Il Calendimaggio è una festa stagionale con cui si celebra l'arrivo della primavera. L'evento trae in Italia il nome dal periodo in cui si svolge, cioè intorno al 1º maggio, perché risalente alle calende del mese nel calendario romano,Riti e leggende di Calendimaggio, in «La domenica del Corriere», supplemento illustrato del Corriere della sera, 1926. in cui si onorava la dea Flora, responsabile della fioritura degli alberi. Si tratta di una festa conosciuta d'altronde anche nel resto d'Europa, corrispondente ad esempio alla festa di Beltane o alla notte di Valpurga,Alfredo Cattabiani, "La Notte di Valpurga", in Lunario, Mondadori, 2015. ed astronomicamente contrapposta a quella dei santi del 1º novembre.Aa.Vv., Letture classensi, pag. 116, volume 26, Longo, 1966.

In Europa

Il Calendimaggio è una festa di origini antichissime che segna l'inizio dell'estate, solitamente celebrata il 1º maggio, data che si trova nell'emisfero settentrionale circa alla metà del periodo di tempo tra l'equinozio di primavera e il solstizio d'estate di giugno.”Maggio e Calendimaggio” Luigi Paolucci de’Calboli, Roma 1894, pag.109 e seg.

I festeggiamenti possono svolgersi anche la notte precedente, conosciuta allora come "Vigilia di Maggio". Le tradizioni spesso includono la raccolta di fiori selvatici e rami verdi, la tessitura di ghirlande floreali, l'incoronazione di una Regina di maggio (a volte con un compagno maschio) e l'allestimento di un palo di maggio, un albero di maggio o un cespuglio di maggio, attorno al quale le persone ballano e cantano. In alcune zone anche i falò svolgono un ruolo importante durante la festa. Le varietà regionali e le tradizioni correlate includono la notte di Valpurga nell'Europa centrale e settentrionale, la festa gaelica Beltane, la festa gallese Calan Mai, e il Calendimaggio nel Nord e Centro Italia. È stato anche associato all'antica festa romana Floralia.

Storia romana Lo scrittore latino Macrobio nel Saturnalia, riportò che «secondo Cornelio Labeone alle Calende di maggio fu dedicato un tempio a Maia, cioè alla terra, sotto il nome di Bona».. Nella mitologia romana, Maia era connessa con il dio Vulcano, che ogni 1º maggio le offriva in sacrificio una scrofa gravida, in modo che pure Tellus, dea della terra, fosse gravida di frutti; ; .. Maia era una dea della fertilità, identificata anche con Fauna, Opi, e Bona Dea.

Il 1º maggio era dedicato infatti anche a Bona Dea, un'altra personificazione della fertilità della terra; questa era una festività propria dei Plebei e si svolgeva presso il tempio sull'Aventino (mentre la seconda, condotta dalle donne Patrizie, si svolgeva in dicembre, presso la casa del Pontefice massimo).

La tradizione

Il Calendimaggio è una tradizione viva ancor oggi in molte regioni d'Italia come allegoria del ritorno alla vita e della rinascita: fra queste il Piemonte, la Liguria, la Lombardia, il Veneto, l'Emilia-Romagna (ad esempio si celebra nella zona delle Quattro Province, ovvero Piacenza, Pavia, Alessandria e Genova), la Toscana (Montagna pistoiese), l'Umbria, le Marche, l'Abruzzo e il Molise.

La funzione magico-propiziatoria di questo rito è spesso svolta durante una questua durante la quale, in cambio di doni (tradizionalmente uova, vino, cibo o dolci), i maggianti (o maggerini) cantano strofe benauguranti agli abitanti delle case che visitano. Simbolo della rinascita primaverile sono gli alberi (ontano, maggiociondolo) che chiamati «del maggio» accompagnano i maggerini, e i fiori (viole, rose), citati nelle strofe dei canti, e con i quali i partecipanti si ornano. In particolare la pianta dell'ontano, che cresce lungo i corsi d'acqua, è considerata il simbolo della vita ed è per questo che è spesso presente nel rituale.

