Biografia I primi anni Carlo Giuseppe Piola Caselli, figlio terzogenito del conte Antonio Piola e di donna Luigia Caselli (e fratello maggiore di Giuseppe Alessandro Piola Caselli), si firmava generalmente Carlo Piola Caselli, poiché una patente di Carlo Alberto (24 novembre 1837) aveva acconsentito l'unione del cognome materno, reso illustre dal prozio cardinale che aveva negoziato a Parigi il Concordato napoleonico del 1801. Allievo nella Regia Militare Accademia, come si legge nello "Stato di Servizio", il 4 set. 1841 è nominato in essa sottotenente di fanteria, quindi il 23 agosto 1842 luogotenente nell'artiglieria ma, desiderando entrare nella cavalleria, come suo fratello maggiore conte Angelo, il 22 aprile 1845 è ammesso come sottotenente nel Novara, divenendo effettivo il 21 luglio 1846 ed aiutante maggiore nel medesimo reggimento.

La Prima Guerra d'Indipendenza Partecipando alla Prima Guerra d'Indipendenza, riceve una "menzione onorevole per essersi distinto nel fatto d'armi sotto Verona il 6 mag. 1848": per l'esattezza, si tratta dell'episodio di una settimana prima, del 28, 29 e 30 aprile, come risulta anche nell'"Elenco" conservato allo Stato Maggiore. Promosso capit. nel Reale Corpo di Stato Maggiore il 24 marzo 1849.

Con circ. dell'8 mag. 1849 va a far parte, come ufficiale di Stato Magg., del campo di esercitazioni indetto dal nuovo monarca, Vittorio Emanuele II ed affidato a suo fratello, il Duca di Genova, nel Canavese (dintorni di Nole, Cirié e San Maurizio). Il 6 mag. 1850 il min. Alfonso La Marmora dirama una circ. incoraggiante gli "scritti di ufficiali" nell'interesse dell'"Esercito dei Lumi", poi il 4 sett. impartisce le disposizioni relative alle esercitazioni annuali, nelle lande di San Maurizio, e gli vien comandato di coadiuvare, con Marazzani, il Capo di Stato Magg. cav. di San Martino, rispondendo con delle relazioni tecniche ai numerosi quesiti relativi a delle operazioni sul terreno. Nel 3º trimestre va in licenza ordinaria a Genova, dove suo padre è Intendente Generale, ritornandovi nuovamente dal 13 al 20 genn. 1851. Al rientro, redige con Colli di Felizzano dei dettagliati "Rapporti sulla visita di diversi stabilimenti del Corpo R. di Artigl." ed il 12 mag. 1854 delle "Considerazioni Militari sopra i terreni" del biellese, con altri dettagli topografici e sull'individuazione di un sito per esercitazioni ed osservazione. Intanto, il 6 ott. 1853 è morto Cesare Saluzzo e gli vengono decretate solenni esequie: Piola Caselli figura tra coloro che, sottoscrivendo, ricevono la medaglia in bronzo a ricordo. In questi anni ha degli interessanti scambi epistolari con Giuseppe Govone, anche quando questi si reca in Oriente, conservati al Museo del Risorgimento di Torino. Il 9 settembre 1854 sta per esser assegnato alla Brigata Pinerolo sennonché vien ritenuto più utile ai servizi geodetici in campagna.

La Campagna di Crimea In vista della partecipazione del Regno di Sardegna alla Campagna di Crimea, l'8 aprile 1855 viene incaricato dell'"Organizzazione del Treno d'Armata addetto al Corpo di Spedizione", provvedendo all'imbarco di esso a Genova ed allo sbarco a destinazione, che egli studia dettagliatamente, compilando anche delle tabelle. In quest'occasione vien distribuita dal Ministero della Guerra anche un'"Istruzione nel Servizio degli Ufficiali di Stato Magg. in tempo di guerra". Iniziando le operazioni con la partenza da Torino, inizia a scrivere un "Giornale a principiare dal 13 aprile" che denominiamo "Diario", il quale è conservato nel Museo Storico dei Bersaglieri di Porta Pia a Roma (donato con altri cimeli dal figlio gen. di Corpo d'Armata Renato, quando diverrà fondatore e presidente di esso). Dirige infatti le operazioni di sbarco a Balaclava e provvede alla messa in opera dei magazzini. Anche Alessandro La Marmora il 4 giu., poco prima di morire a causa del colera, gli affida l'incarico, tramite il fratello Alfonso, di far sbarcare i materiali d'ambulanza. Compila inoltre dal 18 lugl. in poi i frequenti Rapporti sulle operazioni d'assedio.

