Glossario dei termini scout secondo l'uso corrente fra le principali associazioni scout di lingua italiana (presenti in Italia, San Marino e Svizzera).
Associazioni di lingua italiana L'italiano è la lingua ufficiale in Italia e San Marino e una delle lingue ufficiali della Svizzera.
In Italia le principali associazioni che hanno influenzato la terminologia scout sono l'AGESCI (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani), nata dalla fusione di AGI (Associazione Guide Italiane) e ASCI (Associazione Scautistica Cattolica Italiana, in seguito Associazione Scouts Cattolici Italiani) e il CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani), riunite nella FIS (Federazione Italiana dello Scautismo). Altre associazioni rilevanti sono l'Assoraider (Associazione Italiana di Scautismo Raider), l'AIGSEC-FSE (Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici della Federazione dello Scoutismo Europeo) e il MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani). Le associazioni non elencate di solito discendono da queste e dunque non hanno altri termini o espressioni differenti da elencare.
A San Marino invece vi è una sola associazione scout, l'AGECS (Associazione Guide Esploratori Cattolici Sammarinesi), la cui terminologia ricalca quasi esattamente quella AGESCI.
Infine, l'unica associazione svizzera riconosciuta è il Movimento Scout Svizzero (MSS), che ha tre lingue ufficiali, tedesco, francese e italiano. È una federazione di 23 associazioni cantonali, molto indipendenti: l'associazione del Canton Ticino si chiama Scoutismo Ticino, mentre a Poschiavo, nel Canton Grigioni, vi è una singola sezione di lingua italiana, con terminologie talvolta diverse. Non vi sono nel paese altre associazioni di lingua italiana.
Termini principali
Scautismo/Scoutismo
Benché siano diffuse e riportate nei dizionari italiani sia la forma "scautismo" che la forma "scoutismo"vedi ad esempio scautismo e scoutismo sulla Treccani la dizione più corretta viene citata dalle principali fonti linguistiche associative come "scautismo": è il caso di Mario Sica, il principale storico italiano dello scautismo, che in un articolo del 1983 spiega che si tratta di «parola italianizzata e allora tanto vale seguire una grafia fonetica, come appunto è l'uso prevalente italiano»; sia nei libri stranieri da lui curati (ad esempio Scautismo per ragazzi di Baden-Powell) sia in quelli da lui scritti (ad esempio Storia dello scautismo in Italia o Cerimonie scout) viene usata per questo la forma con la "a", sia nei titoli sia nelle raccomandazioni all'interno del testo. Tale forma è stata confermata dall'Accademia della Crusca, interpellata a tal proposito dal Ministero delle poste e delle telecomunicazioni in occasione dell'emissione del primo (e allora unico) francobollo italiano a tema scout nel 1968Eveno Arani, Scout o scaut? , su Scautismo n. 2 (anno X), aprile 1969. Anche il Centro studi e documentazione scout Mario MazzaSito ufficiale del Centro Studi Mario Mazza di Genova, depositario dei maggiori archivi di documenti scout in Italia, usa sempre la grafia "scautismo". Nei primi anni di storia, comunque, anche la grafia "scoutismo" è diffusa.Ferdinando Romagnoli, Scoutismo, Milano, Ulrico Hoepli Editore-Libraio della Real Casa, 1916, ristampato dal Centro Studi Scout «Eletta e Franco Olivo» del CNGEI, Trieste, 2006..
La forma più diffusa fra le associazioni in lingua italiana è "scautismo": la FIS (Federazione Italiana dello Scautismo, unica riconosciuta ufficialmente in Italia) usa questo termine già nel proprio nome, l'AGESCI sceglie questa forma in tutti i documenti ufficiali, a partire dallo statuto dell'AGESCI (come anche l'AGECS), il CNGEI ha addirittura chiamato Scautismo la propria rivista associativaStampa periodica sul sito del CNGEI, l'Assoraider è la forma compatta di "Associazione Italiana di Scautismo Raider". Inoltre, anche l'ASCI prediligeva le forme con la "a", tanto è vero che la sigla inizialmente voleva dire "Associazione Scautistica Cattolica Italiana"; nel MASCI, infine, benché non ci sia una forma "ufficiale", si nota un uso prevalente della forma "scautismo".
