La città metropolitana di Roma Capitale è un ente territoriale di area vasta del Lazio, con capoluogo Roma. Istituita dalla legge 7 aprile 2014, n. 56, è subentrata il 1º gennaio 2015 alla precedente provincia di Roma, succedendole in tutti i rapporti e le funzioni e mantenendone il territorio.
Con abitanti distribuiti in 121 comuni, è la città metropolitana più popolosa d'Italia. Il suo territorio si estende per oltre km², pari a circa un terzo della superficie regionale.
Il sindaco metropolitano è di diritto il sindaco di Roma Capitale; dal 2021 la carica è ricoperta da Roberto Gualtieri.
Geografia fisica Il territorio della città metropolitana si estende per , pari a circa un terzo della superficie del Lazio, e presenta una notevole varietà morfologica: comprende la Campagna romana, la bassa valle del Tevere, gran parte del bacino dell'Aniene, il bacino dell'alto Sacco, rilievi appenninici e preappenninici, i distretti vulcanici sabatino e albano e un esteso litorale sul mar Tirreno.
Orografia La morfologia del territorio metropolitano è caratterizzata dalla presenza di rilievi di diversa origine geologica. A nord e a nord-ovest si estende il settore vulcanico dei Monti Sabatini, comprendente le depressioni occupate dai laghi di Bracciano e Martignano, mentre verso il confine con la provincia di Viterbo si elevano i Monti della Tolfa. A sud-est si trova il complesso vulcanico dei Colli Albani, o Vulcano Laziale, nel quale sono comprese le conche lacustri del lago Albano e del lago di Nemi.
Il settore orientale e sud-orientale è invece interessato dalle dorsali carbonatiche dell'Appennino centrale. Procedendo da nord verso sud vi si incontrano i Monti Lucretili, i Monti Tiburtini, i Monti Prenestini, i Monti Ruffi, i Monti Affilani e i Monti Simbruini; questi ultimi costituiscono il settore più elevato del territorio metropolitano. Più a sud il territorio raggiunge la parte settentrionale dei Monti Lepini. A occidente delle principali dorsali preappenniniche emergono dalla Campagna romana i rilievi carbonatici isolati del Monte Soratte e dei Monti Cornicolani, costituiti da successioni meso-cenozoiche.
La massima elevazione della città metropolitana è raggiunta dal Monte Autore, nei Monti Simbruini, che raggiunge . Tra le altre cime principali figurano il Monte Pellecchia () e il Monte Gennaro () nei Monti Lucretili. Nel settore meridionale il Monte Semprevisa, con , costituisce la cima più elevata dei Monti Lepini e sorge al confine tra i territori provinciali di Roma e Latina.
Idrografia La rete idrografica metropolitana appartiene prevalentemente a bacini con deflusso verso il mar Tirreno. I principali corsi d'acqua sono il Tevere e l'Aniene, mentre i maggiori bacini lacustri sono concentrati nei distretti vulcanici sabatino e albano.
Fiumi
Il principale corso d'acqua è il Tevere, che attraversa il territorio metropolitano da nord a sud e, dopo aver percorso Roma, raggiunge il mar Tirreno con un'ampia foce deltizia.
Il maggiore affluente del Tevere nel territorio è l'Aniene. Il fiume nasce sui Monti Simbruini nel territorio della provincia di Frosinone e, dopo circa 16 km, entra nella città metropolitana; attraversa quindi l'alta e media valle omonima, Tivoli e la pianura orientale di Roma, confluendo nel Tevere presso Ponte Salario. Il suo bacino si estende per circa e presenta caratteristiche prevalentemente montane a monte di Tivoli e di pianura nel tratto inferiore.
Tra gli altri corsi d'acqua che interessano il territorio metropolitano figurano: il Mignone, il cui bacino interessa il settore nord-occidentale e che per parte del proprio corso delimita il territorio verso la provincia di Viterbo; l'Arrone, emissario del lago di Bracciano, che attraversa il settore occidentale e raggiunge il Tirreno; il Farfa, affluente di sinistra del Tevere, il cui bacino interessa il settore settentrionale; l'Incastro, che sfocia nel Tirreno presso Ardea; il Sacco, appartenente al bacino del Liri-Garigliano, che interessa il settore sud-orientale; il Loricina, che raggiunge il Tirreno presso Nettuno; l'Astura, che nel tratto terminale delimita il territorio metropolitano da quello della provincia di Latina e sfocia nel Tirreno nei pressi di Torre Astura.
