Il Club Nacional de Football è la squadra di pallacanestro della polisportiva omonima avente sede a Montevideo, in Uruguay. La sezione di pallacanestro del club iniziò a funzionare il 26 gennaio 1933, quando il Consiglio Direttivo della società approvò l’incorporazione del Club Springfield per disporre di una squadra rappresentativa di Nacional. Attualmente milita nel massimo campionato uruguaiano.

Disputa le partite interne nel Gran Parque Central.

Storia Fondazione

La storia della sezione di pallacanestro del Nacional inizia nel 1932, durante la presidenza del dott. José María Delgado. L’idea era quella di incorporare al Club Nacional de Football la struttura che all’epoca possedeva il Club Springfield, una società già affiliata alla Federación Uruguaya de Basketball.

Il 26 gennaio 1933, il Consiglio Direttivo del Club Nacional approvò la suddetta incorporazione, attraverso la quale la squadra dello Springfield passò a rappresentare il Nacional, mentre il suo Consiglio Direttivo iniziò ad operare come Sottocommissione di basket all’interno del club.http://www.nacional.com.uy/mvdcms/ucgaleria_3710_1.html

Campioni federali

Quasi immediatamente arrivarono i primi successi sportivi. Nel 1934 il Nacional conquistò il secondo posto, dietro allo Sporting, nel Campeonato Federal. L’anno successivo, il club ottenne per la prima volta il titolo di Campione Federale, sconfiggendo il Trouville: un titolo che fino ad allora era stato appannaggio solo dei club pionieri della pallacanestro in Uruguay, come lo stesso Sporting, l'Atenas, l'Olimpia e l'Unión Atlética.

Nel 1936 arrivò un nuovo secondo posto, ancora alle spalle dello Sporting, mentre nel 1937 il Nacional tornò nuovamente a laurearsi campione del Campeonato Federal.

Seguirono poi alcuni anni di declino sportivo, che culminarono con la retrocessione nel 1941 in Segunda de Ascenso. Nel 1947 la squadra riuscì a tornare in Prima Divisione, chiudendo al secondo posto dietro al Tabaré, campione di quell’edizione. Da lì ebbe inizio un ciclo di diversi anni in cui, pur senza conquistare un nuovo titolo federale, il Nacional rimase comunque protagonista costante di quell’intero decennio.

Quella squadra degli anni ’40 fu guidata da una gloria del club, Alberto “Trucha” Feuerstein, un eccellente giocatore che fu fondamentale per lo sviluppo del basket in Nacional. Feuerstein militò nel club per 16 anni ininterrotti, dal 1943 fino al suo ritiro come giocatore nel 1959.

Durante questa fase, la squadra riuscì a consolidarsi in Prima Divisione e, nonostante non avesse conquistato alcun titolo Federal, Nacional disputò stagioni di rilievo e fu protagonista in diverse occasioni. Oltre a Feuerstein, in quell’epoca vestirono la maglia bianca León Slazinskas, il catalano Héctor García, Jorge Reggio, Ernesto Rosso, Octavio Pedragosa e Carlos Moreira, tra gli altri.

Retrocessioni

Il Campeonato Federal del 1957, sotto la presidenza di José Añón, si concluse con la retrocessione in Seconda Divisione del National, seguita da un immediato ritorno in Primera nella stagione successiva. Nel giugno del 1960, la squadra retrocesse nuovamente in Seconda, iniziando un lungo periodo lontano dal massimo livello.

Nel corso degli anni Sessanta il club visse ulteriori difficoltà: una nuova retrocessione, questa volta in Terza Divisione, il rapido ritorno in Seconda nel 1964, e una pesante sanzione per professionalismo nel 1969, che provocò la retrocessione in Terza per la stagione 1970. Nel 1974 giunse un’ulteriore retrocessione, questa volta fino all’ultima categoria, la Quarta de Ascenso.

Ritorno in Primera

Sotto la guida tecnica di José “Bocha” Losada, che all’epoca continuava a giocare per il Cordón in Prima Divisione, la squadra conquistò il campionato di Quarta Divisione nel 1976, dopo una drammatica finale contro lOlivol Mundial. Nel 1977 militò in 2ª B e nel 1978, con la Terza Divisione ormai unificata a 16 squadre, ottenne il secondo posto dietro i Defensores de Maroñas.

