Affrescatore: Francesco Bernardini Pittore: Anton Sturm (1690 – 1757) Dipinti ad olio: Franz Anton Zeiler (1716 – 1794) Completamento: 1719

L'edificio della biblioteca di San Magno vale l'originale nella Svevia bavarese.

La straordinaria sala ovale della biblioteca costituisce il punto centrale del fronte meridionale del complesso barocco. L'interno sorprende per la sua alta cupola che lo sovrasta e specialmente anche per l'ampia apertura ovale nel centro dell'ambiente, che rende possibile la vista del sottostante refettorio dei monaci.

Questa concezione architetturale è forse un segno che simboleggia l'unità di spirito e corpo, del cibo spirituale e di quello materiale.

I viaggiatori riportano, che durante i pranzi dei giorni festivi risuonava la musica di sopra, dalla biblioteca. Verso la fine del XVIII secolo nella biblioteca era stato installato persino un automa musicista.

In inverno l'apertura poteva essere chiusa, a causa del freddo, mediante una calotta, costituita da un dipinto ad olio. Questo era stato realizzato nel 1781 da Franz Anton Zeiler e mostra il carro di trionfo dei fondatori dell'Ordine benedettino, che viene trainato dai quattro continenti.

In estate si offre in alto, alla vista dei monaci, l'affresco della cupola, opera del 1719 di Francesco Bernardini, che mostra quattro figure femminili rappresentanti allegoricamente la Saggezza divina, la Prudenza, la Verità e la Conoscenza.

I putti del pittore Anton Sturm sul soffitto della galleria della biblioteca rappresentano le diverse arti liberali. Opera di Anton Sturm è anche la scultura sulla fonte del refettorio, che rappresenta san Magno.

L'intero contenuto della biblioteca, nel corso della Secolarizzazione bavarese del 1803, venne consegnato ai nuovi proprietari, il casato dei principi di Oettingen-Wallerstein.

Oggi i libri della biblioteca dell'ex abbazia di San Magno fa parte della Biblioteca Oettingen-Wallerstein, in gran parte nella biblioteca universitaria di Augusta. Una parte piccola, ma di gran valore, dei manoscritti fu donata all'archivio diocesano di Augusta.

Abati di San Magno Fino al 919 non vi sono menzioni documentate di abati di San Magno. Secondo la tradizione dell'abbazia, san Magno viene venerato come fondatore della medesima, cui successe il beato Corrado.

Abati Periodo di regno Data del decesso 1. San Magno   † 6 settembre 2. Konrad I.     3. Wolpoto 9. Jh. ? † 26 aprile 4. Bernold 9. Jh. ?   5. Leutolph 9. Jh. ?   6. Gisilo urk. 919   7. Ortolf   † 5 aprile 8. Heinrich I.     9. Gotebold     10. Berthold   † 23 agosto 11. Adalbert     12. Wilhelm c. 1030–1040   13. Eberhard c. 1060–1061 † 11 maggio 1091 14. Swidker     15. Adalhalm 1086 † 25 agosto 1094 16. Alberich   † 23 gennaio 17. Konrad II. urk. 1160–c.1175   18. Heinrich II. urk. 1178–urk.1191 † 19 febbraio 19. Konrad III. urk. 1206 & 1218 † 14 luglio c. 1218 20. Dieto (Theodo) urk. 1219 & 1222 † März 1225 21. Rugger urk. 1227   22. Rudolf von Thalhofen 1235, 1251 † 22. maggio 23. Albert urk. 1255 † 13 marzo 1256 24. Hermann I. urk. 1257, 1262   25. Hiltebold urk. 1263, 1283 † 19 ottobre 1284 26. Konrad IV. urk. 1284, 1285   27. Hermann II. urk. 1287, 1295, 1311   28. Goswin urk. 1313, 1317 † 8 luglio ca. 1318 29. Heinrich III, urk. 1319, 1335 † dicembre ca. 1336 30. Ulrich Denklinger urk. 1336, 1339 † 18 gennaio 1347 31. Johannes I. Hochschlitz c. 1347 † 11. agosto 32. Luiprand 1374   33. Friedrich 1390 † 28 aprile 34. Johannes II. Lauginger 1392, 1396 † 21 marzo 1403 35. Georg I. Sandauer 1397–1410 † 15. febbraio 1410 36. Yban von Rotenstein 1410–1426 † 19 maggio 1439 37. Johannes III. Schmerlaib 1426–1431 † 16 maggio 1431 38. Konrad V. Klammer 1431–1433 † 13. marzo 1433 39. Johannes IV. Fischer urk. 1436–res. 1458 † 30 marzo 1460 40. Johannes V. Hess 1458–res. 1480 † 1481 41. Benedikt I. Furtenbach 1480–res. 1524 † marzo 1531 42. Joh. Baptist VI. Benzinger 1524–1533 † 8 aprile 1537 43. Gregor Gerhoch 1537–1554 † 4 ottobre 1554 44. Sympert Lechler 1554–res. 1556 † 21 novembre 1560 45. Georg II. Albrecht 1556–1560 † 2 febbraio 1560 46. Johannes VII. Kessler 1560–1567 † 8 giugno 1567 47. Hieronymus Alber 1567–1573 † 17 agosto 1573 48. Matthias Schober 1579–1604 † 15 agosto 1604 49. Heinrich IV. Amman 1604–1611 † 30 luglio 1615 50. Martin Stempfle 1614–res. 1661 † 26 febbraio 1665 51. Benedikt II. Bauer 1661–res. 1696 † 26 luglio 1696 52. Gerhard I. Oberleitner 1696–1714 † 20 marzo 1714 53. Dominikus Dierling 1714–1738 † 4 settembre 1738 54. Benedikt III. Pautner 1738–1745 † 18 gennaio 1745 55. Leopold Freiherr von Rost 1745–1750 † 7 novembre 1750 56. Gallus Zeiler 1750–1755 † 7 gennaio 1755 57. Placidus Zerle 1755–res. 1763 † 24 giugno 1770 58. Gerhard II. Ott 1763–1778 † 1º marzo 1778 59. Aemilian Hafner 1778–1803 † 19 maggio 1823

Musei Nell'abbazia si trova oggi il Museo della città di Füssen, che contiene, tra l'altro, la storia dell'abbazia, la storia della fabbricazione a Füssen di liuti e violini e la storia della città stessa.

Bibliografia in lingua tedesca (salvo diverso avviso):