Il Real Club Deportivo de A Coruña, meglio noto come Deportivo A Coruña (o Deportivo La Coruña) o più semplicemente come Deportivo, è una società calcistica spagnola della città di La Coruña, in Galizia. Milita in Primera División, la massima divisione del campionato spagnolo di calcio.
Il primo nome adottato dal club fu Club Deportivo de la Sala Calvet, uno dei ginnasi della A Coruña dell'epoca. Nel 1909 la squadra ottenne anche l'appellativo Real e l'uso della corona avendo accettato Alfonso XIII la presidenza onoraria. La denominazione ufficiale del club è stata cambiata nel 2026 da "Real Club Deportivo de La Coruña" a quella attuale, con il toponimo della città reso più simile a quello in galiziano.
Fondato nel 1906, nella sua storia ha vinto un campionato spagnolo (2000), due Coppe del Re (1995 e 2002) e tre Supercoppe di Spagna (1995, 2000 e 2002). Ha partecipato a cinque edizioni consecutive della UEFA Champions League, dal 2000-2001 al 2004-2005, arrivando in semifinale nel 2003-2004.
Storia 1902-1928: fondazione e primi passi Nel 1902 Jose María Abalo, uno studente che fece ritorno in patria dopo una permanenza di studio in Inghilterra, introdusse il calcio nella città di La Coruña. Il gioco ottenne presto popolarità e furono formate varie squadre amatoriali.
Nel dicembre del 1906, membri del ginnasio Sala Calvet formarono la squadra che inizialmente portava il nome dell'istituto, nominando Luis Cornide come primo presidente. Nel maggio 1907 Alfonso XIII concesse al club l'appellativo Real e la squadra cambiò il nome nell'attuale. Il Depor cominciò a giocare al Corral de la Gaiteira ("Campo dei suonatori di gaita"), ma presto si spostò al vecchio Riazor, un nuovo campo vicino l'omonima spiaggia di Riazor.
La squadra giocò amichevoli regolarmente e partecipò ai campionati locali, non riuscendo ad ottenere alcun successo nell'unica competizione ufficiale del tempo, la Copa del Rey nelle prime edizioni. Nel 1912 vinse la Copa España, torneo parallelo alla Copa del Rey, disputato solo in quella stagione e che la RFEF ha riconosciuto come ufficiale soltanto a marzo 2023, riconoscendo quindi al Deportivo il suo primo trofeo ufficiale 111 anni dopo la sua disputa.
Nel 1920, alle Olimpiadi del 1920 ad Anversa, ci fu il debutto della nazionale di calcio spagnola le cui buone gesta fecero aumentare la popolarità del calcio in patria e contribuirono alla formazione di squadre professionistiche così da poter disputare il primo campionato spagnolo della storia, quello del 1928-29. Il Depor non figurava comunque tra le compagini dei primi campionati storici.
Dal 1928 al 1948
Nel 1928 il Depor fallì la possibilità di giocare la prima Primera División della storia e fu inserita in Segunda División dove finì 8° su 10. La squadra rimase in Segunda per parecchi anni, soffrendo anche i problemi di un campionato con continui cambi strutturali e geografici. Nel 1932 arrivò con una vittoria in coppa del Depor contro il imbattuto in campionato, una prima piccola soddisfazione.
Nel 1936 scoppiò la Guerra civile spagnola così le competizioni ufficiali furono bloccate fino al 1939–40. Il 29 luglio 1936 venne fucilato il giocatore biancoblu Bebel García, che si era unito alla resistenza repubblicana contro i franchisti. In quella stagione, gli erculei si qualificarono al playoff previsto in quella stagione per la promozione. Fato volle che il match fosse contro gli arcirivali galiziani del Celta Vigo impegnati a non retrocedere. La partita fu vinta dal Celta 1-0, che rimase in Primera, lasciando infranti i sogni di promozione del Depor. L'appuntamento con la storia fu rimandato di un solo anno, dato che il Deportivo raggiunse nuovamente il play-off promozione, stavolta battendo il Murcia 2-1 e ottenendo la prima agognata promozione in prima divisione.
