Visse a Torino, dove non portò a termine gli studi in lettere, e si spostò a Milano, Palermo e Roma per stabilirsi a Napoli nel 1906.

Fu redattore della rivista La Tavola rotonda e poeta simbolista (secondo Achille Macchia, decadentista secondo Ungaretti), negletto in patria ma apprezzato dalla critica francese; fu legato alla Casa Editrice Ferdinando Bideri.

Fu il primo a introdurre in Italia alcune opere di Oscar Wilde (del quale era amico): Doriano Gray dipinto, La casa del giudizio, La casa dei melograni, Il ventaglio di Lady Windermere, Il prete e l'accolito e gli Aforismi (questi tuttora pubblicati da Newton Compton nell'edizione riveduta da Riccardo Reim, benché il cognome sia erratamente indicato come Chiaria nelle ristampe più recenti). Tradusse anche Baudelaire (Curiosità estetiche, I paradisi artificiali) e Jean Racine (Fedra); condusse pure versioni dal russo e dal tedesco giudicate pregevoli.

Note

Bibliografia AA. VV., Misure critiche – Edizioni 97-108, La Fenice, 1996, p. 214 ss. Otto/Novecento – Volumi 20-21, Unione stampa periodica italiana, 1996, p. 250 ss. Angela Ida Villa, Neoidealismo E Rinascenza Latina Tra Otto E Novecento, Milano, LED Edizioni Universitarie, 1999, p. 280 ss. ISBN 8879161261 Matteo D'Ambrosio, Nuove verità crudeli: origini e primi sviluppi del futurismo a Napoli, Napoli, Guida Editori, 1990, pp. 15–17, spec. nota 68. ISBN 887188096X

Collegamenti esterni

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