Confida nel suo Diario l'esame di una magnifica occasione perduta, per colpa del gen. francese Morris, comandante i Cacciatori d'Africa, mentre nel libro di Cristoforo Manfredi, La spedizione sarda in Crimea nel 1855-56, la critica appare molto velata. Tuttavia non manca di combattere valorosamente il 16 ag., nella battaglia della Cernaia, tanto da venir proposto per la med. d'arg. al v.m., "siccome quegli che le circostanze portarono che egli avesse a trovarsi più avanti degli altri nei momenti di maggior pericolo": verrà invece premiato dal Re con l'ambitissima onorificenza di cav. dell'Ordine Militare di Savoia. Il colera però continua a mietere vittime, un reggim. di scozzesi si deve accampare accanto ai sardi di rinforzo. Il 7 sett., durante una ricognizione con il gen. Charles Marie Joseph Marius de Salles, vien leggermente ferito da una palla di mitraglia alla mano sinistra e contuso alla gamba sinistra da un'altra "palla morta". Il mattino del 9 i russi fanno saltare il forte Paolo e la Quarantena, danno fuoco a vari edifici ed abbandonano Sebastopoli. Il 4 ott. vien tracciata la ferrovia da Balaklava a Kamara. Il 23 sacrificano anche il forte Ochakoff. Il 28 nov. è incaricato di sollecitare i lavori ferroviari e l'11 dic. di dirigerne l'esercizio. La Marmora parte per Parigi. La temperatura il 19 scende a -20°. Il Natale trascorre malinconicamente.

A metà gennaio disimpegna le funzioni di comand. del Quartier Generale Principale e di Capo di Stato Magg. addetto alla Bigata Provvisoria. Il 15 feb. accenna all'uso delle locomotive, in contrasto con quanto afferma Manfredi, che avrebbero funzionato male. Ha qualche disappunto poiché il capit. inglese Powel vorrebbe in questo periodo l'uso logistico esclusivo della ferrovia, ma fa presente che potrebbero palesarglisi delle urgenti necessità. Il 14 mar. finalmente vien concluso l'armistizio. Il 16 ritorna La Marmora sul Costituzione. Il 24 assiste alle corse ippiche, con e senza ostacoli, che egli ammira con delle punte di meraviglia, cui però il gen. Alexsander Nicolajewitsc von Lüders non partecipa. Il 2 apr. si ha conferma della pace e ciascuna delle 3 armate alleate saluta con una salva di 101 colpi. L'11 i russi acconsentono alla visita dell'altipiano fino ad Ischimil: ne scaturiscono interessantissime considerazioni tattiche. Il 14 gli alleati La Marmora, Pélissier e Codringtron si riuniscono sull'altipiano di Makenzi à déjuner, accolti da Lüders e da salve d'artiglieria. Il 17 firma, da Kadikoi, "Per il Capo di Stato Magg.". Il 18 La Marmora informa il Ministro che il principe Gortchacof è stato esonerato e sostituito da Lüders. Il 30 accompagna La Marmora e Codrington a visitare il campo di battaglia dell'Alma, svolgendo così nel Diario molte altre interessantissime considerazioni. Con Govone e Vittorio La Marmora è incaricato dei particolari dell'imbarco dei materiali, degli uomini, compreso il pittore Girolamo Induno, e dei quadrupedi. È testimone anche delle cortesie degli alleati verso La Marmora, dell'accoglienza da parte del sultano e dei ministri della Sublime Porta, visita alla quale partecipa anche lui, quindi delle ovazioni al rientro, alla Spezia, illuminata per l'occasione, che il gen. accoglie dalla scialuppa, essendo tutti in quarantena.