La prima stagione in Liga fu un successo per la squadra galiziana, che terminò quarta. Il trend calò però drasticamente di anno in anno, passando dal 9º al 12º fino al 14º posto nel 1945, che risultò in una retrocessione e quindi ad un ritorno in Segunda. Gli anni successivi furono caratterizzati da un saliscendi continuo: la squadra ottenne la promozione immediata per poi retrocedere nuovamente, salvo poi risalire in Liga ulteriormente l'anno successivo ancora.
Dal 1949 il Deportivo si stabilì definitivamente nel massimo campionato inaugurando una decade di prestazioni al vertice del campionato. Il club decise anche di costruire un nuovo stadio, il Riazor che è tuttora il campo casalingo. Fu inaugurato il 28 ottobre 1944 con una partita di campionato contro il Valencia. In questo periodo prolifico di soddisfazioni e cambiamenti, il giocatore chiave fu Juan Acuña, portiere della formazione. Xanetas, come era conosciuto tra i tifosi, ottenne fino a quattro trofei Zamora tra il 1942 ed il 1951, divenendo di fatto il secondo portiere più premiato della storia del campionato spagnolo.
1948-1957: il decennio d'oro
Il club terminò la stagione 1948–49 al decimo posto. La stagione successiva vide invece il loro primo maggior risultato in campionato, terminando il Depor la stagione al secondo posto soltanto un punto dietro all'Atlético de Madrid. La squadra era guidata dall'allenatore argentino Alejandro Scopelli, che portò nel club un gruppo di giocatori sudamericani come Julio Corcuera, Oswaldo García, Rafael Franco e Dagoberto Moll che resero il club molto più competitivo e capace di restare al vertice del campionato spagnolo per nove stagioni di fila fino al 1957. Fu un gran periodo per il club che vide tra i suoi membri illustri allenatori come Helenio Herrera e giocatori come Pahiño ed il locale Luis Suarez (unico giocatore a ricevere il Pallone d'oro) al Riazor.
1957-1973: il periodo altalenante Dopo 9 stagioni ad alto livello, la squadra retrocesse in Segunda División nel 1957 rimanendo nel campionato cadetto per ben 5 anni, fino alla promozione del 1962. Questo anno fu l'inizio di un'era altalenante che portò il club ad essere soprannominata "squadra ascensore" per i suoi continui cambi di categoria: raggiunta la promozione del 1962, retrocessero nuovamente nel 1963, per risalire nel 1964 e riscendere l'anno seguente, ritornare nuovamente nel 1966 e ricadere nel 1967, ottenere una nuova ulteriore promozione nel 1968 e retrocedere nuovamente dopo soli due anni nel 1970. Ultimo ascesa nel 1971, susseguita da una retrocessione due anni dopo.
Nonostante il rendimento schizofrenico, il Depor disponeva di un settore giovanile di altissimo livello al tempo e lanciò giovani come Amancio Amaro, Severino Reija, José Luis Veloso o Jaime Blanco, che iniziarono la propria carriera al Riazor e scrissero pagine internazionali di calcio nella rispettiva nazionale. Tuttavia, la problematica situazione finanziaria delle casse del club portò alla vendita forzata di questi giocatori, senza che la squadra potesse consolidare un buon gruppo per ottenere prestazioni elevate. Se l'era altalentante degli anni 60 non lasciò particolarmente contenti i tifosi come è lecito immaginare, terminò nel 1973 per dare inizio ad un'era ancora peggiore.
1973-1988: il periodo buio Dopo la retrocessione del 1973, il club entrò in un periodo di crisi profonda e sprofondò in una sola stagione addirittura nella terza serie spagnola (Tercera División) per la prima volta nella sua storia. Tuttavia il Depor riuscì a risalire in un solo anno in Segunda, consolidandosi nel campionato cadetto per circa dieci anni. Nel campionato 1979-80 tuttavia crollò nuovamente, retrocedendo di nuovo nella nuova Segunda División B, comunque terza categoria professionistica, per la seconda ed ultima volta della sua storia. Fatto curioso, quell'anno retrocesse insieme agli arci-rivali del Celta, dando vita nella stagione 1980-81 alle partite più seguite di sempre nella storia della terza serie spagnola. Entrambe le formazioni galiziane fecero in ogni caso soltanto un anno di purgatorio.