Laghi I principali laghi della città metropolitana sono di origine vulcanica e appartengono ai distretti sabatino e albano.
Il lago di Bracciano, situato nel settore nord-occidentale, occupa una depressione vulcano-tettonica formatasi in seguito al collasso di una camera magmatica del distretto sabatino. Con una superficie di circa è il secondo lago del Lazio per estensione e raggiunge una profondità massima di . Sulle sue rive sorgono Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano; il bacino è compreso nel Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano.
Nello stesso distretto si trova il lago di Martignano, anch'esso di origine vulcanica e compreso nel parco regionale di Bracciano-Martignano.
Nel settore sud-orientale, all'interno del complesso dei Colli Albani, si trovano il lago Albano e il lago di Nemi. Il lago Albano occupa una conca derivata dall'unione di due crateri, ha una superficie di circa e raggiunge una profondità massima di circa , risultando il più profondo tra i laghi vulcanici italiani. Sulle sue rive sorge Castel Gandolfo.
Il lago di Nemi, anch'esso di origine vulcanica, è situato a di quota, ha una superficie di e una profondità massima di circa .
Tra i bacini minori figurano: il lago di Giulianello, o lago La Torre, situato tra i territori comunali di Artena e Cori e quindi a cavallo tra la città metropolitana di Roma e la provincia di Latina. È il terzo lago vulcanico dei Colli Albani e, insieme al territorio circostante, costituisce dal 2007 un monumento naturale regionale; i Lagustelli di Percile, costituiti dai laghi Fraturno e Marraone, situati nel territorio di Percile sui Monti Lucretili e riconosciuti come zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar; altri piccoli bacini naturali e artificiali distribuiti nel territorio metropolitano.
Mare
La città metropolitana è delimitata a ovest dal mar Tirreno e possiede un litorale lungo circa , esteso dal confine con la provincia di Viterbo a nord fino a quello con la provincia di Latina a sud. La costa interessa i territori di Civitavecchia, Santa Marinella, Cerveteri, Ladispoli, Fiumicino, Roma, Pomezia, Ardea, Anzio e Nettuno.
Il litorale è prevalentemente basso e sabbioso, alternato localmente a tratti rocciosi e ad ambienti dunali e retrodunali. Nel settore settentrionale si trovano, tra gli altri, Capo Linaro, Santa Marinella e Santa Severa, mentre il settore centrale comprende il delta del Tevere e il litorale romano di Ostia e Castel Fusano. Più a sud la costa prosegue attraverso Torvaianica, Ardea, Anzio e Nettuno fino a Torre Astura.
Lungo il litorale sono presenti aree di particolare interesse naturalistico, tra le quali la Riserva naturale statale Litorale Romano, il Monumento naturale Palude di Torre Flavia, la Riserva naturale regionale Tor Caldara e l'Area naturale marina protetta Secche di Tor Paterno. Numerose sono inoltre le fortificazioni costiere, tra cui il Castello di Santa Severa, il Castello di Palo, Tor San Lorenzo, Torre Astura e il Forte Sangallo.
Clima Le caratteristiche climatiche variano sensibilmente in relazione alla distanza dal mare, all'altitudine e alla morfologia. La fascia costiera e la Campagna romana presentano condizioni tipicamente mediterranee, con estati calde e relativamente asciutte e inverni miti; procedendo verso l'interno e aumentando la quota, le temperature medie diminuiscono e le precipitazioni tendono ad aumentare. Nei settori montani orientali, in particolare sui Monti Lucretili e sui Monti Simbruini, assumono maggiore rilievo le caratteristiche climatiche appenniniche.
