È stato parlamentare dal 1996 al 2013 e sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia nei governi Berlusconi II e Berlusconi III (2001-2006).

Biografia È nato a Reggio Calabria, città della quale il suo omonimo nonno, già deputato del Regno d'Italia dal 1904 al 1909, era stato sindaco dal 1918 al 1923 e in tale veste fu protagonista della ricostruzione dopo il catastrofico terremoto del 1908.

Dopo la laurea in giurisprudenza ha esercitato la professione di avvocato penalista e in tale veste è stato impegnato in numerosi processi di risonanza nazionale. In passato è stato presidente dell'Associazione per la difesa gratuita dei poveri e vice-presidente del Centro Italiano di Azione Forense (CIDAF).

Nel 1994 è stato nominato commissario governativo dell'UNIRE (Unione Nazionale Incremento Razze Equine), venendo designato presidente sino alle sue dimissioni nel 1995.

Attività politica Alle elezioni politiche del 1996 fu candidato al Senato della Repubblica dal Polo per le Libertà, in quota Alleanza Nazionale, nel collegio uninominale di Civitavecchia. Con il 47,7% dei voti prevalse sul candidato dell'Ulivo Fabrizio Barbaranelli, venendo così eletto senatore. Durante la XIII legislatura è stato componente della 2ª Commissione Giustizia del Senato, del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti (COPACO).

Alle successive politiche del 2001 fu il candidato della coalizione di centro-destra Casa delle Libertà alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Reggio Calabria-Sbarre, sempre in quota AN. Vinse le elezioni con il 53,1% dei voti, prevalendo sul candidato dell'Ulivo Pietro Morabito e altri candidati minori. Il successivo 12 giugno fu nominato sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia nel governo Berlusconi II, con ministro il leghista Roberto Castelli. Tenne l'incarico anche nel governo Berlusconi III, insediatosi dopo la breve crisi di governo seguita alle elezioni regionali del 2005 e sino al termine della legislatura.

Alle elezioni politiche del 2006 fu ricandidato al Senato, tra le liste di AN, come capolista nella circoscrizione Calabria, venendo rieletto senatore. Nella XV legislatura è stato segretario della 2ª Commissione Giustizia del Senato, membro della Delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, dove partecipa alla Commissione delle questioni giuridiche e dei diritti dell'Uomo, e presso l'Assemblea dell'Unione dell'Europa Occidentale.

Alle elezioni politiche del 2008 fu nuovamente candidato nella circoscrizione Calabria del Senato, nell'ambito della lista elettorale del Popolo della Libertà . Rieletto, durante la XVI legislatura è stato membro della 2ª Commissione Giustizia del Senato, della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, della Delegazione italiana presso l'Assemblea del Consiglio d'Europa, partecipando sempre alla Commissione delle questioni giuridiche e dei diritti dell'Uomo, e l'Assemblea dell'Unione europea occidentale e infine presidente della Commissione contenziosa del Senato della Repubblica.

A maggio 2009, con lo scioglimento di Alleanza nazionale e la sua confluenza, insieme a Forza Italia, nel neonato Popolo della Libertà, è stato coordinatore vicario della consulta tematica sulla giustizia. In occasione delle elezioni politiche del 2013 decise di non ricandidarsi al Parlamento. Il 23 febbraio 2011 fu nominato presidente del consiglio di amministrazione del quotidiano Il Secolo d'Italia. Il 14 novembre 2017 è succeduto a Franco Mugnai alla presidenza della Fondazione Alleanza Nazionale.

Il 17 gennaio 2023 venne proposto da Fratelli d'Italia al Parlamento in seduta comune come componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura in loro quota. Secondo diversi quotidiani, come La Repubblica e Il Riformista, sarebbe stato candidato da Fratelli d'Italia per farne il vicepresidente del CSM. Movimento 5 stelle e Partito Democratico ritirarono tuttavia l'appoggio alla candidatura quando fu resa nota dalla stampa l'esistenza di un'indagine a suo carico da parte della procura di Reggio Calabria. Lo stesso Valentino ritirò allora la disponibilità all'elezione, cosicché la coalizione di centro-destra scelse di votare un altro candidato, Felice Giuffrè.

Procedimenti giudiziari Il 9 novembre 2004 fu diffusa la notizia di un'indagine della Procura di Catanzaro a carico di Valentino, che ricopriva allora l'incarico di sottosegretario alla giustizia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa con altri soggetti per aver condotto una campagna di aggressione mediatica nel tentativo di delegittimare i magistrati di Reggio Calabria. Il 18 settembre 2006 il procedimento fu archiviato dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro perché l'accusa rivolta risultava "destituita di ogni fondamento e oggettivamente inattendibile, alla stregua degli accertamenti eseguiti, con esito affatto negativo".

Il 21 dicembre 2005 venne resa nota un'indagine nei suoi confronti della Procura di Roma nell'ambito dello scandalo Bancopoli, con l'accusa di favoreggiamento personale dell'imprenditore immobiliare Stefano Ricucci, del quale era stato legale sino alla nomina a sottosegretario. L'indagine dava seguito alle dichiarazioni dell'amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani, secondo il quale Valentino sarebbe stato una delle fonti attraverso le quali Ricucci era venuto a conoscenza delle intercettazioni a suo carico. Nell'interrogatorio dinanzi al PM di Roma del 16 maggio 2006, Ricucci aveva negato di aver mai ricevuto tale informazione e tantomeno di averla divulgata a Fiorani. Valentino, in un'intervista al Giornale del 21 dicembre 2005, respinse ogni addebito. Il procedimento a carico di Giuseppe Valentino fu successivamente archiviato.

Il 14 aprile 2021 è stato rivelato, nell'ambito del cosiddetto processo Gotha (il cui impianto accusatorio è stato completamente sovvertito dalla sentenza di assoluzione resa il 25 maggio 2026 dalla Corte di Appello di Reggio Calabria), che la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria aveva avviato un'indagine per reato connesso nei confronti di Valentino e dell'ex presidente della Provincia di Reggio Calabria ed europarlamentare Umberto Pirilli; il reato contestato a Valentino e Pirilli non è stato però reso noto.

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