La situazione in Segunda negli anni successivi non migliorò molto, dato che furono assai poche le possibilità di ottenere una promozione e molte più le stagioni dal rendimento mediocre. Nella stagione 1987-88 addirittura il Deportivo rischiò un'ulteriore retrocessione in terza divisione, evitata soltanto con uno storico gol di Vicente Celeiro contro il Racing de Santander nei minuti di recupero dell'ultima partita di campionato. Questo episodio è generalmente considerato la fine del periodo buio del club e l'inizio di una nuova era.
Del resto durante questi anni, oltre ai problemi sul campo, il club affrontò soprattutto gravi problemi economici e societari, con mancanze di fondi ed allenatori esonerati praticamente ogni anno. Nell'estate del 1988, un'assemblea aperta e pubblica scelse un nuovo apparato dirigente con a capo Augusto César Lendoiro. Il Depor al tempo aveva un debito stimato di circa 600 milioni di pesetas, era fuori dal grande calcio da 15 anni e non disponeva praticamente più di infrastrutture necessarie a livello economico e sportivo.
1988-1999: la rinascita e il mito del Super Depor
I benefici della gestione Lendoiro si fecero subito sentire e furono solo due gli anni di assestamento in Segunda. Di lì a poco la compagine allenata da Arsenio Iglesias e guidata in campo da Đukić, Claudio, Aldana, Fran, Mauro Silva e Bebeto avrebbe infatti ottenuto risultati di rilievo. In tre stagioni, dal 1992-1993 al 1994-1995, fu due volte vicecampione di Spagna e una volta terza forza della Liga, vincendo una Coppa del Re nel 1994-1995.
La svolta sportiva risale al 1990-1991, con la promozione in massima serie. Ottenuta la salvezza nella stagione seguente, nel 1992-1993, rinforzato dagli acquisti di Bebeto e Mauro Silva, si guadagnò il soprannome di Súper Depor e gareggiò con il per la vittoria del campionato, così come la stagione successiva, quando il sogno s'infranse all'ultimo minuto dell'ultima giornata, a causa di un calcio di rigore sbagliato dal serbo Miroslav Đukić nella gara casalinga con il Valencia (finì 0-0). Bebeto si laureò Pichichi nel campionato 1992-1993 e Liaño fu insignito del Trofeo Zamora nel campionato 1993-1994.
Nel 1994-1995 la squadra galiziana giunse in finale di Coppa del Re al Bernabéu di Madrid e si aggiudicò il suo primo trofeo ufficiale proprio contro la squadra con cui, appena un anno prima, era svanito il titolo di campione nazionale, il . Nel 1995 mise in bacheca anche la Supercoppa di Spagna, vinta dopo la doppia sfida contro il , battuto per 3-0 in casa e per 1-2 in trasferta.
Nella prima metà degli anni 90 il Deportivo fece inoltre quattro partecipazioni alla Coppa UEFA e una alla scomparsa Coppa delle Coppe, torneo in cui nel 1995-1996 il club galiziano raggiunse la semifinale, dove fu arrestato dai futuri vincitori della competizione, i francesi del .
2000-2008: il Deportivo campione di Spagna e tra le grandi d'Europa Nella stagione 1999-2000 il Deportivo allenato da Javier Irureta vinse per la prima volta il campionato spagnolo. Le stelle di quella squadra erano Songo'o, Djalminha, Pauleta, Fran, Mauro Silva, Donato, Naybet, Flores e Makaay, attaccante olandese autore di 22 gol, molti dei quali decisivi. La lotta al vertice fu molto serrata, specie nelle ultime sette giornate. Pur avendo perso lo scontro diretto del 18 marzo 2000 contro il al Camp Nou, il Depor amministrò il vantaggio residuo fino alla fine. Pur avendo ottenuto solo due punti nelle tre giornate precedenti all'ultimo turno, la squadra galiziana riuscì a mettere in bacheca il trofeo all'ultima giornata, battendo per 2-0 l' grazie ai gol di Donato e Makaay. Il 19 maggio 2000 i tifosi galiziani poterono dunque festeggiare uno storico titolo spagnolo, il primo in 94 anni di storia del club.