Nel corso della sua storia il ha avuto tra le proprie file numerosi calciatori di rilievo del calcio francese e internazionale. Tra i giocatori maggiormente legati alla tradizione del club figurano Delio Onnis, miglior marcatore monegasco di sempre, Jean-Luc Ettori, primatista di presenze, nonché Jean Petit, Claude Puel, Manuel Amoros, Ludovic Giuly e Wissam Ben Yedder, protagonisti di differenti epoche della storia societaria. Il Monaco si è distinto anche per la valorizzazione dei giovani, formando o lanciando calciatori come Emmanuel Petit, Lilian Thuram, Thierry Henry, David Trezeguet e Kylian Mbappé. Accanto a essi hanno vestito la maglia biancorossa numerosi giocatori stranieri di primo piano, tra cui Glenn Hoddle, Mark Hateley, George Weah, Fernando Morientes, Radamel Falcao, James Rodríguez e Bernardo Silva, contribuendo ai principali successi nazionali e alle più importanti campagne europee del club.
Storia Dai primi successi alla generazione del double
Dopo il ritorno al professionismo nel secondo dopoguerra e la promozione in Division 1 ottenuta nel 1953, il Monaco consolidò progressivamente la propria posizione nel calcio francese. Il primo podio in massima serie arrivò nel 1955-1956 e fu ripetuto due stagioni più tardi; l'arrivo in panchina di Lucien Leduc nel 1958 coincise con l'affermazione della prima generazione vincente della società. Tra i suoi componenti figuravano, tra gli altri, Henri Biancheri, Michel Hidalgo, Lucien Cossou e il capitano Marcel Artelesa, protagonisti del ciclo che portò il club ai primi trofei nazionali.
Il primo successo arrivò nella Coppa di Francia 1959-1960, conquistata contro il Saint-Étienne, mentre nella stagione successiva il Monaco vinse per la prima volta il campionato francese. Quella squadra costituì il nucleo della formazione che nel 1962-1963 realizzò il primo double campionato-Coppa di Francia della storia del club. Oltre ad Artelesa, Biancheri, Cossou e Hidalgo, la rosa comprendeva giocatori quali Georges Casolari, André Carlier, Karimou Djibrill, Yvon Douis, Georges Thomas e il monegasco Armand Forcherio.
La generazione dei primi anni sessanta fu anche la prima a confrontarsi stabilmente con il calcio europeo. Nel 1961-1962 il Monaco esordì in Coppa dei Campioni, mentre nella stagione 1963-1964 conseguì la prima vittoria del club nella competizione, contro l'AEK Atene. Il progressivo scioglimento del gruppo protagonista dei primi titoli coincise tuttavia con una fase di ridimensionamento, culminata nella retrocessione in Division 2 alla fine degli anni sessanta.
Onnis, Petit e lo sviluppo del vivaio
Negli anni settanta si affermò una nuova generazione, costruita attorno a tre dei giocatori più rappresentativi del periodo: Jean Petit, Christian Dalger e l'attaccante argentino Delio Onnis. Quest'ultimo, arrivato nel Principato nel 1973, divenne il principale riferimento offensivo della squadra e concluse la propria esperienza monegasca con 223 reti, primato assoluto nella storia del club; con 299 gol complessivi stabilì inoltre il record di marcature nella massima divisione francese.
Petit, giunto al Monaco nel 1969, trascorse invece l'intera carriera professionistica con la società. Centrocampista e successivamente capitano, disputò 428 partite ufficiali e segnò 76 reti, diventando uno dei giocatori con più presenze nella storia monegasca; dopo il ritiro proseguì per diversi decenni la propria attività nel club come componente dello staff tecnico.
Petit, Dalger e Onnis furono i principali riferimenti della squadra che, appena promossa dalla Division 2, vinse il campionato francese nel 1977-1978. A quella formazione appartenevano anche Jean-Luc Ettori, Jean-Louis Campora, Jean-Luc Gardon, Rolland Courbis, Alfred Vitalis e José Touré; il successo segnò l'inizio di un nuovo periodo di stabilità ai vertici nazionali. Nel 1980 il Monaco conquistò inoltre la Coppa di Francia, mentre la progressiva uscita di scena della generazione degli anni settanta coincise con l'inserimento di giovani come Bruno Bellone, Manuel Amoros, Daniel Bravo, Dominique Bijotat e Alain Couriol.
