Le forze armate italiane (generalmente abbreviato FF.AA.) sono l'insieme delle componenti militari della Repubblica Italiana.

Nate a seguito dell'unità d'Italia, hanno visto numerosi cambiamenti durante la loro storia. Con l'avvento del XXI secolo l'Arma dei Carabinieri, fino ad allora un'Arma dell'Esercito Italiano, è divenuta dal 2000 forza armata autonoma; l'emanazione poi della legge 23 agosto 2004, n. 226 ha determinato la sospensione delle chiamate del servizio militare in Italia a partire dal 2005, accanto a un processo di riforma generale accompagnato da una progressiva riduzione di effettivi.

Attualmente le forze armate della Repubblica Italiana operano sia nel territorio nazionale che in altri Stati del mondo, in quest'ultimo caso sotto egida dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, della NATO (di cui l'Italia fa parte dal 1949), dell'Unione europea, o nell'ambito di missioni militari multinazionali di pace, congiuntamente o meno assieme ad altre forze armate straniere. Dal 2021 si sono aggiunte le componenti operative nell'ambito cibernetico, con la creazione del Comando per le operazioni in rete.

Storia Il Regno d'Italia e il Regio esercito

Con l'unità d'Italia, l'Esercito e la Marina sabaudi inglobarono le forze degli altri Stati preunitari, dando vita al Regio Esercito e alla Regia Marina. Fu anche introdotto il servizio militare di leva obbligatorio per tutti i cittadini di sesso maschile.

Per contrastare il brigantaggio postunitario italiano fu poi creato un apposito corpo, la Guardia nazionale italiana, sciolta nel 1876. Inoltre già verso la fine del XIX iniziano le prime missioni militari internazionali, come ad esempio quella del corpo di spedizione italiano in Cina per proteggere la concessione italiana di Tientsin.

Il fascismo, la Regia Aeronautica e la "Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale"

Nel marzo 1923 si giunse all'istituzione di una terza forza armata, la Regia Aeronautica: ad essa vennero affidate tutte le forze aeree militari del Regno e delle colonie, sia del Regio Esercito sia della Regia Marina.

Con Regio Decreto del 4 agosto 1924 la M.V.S.N., che fino ad allora aveva compiti di gendarmeria, entrò a far parte delle forze armate statali, per cui le Camicie Nere prestavano giuramento al re e non più al Partito fascista, e la Milizia divenne la quarta forza armata italiana. Fu sciolta nell'agosto 1943, dopo la caduta del fascismo.

Il secondo dopoguerra, la riorganizzazione e le missioni internazionali

Dopo la fine della seconda guerra mondiale in Italia e con la nascita della Repubblica Italiana gli Alleati emanarono le "Direttive temporanee sull’organizzazione, sull’addestramento e sull’impiego dell’Esercito Italiano" (in vigore dal 14 novembre 1945 fino al 1947), attuate col riassetto stabilito dalla Stato Maggiore dell'Esercito nel marzo 1946, in base a tale atto era prevista l'istituzione a livello locale di un "comando militare territoriale", dai quali dipendeva un centro addestramento reclute, quest'ultimo preposto all'addestramento dei militari di leva. mentre l'aeronautica e la marina militare furono dotate di proprie strutture dedicate.

Nel 1947 con l'istituzione del Ministero della difesa (unificando i precedenti ministeri della guerra, della marina e dell'aeronautica), le forze armate si articolavano in tre differenti settori tradizionali, ciascuno dei quali costituiva una forza armata: l'Esercito ItalianoIl cui ordinamento è stato stabilito con la legge 9 maggio 1940, n. 368, riferita al vecchio Regio Esercito. Vedasi (che annoverava prima fra le proprie Armi l'Arma dei Carabinieri), la Marina MilitareLa legge fondamentale sul cui ordinamento è quella dell'8 luglio 1926, n. 1178. Vedi (cliccare sui vari articoli per scorrere la legge) (con alle dipendenze il Corpo delle capitanerie di porto), l'Aeronautica MilitareIl cui ordinamento è regolato dal R.D.L. 22 febbraio 1937, n. 220. Vedi (con successive modifiche) Riprende inoltre l'impegno internazionale: tra le prime missioni delle forze armate repubblicane vi è stata la missione Italcon Libano, agli inizi degli anni '80.

