La città metropolitana di Palermo è una città metropolitana italiana di abitanti della Sicilia. Comprende 82 comuni su una superficie di . È subentrata il 4 agosto 2015 al posto della soppressa provincia regionale di Palermo.
Affacciata a nord sul mar Tirreno, confina ad ovest con il libero consorzio comunale di Trapani, a sud con il libero consorzio comunale di Agrigento e il libero consorzio comunale di Caltanissetta, ad est con la città metropolitana di Messina e il libero consorzio comunale di Enna. Fa parte del territorio metropolitano anche l'Isola di Ustica.
Geografia fisica La città metropolitana di Palermo si affaccia a nord sul mar Tirreno, ad ovest confina con il libero consorzio comunale di Trapani a sud con quelli di Agrigento e di Caltanissetta, ad est con la città metropolitana di Messina e il libero consorzio comunale di Enna. L'area della città metropolitana comprende anche l'Isola di Ustica.
Rilievi
La divisione altimetrica vede prevalere il territorio collinare e quello montuoso: retrostanti alle strette piane costiere, tra cui celebre è la Conca d'Oro dove sorge Palermo, si aprono ampie zone montagnose, sia ad est che ad ovest, con numerose cime che superano i mille metri d'altitudine, e tante località di montagna o d'alta collina.
Nel territorio s'innalzano diversi rilievi e massicci montuosi, identificabili in parte con il cosiddetto Appennino Siculo. Tra questi, spiccano le Madonie, ricadenti nell'omonimo parco naturale, seconda catena montuosa siciliana sia per estensione che per altitudine, sfiorando i 2000 m con la seconda vetta siciliana dopo l'Etna, ovvero Pizzo Carbonara.
Rilievi di minore importanza sono i Monti di Palermo, che circondano il capoluogo con cime superiori ai millecento metri, i Monti Sicani, con un'area oltre i 900 m d'altitudine sulla quale svettano Monte Cammarata e Rocca Busambra di oltre millecinquecento metri.
Caso a parte è l'isolato Monte Pellegrino, promontorio di natura calcarea, all'interno del quale è possibile ammirare numerose grotte di origine carsica o marina, tra le quali le Grotte dell'Addaura. Tutti questi gruppi montuosi vengono frequentemente ricoperti dalla neve durante l'inverno oltre i 1000 m (a volte anche a quote più basse), con l'eccezione di Monte Pellegrino, posto di fronte al mare.
Idrografia Come in tutto il territorio siciliano, ad eccezione dell'Ennese, nel Palermitano vi sono laghi di origine esclusivamente artificiale, perlopiù dighe di varie dimensioni situate nel retroterra collinare della città metropolitana. Alcune di essi sono divenuti tappa dei flussi migratori di numerose specie di uccelli. Pochi sono inoltre i fiumi, a carattere prettamente torrentizio. Tra questi il fiume Oreto, che attraversa il capoluogo; l'Imera Settentrionale, che scorre per circa 35 km attraversando i comuni di Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Cerda, Collesano, Scillato, Sclafani Bagni, Termini Imerese e Valledolmo; il fiume Belice, che si forma dall'unione di due rami, uno il Belice destro (45,5 km), che nasce presso Piana degli Albanesi, e l'altro il Belice sinistro (42 km), che scende dalla Rocca Busambra, un altro fiume è il fiume Eleuterio che nasce nelle vicinanze del Lago Scanzano e per circa 30 km scorre attraversando i comuni di Marineo, Bolognetta, Misilmeri, Villabate, Ficarazzi e dopo aver bagnato tali comuni sfocia nel Mar Tirreno.
Riserve naturali Il Palermitano ospita diverse aree naturali protette o aree che rivestono comunque un certo interesse naturalistico.
Tra queste un posto di rilievo merita il Parco delle Madonie, parco regionale il cui territorio ricade interamente nella città metropolitana palermitana. Il parco ospita oltre la metà delle specie vegetali siciliane, e in particolare gran parte di quelle presenti solo in Sicilia come l'endemico Abies nebrodensis. Per la fauna sono presenti oltre la metà delle specie di uccelli, la totalità delle specie di mammiferi e più della metà delle specie di invertebrati dell'isola. Notevoli sono anche le peculiarità geologiche, grazie alle quali il parco è entrato a far parte del network European Geopark..
