Biografia Berhaneyesus Demerew Souraphiel è nato il 14 luglio 1948 nel villaggio di Tchela Claka, provincia di Hararghe (oggi regione di Oromia) e vicariato apostolico di Harar, nella parte orientale dell'Impero d'Etiopia (attuale Repubblica Federale Democratica d'Etiopia). Oltre a lui, la sua famiglia, di umili origini e profondamente religiosa, è composta di altri sette fratelli, di cui tutti tranne uno abitano nel Paese natale; appartengono tutti alla Chiesa cattolica etiope, una Chiesa orientale di rito liturgico alessandrino separatasi gradualmente dalla Chiesa ortodossa etiope a partire dal 1850 per entrare in comunione con la Santa Sede, senza tuttavia rinunciare ai propri usi religiosi. In particolare, la conversione della sua famiglia si deve al cardinale cappuccino Guglielmo Massaia, che durante i trentacinque anni passati in Etiopia come missionario e vicario apostolico, è stato artefice dell'evangelizzazione nel Paese africano nella seconda metà del XIX secolo.
Formazione e ministero sacerdotale Ha ricevuto la formazione primaria presso la locale scuola ortodossa di Saint Michael e per un anno presso la scuola statale di Akaki. Nel 1958 ha iniziato a frequentare istituti diretti da cappuccini e fratelli cristiani a Dire Dawa e nel 1963 ha deciso di seguire la vocazione sacerdotale entrando nel seminario minore di Guder, diretto dai padri lazzaristi, congregazione fondata nel 1625 a Parigi da San Vincenzo de' Paoli. Si è poi iscritto al seminario maggiore di Makanissa, dove ha studiato filosofia e teologia. Nel 1968 si è trasferito al seminario maggiore di Saint Kaleb, nella capitale, frequentando anche l'Università Haile Selassie I (attuale Università di Addis Abeba). Due anni dopo, dal 1970 al 1974, si è trasferito per un soggiorno di studio a Londra, dove ha frequentato il King's College e il Missionary institute. Ritornato in patria, è stato ordinato presbitero il 4 luglio 1976 per la Congregazione della missione, all'età di ventisette anni.
Dopo l'ordinazione è partito volontariamente come missionario nella parte sud-occidentale del suo Paese: ha svolto il servizio pastorale prima a Dembidollo e Wallega, tra il 1976 e il 1977, e infine a Bonga e Kaffa, fino al 1979; nel giugno dello stesso anno è stato imprigionato per sette mesi durante la persecuzione militare degli ecclesiastici ad opera del governo comunista del dittatore etiope Menghistu Hailé Mariàm, che ha ucciso molte migliaia di suoi oppositori, imprigionato persone per motivi religiosi e confiscato beni. Dopo la sua liberazione, nel 1980 ha deciso di completare la sua formazione a Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito un dottorato in sociologia. Durante la permanenza nella capitale italiana ha anche svolto il ruolo di delegato per l'assemblea generale dei lazzaristi.
Nel 1983 è ritornato in Etiopia, dove per sette anni ha gestito la pastorale nella capitale Addis Abeba, martoriata dal totalitarismo. È stato assegnato alla parrocchia Mary of Zion e nel contempo ha diretto, tra il 1985 e il 1991, il noviziato lazzarista, insegnando anche presso l'istituto filosofico e teologico di Saint Francis. La sua dedizione e il suo impegno nel conforto delle vittime della dittatura hanno fatto sì che 1991 venisse nominato superiore provinciale dei lazzaristi. Dopo il rovesciamento del regime comunista, è divenuto professore presso il seminario di Addis Abeba. È stato anche scelto come vicario episcopale di Fikre-Mariam Ghemetchu, vescovo titolare di Fussala e vicario apostolico di Nekemte. È stato poi nominato primo prefetto apostolico di Gimma-Bonga (senza carattere episcopale) da papa Giovanni Paolo II, il 10 giugno 1994, ruolo svolto fino alla sua promozione all'episcopato. Durante la sua vita di sacerdote ha combattuto costantemente e denunciato la tratta di esseri umani.
