Il convento di Sant'Angelo è un edificio religioso e monumento nazionale del XV secolo che si trova presso Ocre, in provincia dell'Aquila, su uno sperone di roccia del monte Circolo al di sopra della chiesa di Santa Maria ad Cryptas a Fossa. Inizialmente gestito dalle suore, viene poi donato a una comunità dell'Ordine dei frati minori e ristrutturato. Si pensa che l'autore del progetto possa essere il frate Francesco di Paolo dell'Aquila, il quale aveva precedentemente progettato e diretto la costruzione della chiesa di San Bernardino all'Aquila.

Storia

Il convento francescano fu realizzato nel 1409 come monastero di clausura delle suore benedettine, accanto alla preesistente chiesa di Sant'Angelo del Peschio. Tuttavia, nel 1480 papa Sisto IV, con la bolla Vices illius, lo affidò all'Ordine dei frati minori dell'Osservanza di San Bernardino; i quali, come scrisse il beato Bernardino da Fossa nella sua Cronaca, demolirono l'edificio per poi progettarne e costruirne uno nuovo. In seguito alla riforma dell'Ordine francescano, nel 1593, il convento venne ceduto ai frati minori riformati.

Il 15 ottobre 1488, su permesso del vescovo Bartolomeo di Sulmona, fu prelevata dalla cattedrale di San Panfilo a Sulmona, una reliquia del santo, che venne poi trasportata al convento di Sant'Angelo d'Ocre.

Nel convento trascorse gli ultimi anni della sua vita il beato Timoteo da Monticchio.

Dopo essere stati costretti ad abbandonare il convento nel 1866, i frati riformati ritornarono nel 1887 avendo ottenuto in affitto la struttura dal comune di Ocre, il quale ne era ormai il proprietario dal 1868. Prima del ritorno dei frati, il convento vide un lungo periodo di decadenza, durante il quale venne anche trasformato in lazzaretto (1880-1881), per essere successivamente riaperto agli inizi del XX secolo ed essere tenuto dai frati francescani fino al 2009.

Nel periodo della seconda guerra mondiale venne gravemente danneggiato dai tedeschi, che ne bruciarono gli arredi e i 1500 volumi della biblioteca. I lavori di restauro sono stati eseguiti dal 1958 al 1972.

È stato danneggiato a seguito del terremoto dell'Aquila del 2009, abbandonato dai frati e ancora non ristrutturato.

Descrizione

Esterno Il convento si struttura intorno al proprio chiostro, affiancato, in perfetto stile benedettino e cistercense, a sud dal refettorio e a nord dalla chiesa conventuale, ristrutturata nel XVIII secolo. La facciata, costruita nel 1761, è coronata da un semplice timpano triangolare, sotto il cui vertice è inserita la statua di San Michele Arcangelo all'interno di una nicchia, unico elemento decorativo presente. La porta a due battenti è in legno di quercia e presenta una cornice in rilievo. A ridosso del lato sinistro della chiesa si eleva un semplice campaniletto a vela. Il portico esterno, risalente anch'esso al XVIII secolo e situato sul lato ovest, si compone di cinque arcate a tutto sesto poggianti su altrettanti grossi pilastri quadrati: tre in corrispondenza della facciata della chiesa e due, più ampie, in corrispondenza di quella del convento.

Il chiostro quadrato si sviluppa su due ordini di arcate. L'ordine inferiore, nonché il più antico, è porticato su tutti e quattro i lati, e presenta una copertura con volta liscia a crociera. È costituito da 16 pilastri ottagonali sui quali si impostano altrettanti archi a tutto sesto; ed è caratterizzato lungo le pareti interne da 23 lunette dipinte a tempera nel 1660 da parte di tale Borani e raffiguranti scene della vita di Sant'Antonio da Padova. Al di sopra di ciascuna lunetta è rappresentato uno stemma della famiglia ocrese che la commissionò. L'ordine superiore invece, è porticato solamente su due lati: quello nord, formato da una loggia architravata sorretta da sottili colonnine marmoree, e quello est, costituito da arcate a pieno centro poggianti su pilastri quadrati.

Interno La pianta è a navata unica e termina con un coro quadrangolare preceduto dall'altare maggiore, la volta a botte e le pareti laterali sono ornate con stucchi rappresentanti festoni di rose. Oltre a quello maggiore (1652) sono presenti quattro altari, due per lato: a destra, quello dell'Immacolata (1791) e quello di Sant'Antonio da Padova (1677), a sinistra quello di San Michele Arcangelo e quello di Sant'Anna (1758).

Sulla volta absidale del piccolo coro in legno di noce è presente una raffigurazione del re David che suona l'arpa. Sulle pareti laterali, invece, vi sono due grandi dipinti su tela del XVIII secolo: la Natività di Gesù a destra e lAdorazione dei Magi a sinistra. Alla destra del coro una porta immette nella sagrestia, nella quale è presente un'urna cineraria in pietra dove furono riposte le ossa di Bernardino da Fossa il 30 aprile 1516.La parete di fondo del refettorio è ornata da un affresco del XVI secolo che rappresenta l'Ultima Cena.

Nell'ampio ambiente del primo piano del convento doveva presumibilmente trovarsi la biblioteca conventuale, costituita e incrementata da Bernardino da Fossa, ora non più esistente.

Numerosi i dipinti ospitati nella chiesa, tra i quali un'opera del maestro dei Polittici Crivelleschi, conservato presso il Museo nazionale d'Abruzzo.

Note

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