La FSE è l'eccezione più significativa. Lo statuto dell'UIGSE-FSE parla di "scoutismo" (il nome completo dell'associazione è infatti "Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici della Federazione dello Scoutismo Europeo"). Tuttavia, documenti più recenti come le Norme Direttive 2011Norme Direttive Novembre 2011 dal sito ufficiale fse.it sembrano tendere verso la forma "scautismo"Inoltre, sul sito dell'UIGSE-FSE , pur usando sempre la grafia "scoutismo", nel parlare dell'associazione svizzera si usa la dizione "Scautismo europeo".. Il MSS, che usava in precedenza la forma "scautismo" (e "scaut"), è poi passato a "scoutismo" (e "scout").
In realtà in tutte le associazioni è possibile trovare almeno un documento ufficiale in cui la pratica ortodossa non viene seguita, sia in un senso che nell'altroad esempio del direttivo FSE all'assemblea del 2003 usa una carta intestata che dice Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici della Federazione dello Scautismo Europeo.
Scout/Scaut (sostantivo) A differenza di quanto avviene con scautismo/scoutismo, per indicare una persona che fa scautismo non ci sono grandi diatribe e si usa il termine "scout"la Treccani cita anche l'esistenza della forma non comune scoutista, come specificato da Mario Sica ma non soloScout sul sito della Treccani. L'unica associazione italiana di rilevanza nazionale a usare la forma "scaut" è l'Assoraider; il MSS in Svizzera per poi cambiare di nuovo nel 2007 usando solo la forma "scout" al momento della nascita di Scoutismo Ticino come fusione delle varie associazioni presenti nel cantone.
Per quanto riguarda il plurale, "scout" è una parola straniera, dunque quando viene incorporata in una frase in lingua italiana va considerata neutra e invariante e mantenuta uguale anche al plurale, come confermato dall'Accademia della Crusca. Tuttavia, Mario Sica sostiene che "scout" sia una parola invariante quando è usata come aggettivo, mentre si usa il plurale "scouts" quando è un sostantivoMario Sica, Cerimonie scout, op. cit., p. 182. Per questo, molte associazioni usano "scouts", spesso anche nel proprio nome (ad es. l'AGESCI, l'ASCI, la FSE). Quando viene usata la forma "scaut", come fa l'Assoraider, essendo una forma italianizzata non viene aggiunta la "s" per fare il plurale.
Scout/Scaut/Scautistico/Scoutistico (aggettivo) Per indicare ciò che si riferisce allo scautismo esistono differenti aggettivi: scout, scaut, scautistico, scoutistico.
Nel 1916 l'ASCI scelse di usare nel proprio nome la parola "scautistica", propendendo per la terza forma. Nel tempo, tuttavia, "scautistico" e "scoutistico" uscirono sempre più dal linguaggio quotidiano in quanto obsoleti e si preferì l'uso del termine "scout"Mario Sica, Come scrivere in un buon... Scautese!, su AGEScout n. 33, 1983, pp. 4-5AGESCI, Come si scrive, su Esperienze & Progetti n. 57, 1986, p. 41. Come detto, Mario Sica sottolinea che "scout" è una parola invariante quando è usata come aggettivo, mentre si usa il plurale "scouts" solo quando è un sostantivo.
L'unica eccezione è l'Assoraider, la quale come detto utilizza l'aggettivo "scaut".