Ministero episcopale Il 7 novembre 1997 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo ausiliare di Addis Abeba, assegnandogli contestualmente la sede titolare di Bita. Ha ricevuto la consacrazione episcopale il 25 gennaio 1998, nella cattedrale della Natività della Beata Vergine Maria ad Addis Abeba, per imposizione delle mani del cardinale Paulos Tzadua, metropolita della medesima arcieparchia, assistito dai co-consacranti Yohannes Woldegiorgis, vescovo titolare di Forma e vicario apostolico di Meki, e Woldetensaé Ghebreghiorghis, vescovo titolare di Asuoremista e vicario apostolico di Harar. Il 16 giugno dello stesso anno è stato nominato amministratore apostolico della sede metropolitana, dapprima sede plena, poi sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis a partire dall'11 settembre successivo, giorno delle dimissioni per raggiunti limiti d'età del cardinale Tzadua; in tale veste, lo stesso anno è divenuto anche presidente del Consiglio della Chiesa etiopica.
Tenendo presente il lato positivo dell'oppressione delle chiese cristiane e di altri gruppi religiosi sotto il regime militare comunista, ha affermato che "ci ha fatto incontrare, come hanno fatto i nostri sforzi congiunti negli anni di siccità e carestia"; ha poi aggiunto che i "frutti della collaborazione hanno portato a un forte forum interreligioso nazionale di leader religiosi".
Il 7 luglio 1999 il papa lo ha promosso nuovo arcieparca metropolita di Addis Abeba; lo stesso anno è stato eletto anche presidente della Conferenza episcopale di Etiopia ed Eritrea.La conferenza episcopale è stata poi rinominata "Conferenza dei vescovi cattolici d'Etiopia", comprendente tutte le circoscrizioni di rito alessandrino e romano del Paese, dopo che papa Francesco ha reso indipendente la Chiesa cattolica eritrea con la bolla Multum fructum del 19 gennaio 2015. Il 29 giugno 2000, giorno della solennità dei Santi Pietro e Paolo, si è recato presso la basilica di San Pietro in Vaticano, dove il pontefice gli ha imposto il pallio, simbolo di comunione tra la Santa Sede e il metropolita.
Nel dicembre 2008, insieme ad una dozzina di figure religiose etiopi, ha adottato una risoluzione contro l'omosessualità, esortando i legislatori del Paese ad approvare il divieto di attività omosessuale nella costituzione. Nel 2009, con gli altri leader religiosi etiopi, ha scritto al presidente statunitense Barack Obama prima dei negoziati internazionali sul clima in Danimarca, chiedendogli di adottare una forte "posizione e impegno politico sul cambiamento climatico del suono"; hanno chiamato tale atteggiamento di un "imperativo morale ed etico per garantire un ambiente preservato." L'anno stesso, il 7 marzo, papa Benedetto XVI lo ha nominato membro della Congregazione per le Chiese orientali.
Durante una visita negli Stati Uniti nel 2013, ha affermato in un'intervista pubblicata su Catholic News Service che "l'istruzione è la chiave per lo sviluppo e la pace." Il 12 novembre seguente, durante una visita alla Niagara University, è stato premiato dal presidente lazzarista James J. Maher con la medaglia dell'istituto.
Il 9 maggio 2014, in occasione di una visita ad limina all'Assemblea dei vescovi cattolici d'Etiopia, ha avuto occasione di incontrare papa Francesco, che gli ha ribadito il suo sostegno alla costruzione dell'Università Cattolica d'Etiopia. Il 24 luglio successivo, succedendo a Tarcisius Gervazio Ziyaye, arcivescovo metropolita di Lilongwe, è stato eletto presidente dell'Associazione dei membri delle conferenze episcopali dell'Africa orientale (A.M.E.C.E.A.), una conferenza che riunisce tutti i vescovi cattolici e di rito orientale di Gibuti, Eritrea, Etiopia, Kenya, Malawi, Somalia, Sudan del Sud, Sudan, Tanzania, Uganda e Zambia; ha ricoperto tale ufficio fino al 21 luglio 2018. Sempre nel mese di luglio 2014 è stato nominato cancelliere dell'Università Cattolica dell'Africa Orientale.