Vanno segnalate inoltre:
La Riserva naturale orientata Monte Pellegrino ospita una flora tipica delle rupi costiere, con specie quali la palma nana, il ficodindia, il cappero, il cavolo rupestre, l'erba perla mediterranea, il garofano di rupe, nonché alcuni endemismi quali il fiordaliso delle scogliere (Centaurea ucriae). La zona delle falde ospita ampie aree di macchia mediterranea e di bosco, con specie quali il leccio, l'orniello, il carrubo, il corbezzolo, l'alloro, il lentisco, l'alaterno, l'euforbia arborea, la salsapariglia.La fauna presenta la Poiana, il Falco pellegrino, il Gheppio, il Barbagianni, l'Assiolo e la Civetta, mentre tra i migratori abbiamo il Falco pecchiaiolo; tra i passeriformi specie importanti sono il Passero solitario ed il Crociere. La Riserva naturale orientata Capo Gallo, tra Mondello e Sferracavallo a 15 km dal capoluogo, è caratterizzata da un selvaggio paesaggio marino e al contempo montano, affiancando spiagge incontaminate e irte di pittoreschi scogli a rupi che si innalzano a capofitto sopra il mare, con numerose grotte. La Riserva naturale orientata Isola delle Femmine si trova sull'omonimo isolotto situato a circa trecento metri dalla costa prospiciente il comune di Isola delle Femmine. L'Area naturale marina protetta Capo Gallo - Isola delle Femmine coinvolge un interessante ambiente marino compreso tra le due precedenti riserve naturali. La Riserva naturale orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago comprende l'area boschiva più vasta della Sicilia occidentale, di notevole interesse sia floristico che faunistico. Ospita numerose specie di Quercus, tra cui l'endemica Quercus gussonei, nonché numerosi endemismi rupestri quali la Centaurea busambarensis. Ai piedi della Rocca Busambra si trova inoltre una delle poche stazioni siciliane di Atropa belladonna. La Riserva naturale orientata Serre della Pizzuta, in località Piana degli Albanesi, è l'unica località dove prospera la rara Viola ucriana, un endemismo puntiforme che cresce ad una altitudine di 800-1.300 m, su terreni calcarei scoscesi, popolati da una vegetazione di gariga (Erica multiflora) o prateria mediterranea (Ampelodesmos mauritanicus). La Riserva naturale orientata Bosco di Favara e Bosco Granza, situata tra i comuni di Aliminusa, Cerda, Montemaggiore Belsito e Sclafani Bagni, è costituito in prevalenza da facies arenacee associate a facies conglomeratico-arenacee del miocene inferiore-oligocene superiore. La Riserva naturale integrale Grotta di Entella, in località Contessa Entellina, comprende la omonima grotta, conosciuta localmente come Grotta dei Dinari, ubicata alla base della parete Ovest del rilievo della Rocca di Entella (557 metri s I m), che si estende su tre livelli di gallerie per uno sviluppo totale di circa 400 m. La Riserva naturale orientata Monte Carcaci, tra Castronovo di Sicilia e Prizzi, ospita boschi di leccio (Quercus ilex) e roverella (Quercus pubescens), a cui spesso si mischiano il sorbo torminale (Sorbus torminalis) e l'acero campestre (Acer campestre). Molto ricca l'avifauna con numerosi rapaci quali lo sparviere (Accipiter nisus), la poiana (Buteo buteo), il nibbio bruno (Milvus migrans) e il falco pellegrino (Falco peregrinus).
La Area marina protetta Isola di Ustica si trova nell'omonima isola al largo nel Tirreno, 67 km a nordovest di Palermo. La Riserva naturale orientata Capo Rama ha particolare interesse naturalistico: presenta una scogliera ricca di infiorescenze arbustive, e specie come la palma nana ed il tè siciliano, che ammantano la zona costiera. Ricca è la fauna di rettili ed uccelli che popolano l'area, con specie migratorie qual è l'Airone cenerino.