In quella rosa spiccava Julio Carlos Dell’Aqcqua, il beniamino dei tifosi, cresciuto nella società e simbolo delloperazione ritorno. In modo curioso, Julio Carlos finì per giocare con Nacional in tutte e quattro le divisioni della FUBB. Completavano la rosa Gerardo Da Pra (fratello di Héctor), Juan Vigna, Julio Palarino, Enrique Fassanello (che anni dopo sarebbe diventato preparatore fisico), Daniel Fierro, Carlos Fernández e Alberto Degiovanangelo, tra gli altri. Da segnalare anche il caso di Francisco Di Matteo, fratello del portiere di riserva della squadra di calcio, Carlos Di Matteo: pur giocando principalmente nella squadra riserve, veniva impiegato nei momenti decisivi della prima squadra e dimostrava ancora la qualità che lo aveva portato nella Nazionale uruguaiana che partecipò al Mondiale del 1963 in Brasile. L’ascesa in Seconda Divisione si concretizzò nel gennaio 1979, nella palestra di Goes, contro il Miramar, rivale diretto di quella stagione.

Nel 1979, il Nacional si rinforzò per puntare al ritorno in Prima Divisione. Tuttavia, alcuni problemi interni alla sottocommissione, rimasta senza dirigenti in momenti cruciali per la gestione dei trasferimenti, e il mancato arrivo dello statunitense Jeff Granger impedirono alla squadra di ottenere la promozione. La stagione fu negativa e il 31 gennaio 1980 Nacional si salvò da una nuova retrocessione in Terza Divisione vincendo contro l'Unión Atlética nell’ultima giornata. A peggiorare la situazione, come conseguenza della crisi interna, l’allenatore Losada lasciò l’incarico.

Quella notte storica del 31 gennaio 1980, Dante Iocco assunse la sua prima presidenza nel Club e, come chiaro segnale del sostegno che avrebbe dato al basket, si recò dalla sede al campo per assistere, già come presidente in carica, al finale di quella drammatica e decisiva partita.

Ritorno in Prima Divisione e bicampione Liguillas

La rivoluzione che negli anni ottanta attraversò il Club National, raggiunse anche la sezione di pallacanestro. Alberto Feuerstein divenne presidente della Sottocommissione Direttiva, Ramón Etchamendi, fratello di “Pulpa”, fu assunto come allenatore e la squadra si rinforzò con Julio Monterroso, il sanducero Ismael Rodríguez e gli statunitensi Rownnie Rogers ed Evans Ford. Il Nacional iniziò quell’anno a richiamare grandi folle in tutte le partite. La squadra giocava le sue partite casalinghe al Cilindro, ee anche molte squadre rivali sceglievano lo stesso impianto per sfruttare gli alti incassi generati dal pubblico tricolor. Nonostante ciò, il primo posto andò al Trouville, mentre il Nacional e Olivol Mundial chiusero a pari punti e disputarono uno spareggio per il secondo posto disponibile per la promozione.L'Olivol vinse grazie a un’impressionante prestazione del suo giocatore straniero, negando così la promozione al Nacional.

Lungi dall’arrendersi, Nacional si rinforzò nuovamente aggiungendo giocatori di rilievo come Luis Eduardo Larrosa (ex Olimpia), Edgardo Irrazabal e lo statunitense John Moorehead. Alberto Espasandín assunse la direzione tecnica della squadra, che contava anche su Monterroso, Dell’Acqua, Fierro e Ismael Rodríguez. Così, il Nacional formò nel 1981 una squadra praticamente imbattibile: non solo ottenne la promozione, ma vinse anche i due tornei di Seconda Divisione che si disputarono quell’anno, il Torneo Preparazione e il Campeonato Federal. Il 20 dicembre 1981, nella partita decisiva per la promozione, il Nacional sconfisse il Welcome per 91 a 79 nella palestra di Atenas, lo stesso scenario in cui ventun anni prima si era consumata la retrocessione. Curiosamente, fu proprio lì che il Nacional tornò in Prima Divisione.