Le differenze altimetriche, l'esposizione dei versanti e la complessa morfologia dei rilievi determinano inoltre condizioni microclimatiche locali, particolarmente evidenti nei sistemi montuosi.
Aree naturali protette
Il territorio metropolitano comprende un articolato sistema di aree naturali protette, comprendente parchi regionali, riserve naturali statali e regionali, monumenti naturali e un'area marina protetta. La sola Roma comprende oltre ettari di territorio protetto gestiti dall'ente regionale RomaNatura, distribuiti tra parchi, riserve e monumenti naturali, oltre all'area marina delle Secche di Tor Paterno. Nel complesso, le aree naturali e agricole di Roma raggiungono circa ettari.
Tra le principali aree protette comprese interamente o parzialmente nel territorio metropolitano figurano:
Parco regionale dell'Appia antica Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano Parco naturale regionale dei Monti Lucretili Parco naturale regionale Monti Simbruini Parco regionale di Veio Parco regionale dei Castelli Romani Parco regionale urbano di Aguzzano Parco regionale urbano del Pineto Parco naturale-archeologico dell'Inviolata Riserva naturale statale Litorale Romano Riserva naturale di Decima-Malafede Riserva naturale dell'Insugherata Riserva naturale Laurentino-Acqua Acetosa Riserva naturale della Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco Riserva naturale di Macchiatonda Riserva naturale della Marcigliana Riserva naturale di Monte Catillo Riserva naturale di Monte Mario Riserva naturale regionale Monterano Riserva naturale del Monte Soratte Riserva naturale di Nomentum Riserva naturale della Tenuta dei Massimi Riserva naturale della Tenuta di Acquafredda Riserva naturale di Nazzano, Tevere-Farfa Riserva naturale regionale Tor Caldara Riserva naturale della Valle dei Casali Riserva naturale Valle dell'Aniene Area naturale marina protetta Secche di Tor Paterno Monumento naturale Caldara di Manziana Monumento naturale Palude di Torre Flavia Monumento naturale Valle delle Cannuccete Monumento naturale Parco della Cellulosa Monumento naturale Tenuta di Mazzalupetto - Quarto degli Ebrei Monumento naturale di Galeria Antica Monumento naturale Lago di Giulianello - La Torre
Nel territorio di Roma ricadono inoltre la Tenuta presidenziale di Castelporziano, numerosi parchi e ville storiche e altre aree verdi urbane. Tra le ville di maggiore rilievo storico e monumentale figurano Villa Doria Pamphilj, Villa Borghese, Villa Ada e Villa Torlonia.
Storia Dalla Comarca di Roma alla Provincia pontificia Le origini amministrative dell'attuale città metropolitana possono essere ricondotte alla riorganizzazione territoriale dello Stato Pontificio avviata all'inizio del XIX secolo. Con il motu proprio Per ammirabile disposizione del 6 luglio 1816, Pio VII procedette a una nuova articolazione amministrativa dello Stato; tale organizzazione fu ulteriormente definita da Gregorio XVI con l'editto del 5 luglio 1831, Ordinamento amministrativo delle provincie e de' consigli comunitativi.
L'editto del 1831 confermò l'esistenza di una circoscrizione distinta dalle altre delegazioni pontificie, comprendente i territori suburbani dipendenti dalla capitale e denominata Comarca di Roma. Essa disponeva di un consiglio, convocato annualmente per l'approvazione dei bilanci, e di una commissione amministrativa di tre membri incaricata della gestione ordinaria. Tra le principali competenze figuravano la costruzione e la manutenzione della rete stradale dell'Agro romano e della Comarca, le spese relative all'alloggiamento dei carabinieri e, dopo la Repubblica Romana del 1849, delle truppe francesi presenti nel territorio pontificio.
Le riforme amministrative promosse sotto Pio IX dopo il 1849 ampliarono le competenze provinciali e della Comarca, comprendendovi anche il mantenimento di ospedali e altri istituti pubblici posti in tutto o in parte a carico dell'amministrazione territoriale. Questa struttura costituì il principale antecedente istituzionale della Provincia di Roma costituita dopo l'annessione della città al Regno d'Italia.