Un ruolo crescente fu assunto dal settore giovanile. Il centro di formazione, istituito nel 1975, produsse già nella seconda metà del decennio elementi destinati a una lunga permanenza in prima squadra, tra cui Ettori e Claude Puel. Negli anni ottanta il vivaio assunse una struttura più articolata e formò, tra gli altri, Amoros, Bellone, Emmanuel Petit e Patrick Valéry; Amoros e Bellone facevano parte della nazionale francese che vinse il campionato europeo del 1984.
La continuità fra giocatori formati internamente ed elementi provenienti dall'esterno caratterizzò anche il ciclo successivo. Il Monaco vinse il campionato nel 1981-1982 e la Coppa di Francia nel 1984-1985; con l'arrivo di Arsène Wenger nel 1987, la rosa fu rinforzata da calciatori stranieri quali gli inglesi Glenn Hoddle e Mark Hateley, protagonisti del titolo nazionale del 1987-1988. Nello stesso periodo arrivò dal continente africano George Weah, che al Monaco iniziò la propria affermazione nel calcio europeo prima di vincere, alcuni anni dopo la partenza dal Principato, il Pallone d'oro.
Dall'era Wenger alla generazione di Henry e Trezeguet
Tra la fine degli anni ottanta e gli anni novanta il Monaco consolidò la propria politica di valorizzazione dei giovani, affiancandoli a giocatori internazionali già affermati. Tra i prodotti del vivaio emersero Emmanuel Petit e, negli anni successivi, Lilian Thuram, mentre nella prima squadra trovarono spazio elementi come Youri Djorkaeff, Enzo Scifo e Jürgen Klinsmann.
Figura di continuità tra più generazioni fu il portiere Jean-Luc Ettori, esordiente nella prima squadra negli anni settanta e rimasto al club sino al 1994. La sua ultima presenza, disputata alla fine della stagione 1993-1994, fu la 755ª con la maglia monegasca, cifra che ne fece il primatista assoluto di presenze nella storia della società. Nella stessa stagione il Monaco raggiunse le semifinali della Champions League, con una rosa nella quale militavano tra gli altri Djorkaeff, Thuram, Emmanuel Petit, Klinsmann e Scifo.
La seconda metà del decennio fu caratterizzata dalla crescita di Thierry Henry e David Trezeguet. Henry, entrato nel settore giovanile monegasco dopo il passaggio dall'INF Clairefontaine, contribuì al titolo nazionale del 1996-1997 insieme a numerosi altri giocatori provenienti dall'Academy; Trezeguet, giunto ancora giovane dall'Argentina, si impose stabilmente in prima squadra nella stagione successiva. Sotto la guida di Jean Tigana, i due formarono una delle coppie offensive rappresentative della generazione che riportò il Monaco ai vertici francesi ed europei.
Accanto a loro militarono giocatori quali Fabien Barthez, Ali Benarbia, Sonny Anderson e Victor Ikpeba. La formazione campione di Francia nel 1996-1997 raggiunse anche la semifinale di Coppa UEFA, mentre nella stagione seguente il Monaco arrivò fino alle semifinali di Champions League; nei quarti Trezeguet segnò all'Old Trafford la rete decisiva per l'eliminazione del Manchester United. Dopo il ricambio di fine decennio, il settimo titolo nazionale, nel 1999-2000, fu conquistato da una squadra nella quale figuravano ancora Barthez e Trezeguet insieme a Rafael Márquez, Sabri Lamouchi, Marcelo Gallardo e Marco Simone.
La generazione della Champions League All'inizio degli anni duemila Ludovic Giuly, arrivato nel gennaio 1998, assunse progressivamente un ruolo centrale. Già campione di Francia nel 2000, divenne in seguito capitano della squadra che conquistò la Coupe de la Ligue nel 2003 e raggiunse la finale della UEFA Champions League 2003-2004.
Nella stagione 2002-2003 l'attaccante Shabani Nonda fu capocannoniere della Ligue 1, mentre Jérôme Rothen si impose come miglior assistman del campionato; contemporaneamente entrarono stabilmente nella prima squadra giovani difensori quali Sébastien Squillaci e Patrice Evra.