Il 9 settembre è stato nominato da papa Francesco padre sinodale della III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi che si è tenuta dal 5 al 19 ottobre. In un'intervista al Collegio Etiopico, a seguito dell'assemblea sinodale, ha parlato dei gravi problemi dell'immigrazione di molti africani in fuga da guerre, persecuzioni e povertà verso il Mediterraneo e di quanti di questi profughi muoiono senza salvarsi; ha anche parlato delle difficoltà in particolare dell'Etiopia, delle difficoltà economiche del Paese e del positivo aumento delle vocazioni, oltre che della speranza nella costruzione dell'università cattolica nazionale.
Ha sempre sostenuto la presenza del continente africano all'interno della Chiesa cattolica. Questo lo affermato anche in un'intervista, dicendo che "la Chiesa non ha bisogno di una struttura di potere" e che "gli africani hanno un grande rispetto e affetto per il Santo Padre per l'enfasi che mette sui poveri, sugli immigrati, i bisognosi e per il suo stile di vita semplice".
Cardinalato Il 4 gennaio 2015, al termine dell'Angelus domenicale, papa Francesco ha annunciato la sua creazione a cardinale nel concistoro del 14 febbraio successivo; è il secondo etiope a ricevere la porpora dopo il suo predecessore Paulos Tzadua e il quarto appartenente alla Congregazione della missione dopo Stéphanos I Sidarouss, Stéphanos II Ghattas e Franc Rodé. Durante la cerimonia, svoltasi nella basilica di San Pietro in Vaticano, gli sono stati conferiti l'anello, la berretta cardinalizia e il titolo di San Romano Martire, istituito nello stesso concistoro. Ha preso possesso della sua chiesa titolare in data 18 ottobre 2015, in una celebrazione svoltasi alle ore 11.
Nel marzo dello stesso anno ha incontrato nel suo ufficio Tessama Belay, il militare che materialmente aveva proceduto al suo rapimento e alla sua incarcerazione nel 1980, che dopo ciò è stato condannato alla prigionia. Vi è stato in questa occasione un reciproco perdono, testimoniato anche da quanto affermato da Belay rivolgendosi al cardinale: "Quando vi ho chiesto perdono non ho avuto bisogno di ripeterlo molte volte, mi avete detto di avermi perdonato da molto tempo senza esitazioni". Già altre volte, infatti, il primate della Chiesa di rito orientale si era recato in visita al militare e alla sua famiglia. Egli ha ricordato quanto sia importante la riconciliazione nella nostra epoca, dichiarando di sostenere il comitato nazionale nella promozione di questo scopo.
Il 13 aprile successivo lo stesso pontefice lo ha confermato come membro della Congregazione per le Chiese orientali e nominato membro del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti.
Dal 4 al 25 ottobre 2015 ha partecipato in qualità di presidente del Consiglio della Chiesa etiopica alla XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi che si è tenuta nella Città del Vaticano.
Il 7 e 8 maggio 2025 ha partecipato come cardinale elettore al conclave che ha portato all'elezione di papa Leone XIV.
Il 12 giugno 2026 lo stesso papa ha accolto la sua rinuncia al governo pastorale dell'arcieparchia di Addis Abeba per raggiunti limiti di età; gli è succeduto Tesfaye Tadesse Gebresilasie, fino ad allora vescovo ausiliare della medesima arcieparchia.
Genealogia episcopale e successione apostolica La genealogia episcopale è: Cardinale Scipione Rebiba Cardinale Giulio Antonio Santori Cardinale Girolamo Bernerio, O.P. Arcivescovo Galeazzo Sanvitale Cardinale Ludovico Ludovisi Cardinale Luigi Caetani Cardinale Ulderico Carpegna Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni Papa Benedetto XIII Papa Benedetto XIV Papa Clemente XIII Cardinale Marcantonio Colonna Cardinale Giacinto Sigismondo Gerdil, B. Cardinale Giulio Maria della Somaglia Cardinale Carlo Odescalchi, S.I. Cardinale Costantino Patrizi Naro Cardinale Lucido Maria Parocchi Papa Pio X Papa Benedetto XV Papa Pio XII Cardinale Eugène Tisserant Vescovo Hailé Mariam Cahsai Arcivescovo Asrate Mariam Yemmeru Cardinale Paulos Tzadua Cardinale Berhaneyesus Demerew Souraphiel, C.M.
La successione apostolica è: Vescovo Tesfasellassie Medhin (2002) Vescovo Abraham Desta (2003)