Il Rassemblement national (traducibile in italiano come Raggruppamento Nazionale o Raduno Nazionale), denominato fino al 2018 Front national (in italiano Fronte Nazionale), è un partito politico francese di estrema destra. È stato fondato nel 1972 da Jean-Marie Le Pen, leader indiscusso del movimento fino alle sue dimissioni avvenute nel 2011, a seguito delle quali è diventata presidente la figlia Marine Le Pen.
Relegato a forza politica marginale durante i suoi primi dieci anni, il Front National è la formazione principale e senza rivali del nazionalismo francese di estrema destra a partire dal 1984., fino a giungere a essere il primo partito politico francese alle elezioni europee del 2014 con il 24,86%.
Dal 2022 il presidente è l'eurodeputato Jordan Bardella. Egli è succeduto a Marine Le Pen, che rimane capogruppo del RN all'Assemblea nazionale.
Storia Nascita di FN Il partito nacque per iniziativa degli esponenti del movimento neofascista Ordre nouveau (Ordine Nuovo), guidati da François Duprat, che si riprometteva la rinascita del sentimento patriottico, la restaurazione familiare ed educativa e la promozione di una gerarchia dei valori. Il partito fu ufficialmente fondato il 5 ottobre 1972 con il nome di Fronte Nazionale per l'Unità francese (Front National pour l'unité française) o Fronte Nazionale. Tra i fondatori, insieme all'ex deputato poujadista Jean-Marie Le Pen che assunse la presidenza, Roger Holeindre, Jacques Bompard, François Brigneau e Pierre Durand.
Il nuovo partito si modellò sul Movimento Sociale Italiano; il FN adottò una versione francese della fiamma tricolore del MSI come logo ufficiale. . L'affermazione del FN fu resa difficile, per circa un decennio, dalla "concorrenza" con il PFN, Parti des forces nouvelles (Partito delle Forze Nuove), di Jean-Louis Tixier-Vignancour, fondato nel 1974 da ex membri dell'Ordre nouveau (che era stato sciolto nel 1973 dalla Presidenza del Consiglio francese, dopo aver organizzato un discusso convegno sull'immigrazione clandestina); il PFN rimarrà particolarmente attivo nella vita politica francese fino alla fine degli anni ottanta.
L'approdo al Parlamento europeo Alle elezioni europee del 1984, il FN riuscì ad ottenere il primo risultato di rilievo, eleggendo due eurodeputati. Nel contesto dell'Europarlamento, il primo Front National portò avanti politiche ispirate alle concezioni dominanti al suo interno in quell'epoca, focalizzate sul sostegno al progetto comunitario di un'Europa "terza forza" tra Stati Uniti e Unione Sovietica, frutto dell'ispirazione della filosofia politica della Nouvelle Droite e della concezione dell’Europa-nazione del movimento nazionaleuropeista Jeune Europe di Jean ThiriartAndrea Muratore, Storia e obiettivi del Rassemblement National, Gli Occhi della Guerra, 18 febbraio 2019.
Il FN è stato fortemente penalizzato dal sistema elettorale francese (maggioritario a doppio turno con un'alta soglia di sbarramento). Infatti, anche quando ha raggiunto percentuali a doppia cifra è riuscito ad eleggere solo pochi deputati, se non nessuno. Qualora un candidato del FN riesca a superare lo sbarramento (attualmente al 12,5% degli elettori del collegio) ed accedere al secondo turno, gli elettori di sinistra e quelli della destra gollista e moderati solitamente fanno convergere i propri voti sui candidati di qualsiasi altro partito (politica del "cordone sanitario"); inoltre, i partiti di centro-destra si sono sempre rifiutati di fare accordi elettorali con il FN, opponendovi il principio della difesa delle istituzioni repubblicane da forze anti-sistema.
I primi parlamentari nel 1986 Per le elezioni legislative del 1986, il Presidente Mitterrand, al fine di evitare la sconfitta del proprio schieramento politico (il PS), decise di introdurre un sistema elettorale proporzionale, molto meno selettivo del precedente. In quelle elezioni, il FN ottenne il 9,65% dei voti e ben 35 seggi. Però, già alle legislative del 1988, essendo stato reintrodotto il sistema maggioritario, il FN con il 9,66% riuscì ad eleggere un solo deputato. Nel corso degli anni ottanta molti monarchici hanno aderito a FN, considerandolo il partito erede della tradizione dell'Action française.
