Nato a Martina Franca, Consoli mosse i primi passi politici nell'esecutivo nazionale della Federazione Giovanile Socialista all'epoca guidata da Claudio Signorile. Successivamente, insieme ad altri esponenti del Psi e della Fgs uscì dal partito per fondare il Movimento dei Socialisti Autonomi.

Confluito insieme a buona parte del Movimento nel Partito Comunista Italiano, Consoli, tornato in Puglia dopo anni di impegno politico a Roma e a Palermo, divenne in breve tempo un dirigente della federazione provinciale di Taranto del Pci (ricoprendo il ruolo di capogruppo comunista nel Consiglio Provinciale di Taranto) e, successivamente entrò nella segreteria regionale della Cgil e, infine, nella segreteria regionale del Pci all'epoca diretta da Massimo D'Alema.

Eletto senatore nel collegio di Martina Franca nel 1983, Consoli fu segretario dell'Ufficio di Presidenza del Senato e capogruppo del Pci nella Commissione Industria, venendo rieletto aumentando notevolmente i suoi consensi e quelli del partito nel collegio di riferimento nel 1987. Alfiere della questione morale (con una particolare attenzione agli intrecci tra politica, economia e organizzazioni malavitose nel territorio tarantino) e protagonista della vertenza Taranto per la diversificazione produttiva del territorio ionico, Vito Consoli morì improvvisamente di infarto miocardico nella notte tra l'11 e il 12 novembre 1989 nella sua casa di Taranto. Al Senatore Consoli la Città di Martina Franca ha infine dedicato una via cittadina in ricordo del suo impegno e del suo ruolo nella politica locale, regionale e nazionale.

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