Negli anni ’80, l’attività cestistica della Prima Divisione si articolava in tre tornei: il Torneo Inverno, il tradizionale Campeonato Federal e la Liguilla, quest’ultima disputata dalle prime sei squadre del Federal. All’epoca, il regolamento del Federal permetteva di avere solo quattro giocatori con meno di tre anni in un club potevano essere tesserati. Ciò creò difficoltà, poiché la squadra perse molto potenziale a causa delle nuove incorporazioni limitate. La Liguilla, invece, non prevedeva questa norma, permettendo al Nacional di costruire un roster più competitivo. All’inizio del 1983 si disputò la Liguilla relativa alla stagione 1982. Il Nacional completò una campagna brillante, vinse il clásico al fotofinish per 84-82 e il 18 marzo si consacrò campione imbattuto dopo aver sconfitto i Bohemios per 103-99.

Nella stagione seguente, nuovamente sotto la guida di Espasandín,il Nacional incorporò Jeff Granger al posto di Malcolm come straniero e, grazie alla crescita dei giovani Luis “Gallo” López e Fernando de León, raggiunse il secondo posto nel Federal. Come nell’anno precedente, il Nacional ebbe un finale di stagione eccezionale e si proclamò campione imbattuto della Liguilla 1983. Per questo torneo estivo, il Nacional si rinforzò con gli statunitensi William Cole e James King. Il Nacional, il 20 febbraio 1984, ottenne il titolo superando nuovamente i Bohemios, questa volta per 102-90. In quell’anno spicca anche la partecipazione del giocatore Luis Larrosa nella Nazionale uruguaiana che ottenne il 6º posto ai Giochi olimpici di Los Angeles, ultima apparizione olimpica della nazionale celeste nel basket fino ad oggi.

Alternanza Nel 1985 cambiò il formato della stagione e furono introdotti i playoff per definire campioni e retrocessioni. Purtroppo, dopo aver perso una serie contro il Trouville, il Nacional retrocesse in Seconda Divisione proprio in quella stagione.

Da quel momento fino alla fine dell’era dei campionati Federali (2003), il Nacional alternò retrocessioni e promozioni, passando ripetutamente tra Prima e Seconda Divisione. Nel 1986 tornò in Prima assieme a Verdirrojo, sotto la guida di Heber Rey. Fernando De León (capocannoniere del torneo) e Luis “Gallo” López erano le principali figure della squadra, che contava anche con Marcelo Poyet (figlio dell’olimpico Washington), Enrique Pedrido, Ricardo Brussone e altri, oltre all’aggiunta di esperti quali Milton Larralde (Tabaré) e Gabriel Vallari (Trouville). Il regolamento dell’epoca permetteva ai club appena promossi di rinforzarsi per la Liguilla di fine stagione. Il Nacional incorporò Wilfredo “Fefo” Ruiz e due statunitensi di buon livello, ma perse le due finali contro il Bohemios.

All’inizio degli anni ’90 il Nacional costruì buone squadre, con giocatori come Luis “Nacho” Carpio, Renzo Cianciarullo, Jesús Rostán, Jeff Granger e Jorge De Pena (“El Indio”). Tuttavia non arrivarono risultati rilevanti, e spesso il club concluse i tornei nella parte bassa della classifica.

Dopo altre stagioni nelle divisioni inferiori, nel 1997 — sotto la presidenza del dottor Javier Gomensoro — fu costruita una squadra nota come il “dream team”, con figure come Wilfredo “Fefo” Ruiz, Horacio “Gato” Perdomo e il panamense Adolfo Medrick, sotto la guida tecnica di Pedro Pereira. Nel 1999il Nacional retrocesse nuovamente, ma tornò in Prima Divisione nel 2001 come Campione Federal della Seconda Divisione. La partita decisiva, al Parque Central, si concluse con una vittoria netta contro il Tabaré per 101-83.

Facevano parte di quella squadra Bruno Veiga, José Fernández, Enrique Quinteros, Marcelo Pérez, Freddy Hammer, Ignacio Risso, Alex Rodríguez, Iván Adorian, Dardo Trigo e Martín Barrenechea, allenati ancora da Pedro Pereira. Nel 2002 arrivò una nuova retrocessione, e la storia dei campionati Federal terminò nel 2003 con il Nacional a metà classifica della divisione di ascesa.

Con la creazione della Liga Uruguaya de Básquetbol nel 2004, il Nacional fu costretto a partecipare al Torneo Metropolitano, che riuniva le migliori squadre della capitale in lotta per l’accesso alla massima Liga.