Gli anni novanta e il ballottaggio alle presidenziali del 2002 Gli anni novanta si caratterizzarono per l'impegno del partito nel denunciare la corruzione politica sia dei socialisti, che dei neogollisti. Del resto, Le Pen fece di tutto per presentare il partito non come un tradizionale partito neo-fascista, ma come una forza politica trasversale: di "destra" perché attenta ai valori patriottici e nazionali, di "sinistra" perché attenta ai problemi sociali, di "centro" perché attenta ai valori cristiani. In questo periodo si ha la cosiddetta "proletarizzazione" del partito, tanto che alla fine degli anni novanta sono più gli operai che votano FN di quelli che votano comunista.
Alle elezioni del 1993, grazie alla campagna antieuropeista al referendum del 1992 sul trattato di Maastricht, FN ottenne il 13% (+4%) dei consensi al primo turno, ma non riuscì comunque ad eleggere deputati. Alle elezioni del 1997 FN salì al 14,9% ma elesse un solo deputato.
Nel 1998, il partito raggiunse il suo massimo storico alle elezioni locali, tanto da risultare decisivo per l'elezioni di alcuni candidati gollisti alle regioni; ma, subito dopo, ha subito la scissione operata da Bruno Mégret, vice di Le Pen, che ha dato vita al Movimento Nazionale Repubblicano, che alle elezioni successive si è attestato intorno al 2% dei voti. FN ha dovuto, negli stessi anni contrastare la competizione operata da altri partiti di destra o conservatori come il Movimento per la Francia di Philippe de Villiers, che, alle elezioni del 2002, pur attestandosi appena allo 0,8% è riuscito comunque ad eleggere se stesso come deputato.
Alle elezioni presidenziali del 2002, anch'esse a doppio turno, Le Pen riuscì a giungere per la prima volta al secondo turno superando, a sorpresa, il candidato socialista Lionel Jospin. Al ballottaggio contro il presidente uscente, il gollista Jacques Chirac, Le Pen si limitò pressoché a confermare il risultato del primo turno (dal 16 al 17%). Tutti i partiti politici, infatti, compresi quelli di sinistra, fecero confluire i propri voti sul presidente uscente pur di non far eleggere Le Pen. Nonostante l'inaspettato risultato delle presidenziali, alle politiche di pochi mesi dopo FN calò all'11,3%, e sempre per la legge elettorale maggioritaria in vigore non riuscì a eleggere alcun deputato.
Dalla flessione del 2007 alla presidenza di Marine le Pen
Le Pen si è candidato anche per le elezioni presidenziali del 2007 contro il candidato di centro-destra Sarkozy, la candidata socialista Royal e il candidato centrista Bayrou. Per l'occasione ha suscitato sorpresa (addirittura qualcuno ha parlato di "svolta") un manifesto con una ragazza di origine nordafricana che invita a votare Le Pen. Alle presidenziali del 2007 Le Pen ottiene il 10,4% classificandosi al quarto posto. Alle legislative del 2007 il Fronte Nazionale è crollato al 4,3%. I voti del FN sono quasi interamente trasmigrati verso l'Unione per un Movimento Popolare di Sarkozy, vincitore delle presidenziali del mese precedente. Alle europee del 2009 il Fronte Nazionale recupera consensi raccogliendo il 6,3% ed eleggendo tre deputati tra cui Marine Le Pen. Alle elezioni regionali del 2010 il partito conquista il 12% di media nazionale.
Il 16 gennaio 2011, dopo le dimissioni del padre, Marine Le Pen è eletta presidente del partito (con il 67,65% dei voti) battendo Bruno Gollnisch, mentre viene eletto come vice presidente Louis Aliot, consigliere della regione Linguadoca. Marine Le Pen si candida alle presidenziali del 2012, costituendo la coalizione Rassemblement bleu Marine, e si classifica terza, ottenendo il 17,90%, dietro ad Hollande e Sarkozy.