L'8 lugl. 1856 è nominato Capo di Stato Magg. della Sotto Div. Mil. di Novara. Il 2 lug. 1857 redige un "Rapporto sulla composizione e forza delle truppe austriache al campo di Somma", nei cui paraggi si è recato appositamente, cui seguono poi delle altre "Informazioni" raccolte da varie fonti. Queste osservazioni continuano ad esser redatte, con Giuseppe Govone e con il magg. Buraggi, anche per tutto l'arco del 1858, indirizzandole al proprio gen. Paolo Antonio De Cavero, intensificandole con l'anno nuovo. Il 9 genn. 1859 osserva anche le fortificazioni di Laveno. Il 13 va a Milano ed al ritorno il 19 espone delle "Notizie Politico-Militari" giudicate a margine "interessanti" anche se in qualche punto inesatte, per la difficoltà di avere un quadro completo e forse perché vien anche attuato un depistaggio avversario, ma lo Stato Magg. si avvale di diverse fonti a confronto. Si è rivolto a dei giovani patrizi, ma vien anche avvicinato da uno dei patrioti più accesi, probabilmente Enrico Dandolo (i nomi son coperti da riserbo nel caso in cui le carte, spesso in inchiostro simpatico, finissero intercettate o comunque spiate). Altre vengon considerate di poco interesse, mentre il "Rapporto sulla posizione delle truppe austriache in Lombardia" del 26 vien giudicato "interessante". Le sue "Notizie di Lombardia" del 6 feb. vengon annotate "importanti". In un allegato, i movimenti ferroviari delle truppe austriache. Sicuramente in campo austriaco si son fiutate le grosse sollecitazioni che vengon fatte a Napoleone III di intervenire in aiuto al Regno di Sardegna. Seguono altre relazioni il 18 e 28 feb. ed il 9 mar.

Il 12 mar. 1859 vien promosso magg. di Stato Magg. della Sotto Div. Mil. di Novara. Il 3 aprile, data l'urgenza, comunica direttamente al min. La Marmora "L'arrivo del 2º corpo d'Armata austriaco", che così assommerebbero a 5. Il 24 aprile diviene comand. del Quartier Generale Principale dell'Armata, che va quindi ad insediarsi a San Salvatore Monferrato, passando poi sotto il gen. Enrico Morozzo della Rocca.

Per ordine di Vittorio Emanuele II il gen. Morozzo della Rocca il 1º giugno lo invia al Quartier Generale Principale di Napoleone III, al quale reca delle carte topografiche, raggiungendo a cavallo la carrozza imperiale a Borgovercelli diretta a Novara, ma la missione s'incardina in colloqui con l'Imperatore dei francesi, essendo Piola Caselli un profondo conoscitore dei luoghi. Napoleone III lo invita a intrattenersi con lui a pranzo, quindi la mattina vanno insieme a cavallo a visitare le varie posizioni ed a ponderare attentamente il da farsi in base alle caratteristiche del territorio ed alle armate avversarie che incombono. È infatti un momento cruciale. Mettono artatamente insieme anche lo scambio di dispacci telegrafici tra il Re e l'Imperatore, per ingannare l'avversario, la cui chiave di scrittura gli è stata sicuramente data in mano prima di partire. Cosicché la battaglia di Palestro ha successo e Vittorio Emanuele II con Napoleone III entrano a Milano: Piola Caselli fa parte del seguito.

Con l'armistizio di Villafranca hanno fine le ostilità e nel medesimo giorno vien decorato della croce di cav. dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, "per gl'importanti e zelanti servigii ognora prestati durante il periodo della guerra", cui si aggiunge il plauso del Capo di Stato Magg. dell'Armata, gen. Alessandro Della Rovere. Dal 1° ag. diviene Capo di Stato Magg. della 5ª Div. Attiva di stanza a Salò, comandata dal gen. Domenico Cucchiari. Incarico molto delicato, non essendo ancora consolidata la pace e trovandosi l'Armata in un posto avanzato. Molte sono le licenze di convalescenza per i feriti gravi, specialmente nella giornata della battaglia di San Martino, dimessi dagli ospedali. Finalmente, un R.D., conferma la pace: ciò si riflette anche sull'amministrazione della giustizia penale. Nelle sue note caratteristiche desumiamo: "Il magg. cav. P.C. disimpegnò le funz. di comand. del Quartier Generale Principale. Attivo, intelligente, istruito nel serv. pratico mil., dotato di buon senso e criterio pratico, d'indole buona e conciliante, autorevole e risoluto","compì con molta lode lo spinoso suo ufficio a tale che S.M. il Re gli volle dare un contrassegno della particolare sua soddisfazione, conferendogli di moto proprio le insegne di cav. dell'Ord. Mauriziano".

Nel gennaio 1860 redige il "Rapporto sommario sull'andamento del servizio dei varii corpi della 5ª Div. durante la Campagna del 1859", in cui sintetizza ed analizza le varie relazioni pervenutegli.