Appunti di viaggio su moda e città (Aufzeichnungen zu Kleidern und Städten) è un film documentario del 1989 commissionato dal Centre Pompidou di Parigi, scritto e diretto da Wim Wenders.

Trama Wim Wenders conversa con lo stilista giapponese Yohji Yamamoto sul processo creativo e sul rapporto fra moda e cinema. Si interroga su quali possano essere i metodi di lavoro e le fonti di ispirazione di un designer visionario. Yamamoto riflette sulla bellezza dell'asimmetria, fa osservazioni sartoriali sull'album fotografico di August Sander "Uomini del ventesimo secolo" e prepara ciò che Wenders descrive come il “ montaggio” delle sue sfilate. Produzione Il film è liberamente incentrato su una serie di interviste con Yamamoto, intervallate da filmati del suo atelier, dei lavori precedenti e del suo spettacolo imminente. Ideazione Lo spunto narrativo è il dono fatto al regista da parte dell'attrice Solveig Dommartin di una giacca e di una camicia disegnate dallo stilista. Collocazione Il film si situa tra produzioni importanti di Wenders come Il cielo sopra Berlino e Fino alla fine del mondo, Così vicino e così lontano e si presenta quasi come una prosecuzione, sei anni dopo, di Tokio-ga. È un film in cui si riconoscono allusioni ad altri film di Wenders: ad esempio c'è un cameo del regista che gioca al biliardo, citazione del primo suo film Estate in città in cui si era ritagliato la parte dell'"amico del biliardo".Giuseppe Gariazzo, Roberto Lasagna e Saverio Zumbo, Wenders story. Il cinema, il mito, pp. 38-40 I luoghi Il film si sposta da Tokio a Parigi, dai laboratori giapponesi al teatro della sfilata parigina. Wenders ritorna a rivisitare il Giappone e ritrova le atmosfere del suo amato maestro Ozu. Moda e cinema Il film è un'indagine sul linguaggio mutevole del cinema di Wenders - la celluloide e l'elettronica - e il linguaggio mutevole della moda di Yamamoto - "il fluido e il solido, il fugace e il permanente, il fuggitivo e lo stabile". Tecnica cinematografica Wenders ricorre ad un ripetuto uso dello split-screen per creare scarti fra spazio e tempo, per mettere in relazione ambienti diversi: le inquadrature si spezzano e si riavviano; frammenti dettagli si ricompongono in un testo unico "...il regista è come l'artista-sarto (così si definisce Yamamoto) e il film è come un abito da confezionare e consegnare alla visione".Giuseppe Gariazzo, Roberto Lasagna e Saverio Zumbo, Wenders story. Il cinema, il mito, p. 39 Distribuzione Data di uscita Francia: 20 dicembre 1989 Germania Ovest: 29 marzo 1990 UK: 8 giugno 1990 Finlandia: 15 febbraio 1991 USA: 25 ottobre 1991 (New York) Svezia: 25 settembre 1995 Grecia: 22 novembre 2006 (Thessaloniki International Film Festival) Bulgaria: 27 febbraio 2007 (Sofia International Film Festival)

Note

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