Alle legislative del 2012, il Fronte Nazionale ottiene comunque il 13,60% (+9,3% dal 2007) e due seggi all'Assemblea con la ventiduenne Marion Maréchal-Le Pen, figlia della secondogenita di Jean-Marie, e l'avvocato Gilbert Collard.
Primo partito alle europee del 2014 Alle elezioni europee del 2014 il Fronte Nazionale si allea con la Lega Nord italiana e il Partito della Libertà Austriaco a formare il Movimento per un'Europa delle Nazioni e della Libertà. Dopo il voto risulta il primo partito in Francia con il 24,9% e ottiene 23 eurodeputati su 74.
Nel novembre 2014 il 15º congresso del partito rielegge come presidente Marine Le Pen, mentre a sorpresa è eletta vicepresidente la nipote ventiquattrenne Marion Le Pen con l'80% delle preferenze, che supera l'uscente Louis Aliot (76%), Steeve Briois (70%) e Florian Philippot. Il vecchio leader Jean Marie è presidente onorario.
Dopo il grande successo delle europee, nel marzo 2015 il partito arriva al 25,19% alle elezioni dipartimentali mentre i moderati di Nicolas Sarkozy prendono il 29,4% e i socialisti e i loro alleati raccolgono il 21,8%: è il miglior risultato di sempre alle elezioni locali. La settimana seguente però al secondo turno non riesce ad ottenere neanche un dipartimento nonostante i tanti voti ottenuti; così può contare su una trentina di consiglieri in tutta la Francia contro uno soltanto in precedenza.
L'espulsione di Jean-Marie Le Pen dal partito Il 4 maggio 2015, il presidente onorario del partito Jean-Marie Le Pen, dopo aver ribadito per l'ennesima volta in una intervista che le camere a gas sono state un dettaglio della seconda guerra mondiale, viene sospeso dal partito. In seguito alla sospensione, Jean-Marie ripudia la figlia Marine, dicendo di vergognarsi che lei porti il suo stesso cognome e augurandosi che possa perderlo il più presto possibile. Il 12 giugno 2015 Jean-Marie annuncia un ricorso contro la sua espulsione decisa dal consiglio esecutivo del partito, ricorso che viene accolto dal Tribunale civile di Nanterre il 2 luglio, consentendogli di rimanere presidente onorario del partito. Il tribunale ha inoltre sospeso il congresso straordinario attraverso il quale gli iscritti si sarebbero dovuti esprimere online sull'approvazione del nuovo statuto e l'abolizione della carica di Presidente onorario; per il tribunale, infatti, il congresso avrebbe dovuto tenersi con la presenza fisica degli iscritti e avrebbe dovuto dare la possibilità a Jean-Marie di difendersi. Il 20 agosto, tuttavia, il comitato esecutivo del FN decide nuovamente l'espulsione di Jean-Marie Le Pen dal partito. Le regionali del 2015 Al primo turno delle elezioni regionali del 6 e 13 dicembre 2015, il FN ha raggiunto il 27,3%, affermandosi come primo partito, con punte del 40,55% nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, dove era candidata la giovane Marion Le Pen, e del 40,64% nella regione Nord-Calais-Piccardia, dove era candidata Marine Le Pen. Sebbene al primo turno i suoi candidati siano stati primi in 6 regioni su 13, al secondo turno di ballottaggio non si aggiudicano alcuna regione, con il miglior risultato ottenuto da Marion Le Pen con il 45,22%.. Presidenziali e legislative del 2017
Il partito candida Marine Le Pen alle Elezioni presidenziali in Francia del 2017, che al primo turno delle elezioni del 23 aprile con il 21,30% dei voti arriva seconda, andando al ballottaggio del 7 maggio insieme a Emmanuel Macron (24,01%). Si tratta del miglior risultato in assoluto del FN alle presidenziali e della seconda volta che il suo candidato passa al turno di ballottaggio.
Il 24 aprile, all'indomani del risultato, la Le Pen si dimette dalla guida del Front National. Le succede ad interim l'europarlamentare Jean-François Jalkh, che tre giorni dopo si dimette ed è sostituito da Steeve Briois. Il 28 aprile la Le Pen annuncia l'accordo elettorale con Nicolas Dupont-Aignan che al primo turno aveva ottenuto il 4,75%, comunicando che sarebbe stato il suo primo ministro in caso di vittoria.