Nell'estate 2003 la rosa fu completata, tra gli altri, dall'attaccante spagnolo Fernando Morientes, arrivato in prestito dal Real Madrid. La successiva campagna europea vide emergere un gruppo composto, oltre che da Giuly, Morientes, Nonda, Rothen, Evra e Squillaci, dal portiere Flavio Roma, da Hugo Ibarra, Gaël Givet, Julien Rodriguez, Lucas Bernardi, Akīs Zīkos, Jaroslav Plašil e Dado Pršo. Pršo realizzò quattro reti nell'8-3 inflitto al Deportivo La Coruña nella fase a gironi, mentre Morientes risultò determinante nella fase a eliminazione diretta; il Monaco eliminò Lokomotiv Mosca, Real Madrid e Chelsea prima di perdere per 3-0 contro il Porto nella finale di Gelsenkirchen. Nella stagione successiva, la rosa si arricchisce con gli acquisti di Diego Perez, Javier Saviola e Maicon, ma conclude la stagione al terzo posto in campionato e viene eliminata dal PSV ai sedicesimi di Champions League.
Negli anni immediatamente successivi la squadra non riuscì a mantenere gli stessi risultati. Pur continuando a promuovere giovani dalla propria formazione, il Monaco attraversò una fase di progressivo ridimensionamento che culminò nella retrocessione in Ligue 2 nel 2011.
Dalla ricostruzione al titolo del 2017
La permanenza in seconda divisione segnò l'inizio di un nuovo ciclo. Fra i giocatori arrivati durante la ricostruzione figuravano Danijel Subašić e Nabil Dirar, entrambi destinati a rimanere nel Principato anche dopo la promozione del 2013. Il ritorno in Ligue 1 fu accompagnato dall'ingaggio di diversi calciatori di esperienza internazionale, tra i quali Radamel Falcao, João Moutinho, James Rodríguez, Ricardo Carvalho, Éric Abidal e, successivamente, Dimităr Berbatov.
La composizione della rosa mutò negli anni successivi, con l'inserimento di giocatori più giovani e la progressiva affermazione di elementi quali Bernardo Silva, Fabinho, Thomas Lemar, Tiémoué Bakayoko e Kylian Mbappé. Nel 2016-2017 questi ultimi furono affiancati da calciatori più esperti quali Falcao, Moutinho, Subašić, Kamil Glik, Valère Germain, Djibril Sidibé e Benjamin Mendy.
La squadra conquistò l'ottavo campionato francese della storia del Monaco e raggiunse contemporaneamente le semifinali della Champions League. Mbappé, proveniente dal settore giovanile e vincitore della Coupe Gambardella nel 2016, si affermò definitivamente in prima squadra segnando 15 reti e fornendo 8 assist in campionato; al termine della stagione fu premiato come miglior giovane della Ligue 1. La squadra del 2017 rappresentò così uno dei casi più significativi della tradizionale combinazione monegasca tra formazione interna, acquisizione di giovani talenti e presenza di calciatori già affermati.
Gli anni più recenti
Negli anni successivi al titolo del 2017 il ricambio della rosa fu particolarmente ampio, ma alcuni giocatori costruirono una militanza prolungata nel club. Aleksandr Golovin, arrivato nell'estate 2018, superò nel corso della stagione 2025-2026 le 260 presenze ufficiali, diventando il calciatore con il maggior numero di partite disputate tra i componenti della rosa di quella stagione.
Particolare rilievo ebbe la permanenza di Wissam Ben Yedder, al Monaco dal 2019 al 2024. In cinque stagioni l'attaccante disputò 201 incontri e realizzò 118 reti, superando Lucien Cossou e attestandosi al secondo posto nella graduatoria dei marcatori della storia del club alle spalle di Delio Onnis.
Parallelamente il settore giovanile continuò a fornire giocatori alla prima squadra. Tra questi si impose Maghnes Akliouche, formatosi nell'Academy e nominato miglior giocatore del Monaco per la stagione 2024-2025 dopo avere totalizzato sette reti e dodici assist in tutte le competizioni, contribuendo alla seconda qualificazione consecutiva del club alla Champions League. Nella stagione successiva il riconoscimento interno di miglior giocatore fu assegnato all'attaccante statunitense Folarin Balogun, autore di 19 reti e tre assist in tutte le competizioni.
Lista dei capitani