Clima
Secondo la classificazione dei climi di Köppen il clima del territorio palermitano appartiene alla fascia Csa e quindi è di tipo mediterraneo, caratterizzato da temperature miti, da precipitazioni concentrate soprattutto nel semestre invernale con inverni generalmente brevi e freschi ed estati lunghe e torride. Queste caratteristiche si limitano tuttavia ai comuni costieri, capoluogo compreso (a un'altitudine maggiore il clima tende ad assumere connotati più montani anche se con distribuzione delle precipitazioni tipiche del clima mediterraneo) i quali sono inseriti nella fascia climatica B, con accensione degli impianti termici consentita per sole 8 ore giornaliere dal 1º dicembre al 31 marzo. In genere in queste zone il termometro si mantiene sopra lo zero e le temperature medie invernali si aggirano sugli 11 °C. In alcuni anni in estate quando soffia lo scirocco si possono superare i 40° (con minime superiori ai 30°) anche se con tassi di umidità bassissimi.
Diversa è invece la situazione nell'interno, dove molte città fanno invece parte delle fasce C e D, che denotano un maggior rigore climatico, ed alcuni addirittura nella fascia E, con temperature simili a quelle di altre zone montuose italiane: è il caso di Petralia Soprana, ad esempio, che sorge ad quasi milleduecento metri d'altezza. In queste zone da novembre a marzo non sono infrequenti le nevicate che diventano via via più intense e persistenti man mano si sale di quota. Le Madonie sono la zona più nevosa della città metropolitana. Nei comuni collinari e montani il clima d'estate è sempre caldo ma decisamente meno, soprattutto per le minime notturne, rispetto alle zone costiere. D'inverno la temperatura è molto fredda e le nevicate a quote alte sono frequenti anche se le zone più in ombra possono ricevere meno precipitazioni delle zone più esposte e (per quanto riguarda quelle sotto forma liquida) quelle costiere. Negli anni 80 si sono registrate abbondanti e frequenti nevicate che hanno registrato un calo nel decennio successivo e un nuovo aumento negli ultimi anni. D'estate nell'area di Palermo, come in tutta la Sicilia, il clima si fa arido con frequenti periodi di assenza totale o quasi di precipitazioni.
Nella città metropolitana di Palermo sono ubicate le seguenti stazioni meteorologiche, ufficialmente riconosciute dall'Organizzazione meteorologica mondiale: Stazione meteorologica di Palermo Boccadifalco Stazione meteorologica di Palermo Punta Raisi Stazione meteorologica di Prizzi Stazione meteorologica di Ustica
Storia Le testimonianze della Preistoria All'era mesolitica appartengono i graffiti della Grotta dell'Addaura di Monte Pellegrino a Palermo, che rappresentano delle figure umane dedite a danze rituali e forse ad un sacrificio umano. Si tratta di una delle tracce più significative della proto-storia dell'arte, che rendono inoltre l'idea di quanto antico fosse l'insediamento dell'uomo nelle aree semi-costiere della città metropolitana, insediamento che fu indubbiamente favorito dalla presenza di condizioni geografiche e climatiche introvabili nel Vicino Oriente, da dove partì il più primordiale flusso migratorio diretto alla Sicilia. Un aspetto che favorì anche questi insediamenti fu la composizione delle rocce dei Monti di Palermo, calcaree, porose, e dunque ideali per scavare ed ampliare grotte.
Himera Tra i più antichi centri del territorio è Himera, colonia greca che sorge su un verde altipiano alle spalle di Termini Imerese. Era la colonia greca più occidentale, secondo Tucidide fondata da coloni appartenenti alla gens di Euclide. Nel 480 a.C., Terone – tiranno di Akragas, odierna Agrigento – invase Himera, scacciando il suo re, Terillo. Questi, però, chiamò in proprio soccorso i cartaginesi, con un possente esercito di trecentomila uomini, che il tiranno agrigentino poté sconfiggere solo chiedendo a sua volta aiuto a Gelone di Siracusa, come racconta Diodoro Siculo. Ma nel 408 a.C. fu il temibile cartaginese Annibale, nipote di Amilcare, a vendicare i propri avi saccheggiando e radendo al suolo Himera, non più ormai protetta dai siracusani.
Solunto