Il suo culto come beata è stato confermato da papa Clemente XII nel 1737.

Biografia La principale fonte di informazione sulla biografia di Michelina è una Vita agiografica redatta attorno al 1380. Di famiglia notabile, dopo la morte del marito e del figlio abbracciò la vita religiosa nel terz'ordine regolare di San Francesco, divenendo la prima terziaria di Pesaro: devolse il suo patrimonio in beneficenza e visse di elemosina.

Insieme con il concittadino Cecco Zanferdini, nel 1347 fondò la confraternita della Santissima Annunziata per l'assistenza ad ammalati, mendicanti e pellegrini.

Morì in fama di santità.

Culto Pandolfo II Malatesta attribuì all'intercessione della beata Michelina la sua salvezza in un naufragio, contribuendo notevolmente allo sviluppo e alla diffusione del suo culto in tutta la regione.

Nel 1393 il vescovo Francesco III concesse alla confraternita della Santissima Annunziata l'ufficio e la messa della beata Michelina, che negli Statuti civici di Pesaro venne menzionata come terza protettrice della città dopo la Madonna delle Grazie e san Terenzio.

Filippo Carlo Spada, vescovo di Pesaro, nel 1733 ne avviò il processo di beatificazione e papa Clemente XII ne confermò il culto il 24 aprile 1737.

Il suo corpo si venera nel santuario di Santa Maria delle Grazie (già chiesa di San Francesco) a Pesaro.

Il suo elogio si legge nel Martirologio romano al 19 giugno.

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