Le riforme degli anni 1990, gli anni 2000 e la sospensione della leva A partire dagli anni '90 le forze armate iniziarono un lento processo di riforma, con l'istituzione delle figure nel 1993 del volontario in ferma breve e nel 1999 con quella del volontario in ferma annuale. Il servizio militare femminile, su base volontaria, è stato introdotto nel 1999, n. 380, e l'anno successivo partirono i primi arruolamenti. Dagli anni 2000 inoltre le forze italiane sono state oggetto di varie riforme; nell'anno 2000 l'Arma dei Carabinieri ha assunto il rango di "forza armata" autonoma, mantenendo pressoché inalterati struttura, compiti e la duplice dipendenza dal Ministero della difesa e dal Ministero dell'interno.Già la legge n. 121 del 1º aprile 1981 (nuovo ordinamento dell'Amministrazione della pubblica sicurezza) con l'art. 16 ebbe a definire l'Arma dei Carabinieri "forza armata in servizio permanente di pubblica sicurezza". Vedasi Tra le altre riforme più importanti sono da ricordare la legge 23 agosto 2004, n. 226 che ha provveduto alla sospensione, in tempo di pace, delle chiamate di leva al servizio militare, il d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66 che ha raccolto la disciplina normativa principale delle forze armate e il d.lgs 29 maggio 2017, n. 94 che riordinò i ruoli e le carriere del personale.

Classificazione Forze armate Sono attualmente costituite da tre forze armate e un'arma con rango di forza armata: Esercito Italiano - componente terrestre Marina Militare - componente navale Aeronautica Militare - componente aerea Arma dei Carabinieri - componente terrestre avente funzioni speciali di gendarmeria con funzioni di polizia militare, concorrente alla difesa integrata del territorio nazionale Guardia di Finanza - componente terrestre e navale, con competenza generale in materia economica e finanziaria, avente funzioni di gendarmeria ed esclusivi di sicurezza in mare, e funzioni speciali di polizia militare all'interno del corpo; anch'essa è integrata nella difesa del territorio nazionale.

Corpi ausiliari Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana Corpo speciale volontario ausiliario dell'Esercito Italiano dell'Associazione dei cavalieri italiani del Sovrano militare Ordine di Malta Corpo delle infermiere volontarie dell'Associazione dei cavalieri italiani del Sovrano militare Ordine di Malta (in quiescenza) Ordinariato militare per l'Italia

L'inserimento, inoltre, di varianti organizzative tipiche delle grandi aziende civili, infatti, hanno reso quella delle forze armate una struttura organizzativa cosiddetta line and staff, in cui, accanto ai tipici e storici rapporti di dipendenza gerarchica (line), verticali, che si traducono essenzialmente nella natura dell'ordine militare, si sono progressivamente inserite nuove e moderne modalità organizzative "di staff", che affiancano i responsabili delle varie entità organizzative (i "comandanti") come organismi di elaborazione delle informazioni e di consulenza tecnica specifica, con l'applicazione dei moderni principi di processo decisionale.

Organizzazione

Dal punto di vista gerarchico le funzioni di comando nelle forze armate italiane sono ricoperte da:

Comandante in capo (ruolo ricoperto dal Presidente della Repubblica Italiana); Consiglio supremo di difesa (organo collegiale presieduto dal Presidente della Repubblica); Ministro della difesa (massimo organo gerarchico e disciplinare, preposto all'amministrazione militare e civile della difesa); Capo di stato maggiore della difesa (più alta autorità militare delle Forze armate e responsabile dellarea tecnico-operativa del Ministero della difesa); Segretario generale della difesa e direttore generale degli armamenti (svolge funzione duale, sia come responsabile dellarea tecnico-amministrativa sia come responsabile dellarea tecnico-industriale del Ministero della difesa).

