Biografia Gualdo si laureò a Padova in utroque iure il 10 maggio 1581. Nel 1582 a Roma fu nominato "segretario dei memoriali" da papa Urbano VII e ricoprì questa carica sino alla morte del pontefice. Prese dimora a Padova da dove si trasferiva spesso a Roma. Nel 1596 fu nominato vicario generale dal vescovo Marco Cornaro Antonio Carlo Marquis, Serie cronologico-istorica dei Canonici di Padova, Dondi dall'orologio, 1805 p.99 che gli attribuì la carica di arciprete della cattedrale di Padova.
Gualdo, amico di Caravaggio Intorno al cardinale Ottavio Paravicino, a monsignor Paolo Gualdo e a Michelangelo da Caravaggio, «Rivista Storica Italiana», LXXIII, I, 1961, pp. 36-68, Palladio e Tasso, dotato di una ricca biblioteca Alfredo Pescante, Galileo e l'arciprete Gualdo: cultura e buona tavola, Il Gazzettino di Padova, 10 agosto 2009, p.15 e che aveva «buonissima vena di compor versi in lingua rustica Padovana», fu autore di due notevoli biografie: una dell'umanista Gian Vincenzo Pinelli Paolo Gualdo, Vita Ioannis Vincentii Pinelli, Patricii Genuensis. In qua studiosis bonarum artium, proponitur typus viri probi et eruditi. Autore Paulo Gualdo, Augustae Vindelicorum, Ad Insigne Pinus [Markus Welser] (excudit Christophorus Mangus), cum privilegio Caes. Perpetuo, 1607Lorenzo Pignoria aiutò Gualdo nella confezione dello scritto e ne tradusse in latino la primitiva redazione volgare. Cfr: e un'altra di Andrea Palladio
L'amicizia con Galilei Il rapporto amichevole con Galilei, che pure Gualdo, forse per prudenza, non nominò mai nel suo diario, si sviluppò a Padova nella casa di Gian Vincenzo Pinelli ma era nato, come testimonia lo scambio di lettere dal 1610 al 1620, quando lo scienziato pisano si era trasferito a Firenze da dove scriveva a Gualdo per informarsi delle novità nello Studio di Padova. L'arciprete il 6 maggio 1611 informava Galilei che tra coloro che si rifiutarono dell'osservazione con il telescopio vi fosse anche Cremonini:
Della corrispondenza con Galilei 12 lettere sono di Gualdo e 4 di Galilei che forse trascurava di rispondere A. Pescante, Op.cit.. Gualdo si lamentò con Galilei delle scarse risposte alle sue lettere e lo invitò ad avere: « [...] di grazia un occhiale per mirare noi altri suoi servitori» X, 477 e gli rimproverò ingratitudine chiedendogli «onde tanto silenzio? è possibile che V.S. si sia affatto scordata di questi paesi?» X, 230; e tuttavia Gualdo continuò a comportarsi da amico quando scriveva a Galilei consigliandogli una maggiore prudenza per non compromettere le sue scoperte e invitandolo nel 1618:
Opere
Note
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