Si tratta di una celebrazione che risale a popoli dell'antichità molto integrati con i ritmi della natura, quali i Celti (che festeggiavano Beltane, letteralmente "splendente": venivano accesi grandi falò tra i quali veniva poi fatto passare il bestiame in segno di buon auspicio), gli Etruschi e Liguri, presso i quali l'arrivo della bella stagione rivestiva una grande importanza.

In alcune località essa è associata al culto di San Michele, del quale è festeggiata l'8 maggio la sua apparizione nel santuario di Monte San Michele sul Gargano.

Col tempo la tradizione del Calendimaggio si è affievolita, soprattutto a partire dall'Ottocento, quando il movimento socialista trasformò questa ricorrenza nella Festa dei lavoratori, facendole assumere un carattere di protesta sociale. Fu per questo che il fascismo, nonostante la sua valorizzazione delle manifestazioni folcloriche italiane, giunse a vietare questa espressione popolare in alcune città. Altrove, tuttavia, furono incentivate le rievocazioni medievali in linea con gli esiti nazionalisti del romanticismo, come nel caso del Calendimaggio di Assisi, ripristinato in forma nuova nel 1927.Franco Cardini, La bottega del professore, pag. 240, Libreria Universitaria Edizioni, 2015.

Denominazioni attuali A seconda della località in cui si svolge questa festa troviamo forme e nomi differenti: Calendimaggio - Milano Anticipazione del Festival Internazionale di Poesia di Milano- Giardino Condiviso di Via Scaldasole. Calendimaggio ad Assisi (PG) Calendimaggio a Vernasca (PC), in val d'Arda Cantar Maggio su tutta la Montagna pistoiese, dove per tutto il mese si svolge il Maggio Itinerante Pistoiese Carlin di maggio a Marsaglia di Corte Brugnatella (sera del 30 aprile) e Coli (1º maggio) in val Trebbia (PC) Cantamaggio a Prataccio, provincia di Pistoia "Maggio delle Ragazze" a Riolunato, provincia di Modena Santa Croce, in una zona compresa fra i comuni di Brallo di Pregola, Bobbio e Corte Brugnatella, nelle province di Pavia e Piacenza E bene venga maggio a Monghidoro (BO) I Maggi Villa Minozzo (RE) Galina grisa o Galëina grisa in val Tidone, a Pianello Val Tidone o a Cicogni, frazione di Pecorara (PC) e a Romagnese (PV) Maggio a Santo Stefano d'Aveto (GE) Cantamaggio a Terni (TR) Maggiolata a Firenze (FI) Pianta dal Macc a Canzo (CO) Calendimaggio de le Stríe ('delle Streghe') a Nogaredo (TN), in Val Lagarina E ben vena Magg nell'Alessandrino A Seveso è presente nella prima domenica e nel primo lunedì di maggio la festa detta di Calendimaggio, storica sagra della parrocchia cittadina di San Pietro e festa del santo patrono La Maggiolata a Castiglione d'Orcia in provincia di Siena nella notte tra il 30 aprile e il 1º maggio Ecco Maggio giù ppe'r piano... a Badia Prataglia (AR) la notte tra il 30 aprile e il 1º maggio Cantamaggio nelle frazioni del comune di Chiusi della Verna che si trovano nella Vallesanta. Ju Calenne in varie frazioni del comune di Tornimparte (AQ) A Nocera Superiore si celebra nella frazione periferica di Materdomini, assumendo il nome di Festa del Majo.

In diverse città si è formalizzata in una vera e propria consuetudine dotata di regole interne e a carattere fortemente spettacolare, come la Maggiolata a Firenze o il Calendimaggio ad Assisi.

Oggi in alcuni luoghi si celebra durante tutto il mese di maggio questa tradizione, come nel caso dal Maggio Itinerante Pistoiese.