Organi politici

Il Presidente della Repubblica, come sancisce l'articolo 87 della Costituzione della Repubblica Italiana:

In tale ruolo, derivante dalla sua caratterizzazione come "Capo dello Stato e rappresentante dell'unità nazionale", egli presiede il Consiglio supremo di difesa, organo di indirizzo generale per la difesa dello Stato, e si avvale di appositi consiglieri militari per le questioni inerenti alle forze armate.

L'indirizzo tecnico-politico delle forze armate viene però dal Ministro della difesa, che "è preposto all'amministrazione militare e civile della difesa", di cui è il "massimo organo gerarchico e disciplinare". (art. 1) Dal Ministero della difesa, guidato dal ministro della difesa, dipende l'ufficio di gabinetto, due sottosegretari, due uffici centrali, il capo di stato maggiore della difesa che rappresenta il vertice dell'organizzazione tecnico-operativa e, sulla base delle direttive impartite dal ministro, pianifica, predispone ed impiega le forze armate nel loro complesso; ed il segretario generale della difesa che è anche Direttore nazionale degli armamenti (al vertice dell'organizzazione tecnico-amministrativa).

Organi militari

Dal punto di vista militare, abbiamo il capo di stato maggiore della difesa che presiede lo stato maggiore della difesa, il massimo organo gerarchicamente superiore a tutto il personale militare italiano e coordina i capi di stato maggiore delle singole forze armate, il comandante generale dell'Arma dei carabinieri (limitatamente ai compiti militari) e, per le attribuzioni tecnico-operative, il segretario generale della difesa. Egli pianifica, predispone e dirige le operazioni nonché le esercitazioni interforze e multinazionali e le attività connesse attraverso il Comando operativo di vertice interforze. Riguardo al coordinamento per le forze speciali italiane, è investito invece il Comando interforze per le operazioni delle forze speciali.

Un capo di stato maggiore è al vertice di ogni forza armata, che a sua volta si articola in ulteriori "elementi" diversamente denominati aventi ciascuno proprie finalità e struttura ordinativa, raggruppati talora in organi centrali e di vertice, organi territoriali, organi scolastici, di istruzione, addestramento e di formazione, organi operativi e organi logistici con compiti tecnici, giuridici, amministrativi, di sostegno e sperimentazione. Un "comitato dei capi di stato maggiore" è organo di consulenza del capo di stato maggiore della difesa, che lo presiede.

Dal punto di vista operativo, le attività sono poste in capo a vari comandi, al vertice dei quali vi è lo stato maggiore della difesa e i suoi comandi operativi interforze.

Il coordinamento e la supervisione sulla logistica e relative attività spettano invece ai comandi logistici, uno per l'Esercito, uno per la Marina e uno per l'Aeronautica.

Componenti principali Esercito Italiano

Nato come Regio Esercito, dall'unificazione dell'Armata sarda con gli altri eserciti degli Stati preunitari italiani, per decreto del 4 maggio 1861, lEsercito Italiano contava nel 2019 su un organico di 100.000 unità. Suoi corpi ausiliari sono il Corpo militare della Croce Rossa Italiana e il Corpo militare dell'ACISMOM.

Dispone di carri armati, autoblindo, veicoli da combattimento della fanteria e semoventi d'artiglieria, inoltre ha una sola specialità che racchiude le forze aeree: l'Aviazione dell'Esercito. La formazione del personale è affidata al Comando per la formazione, Specializzazione e Dottrina dell'Esercito, che si avvale del Comando formazione e Scuola di applicazione da cui dipendono Accademia militare, Scuola sottufficiali, Reggimenti addestramento volontari e Scuola lingue estere esercito. Le unità di forze speciali dell'Esercito dipendono dal Comando forze speciali esercito.

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