Boy scout Alla sua nascita, il movimento scout iniziò a usare il termine "boy scout" (senza trattino). Il termine boy serviva per caratterizzare in senso giovanile questo movimento (che si rivolge ai ragazzi e non agli adulti) e non per indicare che si rivolgeva solo al sesso maschile. Infatti solo nel 1909 una circolare della Boy Scouts Association disse di sospendere tutte le iscrizioni di ragazze e fino ad allora non poche ragazze erano entrate nell'associazione. In seguito, nacque la Girl Guides Association con finalità analoghe per le ragazze e, stante il diverso termine utilizzato (scout/guide), non vi era motivo di rinforzarne la caratteristica maschile o femminile con il termine "boy" o "girl" che, appunto, si riferiva alla fascia d'età prima che al sesso. Invece, in quelle nazioni dove il movimento femminile scelse di usare il termine "scout", come ad esempio le Girl Scouts of the USA, il termine boy o girl serviva anche a distinguere le due associazioni in base al sesso. In Gran Bretagna l'espressione venne mutata in "scout" in seguito alle riforme contenute nell'Advance Party ReportThe Advance Party Report '66. The Boy Scouts Association. 1966., che nel 1966 suggerì numerose riforme dell'associazione (che mutò nome in The Scout Association). In altre nazioni è caduto in disuso dagli anni settanta, cioè quando la maggior parte delle associazioni ha iniziato ad avere soci di entrambi i sessi (anche se con modalità diverse); l'espressione boy scout è comunque ancora usata in alcune associazioni esclusivamente maschili (specialmente negli USA).
In italiano il termine "boy scout" (spesso erroneamenteMario Sica, Cerimonie scout, op. cit., p. 178 scritto con un trattino) negli anni dieci veniva tradotto variamente con "ragazzi esploratori", "giovani esploratori" (questa forma venne introdotta dal CNGEI dove viene tuttora usata almeno nel nome dell'associazione), "boy-knights", "ragazzi patriotti" (sic) e così viaMauro Furia, Storia dei Ragazzi Esploratori Italiani R.E.I., «Esperienze & Progetti», 18 (1991), 3. Notare che viene usata proprio la grafia "patriotti".; vi fu in epoca fascista la proposta di ribattezzare l'ASCI da "Associazione Scautistica Cattolica Italiana" in "Associazione Scoltistica Cattolica Italiana", anche perché all'epoca il termine "scolta" era usato spesso come traduzione di boy scout (acquisterà il significato attuale solo nel 1943, alla nascita dell'AGI). Successivamente il termine è caduto in disuso e . Da notare che è ammesso il plurale su "scout" (boy scouts) ma non su "boy" (boys scouts o boys scout).
Guide Storicamente, Baden-Powell ha fondato due movimenti separati: lo "scautismo" per i ragazzi (chiamati "scout") e il "guidismo" per le ragazze (chiamate "guide"). L'uso del termine "guida" (in originale girl guide) deriva dal nome di un famoso corpo dell'esercito britannico in India che «si distinguevano per la loro generale praticità e ingegnosità nelle difficoltà, e per la loro passione e coraggio...» History of Guiding sul sito della WAGGGS. In un articolo su JamboreeRobert Baden-Powell, Perché si chiamano guide, su Jamboree, ottobre 1921, cit. in Taccuino, op. cit., pp. 136-137, inoltre, Baden-Powell spiega che l'uso del termine "girl scout", uguale a quello maschile, significherebbe voler svilire il ruolo e la peculiarità delle donne rispetto agli uomini, mentre «il termine "guidare" sembra riassumere in una parola l'alta missione della donna, come madre, come moglie e come cittadina» in una società in cui doti tipicamente femminili quali pazienza, coraggio e dignità erano sempre più necessarie.
Ciononostante, alcune associazioni appartenenti all'AMGE parlano di "girl scouts" o un'espressione equivalente nella lingua locale. L'AMGE stessa contiene entrambe le espressioni nel suo nome (WAGGGS: "World Association of Girl Guides and Girl Scouts").
Nelle associazioni in lingua italiana la situazione è eterogenea. Nell'AGESCI, nell'AGECS, nella FIS e nella FSE la distinzione fra guide e scout viene sempre ricordata. Nell'Assoraider e nel CNGEI si usa solo il termine "scout" (o "scaut"), oppure si parla di esploratori (ed esploratrici) anche riferendosi al movimento nel suo insieme. Nell'ASCI e nell'AGI, in quanto associazioni monosessuate, il problema non si poneva. Nel MASCI si parla di "adulti scout" indipendentemente dal sesso. Nel MSS si parla di scout per entrambi i sessi.
Soci Bambini e bambine
Baden-Powell creò i Wolf Cubs come branca più giovane dello scautismo e le Brownie Guides come analogo nel guidismo.