Il Calendimaggio sulla Montagna pistoiese Nelle province della Montagna pistoiese il Calendimaggio viene celebrato nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio e consiste nell'itinerare lungo il paese cantando i canti del maggio sotto ogni casa. La tradizione vuole che un ramo molto grosso della pianta di ontano venga trasportato dai "Maggerini" (i cantori del maggio) e su di esso vengano appesi i doni dati nelle case. Attorno alla pianta si tenevano danze e l'elezione della Reginetta del maggio. Alla fine del percorso questo ramo, a seconda dei luoghi, poteva venire issato con i doni per diventare il palo della cuccagna.

Nel dopoguerra il Collettivo Folcloristico Montano ripropose la tradizione sulla Montagna pistoiese dal 1976 come pure da parte di altre forme associative fra le quali i Cantori Appennino Toscano dal 1977.

Il Cantamaggio nelle Quattro province La celebrazione del Cantamaggio in questa zona è strettamente legata alle questue, che prendono aspetti e nomi differenti a seconda della località in cui si tengono. Il periodo in cui si svolge sono i primi giorni di maggio, anticipato al sabato prima di Pasqua (Sabato Santo) a Romagnese (PV) o posticipato al 3 maggio (festa della Santa Croce) nella zona fra il passo del Brallo, Bobbio e Corte Brugnatella o alla prima domenica di maggio.

In val Tidone si chiama La galina grisa o La galëina grisa, a Marsaglia di Corte Brugnatella in val Trebbia Carlin di maggio (storpiatura di Calendimaggio).

Discografia 1974 - Canzoniere Internazionale Siam venuti a Cantarmaggio (Fonit Cetra, Folk Internazionale 29, LPP 261) 1980 - 'Maggiolata' in Toscana vol.1 - Grosseto - Siena - Cetra 'I Suoni' su 5004 - a cura di Diego Carpitella 1984 - Musa di pelle, pinfio di legno nero... Baraban—ACB 1985 - Giacu Trus Tre Martelli—Pentagramma 1989 - Canti e musiche popolari dell'Appennino pavese. I canti rituali, i balli, il piffero, a cura di Aurelio Citelli e Giuliano Grasso—ACB 1990 - Antologia, Ciapa Rusa — Robi Droli 1995 - In festa, Micrologus 1996 - 'Kalenda Maya' in italiano - Angelo Branduardi in 'Chominciamento di gioia' - La Voce del Padrone CD 2000 - Eva Tagliani. La voce delle mascherate, a cura di Aurelio Citelli e Giuliano Grasso—ACB 2000 - Tendachënt Ori pari (Folkclub Etnosuoni) 2001 - Balla Ghidan, Gruppo ricerca popolare — Voxi de Zena 2003 - Acqua foco e vento, Riccardo Tesi e Maurizio Geri — Il manifesto 2004 - In cerca di grane, Ariondassa — Folkclub etnosuoni 2004 - Lune Riccardo Tesi, Maurizio Geri e Banditaliana—Suppl. de ‘Il Manifesto 2005 - 'Kalenda Maya', di Raimbaut de Vaqueiras, in Scenari: la musica dalle origini al Cinquecento—La Nuova Italia 2007 - Sentré Musiche selvagge - ACB 2008 - E l'è arrivà il mese d'aprile Cori spontanei dell'Appennino piacentino—Soprip 2017 - 40 gir 1977-2017 Tre Martelli—Felmay

Note

Voci correlate Albero di maggio Ascensione (festività) Beltane Bruscello (teatro) Calendimaggio di Assisi Canti del Maggio Esposizione Beatrice Maggio drammatico Maggio Musicale Fiorentino Notte di Valpurga Sega la vecchia

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Collegamenti esterni S. Gargini Non son poeta e non ho mai studiato, cantate voi che siete alletterato. Canti della tradizione popolare ed altre notizie e documenti raccolti, Comune di San Marcello P/se, 1986

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